Crescono le foreste europee, ma le aziende del legno dipendono dall’estero
Secondo i dati EOS il patrimonio boschivo è aumentato del 45% dal 1990, ma nel 2024 l’Italia ha importato la maggioranza del materiale trasformato
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
La buona notizia è che le foreste europee continuano a crescere: secondo Report annuale 2025-2026 della European Organisation of the Sawmill Industry (EOS), organismo che rappresenta circa l’80% della produzione europea di legname segato, le foreste europee coprono oggi oltre 232 milioni di ettari, pari al 35,4% della superficie terrestre del continente, e negli ultimi 35 anni sono cresciute di oltre 23 milioni di ettari, con un incremento medio di circa 665mila ettari ogni anno. Parallelamente, il patrimonio forestale europeo ha raggiunto 38,3 miliardi di metri cubi di stock legnoso, in aumento di circa il 45% rispetto al 1990.
Chiedilo al Sole
Eppure, e questa è la notizia meno buona, la disponibilità di materia prima per l’industria del legno si conferma una delle principali sfide per la competitività della filiera e per gli obiettivi di sostenibilità dell’Europa, come è emerso dagli Stati Generali Foresta-Legno organizzati a Bologna da Filiera Legno (associazione che rappresenta quasi 600 imprese dell’industria del legno), riunendo istituzioni, decisori pubblici, rappresentanti del mondo forestale, imprese, professionisti, progettisti, università e centri di ricerca.
Nel 2020 il sistema foresta-legno ha generato oltre 113 miliardi di euro di valore aggiunto e occupato circa 2,4 milioni di persone tra attività forestali, prima trasformazione e industrie collegate.
Il paradosso dell’italia
Se questa è la fotografia a livello europeo, l’Italia ha caratteristiche tutte sue: pur disponendo di una superficie forestale in costante crescita e di un patrimonio boschivo tra i più estesi d’Europa, il nostro Paese continua a dipendere in misura significativa dalle importazioni di materia prima legnosa. Nel 2024 sono stati importati circa 1,47 milioni di metri cubi di materiale tondo, mentre il consumo nazionale di legname segato di conifera si mantiene intorno a 5,45 milioni di metri cubi.
Accanto a questa dipendenza dall’estero emergono tuttavia segnali incoraggianti: la produzione nazionale di segati di conifera è tornata a crescere e si avvicina oggi a quota un milione di metri cubi, confermando il ruolo strategico delle segherie italiane nella valorizzazione della risorsa forestale nazionale.







