Industria auto

Crisi Volkswagen, la riorganizzazione: meno modelli e produzione ridotta

Dopo le indiscrezioni arrivate dalla stampa tedesca su possibili chiusure di fabbriche e licenziamenti, il Gruppo aggiunge dettagli in materia di riorganizzazione

FOTO D'ARCHIVIO: Un tecnico pulisce il logo VW durante l'ispezione finale di una auto elettrica il 14 maggio 2025. REUTERS/Matthias Rietschel/Foto d'archivio REUTERS

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Volkswagen pronta a chiudere quattro stabilimenti in Germania e licenziare migliaia di persone. Indiscrezioni arrivate dalla stampa tedesca a pochi giorni dal programma presentato dal Consiglio di Amministrazione al Consiglio di Sorveglianza, dove il gruppo diretto da Oliver Blume ha presentato un piano articolato in diverse iniziative strategiche e gli obiettivi per il 2030. Programma che mette nero su bianco chiusura degli impianti o licenziamenti ma, tra le priorità immediate, la riduzione della complessità e del numero di varianti all’interno della gamma prodotti, un più stretto allineamento tra prodotti, tecnologie e specificità dei mercati regionali, l’adeguamento delle capacità produttive all’evoluzione della domanda e la semplificazione delle strutture organizzative e del portafoglio partecipazioni del Gruppo.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Tradotto? Meno modelli e versioni, riduzione della capacità produttiva per essere in linea con la domanda, cessione delle attività non strettamente correlate all’auto, produrre auto che rispondano alle richieste dei principali mercati a partire dalla Cina e strutture più snelle in materia di personale non legato alla produzione. Nonostante il quadro appaia complesso, il Gruppo VW continua ad essere al primo posto in Europa come immatricolazioni e nel 2025, per la prima volta, una quota di mercato superiore nei veicoli elettrificati rispetto a quella nei veicoli con motore a combustione.

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Gamma prodotti razionalizzata e minore complessità
La gamma di modelli sarà progressivamente razionalizzata fino al 50% e concentrata nei segmenti di mercato più attrattivi. Parallelamente, la complessità dell’offerta, ad esempio in termini di configurazioni e dotazioni disponibili, sarà ridotta fino al 75%. Addio, quindi, ad un lungo elenco di modelli e versioni? Non proprio, come dimostrato da quello che sta succedendo in casa Audi. Il marchio di Ingolstadt ha ridotto la gamma con l’eliminazione di A1 e Q2, concentrando le novità lanciate e in arrivo su 3 piattaforme: Meb e Ppe per le elettriche e PPC per le termiche ibride.

Piattaforme che arriveranno sotto novità come Q2 e-tron e Q9. Anche le versioni sono già state razionalizzate, con molte meno opzioni rispetto al passato ed allestimenti più ricchi in grado di ridurre le complessità produttive. Oliver Blume, Ceo del Gruppo Volkswagen ha dichiarato: «Il nostro obiettivo è chiaro: entro il 2030 vogliamo rendere il Gruppo Volkswagen l’azienda automobilistica più attrattiva al mondo, grazie a Brand iconici, prodotti capaci di entusiasmare, tecnologie all’avanguardia, solidi risultati finanziari, una performance affidabile sui mercati dei capitali e una forte cultura di squadra. Con il nostro piano per il futuro entriamo nella prossima fase della trasformazione, facendo leva sulle nostre forze e capacità. Stiamo rendendo il Gruppo Volkswagen più rapido, resiliente e competitivo: attraverso una riduzione della complessità, una maggiore focalizzazione sulle tecnologie strategiche, un allineamento ancora più stretto tra prodotti, sviluppo e produzione rispetto alle esigenze dei mercati regionali, l’ottimizzazione delle capacità produttive, una razionalizzazione del portafoglio partecipazioni e strutture organizzative più snelle. In questo modo creiamo le condizioni per un successo duraturo, anche in un contesto sempre più sfidante».

Tecnologie a livello di Gruppo

Il fallimento di Cariad ha insegnato al Gruppo Volkswagen l’importanza di eliminare strutture che non servono e non capaci di rispondere alle diverse esigenze. Le principali aree tecnologiche relative a piattaforme, architetture elettroniche e sistemi software, saranno, infatti, ulteriormente armonizzate e sviluppate in modo coerente con le esigenze dei diversi mercati globali. L’obiettivo è valorizzare al meglio le sinergie all’interno del Gruppo ed eliminare sovrapposizioni tecnologiche.

Gruppo Volkswagen, capacità produttiva

Passare da una capacità produttiva pensata per costruire 12 milioni di veicoli pre-Covid agli attuali 9 milioni. È questo il piano comunicato dal Gruppo Vw, senza specificare gli impianti che verranno chiusi o dedicati ad altre attività. Negli ultimi anni è già stata realizzata una riduzione di circa 2 milioni di veicoli in termini di capacità produttiva e ulteriori interventi saranno attuati in Europa e in Cina. Parallelamente, saranno incrementate l’efficienza delle attività di sviluppo e delle funzioni indirette. Digitalizzazione, intelligenza artificiale e servizi condivisi contribuiranno ad aumentare produttività e rapidità operativa. Strutture manageriali più snelle renderanno inoltre i processi decisionali più semplici ed efficaci; dichiarazione che anticipa una possibile riduzione di personale non strettamente dedicato alla produzione di vetture.

Focus sul business automotive

Il programma prevede una focalizzazione sulle attività automotive. Il portafoglio delle partecipazioni e degli investimenti sarà gestito con una maggiore attenzione al contributo strategico, al rendimento e all’impiego del capitale. L’obiettivo è aumentare il livello di focalizzazione, ridurre la complessità e accrescere la flessibilità finanziaria. In questa direzione si inserisce anche l’accordo raggiunto alla fine di giugno per la cessione della quota di maggioranza di Everllence. L’operazione genererà un afflusso di cassa di circa 7,4 miliardi di euro, rafforzando la solidità finanziaria del gruppo e ampliando la capacità di investimento per il suo sviluppo strategico futuro.

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