Dall’11 febbraio

Dai lanciasiluri ai cannoni: com’è fatta la fregata Martinengo, unità di bandiera dell’operazione Ue Atalanta

Si tratta della missione per il contrasto alla pirateria già operativa in una zona compresa tra il Mar Rosso, il Golfo di Aden e parte dell’Oceano Indiano, Isole Seychelles incluse. Ad essa si affiancherà Aspides

Mar Rosso, l'Europa prepara la missione Aspides

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Dopo aver effettuato il passaggio di consegne con il cacciatorpediniere “Caio Duilio, che sarà in prima linea nella missione europea “Aspides” nel Mar Rosso - il via libera all’operazione da parte del Consiglio affari esteri Ue è atteso per il 19 febbraio - la fregata “Martinengo” sta ora per assumere il compito di unità di bandiera di “Atalanta”, la missione dell’Unione europea per il contrasto alla pirateria già operativa in una zona compresa tra il Mar Rosso, il Golfo di Aden e parte dell’Oceano Indiano, Isole Seychelles incluse. Il nuovo impiego scatterà domenica 11 febbraio.

L’identikit della Martinengo

Sul sito del ministero della Difesa sono riportate alcune informazioni sull’imbarcazione. Lunga 144 metri e larga oltre 19, 27 nodi di velocità e un’autonomia di 6000 miglia a 15 nodi, 168 membri di equipaggio, la nave Federico Martinengo (F596) è la settima Unità FREMM italiana e la terza in configurazione GP, “General Purpose”. Costruita nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso, è stata varata nel febbraio del 2017 e successivamente trasportata allo stabilimento del Muggiano (La Spezia) per il completamento dell’allestimento e le prove di collaudo. Per quanto riguarda gli armamenti, dispone di: SAAM ESD a 16 celle per missili ASTER 15 e ASTER 30 - TESEO Mk2A - Cannone 127/64 LW (munizionamento VULCANO e tradizionale) - ILDS - 2 mitragliere 25/80 - 2 lanciasiluri B515 per siluro MU90 - 2 elicotteri NH90 o 1 SH90 o 1 EH101.

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Il programma di cooperazione italo francese

Il programma di cooperazione internazionale italo-francese FREMM prevede, per l’Italia, l’acquisizione di 10 fregate multi-missione (6 di tipo “General Purpose” caratterizzate da elevata flessibilità di impiego operativo e di 4 di tipo antisommergibile - caratterizzate da maggiori capacità in tale particolare forma di impiego operativo). Entrambe le versioni dispongono di una capacità di difesa antiaerea ed antinave, e possono impiegare di elicotteri SH90/EH101. La versione ASW dispone di un sonar rimorchiabile e tubi lancia siluri.

La curiosità

Sullo sfondo azzurro dello scafo sono visibili il motto dell’unità, “Sufficit Animus ” e il distintivo ottico F 596. Dallo sfondo si staglia un mezzobusto dell’Ammiraglio Luigi Rizzo. Il crest è sormontato dalla corona turrita e rostrata, simbolo della Marina Militare. Le origini del motto Sufficit Animus risalgono al filosofo Seneca il quale, nel suo trattato “I Benefici”, Lib. II, Cap. 31, scriveva: «Quando rivolgiamo ogni cosa al nostro animus, tutto è possibile; e anche quando non mi è concesso di far uso della pietà, della fede, della giustizia ed ogni virtù in sé perfetta, l’uomo può essere grato alla volontà. Chiunque ogni volta che si proponga un obiettivo e lo consegue, coglie il frutto del proprio lavoro. Colui che fa un favore cosa si propone? Dare all’altro è esso stesso piacere». In ambito militare fu il motto della Prima Squadriglia Aerea il cui stemma era raffigurato da uno sperone di nave sostenuto dalle ali di un’aquila. È stato anche un motto d’Annunziano, quando il poeta non rinunciò a volare nemmeno dopo l’incidente del gennaio del 1916, dove, a seguito di un brusco ammaraggio nelle acque di Grado, urtò violentemente contro la mitragliatrice del velivolo, a seguito del quale perse la vista dall’occhio destro.

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