Verso il voto a Rabat

Dal calcio alle urne: Fouzi Lekjaa entra a gamba tesa nelle elezioni marocchine

A metà estate il presidente della Federazione calcistica marocchina e ministro delegato al Bilancio si schiera con il Partito Autenticità e Modernità. Voci lo danno in corsa come premier anche se non candidato. Una novità che cambia gli equilibri dello schieramento di maggioranza. La popolarità arriva dalle vittorie della Nazionale

di Sergio Rochi

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Il presidente della Federazione calcistica del Marocco, Fouzi Lekjaa. (Foto AP/Alexander Zemlianichenko)

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Entrato il 25 luglio nel Partito Autenticità e Modernità (PAM), il presidente della Federazione calcistica marocchina e ministro delegato al Bilancio è diventato il protagonista assoluto della campagna elettorale. Pur non essendo candidato, Fouzi Lekjaa riempie le piazze, favorisce nuove adesioni, provoca la reazione frontale del Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti e alimenta le ipotesi su una sua possibile ascesa alla guida del governo. «Un dirigente instancabile, un lavoratore infaticabile»: così lo descrivono nei corridoi della Confederazione africana di calcio (CAF).

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Il 23 settembre i marocchini eleggeranno i 395 deputati della Camera dei rappresentanti, con circa 16,5 milioni di elettori. La competizione più accesa non contrappone maggioranza e opposizione, bensì i tre partiti che governano insieme dal 2021: il Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti (RNI), il PAM e l’Istiqlal. Alla vigilia delle candidature il colpo di scena: Lekjaa rinuncia a correre a Berkane, la sua città natale, dove il partito sceglie Mohamed Ibrahimi. Il ministro non abbandona però la campagna, e anzi ne diventa l’asse portante. Attraversa il Paese, difende il programma del PAM — sul quale la sua impronta appare determinante —, mobilita le folle, catalizza l’attenzione e pronuncia discorsi diretti. Il suo linguaggio non risparmia neppure gli alleati di governo. A Fès, Séfrou e Berkane lo accolgono al grido di «Sir, Sir, Sir» — «Avanti, avanti, avanti» —, lo slogan reso popolare dalle imprese della nazionale di calcio. Il tour nella regione Orientale prosegue verso Guercif, Oujda e Bouarfa, tra incontri ravvicinati con cittadini e militanti, tenendo in media quattro comizi al giorno. Il programma sostenuto è stato quantificato a Rabat il 1º settembre dall’ufficio politico del partito: circa 350 miliardi di dirham di spesa aggiuntiva nella legislatura 2027-2031, pari a circa 70 miliardi l’anno.

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In quattro settimane conquista il primato mediatico

Tra il 17 agosto e il 12 settembre la quota settimanale di citazioni sui media è passata dal 2,5 al 13,1%, portandolo dal decimo al primo posto tra le personalità più menzionate, davanti al capo del governo Aziz Akhannouch. Tra i soli esponenti del PAM concentra il 39,9% delle citazioni, contro il 13% di agosto; sui social network raggiunge il 72,1%. Il tutto grazie alla popolarità costruita nel calcio.

Dall’estate il suo nome circola con insistenza come possibile capo del governo. Il PAM, secondo nel 2016 e nel 2021, punta ora al primo posto: il ministro parla di una «evoluzione logica» per l’unico grande partito che non ha mai guidato l’esecutivo. Sulle ambizioni personali liquida con poche parole: «Non ci ho mai pensato». Fatima Ezzahra El Mansouri nega qualsiasi ipotesi di sostituzione, mentre Mehdi Bensaïd respinge le voci di rivalità ma rifiuta di ridurre la corsa alla guida del governo a due soli nomi.

Agosto 2026: guerra aperta con il RNI

Il 25 agosto l’ufficio politico del RNI, presieduto da Mohamed Chouki, accusa il PAM di sottrargli amministratori ed eletti e ne denuncia apertamente i metodi. Lo stesso giorno Marouane Chbaatou, deputato uscente di Midelt e membro dello stesso ufficio, lascia il RNI per aderire al «partito del Trattore», soprannome con cui è noto il PAM. L’episodio sancisce la rottura tra due formazioni che siedono fianco a fianco al governo da cinque anni.

Insomma, l’ingresso in politica di Lekjaa sconvolge una campagna fino a poco fa dominata dal duello tra Akhannouch e Abdelilah Benkirane, leader del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (PJD), la formazione islamista. Il PAM capisce di trovarsi davanti a un’autentica figura di potere: l’accoglienza, tra sorrisi trattenuti e precedenze gerarchiche improvvisamente incerte, rivela il disagio di un apparato chiamato a misurarsi con un uomo troppo influente per essere una semplice recluta.

Nazionale del Marocco (Lapresse)

Cinque anni al Bilancio

Nominato il 7 ottobre 2021 nel governo guidato da Aziz Akhannouch, Lekjaa è diventato uno degli architetti della politica finanziaria del Regno: dalle leggi di bilancio alla riforma del sistema delle compensazioni, dal grande cantiere della protezione sociale al dialogo con le parti sociali, fino alla gestione del debito pubblico. Davanti alla Camera dei rappresentanti ha difeso un bilancio che considera solido. Nel 2025 le entrate ordinarie dello Stato avrebbero raggiunto i 424 miliardi di dirham, con un incremento del 14,2%. Il disavanzo pubblico sarebbe stato contenuto al 3,5%, mentre il debito del Tesoro sarebbe sceso al 67,2% del Prodotto interno lordo, rispetto al 67,7% del 2024. Nello stesso periodo la spesa per la protezione sociale sarebbe salita a 37,7 miliardi, contro i 32 miliardi dell’anno precedente. Non ha nascosto i limiti della propria azione: in un video intitolato «Biwodouh», vale a dire «Con chiarezza», ha ammesso che le risorse mobilitate a sostegno del potere d’acquisto «non hanno consentito di raggiungere gli obiettivi auspicati». Ha inoltre ricordato che le sue competenze vengono esercitate sotto l’autorità del capo del governo e della ministra dell’Economia e delle Finanze.

Il calcio come base della popolarità

Il fondamento resta lo sport. Dopo la Coppa d’Africa in casa, i Leoni dell’Atlante avrebbero raggiunto i quarti ai Mondiali; nel 2023 il Regno ha ottenuto con Spagna e Portogallo i Mondiali del 2030. Il 2025 ha portato la Coppa d’Africa Under 17 e il Mondiale Under 20, mentre ai Giochi del 2024 è arrivato il bronzo. Lo stadio Hassan II di Benslimane, 114.414 posti, ambisce a ospitare la finale del 2030, contendendola al Bernabéu. Lekjaa viene dall’amministrazione finanziaria, dove si è costruito una fama di tecnico rigoroso, e dal calcio, dove ha trasformato una federazione paludata in un riferimento internazionale. La sua proposta si riassume in una formula: ciò che lo Stato ha saputo fare per undici giocatori, può farlo per i cittadini.

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