Fisco

Dalla casa ai figli, partono le verifiche sul 730 precompilato

Modelli disponibili per avviare la fase di controllo. Affitti brevi con Cin all’esordio. Attenzione anche su redditi e pensioni

di Giuseppe Latour e Giovanni Parente

3' di lettura

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Casa e figli sotto esame nel nuovo 730. Sia per quanto riguarda le posizioni a carico sia per le spese sostenute. Il primo check sulla dichiarazione precompilata 2025, dal pomeriggio di mercoledì 30 aprile a disposizione nell’area dedicata del sito delle Entrate, sia nella modalità ordinaria che semplificata (oltre 200mila accessi sono stati registrati solo nelle prime 2 ore e mezza dall’apertura della funzionalità di consultazione), consente di mettere a fuoco le voci su cui sarà necessario un supplemento di istruttoria in vista dell’avvio della fase 2 dal 15 maggio, quando sarà possibile accettare o modificare il modello e trasmetterlo all’Agenzia. E proprio sugli immobili e sulla situazione familiare è particolarmente alto il rischio di incongruenze e disallineamenti: le verifiche dovranno partire da lì.

Riscontri ad ampio raggio

Ma non dovranno fermarsi a quei dati, perché anche sui redditi bisognerà porre molta attenzione. A partire dalle pensioni, sulle quali è arrivata qualche segnalazione di incompletezza dei dati. Una spiegazione - presentata anche dalle Faq delle Entrate - potrebbe essere legata alla duplicazione delle CU. Nel caso in cui il sostituto d’imposta abbia trasmesso all’Agenzia più certificazioni, quella corretta potrebbe non essere stata considerata. A quel punto, il contribuente è tenuto ad aggiungere i redditi in sede di modifica.

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Le modifiche sulle abitazioni

Tornando al fronte casa, bisogna prestare attenzione alle eventuali variazioni in corso d’anno. Ad esempio, può essere possibile che sia cambiata l’abitazione principale nel 2024. In queste situazioni bisognerà fare molta attenzione nel modello che il nuovo immobile di proprietà in cui è stata trasferita la residenza venga indicato con il codice e con il numero di giorni corretto.

La prima rata dei bonus ristrutturazioni

Sempre sul fronte legato alle abitazioni c’è anche la gestione dei bonus casa (al di là dello spalmadetrazioni del superbonus). Qui si conferma la regola generale che per gli interventi privati (quindi non condominiali), come ad esempio ristrutturazioni o manutenzioni straordinarie che danno diritto alla detrazione del 50% in dieci anni, la prima rata non è direttamente riportata nella precompilata ma viene “parcheggiata” nel foglio informativo allegato e quindi occorrerà una modifica della precompilata (da quando sarà possibile) per farla valere nella liquidazione finale.

Gli interessi passivi per i mutui

Restando in tema di casa, una novità che si evince dalle Faq sul sito dell’Agenzia riguarda l’incrocio tra la detrazione per i mutui e le agevolazioni sui fringe benefit. A partire dal 2024 il datore può rimborsare al proprio dipendente, insieme agli altri fringe benefit, anche gli interessi del mutuo relativi alla prima casa. Se le somme rimborsate per i fringe benefit sono inferiori a 1.000 euro, per i dipendenti senza figli a carico, e a 2.000 euro, per i dipendenti con figli a carico, tali rimborsi non sono assoggettati a tassazione e, per l’ammontare rimborsato, gli interessi passivi non possono essere detratti. Se l’ammontare dei fringe benefit supera i limiti, i rimborsi per interessi di mutuo sono assoggettati a tassazione ordinarie le spese sostenute nell’anno possono essere detratte.

Gli affitti brevi: un solo immobile al 21%

Una novità del 2024 riguarda le locazioni brevi: per loro scatta il nuovo regime di tassazione con l’aliquota base al 21% e il 26% a partire dal secondo immobile locato. La precompilata raggrupperà i redditi in entrata attraverso i Cin, i nuovi codici identificativi che marchiano gli immobili, e applicherà la tassazione più vantaggiosa, in presenza di più immobili, a quello con il canone più alto. Sarà, poi, il contribuente a dover confermare questa attribuzione.

I figli a carico

Passando ai figli, una delle prime verifiche da effettuare è quella sull’effettiva presenza di tutti quelli a carico, soprattutto nel caso di nuovi nati nel 2024. Potrebbe accadere, ad esempio, che la CU del datore di lavoro non riporti correttamente la situazione familiare, trascinando il dato non aggiornato ed errato anche all’interno della precompilata. Un simile può verificarsi quando in famiglia solo uno dei genitori abbia interrotto un rapporto di lavoro dipendente nel corso dell’anno: i giorni a carico inseriti nella CU, a quel punto, risulteranno non coincidenti tra i genitori, generando una possibile anomalia da correggere manualmente.

Gli asili nido

Sulle spese per gli asili nido va segnalato un caso molto frequente. Queste, come segnala anche una Faq delle Entrate, non sono utilizzate all’interno della precompilata (e neanche esposte nel foglio riepilogativo) nel caso in cui l’Inps abbia comunicato l’accoglimento di una domanda per il bonus nido. Il motivo è che le detrazioni non sono cumulabili con il contributo. Nel caso in cui, allora, non compaiano dati comunicati dagli asili nido pubblici e privati, questa potrebbe essere la spiegazione.


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