De Nora paga il collocamento lampo del 5% da parte di Snam
Gli analisti vedono un rischio overhang, il titolo viaggia sotto il prezzo vendita
di Chiara di Cristofaro
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2' di lettura
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Industrie De Nora paga in Borsa la vendita del 5% da parte di Snam e viaggia al di sotto del prezzo di collocamento per un rischio overhang sul titolo. Lunedì, dopo la chiusura del mercato, Snam ha lanciato un accelerated bookbuilding per la vendita di circa 10 milioni di azioni Industrie De Nora, pari a circa il 5% del capitale sociale della società. Trenta minuti dopo il lancio, il bookrunner ha annunciato che il book era già coperto: il collocamento è stato prezzato a 6,69 euro per azione, per un controvalore complessivo di circa 67 milioni di euro, implicando uno sconto del 9,5% rispetto al prezzo di chiusura di De Nora di lunedì, pari a 7,40 euro.
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Per Banca Akros (che sul titolo ha un neutral con target price a 8,50 euro), la rapida copertura del book «è il segnale di una buona domanda iniziale da parte degli investitori istituzionali, probabilmente sostenuta dallo sconto del 9,5% sul precedente prezzo di chiusura». Il prezzo di collocamento, aggiungono, «è destinato a esercitare una pressione al ribasso sul titolo», come infatti sta accadendo. In seguito alla vendita, Snam, attraverso Asset Company 10 srl, detiene circa il 16,6% del capitale sociale della società. Secondo gli analisti di Akros, la quota residua di Snam «rappresenta un potenziale overhang, che potrebbe pesare sul titolo dopo la scadenza del periodo di lock-up di 90 giorni». Guardata dal punto di vista di Snam, l'operazione è coerente con il programma di asset rotation delineato dal piano industriale di Snam «che consente - dice Intermonte - di riallocare capitale verso attività che rafforzano ulteriormente la piattaforma infrastrutturale gas e ne supportano la strategia energetica integrata». Il prezzo di vendita, ricordano gli analisti (che su Snam hanno un outperform con tp a 6,90 euro), dovrebbe essere sostanzialmente in linea con il valore di carico (circa 7 euro per azione).
Da segnalare anche che De Nora ha annunciato che il Mimit ha rivisto l'importo totale del finanziamento pubblico concesso per lo sviluppo del progetto Gigafactory italiano, portandolo a 50,3 milioni di euro, a copertura del 100% dei costi ammissibili del progetto. Una notizia, dice Banca Akros, «già riflessa nella guidance attuale della società». Il contributo riguarda le attività di sviluppo e collaudo dei prodotti. Con l'annuncio di lunedì, De Nora ha quantificato la riduzione dei costi di progetto derivante dal ridimensionamento della Gigafactory.
