Interest rate swap

Derivati Otc, nella lite tra enti locali e banche pesa anche la Brexit

La Provincia di Pesaro e il Comune di Busto Arsizio sono alle prese con i contratti derivati disciplinati dagli accordi inglesi Isda

di Marcello Frisone

4' di lettura

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Giudice inglese sì, giudice inglese no. Complice anche la Brexit (l’uscita del Regno Unito dalla Ue dopo il referendum del 2016), sui derivati disciplinati dagli accordi Isda (International swaps and derivatives association) non si dirime ancora il dubbio sulla giurisdizione nel contenzioso tra enti territoriali italiani e banche straniere. Due i casi più recenti: 1) Provincia di Pesaro e Urbino (che oltre ad aver vinto in primo grado avanti al Tribunale di Pesaro ha ottenuto il riconoscimento della giurisdizione italiana nonostante il diniego della High Court di Londra); 2) Comune di Busto Arsizio che invece è adesso in Cassazione per decidere quale sia il giudice competente (italiano o inglese, appunto) nella disputa contro la banca. Ma andiamo con ordine.

Provincia di Pesaro e Urbino

Il primo swap stipulato risale al 2003 ed è stato rinegoziato nel 2005: questi swap hanno prodotto esborsi per l’ente per 6.700.000 di euro. Di qui, nel 2021, la causa della Provincia marchigiana (difesa dagli avvocati Luca Zamagni, Giovanni Cedrini e Matteo Acciari) contro la banca per aver violato gli obblighi consulenziali e informativi assunti con uno specifico contratto.

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Qualche mese dopo, la banca ha comunque citato in giudizio la Provincia alla High Court che ha confermato la giurisdizione inglese e la validità dei due swap. La banca, quindi, ha promosso regolamento di giurisdizione avanti la Cassazione a Sezioni unite per sentire confermata la giurisdizione inglese; la Corte (ordinanza 14939\2023) ha però stabilito la giurisdizione italiana in quanto l’articolo 13 dell’accordo Isda non si applica alle domande (come quelle proposte dalla Provincia) di responsabilità contrattuale o precontrattuale, riguardanti il contratto di consulenza.

Tribunale di Pesaro e Brexit

Nel frattempo, il Tribunale di Pesaro è giunto a sentenza il 23 dicembre 2024 e ha condannato la banca a risarcire tutti i danni all’ente. La questione più calda è stata: a decidere è il giudice inglese (storicamente più favorevole alle banche) oppure quello italiano? La giudice di Pesaro ha affermato che la sentenza del 2022 della High Court non potesse essere riconosciuta in Italia perché, dopo la Brexit del 2020, le sentenze inglesi non godono più di un regime favorevole al loro riconoscimento (previsto per i Paesi Ue dall’articolo 45 del regolamento 1215\2012), ma sono sottoposte alla legge di diritto internazionale privato (n. 218\1995, meno favorevole ai paesi extracomunitari come la Gran Bretagna dopo la Brexit).

Il Tribunale ha riconosciuto che il caso deciso dalla sentenza londinese era “speculare” a quello italiano e, quindi, andava affermata la giurisdizione del Bel Paese perché il nostro giudizio era iniziato prima. Il Tribunale, infine, aderendo ai principi espressi dalla Cassazione a Sezioni unite (sentenza 8770\2020), ha condannato la banca a risarcire alla Provincia tutti i flussi in quanto non aveva informato l’ente di costi occulti, mark to market e scenari probabilistici (oltre che per aver consigliato Irs vietati dalla normativa e speculativi).

Comune di Busto Arsizio

Il caso del Comune lombardo, pur riguardando derivati Isda, è diverso. Nel 2018, una banca ha promosso una causa in prevenzione avanti alla High Court che ha riconosciuto la validità di due derivati stipulati dall’ente locale nel 2007, condannandolo al pagamento dei flussi per 2.500.000 e per 1.400.000 di sterline per spese legali (quasi 1.700.000 euro). Il Comune, a causa degli elevatissimi costi per la difesa, ha rinunciato all’appello in Inghilterra e la sentenza è divenuta definitiva. Nel 2022, però, il Comune si è opposto (avanti al Tribunale di Milano) al riconoscimento nel nostro Paese della sentenza inglese perché ritenuta manifestamente contraria all’ordine pubblico italiano.

Tribunale di Milano e Brexit

Il giudice meneghino – ritenendo applicabile il più favorevole regolamento Ue 1215\2012, perché la causa inglese era stata promossa prima della Brexit – ha però ritenuto (sentenza del 2023) che la violazione delle norme sulla finanza pubblica non potesse essere considerata una violazione dei principi fondamentali dell’ordine pubblico.

La sentenza di Milano è stata impugnata da Busto Arsizio (difeso dagli avvocati Claudio Consolo, Raffaella Muroni, Aldo Angelo Dolmetta e Marcello Stella) avanti alla Corte d’appello del capoluogo la quale – con ordinanza del 28 novembre scorso – ha rimesso pregiudizialmente alla Cassazione la decisione se le norme sulla finanza pubblica degli enti locali rientrino (o meno) nel concetto di ordine pubblico. E se costituiscano (o meno) un limite alla riconoscibilità in Italia delle sentenze straniere.

Il glossario

Cos’è l’Isda. L’Isda (International swaps and derivatives association) è un’associazione internazionale che rappresenta gli operatori del mercato dei derivati, inclusi istituti finanziari, hedge funds, società, enti governativi e altre organizzazioni coinvolte in transazioni su strumenti finanziari derivati.

Funzioni Isda. L’Isda ha sviluppato un contratto quadro (master agreement) utilizzato come base per negoziare e regolare le transazioni sui derivati (come swap, opzioni e contratti a termine). Questo documento dovrebbe semplificare le relazioni contrattuali tra le parti, ridurre i rischi legali e di controparte, promuovere la trasparenza del mercato dei derivati. L’Isda collabora con le autorità di regolamentazione a livello globale.

Scenari probabilistici. Gli scenari probabilistici applicati ai derivati aiutano a prevedere come potrebbero evolvere i valori di questi strumenti in base a diverse variabili di mercato, come i tassi di interesse, il prezzo di un’azione o il cambio di valuta. Una società o un ente locale che utilizza derivati per coprirsi dai rischi potrebbe analizzare scenari di mercato favorevoli o sfavorevoli per stimare possibili guadagni o perdite.

Mark to market. Il mark to market (valore di mercato) calcola il valore corrente del derivato basandosi sul prezzo di mercato attuale. Per esempio, nel caso di un contratto future su una materia prima, il mark to market viene aggiornato ogni giorno in base al prezzo corrente del sottostante. Ciò garantisce che il valore del contratto rifletta sempre le condizioni di mercato attuali, permettendo agli investitori di monitorare in tempo reale guadagni o perdite potenziali.

Costi impliciti. Negli swap i costi impliciti (o occulti) possono includere spese legate alla liquidità del mercato, spread tra prezzi di acquisto e vendita e i costi associati alla gestione del rischio di controparte. In uno swap sui tassi di interesse, i costi impliciti possono derivare dalla differenza tra i tassi offerti dalle parti coinvolte. Anche l’uso di modelli complessi per il pricing dei derivati può introdurre costi occulti, difficili da identificare per chi non ha competenze specifiche.

Over the counter (Otc). Un contratto Otc si riferisce a operazioni finanziarie che avvengono fuori da una borsa organizzata, come la Borsa di New York o quelle di Londra o Milano.

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  • Marcello Frisone

    Marcello FrisoneRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, francese

    Argomenti: Digitale-Sport-Risparmio-Finanza-Norme-Tributi

    Premi: 31 marzo 2017 - Menzione d'eccellenza giornalista economico al premio Loy, banking and finance award

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