Design, futuro e prospettive di un settore d’eccellenza italiano
Due incontri organizzati da Unione Industriali Torino per discutere sul comparto, indagandone sfaccettature e opportunità
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il settore del design, con le sue sfaccettature e opportunità, è stato protagonista di due incontri organizzati da Unione Industriali Torino nell’ambito del programma di attività che celebrano il titolo assegnato al capoluogo piemontese di Capitale della cultura d’impresa 2024. Due momenti di discussione che hanno indagato da un lato le prospettive future per il design piemontese e italiano a partire dai dati dei primi tre anni prodotti dall’Osservatorio regionale sul design Mira e dal contributo del Circolo del design, dall’altro hanno tracciato un ponte tra Torino e Milano, in un dialogo costruttivo tra aziende che hanno raccontato la propria esperienza da protagoniste alla Milano Design Week 2024.
Il Piemonte al centro del design italiano
Secondo i dati dell’Osservatorio, nell’ambito del design il Piemonte nel 2020 è la quarta regione per quota di imprese (8,5%) e occupazione (11,5%) e nel 2021 è terza per valore aggiunto (11,7%). Nel dettaglio, «la provincia di Torino – spiega Sara Fortunati, direttrice del Circolo del design rifacendosi ai dati della Fondazione Symbola - è al terzo posto in Italia dopo Milano e Roma come numero di imprese core design (quelle che hanno il design come cuore del proprio business ndr) ed è al secondo posto in Italia dopo Milano rispetto al numero di addetti, che sono vicini ai 5mila». Torino è anche la meta scelta da molti studenti che vogliono formarsi nelle diverse specializzazioni del design, grazie alla presenza del Politecnico di Torino, delle altre Università del territorio come lo Ied e lo Iaad e di un corso in design all’Accademia delle belle arti. «Per noi è una lunga tradizione che è iniziata 30 anni fa e ora ha assunto un aspetto scientifico», racconta Claudio Germak, professore di disegno industriale al Politecnico di Torino, specificando come «lo scenario del design piemontese è articolato, non è solo transportation, è fatto dai molti settori manifatturieri e oggi anche da tutti i settori che si rivolgono alla comunicazione e al multimedia». «C’è forte innovazione nei temi legati alla comunicazione e in particolare al mondo dell’interaction design – gli fa eco Paolo Tamborrini, professore di design al Politecnico di Torino - e ci sono filoni storici, come il transportation design, che caratterizzano a livello internazionale la nostra formazione e quelli che possono essere orientamenti futuri della professione stessa», senza però dimenticare che «ci sono delle direzioni molto precise che sono quelle della sostenibilità, che caratterizza la formazione nel nostro territorio», conclude Tamborrini.
Potenziali sinergie: la collaborazione tra Milano e Torino
E un’altra direzione che il settore del design dovrebbe intraprendere per il suo futuro è quella delle sinergie tra grandi città. «Quello del design è uno dei tanti primati della nostra terra», sottolinea Alessandra Perera, corporate & digital communication manager di Italdesign, azienda che ha partecipato alla Milano Design Week 2024, per poi volgere lo sguardo in avanti: «il futuro è quello legato alla capacità creativa sia delle nostre persone che della nostra terra e la capacità di fare sistema, perché il mondo sempre più globalizzato impone complessità e capacità di affrontare grandi sfide». In particolare, Perera si augura che «quello tra Torino e Milano non sia più un dualismo a esclusione ma una bella integrazione, l’unione di forze. La capacità espansiva e propulsiva che innegabilmente ha Milano più di Torino in questo periodo potrebbe solo giovare al nostro territorio». «Il gemellaggio tra Torino e Milano per quanto riguarda il design – concorda Paola Bertoldo, presidente de L’Opificio, anch’essa presente alla Milano Design Week 2024 - penso sia assolutamente una cosa che in parte già esiste ed è da coltivare e da ampliare, anche perché siamo geograficamente molto vicini e non vedo che positività in questa operazione». Design come collaborazione, dunque, ma anche come motore di una «trasformazione sociale». Così lo interpreta Daniele Lago, ceo di Lago, tra le aziende presenti alla Milano Design Week 2024, che sottolinea come il design sia «una disciplina straordinaria, che ti permette di collegare i puntini e di rendere le aziende significative, di coinvolgere le persone, di mettere in equilibrio la natura, la tecnologia, le persone in un’unica visione, costruendo davvero un reale progresso».
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