Progetti

Progetto Nord-Ovest: la rinascita del triangolo industriale per rilanciare l’Italia

Un idea avviata da Unione Industriali Torino, da Assolombarda e da Confindustria Genova e analizzata nel libro di Francesco Antonioli “Progetto Nord-Ovest. Milano, Torino, Genova e il futuro dell’industria italiana”

di Martina Soligo

Presentazione del libro “Progetto Nord-Ovest. Milano, Torino, Genova e il futuro dell’industria italiana” di Francesco Antonioli al Salone Internazionale del Libro di Torino 2024. In foto, oltre all’autore, Antonio Calabrò Direttore Fondazione Pirelli e Vicepresidente Unione Industriali Torino e Marco Lavazza, Vicepresidente Luigi Lavazza SpA e Vicepresidente Unione Industriali Torino

3' di lettura

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore - Radiocor) - Dare un contributo per il rilancio dell’intero sistema Paese, a partire dai territori del Nord Ovest, a partire dal “triangolo industriale” degli anni Cinquanta e Sessanta, che oggi ha la possibilità di rivivere in qualcosa di nuovo, in un connubio di sinergie che coinvolge le tre grandi città di quel territorio: Torino, Milano e Genova. Non un’utopia, ma un progetto reale avviato da Unione Industriali Torino, da Assolombarda (che raggruppa le imprese di Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia) e da Confindustria Genova. Un progetto che viene ben analizzato nelle sue molteplici forme all’interno del libro di Francesco Antonioli “Progetto Nord-Ovest. Milano, Torino, Genova e il futuro dell’industria italiana”, presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2024 durante un evento curato da Unione Industriali Torino a cui hanno preso parte, oltre all’autore, Antonio Calabrò Direttore Fondazione Pirelli e Vicepresidente Unione Industriali Torino e Marco Lavazza, Vicepresidente Luigi Lavazza SpA e Vicepresidente Unione Industriali Torino. «Il Nord Ovest è partito da un’idea nella quale i tre poli principali, che erano Torino, Milano e Genova, andavano su strade parallele che non si incontravano. Da un po’ di tempo a questa parte è cambiato questo tipo di narrativa e si è capito che ognuno può trarre beneficio dalla crescita dell’altro. È necessario ragionare come territorio unico», ha spiegato Marco Lavazza, evidenziando l’importanza della cooperazione di queste tre grandi città.

I numeri del triangolo industriale italiano

I territori di Torino, Milano e Genova valgono quasi il 20% del Pil italiano e il 60% della ricchezza prodotta dal Nord Ovest. Si contano circa 730 mila imprese, che danno lavoro a 3,5 milioni di persone. Al centro c’è l’industria manifatturiera, che vale oltre 213 miliardi di euro, strettamente intrecciata alla logistica legata al porto di Genova. A questi si aggiungono altri 170 miliardi, legati all’economia della conoscenza e all’economia della salute. Sono questi i numeri che descrivono MiToGeno - questa la sigla del progetto - che già nel nome contiene il suo significato. «In sigla il vecchio triangolo industriale, quello del boom economico, si chiamava GeMiTo – spiega Antonio Calabrò, vicepresidente di Unione Industriali Torino -, adesso si può cambiare il nome alle cose, giocando sul significato dell’origine greca: “mito” e cioè filo e “genein” ovvero generare: insistere sui fattori di crescita, stimolare le cellule dello sviluppo».

Loading...

Il progetto MiToGeno

Per realizzare il progetto, le tre organizzazioni confindustriali hanno affidato a Prometeia uno studio sullo stato delle cose, da cui, secondo l’autore Francesco Antonioli, «emergono spunti stuzzicanti» che evidenziano l’esistenza di un cardine storico nel Nord Ovest, la manifattura, «su cui si intersecano l’economia della conoscenza e della salute». L’obiettivo finale è chiaro e ben espresso dallo stesso Antonioli: «rendere la macroarea un baricentro mediterraneo, su cui costruire uno sviluppo in chiave internazionale, europea, di cui possa beneficiare tutta l’Italia». E per farlo è necessario attuare diverse sinergie che coinvolgano le tre grandi città nelle loro sfaccettature fatte di rapporti tra pubblico e privato, tra imprese, università, istituti di ricerca, amministrazioni locali e Fondazioni, per investire nel modo più efficace possibile le risorse a disposizione, comprese quelle derivanti dal Pnrr. Quello individuato da Prometeia è «un competitivo sistema produttivo di medie e grandi imprese di alta qualità high tech», sottolinea il vicepresidente Calabrò, e robuste relazioni internazionali, per settori come automotive, meccatronica, aerospazio ecc., in un contesto in cui la cultura d’impresa «lega manifattura, finanza, servizi in una serie di eccellenze formative di respiro globale e in una diffusa sensibilità per la sostenibilità». Tutte dimensioni che si basano su solidi valori, in grado di creare valore economico e sociale. E, per citare alcune parole della prefazione del libro di Antonioli, «MiToGeno, il progetto Nord-Ovest, comunque lo si voglia chiamare, funzionerà se si opererà con una visione di città aperta, con i tre poli che si integrano sempre più e con un dialogo forte verso l’Europa e il mondo».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti