Appalti pubblici

Difesa, piattaforma online per tutte le aziende. Crosetto: «Le piccole e innovative non entrano nei nostri uffici»

Presentata la nuova piattaforma digitale dedicata ai “Portatori di Interesse”. L’app dedicata al personale della Difesa, che sarà operativa da ottobre, è invece uno strumento operativo pensato per consentire al personale della Difesa la registrazione rapida e puntuale di ogni incontro con i portatori di interesse, inclusi quelli occasionali o svolti al di fuori delle sedi istituzionali. Questa funzionalità garantisce la tracciabilità delle interazioni e contribuisce a rafforzare i meccanismi di controllo interno

di Andrea Carli

Il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto alla presentazione della nuova piattaforma digitale dedicata ad aziende, PMI, start-up e a tutti coloro che vogliono collaborare con la Difesa. Space 24

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Una piattaforma digitale dedicata ad aziende, Pmi, start-up e a tutti coloro che vogliono collaborare con la Difesa, raggiungibile dall’homepage del ministero. E un’app sulla quale, a partire dal 1 ottobre, il personale della Difesa dovrà obbligatoriamente registrare eventuali incontri con gli stakeholder (fino a quella data è prevista una sperimentazione del nuovo strumento).

Due strumenti, che hanno un duplice scopo. Da un lato, nel caso della piattaforma, garantire una parità di trattamento nei confronti delle diverse realtà produttive e del settore industriale di interesse del ministero, anche a quelle che non sono “pesi massimi” del settore e magari non sanno a chi rivolgersi, il tutto nel rispetto dei principi di correttezza, legalità e imparzialità. Dall’altro lato, l’app, mettere a disposizione del personale della Difesa uno strumento che garantisca la massima trasparenza sul loro operato.

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La nuova piattaforma

Giovedì 14 maggio è stato presentato presso la Biblioteca Centrale dell’Esercito a Roma il “portale e l’app dei portatori di interesse”, che costituiranno strumenti finalizzati a rendere più moderna ed efficiente la gestione delle relazioni istituzionali tra l’amministrazione della Difesa e gli stakeholder, attraverso procedure regolamentate e tracciabili. «L’ho fortemente voluta - ha confidato il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto alla presentazione dell’iniziativa -. Non solo ne ho riconosciuto il valore: l’ho voluta, l’ho spinta, ci abbiamo messo due anni e mezzo. I nostri problemi sono stati la privacy e la costruzione legislativa, come tutti potete immaginare, per superare gli statuti della privacy. Partirà a ottobre, perché abbiamo bisogno di sperimentarla, abbiamo bisogno che le persone si impratichiscano e che comprendano i valori».

I decreti ministeriali

Cuore del progetto sono l’“Elenco dei portatori di interesse” e il “Registro degli incontri con i portatori di interesse”, strumenti introdotti dai decreti ministeriali del 2025 e del 2026 per disciplinare in maniera chiara e tracciabile i rapporti tra il personale della Difesa e i rappresentanti dei settori produttivi di interesse del dicastero. L’“Elenco” consentirà ai soggetti interessati di registrarsi ufficialmente per interagire con il ministero, mentre il “Registro” permetterà di tracciare e monitorare tutte le attività di contatto e interlocuzione, rafforzando accountability e fiducia istituzionale.

L’elenco dei portatori di interesse

L’area di registrazione prevista dalla piattaforma online per i portatori di interesse è destinata sia a persone fisiche sia giuridiche, e consente una procedura di iscrizione. In particolare, è prevista la compilazione di un apposito modulo che consentirà di essere inseriti nell’elenco dei portatori d’interesse del dicastero.

Grazie all’app interazioni tracciabili

L’app dedicata al personale della Difesa invece è uno strumento operativo pensato per consentire al personale della Difesa la registrazione rapida e puntuale di ogni incontro con i portatori di interesse, inclusi quelli occasionali o svolti al di fuori delle sedi istituzionali. Questa funzionalità garantisce la tracciabilità delle interazioni e contribuisce a rafforzare i meccanismi di controllo interno. La soluzione va nella direzione dell’introduzione di modelli organizzativi moderni, uniformi e improntati ai principi di correttezza, legalità e imparzialità. L’App è scaricabile nell’app store del portale intranet della Difesa “Archimede”. Dall’1 ottobre il personale della Difesa dovrà obbligatoriamente registrare sull’app eventuali incontri con gli stakeholder, fino a quella data è prevista una sperimentazione del nuovo strumento.

Lo Voi: «piattaforma Difesa è eccellente per trasparenza e legalità»

«Una eccellente iniziativa» ha detto il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, intervenuto alla presentazione della piattaforma. «Estremamente utile, spero venga diffusa ad altri settori della pubblica amministrazione per garantire trasparenza e legalità, anche sulle attività lobbistiche».

Crosetto: «questa app serve a dare libertà a chi lavora per la difesa»

 «Questa app serve a controllare? - si è chiesto il ministro - No - ha risposto - . Questa app serve a dare libertà a chi lavora per la difesa. Perché c’è un doppio filtro. Il primo è che le persone devono accreditarsi per lavorare in difesa. Sta a noi fare in modo che le aziende, le persone che si accreditano sono persone che possiamo incontrare normalmente. Nessuno non sa la storia delle persone, nessuno le può sapere. Se si sono dovute registrare su un sito, e se c’è un filtro, ognuno di noi che incontra una persona sa di incontrarla con una certa tranquillità. Dopo faremo in modo che quel filtro diventi sempre più in grado di intercettare qualunque possibilità di ingresso malvagio. Però non può essere chi incontra una persona a dover fare la storia di quella persona, perché nessuno di noi ha la possibilità di farlo».

Il ministro: «Aziende piccole e innovative non entrano nei nostri uffici»

La piattaforma, che vuole essere un ponte tra ministero e il mondo delle aziende, ha anche una seconda funzione. «Dare la possibilità all’innovazione di parlare con noi - ha chiarito il ministro -. Leonardo, Fincantieri entrano nei nostri uffici da sempre, con più facilità con cui entra il ministro stesso della Difesa, per rapporti consolidati in anni, per abitudini, per mille motivi. Aziende piccole e innovative non entrano. Noi però viviamo un tempo in cui la velocità è fondamentale, il cambiamento tecnologico è fondamentale e ci siamo accorti che molto spesso vale anche nella vita normale degli uomini: quei giovani e quei piccoli corrono molto più velocemente dei vecchi e dei grandi. Dobbiamo avere la possibilità di capire qual è la strada migliore, qual è lo strumento migliore. E molto spesso, ce lo insegna l’Ucraina, non sono i giganti ma sono quelli piccoli che hanno fame, che hanno voglia di innovare e che non sono chiusi in categorie e concetti. Noi abbiamo bisogno di mettere in competizione i nostri grandi con questi piccoli, perché - ha sottolineato Crosetto - solo con la competizione aumentiamo la tecnologia, aumentiamo la velocità e, se me lo consentite, abbassiamo i prezzi. Con i monopoli i prezzi non si abbassano. Uno dei nostri obiettivi che abbiamo nella difesa - ha concluso Crosetto - è di far sì che un euro speso nell’occidente valga almeno, quando non dico un euro speso in Russia o in Cina, non un decimo come succede adesso».

«Nuova piattaforma per maggiore trasparenza e tutela dei nostri dipendenti»

«L’idea di questa piattaforma - ha aggiunto il ministro a margine dell’incontro - nasce con la volontà di rendere totalmente trasparente la Difesa che, se in qualche modo avrà più risorse, sarà una delle maggiori stazioni appaltanti italiane. Noi abbiamo la necessità che ogni rappresentante delle forze armate possa parlare con ogni azienda, perché dobbiamo dare a tutte le aziende la stessa possibilità di proporre soprattutto la parte di rinnovamento tecnologico, e dobbiamo essere sicuri che i nostri lo facciano in trasparenza, onestà e pulizia e quindi abbiamo deciso di avere registrato qualunque persona parli con la Difesa, in modo tale da avere un filtro per evitare che i delinquenti possano accedere ai nostri dipendenti e dall’altra parte dare modo alle persone che lavorano per la Difesa di essere tracciabili in ogni proprio contatto e quindi di poterlo fare con serenità. Nello stesso tempo di spingere aziende che non hanno mai lavorato per la Difesa, ma hanno idee innovative che possono servire, a farsi avanti e a proporre».

Nell’illustrare i decreti ministeriali relativi all’iniziativa, Michele Corradino, presidente di sezione del Consiglio di Stato e consigliere giuridico del ministero della Difesa, ha osservato che l’operazione ha due obiettivi: è «volta ad assicurare in modo imparziale e tracciabile i rapporti e le relazioni tra il personale della Difesa e i portatori di interesse rispettando i principi di legalità e di parità di trattamento»; intende «garantire pari attenzione a tutte le realtà produttive con lo scopo di cogliere ogni utile proposta o idea». Le nuove direttive comunitarie, ha spiegato, vanno nella direzione di rapporti tra amministrazione e impresa che siano «ricostruibili» e che consentano «a qualunque soggetto di entrare in relazione con l’amministrazione», comprese start-up e scale-up.

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