Innovazione

Disconnessione e semplicità: la tecnologia riscopre il valore del limite

Dai lettori audio ai taccuini e-ink, cresce la nicchia di mercato che trasforma la rinuncia alla connessione continua in un lusso cognitivo

di Alesandro Longo

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C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui innovazione coincideva con una promessa: integrare sempre più funzioni in un solo dispositivo. Lo smartphone, in primis. Doveva diventare macchina fotografica, lettore musicale, agenda, navigatore, televisore, banca online, console di gaming. Troppo, forse, per alcuni. La nostalgia ha vinto qualche cuore, perché ora si assiste al movimento opposto. Un fiorire di gadget che fanno eco a quel tempo in cui dominava l’analogico. O almeno un digitale discreto. Non così ingordo di funzioni.

Insomma adesso arrivano dispositivi che si accontentano di fare una sola cosa.

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Il Sony Walkman NW-A306 è un lettore musicale digitale con Android 12, 32 GB di memoria, supporto a formati audio ad alta risoluzione, Bluetooth e slot microSD. Un prodotto digitale, sì. Ma anche il ritorno a una cultura dove l’ascolto ha spazi propri, separati dal telefono.

Per molti, è una separazione congeniale

Ascoltare musica dallo smartphone significa convivere con la distrazione continua: messaggi, notifiche, suggerimenti algoritmici, chiamate, email, app aperte in background. Un lettore dedicato ricrea invece un gesto più vicino a quello del vecchio iPod o del lettore cd portatile: scegliere un album, indossare le cuffie, ascoltare. Chiudere gli occhi al mondo esterno e aprire il cuore alle proprie emozioni segnate dalla musica. La generazione Z, seguace dei valori della disconnessione e alla ricerca di un focus mentale recuperato, certo apprezzerà.

Un secondo fronte è quello degli schermi e-ink. L’ONYX Boox Palma 2 Pro ha forma e dimensioni da smartphone, ma nasce come lettore e strumento di produttività leggera. La versione Pro integra un display mobile e-paper a colori da 6,13 pollici, supporto dati 5G, 8 GB di RAM e un processore octa-core, con modalità pensate per lettura, navigazione e uso di app su schermo e-ink.

L’e-ink non è fluido come un oled, non invita allo scroll compulsivo, non trasforma ogni gesto in intrattenimento istantaneo. È una tecnologia che, proprio perché meno seduttiva, può diventare più adatta a leggere, annotare, consultare documenti, scrivere appunti. Di nuovo, il mondo interiore salvato dal caos performativo della connessione continua che sempre distrae.

Lo stesso vale per Paperslate Pro, un taccuino digitale e-ink orientato alla scrittura e all’annotazione, con frontlight, impermeabilità e maggiore memoria rispetto ai modelli più semplici. In questo caso il valore non è “fare tutto”, ma creare uno spazio di lavoro più povero di stimoli. Una povertà progettata, che diventa lusso cognitivo.

A prima vista il Garmin inReach Messenger Plus sembra appartenere a un’altra categoria: outdoor, sicurezza, emergenze. È un comunicatore satellitare sos che si collega allo smartphone e consente di inviare messaggi, foto, note vocali o richieste di soccorso anche in assenza di rete cellulare.

Eppure rientra nello stesso fenomeno

Non promette una connessione permanente al mondo digitale, ma una raggiungibilità minima e funzionale. È la differenza tra essere online e poter essere trovati quando lo vogliamo davvero. Nel primo caso si resta immersi nel rumore; nel secondo si conserva una linea di sicurezza.

Il caso più esplicitamente analogico è la Kodak Ektar H35, fotocamera half-frame a pellicola da 35 mm. Kodak la presenta come una macchina capace di ottenere circa il doppio degli scatti da un rullino: con 36 esposizioni si possono ottenere circa 72 immagini a mezzo formato. Gli smartphone, con fotocamere potenziate dall’AI, vincono sulla qualità. Ma la pellicola gioca in un altro campionato. Introduce costo, attesa, errore, limite. Ogni scatto ha un peso. Non tutto viene fotografato, non tutto viene rivisto subito, non tutto viene condiviso.

Prodotti molto diversi, accomunati da una stessa promessa. Restituire all’utente una porzione di controllo sul tempo, sull’attenzione e sulla relazione con gli oggetti. Resteranno una nicchia, non facciamoci illusioni. Lo smartphone, con la sua comodità ed efficienza, vince sul mercato di massa. Ma la nascita stessa di questo piccolo, nuovo mercato dice lo stesso molto di quello che siamo diventati, in quest’era di digitale imperante.

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