Due mamme, Torino pronta ad applicare la sentenza anche per il passato
L’ufficio studi del Comune verifica la retroattività, una via che sembra possibile perchè il diritto affermato dalla Consulta si applica dalla nascita
1' di lettura
I punti chiave
1' di lettura
L’ufficio studi del Comune di Torino verifica la possibilità di applicare retroattivamente la sentenza della Corte Costituzionale, che ha dato il via libera alla trascrizione del nome della madre di intenzione del bimbo nato in Italia con la procreazione medicalmente assistita praticata in un Paese in cui è lecita. Una via che sembra praticabile, visto che la Corte ha stabilito che il diritto del minore si applica dalla nascita. In più è in corso anche «la valutazione se e come la trascrizione possa essere svolta agli sportelli anagrafici in autonomia dal personale dell’anagrafe».
La decisione del Comune
L’annuncio è arrivato dal sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, nelle comunicazioni al Consiglio comunale su quello che il primo cittadino ha definito «un fatto politicamente molto rilevante e una sentenza dirompente che afferma come preminente l’interesse del minore ad avere due genitori». Lo Russo ha poi ribadito che, in base ai principi di questa sentenza «è possibile riprendere da subito le trascrizioni anagrafiche senza dover attendere il legislatore», ricordando che «tale possibilità al momento è limitata al caso delle coppie femminili». Sottolineando, infine, che «questa sentenza sgombra il campo da qualunque ambiguità».
Non è mancato un ringraziamento all’ex sindaca Chiara Appendino che, per prima, ha avviato la pratica in un momento in cui i Comuni italiani si muovevano a macchia di leopardo, con coraggio e lungimiranza. «Oggi - ha concluso il sindaco - riaffermiamo con forza che Torino è in prima fila nella difesa dei diritti e dell’uguaglianza dei bambini e delle famiglia».







