Roma

Ebola, attesa allo Spallanzani la chirurga in arrivo dalla RD Congo

“Un uomo e una donna hanno manifestato sintomi come febbre alta, nausea, vomito e diarrea con una leggera sintomatologia di carattere neurologico” ha detto Guido Bertolaso

aggiornato il 28 maggio 2026 ore 11:35

Gli operatori della Croce Rossa preparano una bara contenente il corpo di una vittima dell'Ebola per la sepoltura al cimitero di Rwampara, a Bunia, in Congo, sabato 23 maggio 2026. (Foto AP/Moses Sawasawa) APN

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E’ atteso entro stasera, a quanto si apprende, l’arrivo a Roma della dottoressa italiana, chirurgo dell’organizzazione umanitaria Medici senza frontiere (Msf), entrata in contatto durante la sua attività nella Repubblica democratica del Congo (RDC) con pazienti poi risultati positivi a Ebola.

Il medico - che non presenta sintomi al momento - sarà portato all’Istituto Spallanzani per la quarantena e la sorveglianza attiva, come annunciato ieri. La dottoressa operava nel centro di salute di Salamat (a Bunia, provincia di Ituri, epicentro dell’epidemia da virus Bundibugyo in corso nella Rdc) e ha anche eseguito un intervento chirurgico salvavita d’urgenza, il 18 maggio, su un bambino vittima dell’esplosione di una granata. Il bambino è un caso sospetto di Ebola il cui test non è ancora disponibile.

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Ieri il ministero della Salute nell’annunciare il rientro del medico italiano ha tenuto a ricordare che non ci sono casi di Ebola al momento in Italia e che “l’allarme è molto basso nel nostro Paese”.

Ebola, test negativo per i due cooperanti di Como

A Lurate Caccivio, nel comasco, il 26 maggio 2026 è stato attivato “il protocollo sanitario per alcune persone rientrate dall’Uganda nelle scorse ore e sottoposte, a titolo precauzionale, a valutazione clinica specialistica” per verificare l’eventuale presenza del virus Ebola.

Dopo che due persone con febbre erano state trasferite al Sacco di Milano, per gli accertamenti diagnostici previsti dai protocolli nazionali e internazionali.

Nella serata del 25 maggio il ministero della Salute aveva comunicato la negatività ai test.

Per il virologo Fabrizio Pregliasco l’attivazione del “monitoraggio sanitario nei confronti di alcuni soggetti rientrati dall’Uganda dimostra come il sistema italiano di preparedness infettivologica sia oggi particolarmente attento agli scenari internazionali”.

“In questo momento l’attenzione globale è rivolta all’epidemia da virus Bundibugyo nella Repubblica democratica del Congo, un contesto che richiede sorveglianza rafforzata soprattutto per i viaggiatori provenienti dalle aree coinvolte o limitrofe”, dice a LaSalute di LaPresse il virologo.

“Oggi disponiamo di una rete nazionale molto più preparata rispetto al passato, grazie all’esperienza maturata durante la pandemia da Covid-19 e ai continui sistemi di coordinamento tra ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Regioni e centri di riferimento come Sacco e Spallanzani. La situazione viene monitorata costantemente anche a livello europeo attraverso l’Health security committee della Commissione Ue”.

“È quindi corretto mantenere alta l’attenzione, ma senza creare allarmismi: allo stato attuale il rischio per la popolazione italiana resta molto basso e il sistema sanitario è pienamente operativo per identificare e gestire tempestivamente eventuali casi sospetti”, sottolinea Pregliasco.

Il rischio per il nostro Paese, rassicurano anche dal ministero, “rimane molto basso”.

Congo, nonostante le restrizioni per l'Ebola i fedeli si riuniscono per una messa a Bunia

Ebola si trasmette attraverso il contatto con fluidi biologici - sangue, liquido seminale e liquido pre-eiaculatorio, secrezioni vaginali e secrezioni rettali, Latte materno - e ha 21 giorni di incubazione.

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