Ambiente

Emissioni, entro il 2030 Italia in linea con gli obiettivi dell’Ue

È il quadro che emerge dal rapporto «Le emissioni di gas serra in Italia: obiettivi di riduzione e scenari emissivi» predisposto dai ricercatori dell’Ispra

di Davide Madeddu

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Quattro anni di tempo per allinearsi all’obiettivo dell’Ue: l’Italia può ridurre le emissioni nette del 55% entro il 2030 raggiungendo quanto previsto dall’Unione europea. Il dato e la prospettiva emergono dal rapporto “Le emissioni di gas serra in Italia: obiettivi di riduzione e scenari emissivi”, realizzato dai ricercatori dell’Ispra in cui si fotografano i progressi compiuti dal Paese a undici anni dall’Accordo di Parigi. All’interno anche l’individuazione delle leve strategiche per consolidare il percorso di decarbonizzazione.

Le competenze italiane

«A undici anni dall’Accordo di Parigi, i dati mostrano che l’Italia dispone delle competenze, delle tecnologie e degli strumenti per proseguire con determinazione nel percorso di transizione climatica - dice Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra e Snpa -. La sfida climatica rappresenta anche una grande opportunità di innovazione, competitività e crescita sostenibile».

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Le riduzioni dei comparti energetici

Il Rapporto «evidenzia come il sistema Ets, sostenuto dalla crescita delle energie rinnovabili e dall’innovazione industriale, stia già seguendo una traiettoria coerente con gli obiettivi europei». «Le proiezioni - sottolineano dall’Ispra - indicano infatti una riduzione delle emissioni compresa tra il 60% e il 69% nei comparti energetici e industriali coinvolti dal mercato europeo del carbonio».

Due scenari possibili

In questo quadro lo studio dell’Ispra delinea due scenari. Uno, «basato sulle politiche già in vigore», e un secondo, «rafforzato dalle ulteriori misure previste dal Pniec e dal Pnrr». Entrambi confermano la possibilità concreta per il Paese di proseguire lungo un percorso di progressiva riduzione delle emissioni.

Target -43% per trasporti e riscaldamento

Le principali sfide di questa corsa contro il tempo per il raggiungimento del target -43,7% al 2030 si giocano nel settore dei trasporti e riscaldamento. Positivi gli scenari relativi al settore dell’uso del suolo e delle foreste, che dovrebbe raggiungere gli obiettivi previsti sia per il periodo 2021-2025 sia per il 2026-2030, confermando l’importanza del capitale naturale nella strategia climatica nazionale.

Tra efficienza energetica e innovazione

Nei settori legati alla mobilità, all’efficienza energetica degli edifici e all’agricoltura, investimenti, innovazione tecnologica e politiche integrate potranno contribuire ad accelerare ulteriormente la transizione ecologica e il raggiungimento degli obiettivi europei, «con particolare riferimento al cosiddetto Regolamento Effort Sharing rispetto al quale il Rapporto, delinea una situazione di difficoltà sia per il primo periodo di impegno 2021-2025 che per il periodo 2026-2030».

Necessario rafforzare misure avviate

«Gli scenari elaborati dall’Ispra - conclude la presidente -indicano con chiarezza che rafforzare le misure già avviate, sostenere i territori e accompagnare la trasformazione dei sistemi produttivi può consentire al Paese di raggiungere gli obiettivi europei. In questo percorso, qualità dei dati, monitoraggio continuo e collaborazione tra istituzioni, ricerca e imprese sono elementi fondamentali per costruire politiche efficaci, trasparenti e orientate al futuro».

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