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Equità, benessere e sviluppo: il nuovo modo di concepire il lavoro arriva a Torino

Un tavolo di confronto su queste tematiche in occasione della Settimana del Lavoro all’interno del contesto di Torino Capitale della Cultura d’impresa 2024

di Martina Soligo

Settimana del Lavoro, Torino

3' di lettura

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(Il Sole 24 Ore - Radiocor) - Stare bene per lavorare meglio. Il legame tra un posto di lavoro orientato al benessere dell’individuo, in un sistema azienda impegnato attivamente in azioni di sostenibilità sociale e ambientale, e migliori risultati economici è un fattore che ormai è sempre più evidente. Ed è proprio questo connubio a essere il focus dell’incontro “Imprese e competitività: il fattore benessere”, in programma venerdì 22 marzo al Polo del ‘900 a Torino, nell’ambito della quarta edizione della Settimana del Lavoro, rassegna biennale curata da Ismel Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, in collaborazione con Torino Capitale della Cultura d’Impresa 2024 e con il sostegno di Fondazione Crt. All’incontro interverranno i rappresentanti di Unione Industriali Torino, che ha promosso la candidatura vincente del capoluogo piemontese a Capitale della cultura d’impresa 2024, quelli del Politecnico di Milano, di Fondazione Links, di Cgil Torino e di alcune grandi aziende come Nova Coop, Luxottica e Solvay.

Ridiscutere le priorità nel lavoro

Equità, benessere e sviluppo sono le parole chiave della Settimana del Lavoro, per mettere in discussione le priorità, i modelli di sviluppo e la gestione aziendale. L’obiettivo è capire come le persone stanno cambiando il proprio atteggiamento nei confronti del lavoro e di principi che sembravano ormai consolidati. «Questi temi – spiega Cristina Tumiatti, vice presidente Piccola Industria Torino Unione Industriali Torino con delega alla cultura d’impresa e Diversity, Equity and Inclusion – devono essere trattati in tutte le loro forme, soprattutto con i giovani. Dobbiamo considerare che siamo in una fase di grande attenzione sul tema del cambiare lavoro, e quindi c’è tantissimo dinamismo in questo senso».

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Un dialogo tra generazioni

Un dialogo, quello promosso dall’iniziativa, tra dipendenti e azienda, ma anche tra generazioni: «i boomer hanno avuto e hanno un approccio del lavoro completamente diverso dalle giovani generazioni – continua Tumiatti -, anche perché c’è un tema della percezione della sicurezza del posto di lavoro. Dal mio punto di vista i giovani spesso antepongono le loro esigenze singole rispetto alla sicurezza aziendale». Quello che occorre è «un giusto equilibrio», «un orientamento al benessere dei lavoratori e dell’azienda vista come un insieme organico di persone e progettualità». Saper capire le necessità dei giovani lavoratori, secondo la vicepresidente, significa fare in modo di attrarre e soprattutto di trattenere i talenti, che molto spesso dopo aver ricevuto una buona formazione in Italia decidono di lasciare il nostro Paese. «Il tema del benessere – spiega Cristina Tumiatti - è un tema che è già stato toccato in passato, ma ora è ancora più centrale, soprattutto dopo la pandemia che ha cambiato le necessità».

Le iniziative di Unione Industriali Torino

Unione Industriali Torino è da sempre impegnata su questo fronte con tantissime iniziative: progetti di formazione e di supporto, i tavoli Esg e il tavolo Inclusion e diversity, il supporto alle carriere professionalizzanti. Non solo, «stiamo realizzando percorsi di formazione per le figure apicali delle aziende – specifica la vicepresidente -, abbiamo avviato dialoghi e studi di fattibilità per un progetto di welfare territoriale capace di rispondere alla necessità delle imprese di medie o piccole dimensioni, perché le grandi aziende tanti progetti di welfare li hanno già messi in campo, sono più le piccole che ancora devono fare questo passo». Le sfide, dunque, sono diverse ed è giunto il momento di affrontarle. «La ricetta magica non esiste – specifica Tumiatti -, tutte le parti coinvolte devono lavorare bene insieme: aziende, dipendenti, ma anche le istituzioni a livello territoriale, perché quando si parla di benessere si parla anche di ciò che ci circonda, anche il territorio deve essere attrattivo».

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