Il report

L’attesa dell’eredità favorisce l’atteggiamento da cicala: più consumi e meno propensione al risparmio

A confermarlo Banca d’Italia, nello studio «La ricchezza deve ancora arrivare: attese di eredità e decisioni economiche delle famiglie»

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L’aspettativa di ricevere un’eredità altera il comportamento economico delle famiglie: più consumi, meno propensione al risparmio e minore disponibilità a lavorare. Lo sostiene la Banca d’Italia, con lo studio «La ricchezza che deve ancora arrivare: attese di eredità e decisioni economiche delle famiglie» pubblicato il 21 luglio 2026.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Numeri e trend

Per quanto riguarda i consumi, l’incremento è circa del 7 per cento a livello complessivo e riguarda sia i beni durevoli sia quelli non durevoli, per i quali si attesta circa al 6 per cento in più rispetto alle famiglie che non pensano di ricevere eredità. La propensione al risparmio, invece, diminuisce circa del 17 per cento. Secondo lo studio, infatti, se ci si aspetta che la propria ricchezza aumenti, si indeboliscono le ragioni per esercitare la parsimonia: il desiderio di acquistare la prima casa, la volontà di avere dei fondi per la vecchiaia sono solo alcuni esempi.

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All’aumentare dell’età del principale percettore di reddito, poi, l’effetto dell’aspettativa di ereditare del denaro si intensifica per quanto riguarda il consumo dei beni non durevoli: si è infatti più vicini al trasferimento del denaro, spiega l’analisi. Le conseguenze che l’attesa di un lascito produce, tuttavia, non sono influenzate in modo significativo dal livello di liquidità della famiglia. In altri termini, nuclei più e meno facoltosi tendono a comportarsi nella stessa maniera se hanno la concreta aspettativa di ricevere un’eredità. Parziale eccezione è rappresentata da quelle famiglie che hanno un accesso ridotto al prestito o scarse risorse. Al tempo stesso, all’aspettativa di ricevere un’eredità si associa una maggiore probabilità di indebitarsi per fini di consumo poiché è più probabile che si anticipi la disponibilità di risorse future. Questo si osserva soprattutto tra le famiglie con meno liquidità disponibile.

Impiego

Sotto il profilo dell’impiego, invece, è probabile che siano meno i membri del nucleo familiare in età lavorativa a essere occupati, ma non varia il numero di ore lavorate. Inoltre, l’effetto tende a crescere all’aumentare dell’età del principale percettore di reddito: la famiglia, infatti, può prevedere che l’eredità arrivi prima e ridurre la disponibilità a lavorare. Inoltre, l’attesa di un lascito può consentire di allocare più risorse per l’istruzione e la formazione dei giovani: altre necessità pratiche, come l’acquisto di una casa, sono differite al momento in cui arriverà l’eredità.

Portafoglio familiare

L’attesa di un lascito, inoltre, modifica la composizione del portafoglio familiare: aumenta la probabilità di detenere ricchezza finanziaria e diminuisce quella di possedere immobili. Secondo la ricerca, tra chi ha già ricevuto un’eredità sono il lascito più comune. Chi ipotizza di ereditare, quindi, risponde diversificando il proprio portafoglio, riducendo l’esposizione agli immobili e riallocando verso strumenti finanziari. L’attesa di un’eredità, conclude lo studio, è maggiore tra i nuclei più facoltosi e queste dinamiche potrebbero esacerbare le diseguaglianze preesistenti nel consumo e negli investimenti.

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