Moda

Ferragamo crolla dopo i ricavi del I trimestre, gli analisti sono scettici

Il gruppo della moda ha riportato ricavi in calo del 5,5% a 209 milioni, in linea con le attese, ma non sufficienti a garantire certezza sul percorso di rilancio

di Eleonora Micheli

 REUTERS

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Salvatore Ferragamo crolla a Piazza Affari all’indomani della diffusione dei numeri sulle vendite del primo trimestre 2026, nonostante siano risultate abbastanza in linea con le attese. I titoli sono arrivati a cedere oltre il 15%.

Alla vigilia a mercati chiusi la società fiorentina ha annunciato che le vendite del periodo gennaio-marzo sono state pari a 209 milioni di euro, in calo del 5,5% a tassi di cambio correnti e dell’1,2% a tassi di cambio costanti rispetto al primo trimestre 2025. Le vendite dirette al consumo, ossia quelle nei negozi di proprietà e online, hanno continuato a registrare risultati in crescita a livello organico: sono aumentate del 5,5% a tassi di cambio costanti (-1,9% a tassi di cambio correnti) a 160,67 milioni, grazie alle performance in rialzo a doppia cifra in Nord America e America Latina e ai risultati positivi registrati in Europa e nell’area Asia Pacifico, con il solo il mercato giapponese in calo. E' invece andato male il canale wholesale, che ha riportato vendite nette in calo del 19% a tassi di cambio costanti (-21,8% a tassi di cambio correnti) a 42,16 milioni. Quest'ultimi numeri sono risultati peggiori delle attese e hanno risentito della revisione della rete di distribuzione realizzata dal management, oltre che di una base di confronto elevata (+10,3% a cambi costanti nel primo trimestre 2025).

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Gli analisti, comunque, hanno apprezzato i segnali di ripresa del marchio che si sono notati nelle vendite Direct to consumer. D'altra parte per la maggior parte degli esperti sono stati insufficienti per garantire certezza sul percorso di rilancio, soprattutto considerando il contesto difficile per il lusso che si profila nei mesi venturi. Equita ha così deciso di confermare la raccomandazione di 'Hold' sulle Ferragamo, tagliando al tempo stesso il target di prezzo del 5%, a 7,3 euro. La sim ha evidenziato che l'andamento delle vendite Dtc dei primi tre mesi del 2026, pur andando bene, non ha mostrato «un'accelerazione sequenziale».

Per altro, nel corso della conference call, Ernesto Greco, membro del board, ha espresso dubbi sulla ripresa in Cina, mercato importante per il gruppo. «Confermiamo l’Hold considerando le valutazioni elevate, in attesa di maggiore visibilità sulla sostenibilità delle crescite, e tenuto conto di margini e generazione di cassa sotto gli standard di settore anche tra tre anni», hanno concluso gli esperti di Equita, che per altro hanno anche tagliato le stime di fatturato 2026 dell'1% (da +3,6% organico a +2%) e quelle sull'ebit 2026 del 12% (da 51 a 45 milioni).

Barclays è stata ancora più critica: la banca britannica ha emesso un 'Underweight' sulle Ferragamo, con target di prezzo a 5,5 euro, rimanendo «scettica sulla capacità del marchio di riprendersi rapidamente». Gli esperti hanno puntato l'indice «sul tono negativo sulla Cina», trasmesso in conference call. Sono invece di diverso avviso gli esperti di Bernstein, che anzi hanno alzato il target di prezzo sulle Ferragamo da 7,5 euro a 8,8 euro, mantenendo la raccomandazione di 'Outperform'. Gli analisti hanno particolarmente apprezzato l'andamento delle vendite Dtc e così si sono definiti «fiduciosi per il lento e costante miglioramento mostrato nell'attuale insieme di risultati». Hanno però ammonito che le azioni hanno già corso nell'ultimo periodo, vantando un progresso di circa il 10% in un mese.

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