“Borderlands”, dalla nota serie di videogiochi un film confuso e sopra le righe
Al cinema è arrivato il nuovo lungometraggio di Eli Roth che vede tra i protagonisti Cate Blanchett e Kevin Hart
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Dal mondo dei videogiochi a quello del cinema: un passo che all’apparenza può sembrare breve, ma questi due linguaggi hanno basi così diverse da dare vita spesso a connubi poco riusciti.
Non fa eccezione “Borderlands”, film arrivato questa settimana nei nostri cinema, diretto da Eli Roth e tratto da una serie di videogiochi di successo.
Al centro della narrazione c’è una misteriosa cacciatrice di taglie, costretta a tornare sul pianeta Pandora per ritrovare la figlia dell’uomo più potente dell’Universo. Per raggiungere l’obiettivo della missione, formerà una squadra di personaggi decisamente bizzarri: un mercenario, un’adolescente amante degli esplosivi affiancata dal suo piccolo protettore, una scienziata pazza e un robottino logorroico e saccente.
Il gruppo dovrà fronteggiare banditi e minacce aliene di ogni sorta nel tentativo di trovare e proteggere la ragazza.
Ha avuto una lavorazione a dir poco travagliata questo lungometraggio e si nota davvero, visti gli esiti a cui si è arrivati: inizialmente era coinvolto nel progetto lo sceneggiatore Craig Mazin (una delle menti della serie di “The Last of Us”) che poi si è defilato del tutto, alcune scene sono state finalizzate dal regista Tim Miller, perché Roth era impegnato in contemporanea con le riprese di “Thanksgiving”, suo film del 2023, ma tra le sostituzioni in corsa va segnalata anche quella del compositore.







