“La bicicletta di Bartali”, un film d’animazione impegnato e toccante
Al cinema il lungometraggio di Israel Cesare Moscati, regia di Enrico Paolantonio, voce di Tullio Solenghi e una canzone originale interpretata da Noa
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Il cinema d’animazione e l’estate vanno spesso a braccetto, come dimostra anche lo straordinario e continuo successo di “Inside Out 2”.
In attesa che a fine agosto esca l’attesissimo “Cattivissimo Me 4”, questa settimana è arrivato nelle nostre sale un lungometraggio animato molto diverso da quelli delle grandi produzioni a stelle e strisce: “La bicicletta di Bartali” è una coproduzione tra Italia, India e Irlanda, che nasce da un’idea del regista Israel Cesare Moscati (scomparso nel 2019 e alla cui memoria è dedicato il film), autore di testi e documentari sulle persecuzioni nazifasciste verso la comunità ebraica romana.
Diretto da Enrico Paolantonio, questo film ha come protagonista la bicicletta con cui Gino Bartali trasportò documenti falsi per salvare centinaia di ebrei dalla barbarie nazifascista nella Toscana del 1943-44. A Gerusalemme, sessant’anni dopo, la bicicletta di Bartali diventa il simbolo dell’avventura di David, un giovane ciclista ebreo che fa amicizia con Ibrahim, un ragazzo arabo con cui instaura una forte complicità e sogna di vincere un campionato di ciclismo, violando le regole ma portando pace e tolleranza nelle rispettive comunità. Il percorso non sarà privo di ostacoli ma attraverso lo sport i due giovani amici impareranno il rispetto reciproco, la collaborazione, il sacrificio, riconoscendosi l’uno nell’altro e costruendo un legame profondo in grado di superare le divisioni imposte dalla società.
Presentato in concorso al Giffoni Film Festival la scorsa settimana, questo lungometraggio punta su un’animazione magari più semplice rispetto a quella dei film sopracitati (considerata anche la differenza di budget a disposizione), ma ugualmente capace di colpire grandi e piccini per la cura grafica e i suggestivi fondali.
Un inno all’amicizia
Più dell’aspetto estetico, però, contano soprattutto i contenuti di questo percorso di formazione che unisce passato e presente, guardando al futuro con un certo ottimismo.







