I film del fine settimana

“L’innocenza”, emozionante dramma giapponese ad altezza di bambino

In sala il nuovo, potente lungometraggio di Hirokazu Kore-Eda, regista giapponese vincitore della Palma d’oro a Cannes con “Un affare di famiglia”

di Andrea Chimento

2' di lettura

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Uno dei titoli più emozionanti della stagione: si può descrivere così “L’innocenza”, nuovo film di Hirokazu Kore-Eda, tornato a girare un lungometraggio in Giappone dopo una produzione francese, “Le verità”, e una sudcoreana, “Le buone stelle – Broker”.

Il rientro in patria ha fatto benissimo a Kore-Eda che, con questa pellicola, riesce a toccare quelle corde profondissime già raggiunte in passato con prodotti splendidi come “Father and Son” e “Un affare di famiglia”.

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Ambientato in una tranquilla cittadina nei pressi di un lago, “L’innocenza” ha come protagonista il piccolo Minato, figlio di una madre single molto affettuosa e altrettanto apprensiva. Un giorno il bambino torna da scuola e la donna si accorge che ha uno strano comportamento: a scuola c’è stata un momento di disordine che, in apparenza, sembra essere scaturito da una semplice lite tra bambini, ma in realtà nasconde qualcosa di molto più complicato. La madre di Minato intuisce che l’insegnante è responsabile e vuole indagare più approfonditamente.

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2023, “L’innocenza” è un’opera in cui Kore-Eda torna ai temi fondamentali del suo cinema: dal rapporto tra genitori e figli a quello dell’infanzia, trattato con la consueta delicatezza da un regista che ha spesso posizionato la sua cinepresa ad altezza di bambino (si pensi anche in questo senso al potentissimo “Nessuno lo sa”).

“L’innocenza” e gli altri film della settimana

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Un’operazione coinvolgente che cresce alla distanza

L’evento centrale della narrazione viene raccontato seguendo diverse prospettive: si parte da quella della figura materna per passare poi a quella dell’insegnante, arrivando, infine, a quella del giovanissimo protagonista.

Può venire in mente un capolavoro della storia del cinema nipponico come “Rashomon” di Akira Kurosawa, osservando la struttura di una pellicola che cresce minuto dopo minuto, raggiungendo nella seconda parte delle vette emotive difficilmente eguagliabili da altri film visti nel corso di quest’annata in sala.

Kore-Eda tratta spunti complicati – dal bullismo alle fake news – con la consueta delicatezza e dipinge un intenso racconto di formazione capace di emozionare e regalare anche una serie di incisivi colpi di scena.

Notevole, inoltre, il lavoro di tutto il cast, ma una menzione speciale va alla toccante colonna sonora di Ryuichi Sakamoto, celebre compositore scomparso un paio di mesi prima della presentazione di questo film al Festival di Cannes dello scorso anno.

Cattivissimo me 4

Molto atteso è anche “Cattivissimo me 4”, film che si prepara a conquistare i botteghini delle prossime settimane.

Quarto capitolo della saga con protagonista Gru, questo nuovo lungometraggio lo vede in vesti paterne, ma l’amorevole clima familiare viene minacciato dalla temibile sete di vendetta di Maxime Le Mal, super cattivo da poco evaso di prigione.

Sette anni dopo il terzo capitolo (ma in mezzo c’è stato nel 2022 il secondo film dedicato ai “Minions”), “Cattivissimo me 4” è un prodotto che ricicla del tutto idee già viste e che cerca di vivere unicamente di rendita, forte del successo dei prodotti precedenti.

Qualche gag funziona, ma il disegno d’insieme è di una pigrizia sconcertante, incapace di rinnovarsi e di riuscire a creare un intrattenimento davvero degno di questo nome.

Per il box office, probabilmente, basterà comunque, ma da una produzione con questo budget e queste potenzialità è lecito aspettarsi molto di più.

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