«Odissea», emozioni e spettacolo nel film più atteso dell’anno
Arriva nei nostri cinema il nuovo lungometraggio di Christopher Nolan che, dopo il successo di “Oppenheimer”, sceglie di rileggere Omero
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Il film più atteso e chiacchierato dell’anno è finalmente al cinema: “Odissea” di Christopher Nolan arriva nelle sale dopo lunghi mesi segnati da discussioni, polemiche (per alcune scelte del cast e l’utilizzo del linguaggio moderno) e ampi dibattiti basati unicamente su trailer, immagini e poche informazioni relative a una delle operazioni più ambiziose degli ultimi anni.
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D’altronde, non poteva essere altrimenti se dietro la macchina da presa c’è un autore che fa sempre parlare moltissimo di sé, dividendo spesso il pubblico ma mantenendo sempre una coerenza di sguardo e di poetica estremamente personale.
Dopo l’enorme successo del potentissimo “Oppenheimer” (un trionfo al box office e anche agli Oscar, dove ha vinto 7 statuette), Nolan ha scelto di rileggere a modo suo l’opera di Omero e, a ben guardare, nel suo Ulisse ci sono diversi elementi psicologici che rimandano curiosamente anche al personaggio principale del suo film precedente: l’Ulisse di Nolan è un antieroe molto tormentato, che per lunghi tratti non vuole davvero tornare a casa, provato dal senso di colpa per aver innescato una guerra (l’idea del Cavallo di Troia, sempre presente nel corso della narrazione) che rappresenta la miccia per una serie di nefaste conseguenze che potrebbero portare alla distruzione del mondo per come l’ha conosciuto.
Non c’è però soltanto questo aspetto, vicino a “Oppenheimer”, per analizzare quanto si senta tutta la poetica del regista in questo bellissimo film: si possono infatti rileggere diversi suoi lavori precedenti (pensiamo a “Inception” e “Interstellar”, ma non solo) come altre “odissee”, con i protagonisti che cercano in tutti i modi di tornare a casa dopo un lungo viaggio e numerose peripezie da superare.
Credere nel cinema
“Odissea” è poi anche un poema epico perfetto per i giochi temporali tipici del regista, che alterna costantemente i momenti del viaggio di Ulisse prima di arrivare a una lunga parte conclusiva a Itaca e al ricongiungimento con i suoi cari.







