Generazione sandwich, con le polizze possibile giocare d’anticipo
Le assicurazioni Long term care possono attenuare l’impatto sulla tenuta finanziaria dei 40-50enni, stretti tra figli e genitori da accudire
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Esiste un gruppo di persone quasi mai esplicitamente menzionato nel dibattito sul risparmio, pur essendo composto da milioni di individui. È la cosiddetta “generazione sandwich”, quella dei 40-50enni schiacciati contemporaneamente tra il sostegno economico dei figli (per spese universitarie, affitti e lavoro precario) e quello dei genitori anziani (per spese sanitarie o di assistenza).
Una posizione scomoda, che trova risposte insufficienti dal welfare pubblico, considerando che – secondo il Rapporto Cergas-Sda Bocconi diffuso mercoledì scorso – sono oltre 4 milioni gli italiani non autosufficienti e 7 milioni i caregiver familiari (dato Istat) costretti a bilanciare lavoro, vita privata e cura della persona. Mentre sul fronte dei figli gli spazi di ottimizzazione sono più difficili da programmare, è sul versante dei genitori che si può incidere con soluzioni finanziarie concrete, per esempio ricercando le detrazioni fiscali disponibili o valutando soluzioni assicurative che permettano la copertura delle spese di cura e dunque l’alleviamento del carico economico, fisico e psicologico.
Su questo fronte, in Italia restano sottovalutate le potenzialità delle polizze di assicurazione sulla non autosufficienza (long term care o Ltc) stipulate per un genitore anziano, o da parte del 40-50enne per sé stesso, in ottica preventiva. A un costo relativamente contenuto, soprattutto se attivata per tempo, la polizza può fare la differenza tra dover liquidare i propri risparmi per pagare una Rsa e mantenere un margine di sicurezza finanziario o lo standard di vita acquisito.
Il premio della copertura Ltc cresce infatti in modo non lineare con l’età di sottoscrizione, quindi una polizza sottoscritta a 45 anni costa una frazione di quella siglata a 65 (ma in pochi la comprano a 45 perché il rischio sembra lontano). Una badante convivente regolarmente assunta costa come minimo, secondo gli ultimi dati Assindatcolf, 1.758 euro al mese, mentre per una Rsa la retta media mensile rilevata ad aprile da Altroconsumo è pari a 2.031 euro, variabile a seconda della struttura e della regione: le polizze Ltc erogano rendite che coprono una parte di questi costi.
La convenienza, come detto, si gioca quasi sempre sul momento della sottoscrizione. Sul campione considerato dall’indagine svolta da Il Sole 24 Ore emerge ad esempio che, qualora la sottoscrizione di una copertura a vita intera avvenga a 65 anni, la rendita che si percepirà sarà in media pressoché equivalente al premio annuo (ma il vantaggio dipende dal numero di anni, non conoscibile a priori, in cui l’assicurazione erogherà la rendita). All’opposto, la sottoscrizione a 45 anni ridurrebbe il premio annuo a meno della metà del valore delle prestazioni mensilmente erogate. Non è una regola generale, perché il risultato dipende dalle ipotesi su durata della percezione della rendita, premio unico o ricorrente, livello di rendita scelta, ma è indicativo.







