Governo e Regioni: avanti con la riforma dei medici di famiglia, ecco le ultime novità
Al ministero della Salute va in scena l'incontro del disgelo fra Governo, Regioni e sindacati che restano però sul piede di guerra. Il decreto atteso a fine mese in Cdm
4' di lettura
I punti chiave
4' di lettura
Prove di riappacificazione sulla riforma della medicina di famiglia. Al ministero della Salute va in scena l'incontro del disgelo fra Governo, Regioni e sindacati che restano però sul piede di guerra: tutti insieme intorno a un lungo tavolo ovale.
I governatori si sono presentati con una bozza di decreto su cui sono tutti d'accordo e che prevede un doppio canale: quello ordinario con la convenzione attuale e quello residuale - limitato ai fabbisogni locali - che per la prima volta consente alle Regioni di assumere come dipendenti i medici di famiglia da far lavorare soprattutto nelle Case di comunità o dove ci sono carenze.
Previsto anche un debito orario di almeno sei ore che i medici di famiglia non dipendenti dovranno “consumare” all'interno delle Case di comunità. La riforma fa un nuovo passo avanti in attesa delle contro deduzioni dei sindacati di famiglia attesi la prossima settimana. Ora il via libera del decreto in consiglio dei ministri è atteso già per fine mese.
Tutti intorno a un tavolo: Governo, regioni e sindacati
Con il ministro della Salute Orazio Schillaci affiancato dal sottosegretario Marcello Gemmato al centro del tavolo siedono da un lato i rappresentanti di 4 sigle sindacali di categoria - Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), Snami (Sindacato nazionale autonomi medici italiani), Smi (Sindacato medici italiani) e Fmt (Federazione medici territoriali) - e dall'altro Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia), presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, con i colleghi governatori Roberto Fico (Campania) e Francesco Rocca (Lazio), e gli assessori Massimo Fabi (Politiche per la salute, Emilia-Romagna) e Guido Bertolaso (Welfare, Lombardia). Presenti tra gli altri anche il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Paolo Barelli, il senatore Fdi Francesco Zaffini (presidente della Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale di Palazzo Madama) e la senatrice della Lega Elena Murelli.
Un ampio parterre per una missione complessa: arrivare finalmente a un consenso solido sul futuro della medicina generale.








