24 luglio 2026
Iran, missili Usa contro petroliera in Golfo Oman: due morti
In caso di attacco Usa, la Repubblica Islamica chiederà al gruppo ribelle Houthi in Yemen di imporre un blocco marittimo sullo stretto di Bab el-Mandab
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Sintesi per punti
- Axios: verso conferenza a Londra su coalizione internazionale per Hormuz
- Ambasciatore Usa in Israele: rischio escalation imprevista
- Mar Rosso, Aspides alza allerta: rischio attacchi Houthi elevato
- Inviati Oman a Teheran per discutere gestione Stretto Hormuz
- Gaza, bombe Idf su infrastrutture Hamas
- Due superpetroliere della cinese Cosco passano Bab el Mandeb con ok degli Houthi
- Troppi rischi a Bab el Mandeb, nave cisterna danese cambia rotta e passa per il Capo
- Le tariffe per affittare una nave gasiera si dirigono verso nuovi record
- Netanyahu incontrerà Trump martedì alla Casa Bianca
- Houthi: Bab el-Mandeb è chiuso solo per Riad
- Traffico a Hormuz ai minimi storici, ieri solo una petroliera ha attraversato lo Stretto
- Centcom, conclusa la tredicesima notte di attacchi consecutivi all’Iran
24 luglio 2026
Trump: «Mi fido di Putin e Xi, non stanno facendo nulla di grave»
’’Sia Xi che Putin mi hanno detto che non avrebbero partecipato’’ al conflitto con l’Iran fornendo armi a Teheran. ’’Mi fido di loro. Non credo che vorrebbero deludermi’’. Così il presidente americano Donald Trump ha risposto, nello Studio Ovale, a un giornalista che gli chiedeva di commentare le parole del capo del Pentagono Pete Hegseth, che ha detto che Cina e Russia stanno favorendo l’Iran. Cina, Russia e Iran ’’hanno una relazione di lunga data. Potrebbero esserci delle cose che fanno. Ma finora, almeno, non si è trattato di nulla di grave’’, ha aggiunto.
24 luglio 2026
Media Houthi, raid saudita su Hodeida e isola di Kamaran
Secondo i media legati agli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, l’Arabia Saudita ha colpito le infrastrutture di telecomunicazione nella città di Hodeida, controllata dai ribelli, e sull’isola di Kamaran. “Un’aggressione saudita, con una serie di attacchi aerei, ha colpito le infrastrutture dell’autorità per le telecomunicazioni”, ha affermato il canale televisivo Al-Masirah, aggiungendo che gli attacchi hanno preso di mira anche l’isola di Kamaran nel Mar Rosso.
24 luglio 2026
Media Riad: «Nave saudita colpita nel Mar Rosso, lievi danni»
Una nave saudita è stata colpita oggi nel Mar Rosso, riportando lievi danni allo scafo. Lo ha riferito un funzionario dei trasporti saudita ai media statali, pochi giorni dopo che gli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, avevano annunciato un blocco marittimo contro Riad. “Una fonte ufficiale dell’Autorità per i trasporti pubblici ha indicato che la nave (Ncc Masa), di proprietà di una compagnia saudita, è stata presa di mira mentre navigava nel Mar Rosso oggi, con conseguenti lievi danni allo scafo”, ha riportato l’agenzia di stampa saudita Spa.
FOTO D'ARCHIVIO: Una nave nello Stretto di Hormuz, vista da Musandam, in Oman, il 16 luglio 2026. REUTERS/Stringer/Foto d'archivio Reuters
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24 luglio 2026
Trump: «Iran più serio nel trattare ma non ho ancora deciso su un attacco massiccio»
“Non ho ancora deciso” su un attacco massiccio contro l’Iran. Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale. “Stiamo parlando, vedremo cosa succede”, ha aggiunto precisando che a suo avviso Teheran è “seria come dovrebbe essere” nel negoziare. L’Iran “non può avere l’arma nucleare, è molto semplice. Pensiamo che siano seri” nel trattare, più “seri di quanto abbiamo mai visto, ma questo non significa che arriveremo” a un accordo, “vedremo cosa succede”, ha messo in evidenza.
I più letti
24 luglio 2026
Iran: missili Usa contro petroliera in Golfo Oman: due morti
Gli Stati Uniti hanno attaccato con missili una petroliera nel Golfo dell’Oman, uccidendo due membri dell’equipaggio. Lo ha riportato l’agenzia di stampa Fars citando una fonte “a conoscenza dei dettagli”. Gli americani, secondo la Fars, avrebbero attaccato “pensando che la petroliera trasportasse gas iraniano”. La nave non è più in grado di procedere a causa dei danni subiti dalla sala macchine.
24 luglio 2026
Usa, nel mirino 4 individui e 9 entità iraniane per l’elusione delle sanzioni
Il Dipartimento del Tesoro americano, attraverso l’Ufficio per il controllo dei beni esteri, ha designato quattro individui e nove entità che costituiscono componenti chiave della più ampia rete di elusione delle sanzioni contro l’Iran guidata da Babak Zanjani. Lo annuncia una nota del Tesoro Usa, secondo cui Zanjani “ha sfruttato un portafoglio diversificato per occultare la proprietà, riciclare denaro e ampliare la sua capacità di trasferire fondi clandestinamente attraverso l’Iran e all’estero”. Il regime iraniano “continua a pagare un prezzo economico altissimo per il suo comportamento sconsiderato, con il rial che ha toccato un nuovo minimo storico e l’inflazione alle stelle”, ha commentato su X il segretario al Tesoro, Scott Bessent, secondo cui, “sotto la guida del presidente degli Stati Uniti, il Dipartimento del Tesoro continuerà a bloccare l’accesso economico alle élite corrotte del regime iraniano, insieme ai loro finanziatori e complici”.
24 luglio 2026
Effetto Hormuz, nuova rotta energetica dall’Iraq al Mediterraneo

Gli effetti del caos di Hormuz cominciano a farsi sentire e a spingere nuovi accordi e lavori per costruire rotte alternative. Nel week end il primo ministro iracheno Ali al Zaidi è volato a Washington ed è tornato in patria con un pacchetto di accordi da 60 miliardi. Cooperazione in ambito energetico ed elettrico. Obiettivo principale è costruire una pipeline petrolifera attraverso l’Iraq e la Siria che punta dritta verso il Mediterraneo. Ovviamente ciò è possibile grazie all’avvio del Progetto congiunto tra Basra Oil Company e Syrian petroleum company cha opereranno assieme per la tratta, seriamente danneggiata nel 2003 ai tempi della guerra del Golfo, che passa da Kirkuk e procede in direzione del porto di Baniyas, a circa 50 chilometri da Latakia. Il Dipartimento di Stato americano ha confermato a sua volta che supporterà i lavori dal punto di vista tecnico, mentre Tom Barrack, ambasciatore Usa in Turchia e inviato speciale per l’area ha aggiunto: «si tratta di un progetto destinato a bypassare Hormuz e a renderlo un passaggio secondario». Una dichiarazione forse eccessiva dal punto di vista tecnico, ma non da quello politico.
24 luglio 2026
007 Usa: Mojtaba più interessato del padre a dotarsi di un’arma nucleare
Mojtaba Khamenei è più interessato di suo padre, l’ex ayatollah Ali Khamenei, a dotarsi di un’arma nucleare: lui e il suo governo hanno l’ambizione di dotarsi di armamenti nucleari. Lo affermano le agenzie di intelligence americane, secondo quanto riportato dal New York Times. “Se il conflitto avesse reso più probabile per Teheran perseguire l’obiettivo di dotarsi di un’arma nucleare, sarebbe un’ulteriore grave conseguenze dell’uccisione dell’ex guida suprema e dei passi verso un cambio di regime perseguiti dall’amministrazione Trump”, mette in evidenza il New York Times.
24 luglio 2026
Libano, colloquio del presidente Aoun con Parolin
Il presidente libanese Joseph Aoun ha avuto un colloquio telefonico con il Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, che ha espresso “il sostegno della Santa Sede” alle misure adottate per “garantire sicurezza e stabilità nel Paese in generale e nel Sud in particolare”.
24 luglio 2026
Usa colpiscono con nuove sanzioni rete finanziere Zanjani
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro nove società e quattro persone appartenenti alla rete imprenditoriale del finanziere iraniano sanzionato Babak Zanjani, accusato di aver aggirato le sanzioni.
Le nuove misure si aggiungono a una più ampia campagna statunitense di pressione militare ed economica contro l’Iran. La valuta del Paese ha raggiunto minimi storici, l’inflazione supera il 60% e gli attacchi statunitensi si sono intensificati dal nord al sud del Paese.
Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha dichiarato che le nuove designazioni colpiscono le attività iraniane di Zanjani nell’ambito del suo conglomerato Dot One e diverse società con sede in Turchia e negli Emirati Arabi Uniti che hanno sostenuto le sue piattaforme di scambio di asset digitali già precedentemente sanzionate, oltre ai principali dirigenti di tali aziende.
Secondo il Tesoro, Zanjani avrebbe utilizzato un portafoglio diversificato comprendente servizi finanziari, commercio di asset digitali, produzione di oro e pietre preziose, oltre che importanti progetti infrastrutturali, per riciclare ricavi e trasferire fondi in modo occulto per conto dell’Iran.
Zanjani, miliardario condannato per frode, è da tempo una figura centrale nella rete iraniana per l’elusione delle sanzioni. Nel 2016 era stato condannato a morte dalle autorità iraniane per appropriazione indebita. La pena è stata commutata nel 2024 e, secondo il Tesoro statunitense, entro il 2025 era riemerso come sostenitore di progetti economici del governo iraniano.
24 luglio 2026
Iran: uccideremo un soldato Usa per ogni iraniano ucciso
Un soldato americano sarà “mandato all’inferno” per ogni cittadino iraniano ucciso negli attacchi lanciati da Washington. Questa la “nuova equazione’’ annunciata dal capo del comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi. “Per ogni fiero cittadino della Repubblica Islamica dell’Iran che cade in battaglia, un militare americano finirà all’inferno”, ha detto Abdollahi. “La regola che avevamo precedentemente dimostrato essere operativa è, da questo momento in poi, considerata l’equazione definitiva e ufficialmente dichiarata del campo di battaglia”, ha aggiunto il generale all’emittente Press Tv.
24 luglio 2026
Axios: verso conferenza a Londra su coalizione internazionale per Hormuz
Gli Stati Uniti e il Regno Uniti stanno discutendo la possibilità di un incontro di alto livello la settimana prossima a Londra su una potenziale coalizione internazionale per proteggere la via marittima nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios citando fonti europee a conoscenza del piano per un conferenza alla quale potrebbero partecipare i ministri della difesa e i comandanti più alti in grado dei paesi occidentali e dell’Europa.
24 luglio 2026
Alla Farnesina formati 25 diplomatici palestinesi
Si è svolta alla Farnesina la cerimonia di chiusura e consegna dei diplomi del programma di formazione ’Diplomacy for Development’, realizzato dal Centro Internazionale di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Itc-Ilo) di Torino in collaborazione con il Ministero degli Esteri: beneficiari del programma, 25 diplomatici palestinesi in servizio a Ramallah e in Sedi estere. Dal 13 al 24 luglio, i 25 diplomatici palestinesi hanno intrapreso un percorso formativo articolato tra Torino e Roma.
24 luglio 2026
Ambasciatore Usa in Israele: rischio escalation imprevista
L’ambasciatore Usa in Israele: rischio escalation imprevista in Iran.
A causa dell’aumento delle tensioni in Medioriente, il contesto di sicurezza rimane complesso, con la possibilità di un’escalation imprevista”. E’ l’avviso diffuso in una nota dall’ambasciata degli Stati Uniti in Israele. “I cittadini americani attualmente in Medioriente dovrebbero prestare particolare attenzione e mantenere un’elevata vigilanza, preparandosi a possibili cancellazioni di voli, chiusure periodiche dello spazio aereo e potenziali disagi ai viaggi”, si legge. “Alcune compagnie aeree nella regione hanno posticipato la ripresa dei voli precedentemente programmati; altre hanno cancellato alcune rotte”.
24 luglio 2026
Petrolio iracheno verso gli Usa tramite la Siria e il Mediterraneo
La chiusura dello stretto di Hormuz sta riordinando la geografia dell’energia mediorientale e il segnale più netto arriva ora dal Mediterraneo: un carico di olio combustibile di origine irachena partito dal porto siriano di Banias sarà scaricato a giorni sulla costa statunitense del golfo del Messico. E’ la prima volta che il petrolio iracheno raggiunge il mercato americano passando per la “nuova” Siria guidata dall’ex leader qaedista Ahmad Sharaa, adesso pienamente appoggiato dal presidente Donald Trump. Più dei volumi, ancora marginali, conta il tragitto: con lo storico cambio di potere a Damasco di fine 2024, che ha visto uscire l’Iran e in parte la Russia dalla partita siriana, Washington è riuscita di fatto a comprare un corridoio che dalla Mesopotamia giunge al Mediterraneo attraversando il territorio del governo di Sharaa, per gli Usa non più “un terrorista” ma un “bravo leader”.
24 luglio 2026
Iran, Kallas: non dimenticare repressione contro popolo
“Mentre l’attenzione del mondo è concentrata sulla guerra in Medio Oriente, non possiamo perdere di vista la repressione iraniana contro il proprio popolo. Oggi, l’Ue ha imposto nuove sanzioni nei confronti dei giudici iraniani responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui la persecuzione di dissidenti politici e minoranze religiose”. Lo scrive su X l’Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas. “Abbiamo inoltre sanzionato una figura di spicco di un gruppo informatico che ha facilitato la repressione dell’informazione da parte del regime.
24 luglio 2026
Libano, Aoun: presenza Unifil soluzione migliore
Il presidente libanese Joseph Aoun sostiene che il mantenimento della forza di interposizione dell’Onu (Unifil) nel sud del Paese rimane “la soluzione migliore per la fase successiva”. Aoun, ha precisato, durante un incontro con l’ambasciatrice dell’Ue a Beirut, Sandra De Waele, che, “qualora ciò non fosse possibile, si dovrebbe procedere alla creazione di una forza alternativa che ne prenda il posto”, riporta il suo ufficio stampa. Il capo di Stato libanese ha inoltre chiesto all’Ue di “sostenere l’attuazione dell’accordo quadro”, firmato con Israele con mediazione statunitense. “È arrivato il momento di porre fine alla guerra in modo definitivo”, ha dichiarato Aoun, aggiungendo che “il Libano resta impegnato sul percorso delle riforme, e nonostante il conflitto, continua a lavorare per raggiungere gli obiettivi prefissati”.
24 luglio 2026
Mar Rosso, Aspides alza allerta: rischio attacchi Houthi elevato
La missione navale europea Aspides ha aggiornato oggi la sua valutazione della sicurezza per il Mar Rosso in seguito all’attacco delle milizie Houthi a una petroliera saudita, avvenuto all’inizio della settimana. Il livello di minaccia nello Stretto di Bab el-Mandeb, al largo delle coste dello Yemen, e nella parte meridionale del Mar Rosso è stato innalzato da medio ad alto, ha annunciato il quartier generale della missione a Larissa, in Grecia. La valutazione per la parte settentrionale del Mar Rosso e il Golfo di Aden rimane a livello “medio”.
24 luglio 2026
Trump: Cina e Russia non coinvolte in Iran, se lo fossero conseguenze gravi
Xi Jinping e Vladimir Putin “mi hanno assicurato” che non avrebbero venduto armi all’Iran: “a mio avviso” la Cina e la Russia “non sono coinvolte nella questione iraniana. Se lo facessero, le conseguenze sarebbero molto gravi: non sarebbe certo nel loro interesse”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
24 luglio 2026
Cisgiordania, ong israeliane: azione urgente per prevenire pogrom
Le organizzazioni israeliane per i diritti umani hanno lanciato “un appello urgente” alla Comunità internazionale perchè “intervenga immediatamente per fermare la violenza dei coloni e prevenire pogrom delle milizie dei coloni e dell’esercito israeliano in tutta la Cisgiordania”.
Nella dichiarazione, firmata tra gli altri da Yesh Din, Breaking the Silence, B’Tselem e Peace Now, si denuncia “un’escalation di violenza, negli ultimi giorni, da parte delle milizie dei coloni, favorita e sostenuta dall’esercito israeliano”, con incendi e distruzione di proprietà palestinesi, e sgomberi forzati di famiglie e comunità. Attacchi a cui la comunità internazionale ha risposto con “silenzio e inerzia, consentendo alla violenza di continuare e di intensificarsi”.
“Quanto avvenuto oggi nel villaggio di Tell (Area B), dove il ’tour’ dei coloni” è finito con l’uccisione di quattro palestinesi e di due israeliani “sta alimentando un’escalation di violenza nell’area con coloni, ministri e membri della Knesset che invocano altri attacchi di vendetta già iniziati in Cisgiordania”, hanno denunciato le organizzazioni, secondo cui “l’esperienza dimostra che questi eventi possono degenerare rapidamente in pogrom di massa se si rimane in silenzio”.
24 luglio 2026
Araghchi: difenderemo nostri interessi nello Stretto di Hormuz
La tutela degli interessi dell’Iran nello Stretto di Hormuz resta una priorità di Teheran. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, affermando in un’intervista all’agenzia Tasnim che il Paese continuerà sulla propria linea “finché gli obiettivi legittimi e le richieste del popolo iraniano non saranno raggiunti”. Araghchi ha spiegato che le consultazioni con Russia e Cina sono “continue e regolari” e che oggi in Kirghizistan, a margine della riunione dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, ha avuto colloqui approfonditi con i ministri degli Esteri, Sergei Lavrov e Wang Yi. Ha inoltre confermato che, attraverso il Pakistan, sono state discusse alcune iniziative e proposte di mediazione, precisando però che “tra Iran e Stati Uniti il problema non è la mancanza di mediatori, ma l’approccio americano”. Il capo della diplomazia iraniana ha quindi ribadito che Teheran “non si piegherà al bullismo degli Stati Uniti” e non cederà di fronte “al linguaggio della forza, della pressione e delle minacce”. “Non temiamo le minacce, non ci sottometteremo alle pressioni e non accettiamo il linguaggio delle intimidazioni”, ha concluso.
Araghchi ha aggiunto che Teheran non si piegherà agli Stati Uniti né “tollererà un linguaggio minaccioso”.
24 luglio 2026
Inviati Oman a Teheran per discutere gestione Stretto Hormuz
Una delegazione inviata dall’Oman è arrivata a Teheran per discutere con i funzionari iraniani di un ’’meccanismo adeguato per la gestione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz’’. Lo riporta l’agenzia di stampa Irna. Durante il conflitto lanciato lo scorso 28 febbraio da Israele e Stati Uniti contro l’Iran, Teheran si è sempre detta disponibile a gestire il traffico nello Stretto di Hormuz insieme all’Oman.
24 luglio 2026
Wsj: Trump sta perdendo la pazienza, ora è in modalità vendetta
Donald Trump sta perdendo sempre di più la pazienza per la guerra in Iran, che all’inizio pensava sarebbe finita in poche settimane ed ora invece si trascina senza una fine in vista, ed appare sempre più scettico sulla possibilità di una via di uscita diplomatica e in ’modalità vendetta’ nei confronti della leadership iraniana. E’ questo il ritratto del presidente delineato oggi dal Wall Street Journal che cita fonti dell’amministrazione che raccontano come in una recente riunione nello Studio Ovale Trump abbia fatto una sfuriata contro i leader iraniani, chiamandoli feccia e pazzi, lasciandosi andare in una serie di imprecazioni.
24 luglio 2026
Idf blocca ingressi a villaggi Cisgiordania
L’Idf ha bloccato gli ingressi a villaggi e città nel governatorato di Salfit in Cisgiordania. Lo rende noto l’agenzia di stampa palestinese Wafa. Secondo fonti locali, le Forze di difesa israeliane hanno bloccato le entrate di Deir Istiya e Haris, a nordovest di Salfit, e alla città di Deir Ballut, nella zona occidentale.
24 luglio 2026
Gaza, bombe Idf su infrastrutture Hamas
L’aviazione militare israeliana ha bombardato durante la notte infrastrutture di Hamas nella Striscia di Gaza. Lo ha reso noto l’esercito dello Stato ebraico.
Secondo le Forze di Difesa Israeliane (Idf), gli obiettivi colpiti comprendevano depositi di armi, siti per la produzione di armamenti e tunnel. I depositi di armi erano utilizzati per immagazzinare fucili d’assalto, lanciarazzi rpg, mortai, ordigni esplosivi e altro materiale militare, ha precisato l’esercito.
Le Idf sostengono che Hamas “continui sistematicamente e apertamente a violare l’accordo di cessate-il-fuoco, tentando al contempo di ricostruire le proprie capacità e infrastrutture militari”.
24 luglio 2026
Maxi operazione Idf in corso in Cisgiordania, rischio escalation
E’ in corso una ’’vasta operazione antiterrorismo’’ delle Forze di difesa israeliane (Idf) in Cisgiordania dopo gli scontri avvenuti vicino al villaggio di Tell a sudovest di Nablus e costati la vita a due israeliani e a quattro palestinesi. Lo ha annunciato il capo del comando centrale delle Idf, il generale Avi Bluth, parlando con i leader delle comunità della Cisgiordania e spiegando che i soldati israeliani stanno cercando di arrestare tutti i palestinesi coinvolti negli scontri. Bluth ha affermato che le ultime violenze sono seguite a “diversi giorni di tensione”, tra cui incendi che hanno danneggiato 30 case, un incendio doloso a Beit Furik e due accoltellamenti. “Quattro terroristi sono stati uccisi sul posto, incluso il terrorista che ha compiuto la sparatoria”, ha dichiarato Bluth spiegando che l’arma sequestrata è stata recuperata ed è ora in possesso delle Idf.
24 luglio 2026
Le tariffe per affittare nave gasiera verso nuovi record
Le tariffe spot delle Very Large Gas Carrier tornano a salire con l’intensificarsi della crisi di Hormuz. I prezzi attuali di mercato per noleggiare una super cistenza per trasportare gas di petrolio liquefatto, come propano e butano, per un singolo viaggio sono di nuovo in crescita secondo la testata di intelligence marittima Lloyd’s List, che sottolinad come quello delle navi gasiere di grandi dimensioni sia “uno dei segmenti di trasporto marittimo con le migliori performance durante la crisi di Hormuz”. Il calo delle tariffe a giugno infatti si è rivelato di breve durata e gli indici si stanno dirigendo di nuovo verso il territorio record. L’indice VlgcGolfo Usa-Giappone si attesta a 175.512 dollari al giorno, in aumento del 139% rispetto al minimo del 25 giugno; l’indice Golfo USA-Europa si attesta a 189.338 dollari al giorno, in aumento del 106% rispetto al 25 giugno.
24 luglio 2026
Guterres (Onu) preoccupato per ripresa attacchi Houthi
Il segretario generale delle Nazioni Unite si è detto “molto preoccupato” per la ripresa degli attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, contro le navi nel Mar Rosso, una situazione che rischia di “alimentare ulteriormente le tensioni regionali”. Lo ha dichiarato il suo portavoce in un comunicato.
Antonio Guterres “è molto preoccupato per la ripresa degli attacchi degli Houthi contro le navi commerciali nel Mar Rosso e per le rinnovate minacce alla libertà di navigazione marittima”, ha affermato Stephane Dujarric, invitando i ribelli Houthi a evitare qualsiasi ulteriore azione che possa aggravare l’escalation.
24 luglio 2026
Idf ha chiuso l’accesso a diversi villaggi palestinesi in Cisgiordania
Le forze israeliane hanno chiuso gli accessi a diverse città e villaggi nel governatorato di Salfit, nella Cisgiordania centrale, inasprendo le misure militari che hanno ostacolato la circolazione di palestinesi e veicoli. Lo scrive la agenzia palestinese Wafa. Fonti locali hanno riferito all’agenzia che le forze israeliane hanno chiuso gli accessi alle città di Deir Istiya e Haris, a nord-ovest di Salfit, nonché alla città di Deir Ballut, nella parte occidentale del governatorato, impedendo la circolazione di residenti e veicoli in tutta l’area.
24 luglio 2026
Nyt: Pentagono riduce bilancio vittime guerra da 18 a 14
Il Pentagono ha riferito mercoledì sul proprio sito dedicato alle vittime militari che un totale di 18 militari americani erano stati uccisi durante la guerra in Iran. Ieri il Dipartimento della Difesa ha ridotto il numero a 14. Tre funzionari militari citati dal New York Times hanno dichiarato che una delle ragioni alla base del cambiamento era la decisione dell’amministrazione Trump di rimuovere dall’elenco quattro militari uccisi lo scorso fine settimana — tre in Giordania e uno nel nord dell’Iraq — perché le loro morti erano avvenute dopo che il presidente aveva dichiarato un cessate il fuoco, ad aprile. Il portavoce ad interim del Pentagono,
24 luglio 2026
Netanyahu incontrerà Trump martedì alla Casa Bianca
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu partirà lunedì prossimo per una visita ufficiale negli Stati Uniti e incontrerà il presidente americano Donald Trump martedì alla Casa Bianca. Lo ha annunciato oggi l’ufficio del premier, precisando in una nota che Netanyahu parteciperà anche ai funerali del senatore Lindsey Graham.
L’ultimo faccia a faccia tra i due leader si è svolto l’11 febbraio di quest’anno, 17 giorni prima dell’attacco coordinato degli Stati Uniti e di Israele contro Teheran, operazione che ha segnato l’inizio formale della guerra.
24 luglio 2026
Houthi: Bab el-Mandeb è chiuso solo per Riad
Il gruppo yemenita Houthi ha smentito di aver chiuso lo Stretto di Bab el-Mandeb, affermando che il blocco navale riguarda solo l’Arabia Saudita. “Non c’è alcun blocco dello Stretto di Bab al-Mandeb, come alcuni sostengono”, ha scritto su X il portavoce e capo negoziatore Mohammed Abdul Salam.
“La posizione dello Yemen, come annunciato dalle forze armate yemenite, si limita a un blocco marittimo che colpisce solo la parte saudita, in risposta all’assedio dello Yemen e al suo rifiuto di accettare qualsiasi soluzione equa che garantisca la sicurezza, la sovranità e l’indipendenza del popolo yemenita”, ha aggiunto.
24 luglio 2026
L’Iran usa gli Houthi per minacciare il commercio globale e la sicurezza europea

La decisione degli Houthi di chiudere Bab el‑Mandeb e imporre un blocco marittimo contro l’Arabia Saudita non è un episodio isolato né una semplice ritorsione locale. È l’ultimo segnale di un disegno che punta a destabilizzare l’intero Medio Oriente e a colpire direttamente il cuore pulsante del commercio globale. La libertà di navigazione, principio cardine del diritto internazionale, viene trasformata in arma geopolitica per condizionare le rotte commerciali, energetiche, e mettere in ginocchio il nostro sistema produttivo e le nostre economie.
Ma questa escalation non nasce dal nulla. È il frutto della lucida strategia di Teheran, che da anni utilizza i propri proxy come leve di destabilizzazione, trasformando milizie e gruppi armati in attori capaci di colpire su più fronti. Una rete decentralizzata che opera con autonomia tattica ma con un obiettivo comune, con il solo intento di indebolire i vicini, condizionare le rotte marittime, mettere in ginocchio l’Occidente, l’Europa. Nel frattempo, la teocrazia iraniana continua a reprimere la propria popolazione, a massacrare giovani e soprattutto giovani donne che chiedono libertà e diritti - una tragedia morale che avrebbe dovuto mobilitare la comunità internazionale e che invece è stata troppo spesso ignorata – e mira a sconvolgere l’intera regione con instabilità, conflitti, blocchi navali, attacchi alle infrastrutture strategiche.
24 luglio 2026
Due superpetroliere Cosco passano Bab el Mandeb con ok degli Houthi
Due superpetroliere Cosco hanno transitato per lo stretto di a Bab el Mandeb dopo aver ottenuto l’autorizzazione degli Houthi. Lo scrive il media di intelligence marittima Lloyd’s List. “Due Vlcc della Cosco che trasportavano greggio saudita hanno transitato sul Bab el Mandeb dopo essersi assicurati l’autorizzazione degli Houthi, con una terza cisterna della China Merchants che ora si dirige a sud”.
Le petroliere cinesi dirette al porto saudita di Yanbu per caricare rimangono in attesa, “suggerendo che i negoziati per le navi in arrivo devono ancora dare risultati”.
Secondo Lloyd’s List anche una flotta ombra collegata alla Cina, con una storia di trasporto di greggio russo e venezuelano, è entrata nel Mar Rosso dirigendosi in direzione nord.
24 luglio 2026
Troppi rischi a Bab el Mandeb, nave cisterna danese cambia rotta e passa per il Capo
La nave cisterna Torm Innovation, battente bandiera danese e destinata al trasporto di prodotti petroliferi, navigherà verso l’Asia passando il Canale di Suez dopo aver caricato nafta nel porto saudita di Yanbu, sul Mar Rosso, con destinazione Giappone. La decisione, ha spiegato l’armatore, è dovuta alla situazione della sicurezza nel Mar Rosso meridionale. “Ciò riflette il nostro approccio prudente alla sicurezza dell’equipaggio, che rimane la nostra massima priorità”, ha affermato un portavoce di Torm.
24 luglio 2026
Usa ritirano i mandati di comparizione ai report del Nyt per l’Air Force One
Il Dipartimento di Giustizia ritira i mandati di comparizione contro diversi giornalisti del New York Times autori nelle scorse settimane di articoli sui problemi di sicurezza relativi al nuovo Air Force One, donato dal Qatar al presidente Trump. La decisione segue i dubbi sollevato dal giudice Arun Subramanian sulla gestione da parte del governo dei mandati di comparizione.
24 luglio 2026
Pasdaran a cittadini Paesi Golfo, state lontani da basi con truppe Usa
La Guardia rivoluzionaria iraniana, secondo una dichiarazione letta dalla tv di Stato, ha esortato la popolazione dei Paesi confinanti con l’Iran a tenersi alla larga dalle basi con truppe Usa e ha chiesto al contempo di segnalare i luoghi in cui sono di stanza.
24 luglio 2026
Cinque compagnie Idf inviate in Cisgiordania dopo morte colono israeliano
Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato di aver inviato cinque compagnie di soldati in Cisgiordania in seguito alla sparatoria mortale avvenuta questa mattina nel villaggio palestinese di Tell in cui un israeliano e quattro palestinesi sono rimasti uccisi, secondo quanto riferito dall’esercito israeliano e dal Ministero della Salute palestinese.
L’esercito ha imposto la chiusura di Tell e Nablus e ha inoltre effettuato operazioni a Beit Furik e Tubas.
Secondo le Idf, un gruppo di israeliani stava facendo un’escursione nei pressi di Nablus, nel villaggio di Tell, quando si è imbattuto in alcuni palestinesi che li hanno aggrediti vicino alla moschea del villaggio.
I militari hanno riferito che un palestinese si è impossessato di un’arma appartenente a una guardia di sicurezza del vicino insediamento di Havat Gilad e ha aperto il fuoco contro il gruppo. Tuttavia, le immagini riprese sul posto sembrano mostrare una persona armata in piedi vicino a un gruppo di persone, con le forze di difesa israeliane visibili alle sue spalle che non intervengono.
24 luglio 2026
Sparatoria in Cisgiordania, morti 4 palestinesi e un israeliano
Quattro palestinesi e un israeliano sono stati uccisi in una sparatoria avvenuta nel nord della Cisgiordania. Lo riferiscono fonti sanitarie, aggiungendo che diverse altre persone sono rimaste ferite. Le circostanze della sparatoria, avvenuta nei pressi della città di Nablus, al momento non sono state chiarite.
Negli ultimi giorni si è registrata un’escalation di violenza nel territorio occupato da Israele. Il ministero della Salute palestinese a Ramallah ha affermato che i 4 palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane. I servizi di soccorso israeliani Magen David Adom non hanno specificato chi abbia ucciso l’uomo israeliano.
I funzionari sanitari palestinesi hanno dichiarato che stanno prestando soccorso a 4 palestinesi feriti, 3 dei quali in condizioni critiche. Il servizio di soccorso israeliano ha riferito che 2 israeliani feriti sono stati evacuati in elicottero dalla Cisgiordania.
L’esercito israeliano ha dichiarato in un comunicato che i soldati hanno risposto a una segnalazione di un attacco contro civili israeliani che stavano facendo un’escursione nei pressi dell’insediamento di Havat Gilad, a ovest di Nablus. Ha aggiunto di aver imposto un “cordone temporaneo” intorno a Nablus e al vicino villaggio palestinese di Tell.
24 luglio 2026
Guerra in Iran e Medio Oriente, 24 luglio 2026
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24 luglio 2026
Iran: Bahrain attiva sirene per seconda volta stamattina per missili in arrivo
Il Bahrain ha attivato per la seconda volta stamattina le sirene di allarme, avvertendo i residenti di mettersi al riparo dai lanci di missili rilevati. Stamattina il Paese del Golfo aveva attivato le sirene d’allarme una prima volta poche ore dopo che gli Stati Uniti avevano dichiarato conclusa la 13esima notte consecutiva di attacchi contro l’Iran. Dopo i raid del Centcom Teheran aveva rivendicato di avere preso di mira con droni basi militari Usa sia in Bahrain che in Giordania.
Il fumo si alza dopo l'intercettazione di un drone nelle prime ore del mattino a Manama, in Bahrein, il 14 luglio 2026. REUTERS/Stringer
24 luglio 2026
Iran minaccia basi Gb per complicità con Usa. Londra, pronti a difenderci
Il nuovo governo di Andy Burnham assicura il Regno Unito è “pronto a difendersi 24 ore su 24”, in risposta agli avvertimenti giunti nelle ultime ore da Teheran contro la concessione di basi britanniche alle forze Usa impegnate nelle ultime due settimane in una rinnovata spirale di bombardamenti sull’Iran. La replica di Londra, affidata a note di Downing Street e del ministero della Difesa, segue la dichiarazione con cui l’Irgc (il corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniana, o pasdaran) aveva definito quelle basi “un obiettivo legittimo”. Il governo laburista di Burnham, come quello precedente di Keir Starmer, insiste a sostenere d’aver concesso l’uso delle basi all’alleato americano per “operazioni difensive”. Questa giustificazione, seguita nei mesi scorsi alla retromarcia su un fugace diniego parziale delle basi che aveva suscitato l’ira del presidente Donald Trump, è tuttavia oggetto di polemiche e contestazioni da parte di ambienti della sinistra pacifista britannica.
24 luglio 2026
Iran: esplosioni e fiamme vicino base con forze Usa a Erbil in Iraq
Un giornalista di Associated Press ha sentito almeno 7 esplosioni e ha visto delle fiamme divampare nei pressi di una base militare che ospita le forze Usa a Erbil, nella regione del Kurdistan iracheno, nel nord dell’Iraq. Secondo quanto riferito dal giornalista di Associated Press presente sul posto, le esplosioni sono iniziate intorno alle 9.30 del mattino ora locale. Il giornalista ha osservato almeno 4 colonne di fumo nero che si innalzavano da zone vicine o all’interno della base. Al momento non si hanno notizie di eventuali vittime, né della causa delle esplosioni.
24 luglio 2026
Iran, nuova ondata di attacchi Usa: il video delle operazioni
Giovedì, le forze armate statunitensi hanno annunciato la tredicesima notte di attacchi contro l’Iran, mentre si intensificano gli scontri riguardanti le rotte di navigazione. L’offensiva è scattata dopo che i ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno dichiarato di aver colpito due petroliere saudite nel Mar Rosso; un evento che rischia di allargare il conflitto che coinvolge l’Iran, proprio mentre il prezzo internazionale del petrolio ha superato i 100 dollari al barile. Poco dopo, i media di stato iraniani hanno riferito di esplosioni lungo lo stretto, nelle località di Qeshm e Bandar Abbas – dove si segnalano due feriti – nonché più a nord-ovest, nei pressi di Andimeshk, Omidiyeh e Firuzabad. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha reso noto che le ultime operazioni si sono concluse poco prima delle 5 del mattino (ora locale).
24 luglio 2026
Iran, quartier generale della Marina pasdaran nel nord colpito dai raid Usa
Attacchi aerei statunitensi hanno preso di mira il quartier generale della Marina delle Guardie Rivoluzionarie nel nord dell’Iran, senza causare vittime. Lo hanno dichiarato le autorità locali citate dall’agenzia di stampa Irna. «Questa mattina, il quartier generale delle forze navali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie a Zibakenar è stato colpito da proiettili nemici americani, che hanno danneggiato alcune attrezzature», ha dichiarato il funzionario provinciale Ali Bagheri. Zibakenar, località turistica sul Mar Caspio, si trova a circa 350 chilometri da Teheran.
24 luglio 2026
Iran minaccia ritorsioni contro i Paesi che danno qualsiasi assistenza a Usa
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che qualsiasi Paese che «partecipi, collabori o assista» gli Stati Uniti sarà ritenuto responsabile da Teheran. «Qualsiasi partecipazione, cooperazione o assistenza nella commissione di un’aggressione contro l’Iran comporterà la responsabilità internazionale delle parti coinvolte», ha affermato Abbas Araghchi, aggiungendo che l’Iran «si riserva il diritto di adottare tutte le misure necessarie nell’ambito della legittima autodifesa», durante un discorso in Kirghizistan a una riunione dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai.
24 luglio 2026
Iran: uso fondi congelati per danni a navi è «precedente esplosivo»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che l’intenzione di Donald Trump di utilizzare fondi iraniani congelati per risarcire i danni alle navi colpite nel Golfo crea un «precedente esplosivo. Il sequestro dei beni di un altro Paese per saldare debiti futuri costituisce un precedente esplosivo», ha scritto Araghchi, riferendosi alla dichiarazione di Trump secondo cui «a partire da subito, tutti i danni causati alle navi o ai cargo saranno pagati con risorse iraniane che gli Stati Uniti controllano».
24 luglio 2026
Trump: danni a navi saranno risarciti con fondi iraniani
«Si prenda atto della presente dichiarazione: fino a nuovo avviso, da questo momento in poi, qualsiasi danno arrecato a navi, carichi o beni a essi correlati sarà risarcito utilizzando fondi iraniani in possesso e sotto il controllo degli Stati Uniti». Così il presidente statunitense Donald Trump in un post che via social alza ulteriormente la tensione con Teheran. Non è chiaro quali meccanismi giuridici Trump intenda utilizzare per accedere a tali fondi e disporne, ma sostiene che agire in tal modo è «la cosa giusta ed equa da fare».
24 luglio 2026
Traffico a Hormuz ai minimi storici, ieri solo una petroliera ha attraversato lo Stretto
Soltanto una petroliera ha attraversato ieri lo Stretto di Hormuz, il dato più basso dal 7 maggio, in un contesto di crescente tensione tra Stati Uniti e Iran. Lo hanno riferito i media israeliani, citando i dati di tracciamento navale di Kpler diffusi da Reuters.
Navi nello Stretto di Hormuz, viste da Musandam, Oman, il 23 luglio 2026. REUTERS/Stringer
24 luglio 2026
Media Iran, attacco contro base Usa in Giordania, sirene suonano ad Amman
Fonti di stampa riportano l’attivazione delle sirene nella capitale giordana Amman: Lo scrive l’agenzia iraniana Tasnim. Secondo i primi rapporti, una base militare chiamata Muwafiq al-Sultani in Giordania è stata colpita da un attacco missilistico. Le esplosioni ripetute e intense in Giordania, in seguito all’attacco alla base americana non si sono fermate e continuano. Secondo quanto riportato dalla rete Al-Aqsa, citata dall’agenzia iraniana Irna, si sentono forti esplosioni provenienti dal porto di Aqaba e da altre zone della Giordania. Contemporaneamente alle esplosioni, aerei da combattimento sorvolano il cielo della Giordania nel tentativo di intercettare obiettivi aerei. I media riferiscono che missili iraniani hanno colpito le basi di Muwafaq Salti e King Faisal.
24 luglio 2026
Centcom, conclusa la tredicesima notte di attacchi consecutivi all’Iran
Gli Stati Uniti hanno concluso la tredicesima notte di attacchi contro obiettivi militari iraniani attraverso le forze del Comando centrale militare degli Stati Uniti (Centcom) alle ore 21 di Washington (le 3 di venerdì in Italia). Il Centcom, si legge in una nota postata su X, «ha colpito centri di comando militari iraniani, depositi di droni, reti di comunicazione, postazioni di sorveglianza costiera e capacità marittime, al fine di ridurre ulteriormente la minaccia rappresentata dall’Iran per i marittimi civili e le navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz». La via navigabile internazionale resta aperta al transito a dispetto dei recenti attacchi del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Le navi commerciali «continuano a navigare liberamente nello stretto con il supporto militare statunitense». Attualmente, oltre 50.000 i militari americani sono operativi in tutto il Medio Oriente. Il post include anche un breve video relativo a diversi bersagli colpiti durante le operazioni.
24 luglio 2026
Iran, Teheran ricostruisce rapidamente siti colpiti da raid Usa-Israele
Teheran sta ricostruendo rapidamente infrastrutture danneggiate dai raid aerei condotti negli ultimi mesi da Stati Uniti e Israele, dai siti missilistici alle infrastrutture logistiche. Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari israeliani e occidentali e un’analisi di immagini satellitari. Secondo il quotidiano, le immagini satellitari mostrano lavori di ripristino in basi missilistiche, ponti, porti e impianti di produzione. Presso Kangavar, nell’Iran occidentale, fotografie di Planet Labs avevano documentato in marzo danni agli accessi di una base missilistica e alla strada di collegamento. Poche settimane dopo, immagini di Airbus mostravano una strada riasfaltata e nuovi ingressi ai tunnel. Il Wall Street Journal riferisce inoltre che, secondo un funzionario militare israeliano, un ponte colpito da tre bombe sarebbe stato riparato dall’Iran nel giro di pochi giorni, inducendo le autorità israeliane a interrogarsi sull’efficacia di alcuni attacchi. Sempre secondo il giornale, immagini satellitari di Planet Labs all’inizio di luglio mostrano lavori di ricostruzione parziale in un cantiere navale del porto di Bandar Anzali, sul Mar Caspio, collegato ai Guardiani della Rivoluzione. Israele aveva dichiarato di aver colpito nell’area decine di obiettivi militari, tra cui navi da guerra, il porto, un centro di comando e il cantiere navale.
24 luglio 2026
Nyt, «Iran pronto a colpire Tel Aviv se Trump darà seguito a minacce»
Secondo quanto riportato dal New York Times, due funzionari iraniani affermano che Teheran colpirà Tel Aviv se Trump darà seguito alle minacce. Alla notizia è dato risalto dal Times of Israel. Il quotidiano Usa riporta le dichiarazioni dei funzionari, secondo i quali se il presidente statunitense Donald Trump darà seguito alle minacce di colpire Teheran e le infrastrutture iraniane, la Repubblica Islamica risponderà attaccando Tel Aviv e chiedendo al gruppo ribelle Houthi in Yemen di imporre un blocco marittimo sullo stretto di Bab el-Mandab. Durante la prima fase della guerra, iniziata il 28 febbraio, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno partecipato agli attacchi contro l’Iran e Teheran ha lanciato centinaia di missili balistici contro Israele. Tuttavia, Israele è rimasto fuori dall’attuale ripresa del conflitto e l’Iran non ha colpito lo Stato ebraico nelle ultime settimane.





