Un frame di un video diffuso dal Centcom Usa in cui si vedrebbe un attacco contro un cantiere navale iraniano a Bandar Abbas  via REUTERS

14 luglio 2026

Guerra, ultime notizie. Trump ha comunicato al Congresso la ripresa della guerra contro l’Iran. Teheran attacca navi e Bahrein

Dubai sta valutando la costruzione di un nuovo porto per aggirare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali Dp World ha avviato contatti per lo sviluppo di un nuovo porto a Fujairah e un nuovo terminal in quello esistente

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14 luglio 2026

Teheran, colpiti obiettivi Usa in Bahrain

I Pasdaran iraniani hanno dichiarato di aver effettuato attacchi missilistici e con droni contro il Bahrain, dopo che il Paese del Golfo aveva esortato i cittadini a mettersi al riparo al suono di una sirena d’allarme. «Sono stati presi di mira diversi depositi di armi, un centro di comunicazioni satellitari e l’edificio residenziale delle forze statunitensi in Bahrein», ha riferito la televisione di stato iraniana Irib citando i Guardiani della rivoluzione

14 luglio 2026

Emirati, Teheran ha attaccato due navi a Hormuz, un morto e 8 feriti

Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato poco fa che l’Iran ha attaccato due navi nello Stretto di Hormuz, uccidendo un membro dell’equipaggio e ferendone altri otto. «Il ministero della Difesa condanna questo flagrante attacco, definendolo una grave violazione e una chiara infrazione del diritto internazionale che minaccia la sicurezza e la stabilità regionale», ha scritto il ministero su X.

14 luglio 2026

Trump, colpiremo tutte le capacità dell’Iran nello stretto di Hormuz

Il nuovo conflitto contro l’Iran «sarà molto veloce». Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale. «Attacchiamo stanotte e colpiremo tutte le loro capacità che hanno a che fare con lo Stretto di Hormuz», ha aggiunto. «Hanno rotto l’accordo, hanno scoperto che c’era qualcosa che non gli piaceva e noi non intendiamo accettarlo. Alla fine finiremo per controllare tutto quello che stanno facendo: è folle e molto stupido», ha detto ancora Trump.

14 luglio 2026

Usa, avviato il terzo attacco consecutivo contro l’Iran

«Il Comando Centrale americano ha avviato la terza notte consecutiva di attacchi contro l’Iran, su disposizione del commander-in-chief». Lo scrive il Centcom su X. Secondo quanto riferisce Al Jazeera citando le segnalazioni dei media iraniani, ci sono state delle esplosioni a Bandar Abbas e sulla piccola isola di Kish.

I più letti

14 luglio 2026

Media Iran, presa di mira una nave Usa ostile con missili da crociera

Secondo quanto riportato dall’emittente statale iraniana Irib, che cita una fonte militare anonima, la Marina iraniana ha lanciato missili da crociera contro una «nave ostile del nemico americano». Lo riporta la tv statale iraniana, aggiungendo che sono stati di mira anche alcuni siti militari strategici dell’esercito Usa In Kuwait.

13 luglio 2026

Trump comunica al Congresso ripresa guerra contro l’Iran

Donald Trump ha formalmente comunicato al Congresso che gli Stati Uniti sono di nuovo in guerra con l’Iran. In una lettera datata 10 luglio, di cui Politico ha preso visione, Trump ha affermato che gli attacchi iniziati il 7 luglio rappresentano “un’azione militare coerente con la mia responsabilità di proteggere gli americani e gli interessi degli Stati Uniti, sia in patria che all’estero”.

13 luglio 2026

Trump: colpiremo duramente Iran prossime 48 ore

Gli Stati Uniti colpiranno duramente l’Iran lunedì sera e martedì. Lo ha detto Donald Trump al conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt. Interrogato sul memorandum d’intesa, Trump ha affermato che si trattava di una prova per l’Iran, che quest’ultimo non ha rispettato.

13 luglio 2026

Sale a 14 bilancio vittime Usa

Il bilancio delle vittime tra le forze armate statunitensi nella guerra contro l’Iran è salito a 14. Questo accade dopo che un pilota della Marina è morto in un incidente in elicottero il 1° luglio nel Mar Arabico. Si tratta della prima vittima da quando 13 militari sono stati uccisi in due incidenti separati a marzo, all’inizio della guerra. In totale, 414 militari sono rimasti feriti, tra cui un membro dell’Aeronautica statunitense, il cui numero è stato aggiunto lunedì.

13 luglio 2026

Esplosioni a Bandar Abbas, attivate le difese aeree

Vengono segnalate esplosioni a Bandar Abbas, in Iran. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale iraniana Irna che non offre altre informazioni sulla causa delle esplosioni. I media iraniani affermano che a Bandar Abbas sono state attivate le difese aeree. Nelle precedenti ore una nuova serie di attacchi statunitensi aveva preso di mira Bandar Abbas, l’isola di Qeshm e Hajjiabad, nella provincia meridionale di Hormozgan, vicino allo Stretto di Hormuz.

Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) aveva dichiarato di aver colpito un impianto di manutenzione di sottomarini e navi alla base navale iraniana di Bandar Abbas.

13 luglio 2026

Houthi: «Colpito un aeroporto saudita per ritorsione contro i raid a Sanaa»

Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, hanno dichiarato di aver preso di mira oggi l’aeroporto di Abha, in Arabia Saudita, per ritorsione contro i raid sull’aeroporto di Sanaa attribuiti al Regno. “In risposta a questa criminale aggressione saudita, le forze armate yemenite hanno condotto un’operazione militare contro l’aeroporto internazionale di Abha, impiegando diversi missili balistici e velivoli senza pilota”, ha affermato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, in una dichiarazione video, avvertendo inoltre “tutte le compagnie aeree di evitare di sorvolare lo spazio aereo del Regno dell’Arabia Saudita”, sottolineando che “tali avvertimenti devono essere presi seriamente finché non verrà revocato il blocco dell’aeroporto internazionale di Sanaa”.

13 luglio 2026

Iran: media, registrate almeno 4 esplosioni a Bandar Abbas

Almeno quattro esplosioni sono state registrate a Bandar Abbas, città dell’Iran meridionale situata nei pressi dello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono i media iraniani, senza precisare cosa le abbia provocate.

13 luglio 2026

Trump annuncia un discorso alla nazione giovedì sera

Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che terrà un discorso alla nazione giovedì alle 21 ora locale, le 3 di venerdì mattina in Italia.

13 luglio 2026

Ft: Dubai punta a un nuovo porto per aggirare Hormuz

Dubai sta valutando la costruzione di un nuovo porto per aggirare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali Dp World ha avviato contatti per lo sviluppo di un nuovo porto a Fujairah e un nuovo terminal in quello esistente. Il piano è in linea con l’iniziativa del governo degli Emirati Arabi Uniti che vogliono mettere al riparo la loro economia da eventuali future tensioni con l’Iran e ridurre la dipendenza dallo Stretto di Hormuz.

13 luglio 2026

Iran, Usa applicheranno il blocco dalle 22 di domani 14 luglio

“A partire dalle 20:00 UTC [20:00 GMT] del 14 luglio 2026, il Comando Centrale degli Stati Uniti inizierà ad applicare un blocco navale di tutti i porti e le aree costiere iraniane”, ha dichiarato il JMIC in un comunicato.

Il blocco interesserà l’intera costa iraniana, compresi i porti e i terminal petroliferi: “Il blocco non impedirà il transito di navi neutrali attraverso lo Stretto di Hormuz da o verso destinazioni non iraniane” ha concluso il JMIC, aggiungendo che le spedizioni umanitarie saranno consentite ma soggette a ispezione.

13 luglio 2026

Teheran: saremo sempre i “custodi” dello Stretto di Hormuz

L’Iran è sempre stato il “custode” dello Stretto di Hormuz e tale rimarrà: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

“Il presidente degli Stati Uniti” Donald Trump “ha assolutamente ragione. Chiunque garantisca il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz dovrebbe essere compensato per questo servizio. L’Iran è sempre stato il GUARDIANO dello Stretto e tale rimarrà PER SEMPRE”, ha concluso.

13 luglio 2026

Comando Usa, in attacchi usati per la prima volta i droni marini Corsair

Ieri, nei nuovi attacchi contro l’Iran, le forze statunitensi hanno usato per la “prima volta” dei marini in operazioni di combattimento. Lo riferisce il Comando centrale Usa (Centcom), segnalando che le forze Usa “hanno colpito con successo una struttura iraniana per la manutenzione di sottomarini e navi” e tre droni di superficie ’Corsair’ “hanno colpito il porto della base navale di Bandar Abbas”. Gli attacchi della scorsa notte, afferma il Centcom, hanno ridotto la capacità dell’Iran di continuare a colpire il traffico navale commerciale.

13 luglio 2026

Libano: fonti, colloqui diretti con Israele riprendono domani a Roma

Dovrebbero riprendere domani a Roma i colloqui diretti tra Israele e Libano. Lo ha riferito all’agenzia Afp una fonte ufficiale libanese che ha parlato a condizione di anonimato, precisando che la nuova sessione di negoziati si svolgerà martedì e mercoledì nella capitale. Nei giorni scorsi l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, durante un incontro con il Council on Foreign Relations a Washington aveva indicato le date del 15-16 luglio per il nuovo round di negoziati a livello di ambasciatori. Secondo la fonte libanese, i colloqui inizieranno invece martedì alle 10. Si tratta della sesta sessione di trattative tra Israele e Libano, due Paesi che non hanno relazioni diplomatiche ufficiali, ma che hanno avviato a metà aprile a Washington un percorso negoziale diretto, il primo del genere dopo decenni. I colloqui hanno portato il 26 giugno alla firma, da parte di Israele, Libano e Stati Uniti, di un accordo quadro per una “pace duratura”, cinque giorni dopo l’entrata in vigore di un fragile cessate il fuoco nei combattimenti tra l’esercito israeliano e il movimento sciita Hezbollah, sostenuto dall’Iran. L’accordo prevede che l’esercito libanese ristabilisca la propria autorità nel sud del Paese, a condizione del disarmo di Hezbollah, a partire da alcune “zone pilota” dalle quali le forze israeliane dovrebbero ritirarsi. Una delegazione militare statunitense ha iniziato sabato a Beirut colloqui con l’esercito libanese sulle modalità di attuazione del ritiro israeliano da una di queste aree pilota.

13 luglio 2026

Iran: media, lanciati 6 missili dallo Yemen contro Arabia Saudita

Sei missili sono stati lanciati dallo Yemen contro l’Arabia Saudita. Lo ha riferito la tv iraniana Press Tv, precisando che tra gli obiettivi dell’attacco sferrato dagli Houthi ci sono l’aeroporto internazionale di Abha e la base militare Re Khalid.

13 luglio 2026

Houthi, aeroporto Sanaa colpito da raid sauditi

Secondo il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, gli attacchi avevano lo scopo di impedire l’atterraggio di un aereo iraniano. Al momento l’Arabia Saudita non ha ammesso di avere effettuato raid aerei in Yemen. Da anni una coalizione guidata dall’Arabia Saudita con base nel sud dello Yemen, di cui fa parte il governo riconosciuto a livello internazionale, combatte contro gli Houthi nel nord del Paese. Il generale Taher al-Aqili, ministro della Difesa del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, ha dichiarato su X che oggi la pista dell’aeroporto è stata colpita per impedire il passaggio di un aereo iraniano che trasportava la delegazione degli Houthi di ritorno dal funerale della Guida suprema dell’Iran defunta, l’ayatollah Ali Khamenei. In una dichiarazione video diffusa poco prima degli attacchi, Al-Aqili aveva messo in guardia contro l’infiltrazione nello spazio aereo yemenita da parte di velivoli iraniani. “In questo momento, affermiamo che la nostra pazienza si è esaurita. Di conseguenza, risponderemo in modo adeguato a questo atto perfido e brutale, e affronteremo e contrasteremo con ogni mezzo a nostra disposizione i velivoli ostili che violano lo spazio aereo e la sovranità yemeniti”, aveva affermato. Gli Houthi hanno dichiarato che l’aereo ha cambiato rotta ed è atterrato all’aeroporto di Hodeida. L’emittente al-Masirah, controllata dagli Houthi, ha mostrato le immagini di un missile che colpiva una pista dell’aeroporto di Sanaa e di una forte esplosione.

13 luglio 2026

Usa: contro Iran usati per la prima volta droni marini in combattimento

Gli Stati Uniti hanno usato per la prima volta droni marini in operazioni di combattimento nell’mabito dgeli ultimi attacchi all’Iran. Lo afferma il Us Central Command, sottolineando che “ieri sono state colpite con successo una struttura iraniana per la manutenzione di sottomarini e navi. Tre droni ’Corsair’ hanno colpito il porto della base navale di Bandar Abbas, segnando la prima volta in cui le forze statunitensi hanno utilizzato droni marini in operazioni di combattimento”. Gli attacchi, ha aggiunto, hanno ridotto la capacità dell’Iran di continuare a colpire il traffico commerciale.

13 luglio 2026

Iran: Pasdaran, Usa mettono in pericolo forniture petrolio e gas

“L’interferenza Usa nello Stretto di Hormuz ha gravemente messo in pericolo la sicurezza globale del petrolio e del gas e Washington deve risponderne”. Lo ha dichiarato il portavoce dei Guardiani della rivoluzione, Hossein Mohebi, citato dai media iraniani.

13 luglio 2026

Trump: «Hormuz resta aperto, nuovo blocco Usa per le navi iraniane»

“Lo Stretto di Hormuz è aperto e rimarrà aperto, con o senza l’Iran. Stiamo ripristinando il blocco iraniano” che impedisce “esclusivamente alle navi o ai clienti dell’Iran di entrare o uscire; tutti gli altri Paesi potranno usufruire dello Stretto in modo equo e libero”. Lo annuncia Donald Trump sul suo social Truth annunciando che gli Stati Uniti “da questo momento in poi saranno noti come i custodi dello Stretto di Hormuz” e in questa “veste e per ragioni di equità”, verranno rimborsati “nella misura del 20% del valore di ogni carico trasportato per tutti i costi necessari a garantire la sicurezza e la protezione”

13 luglio 2026

Oman, soccorsi 23 membri di equipaggio nave attaccata al largo di Musandam

L’Oman ha annunciato di aver tratto in salvo 23 membri dell’equipaggio di una nave mercantile, attaccata al largo della costa di Musandam, mentre le operazioni di ricerca per un membro dell’equipaggio disperso sono ancora in corso. In una dichiarazione rilanciata da media arabi, il Centro di sicurezza marittima dell’Oman ha affermato di aver risposto a una richiesta di soccorso proveniente dalla GFS Galaxy, battente bandiera cipriota, a 4,4 miglia nautiche dalla costa del governatorato di Musandam. “Ventitré membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo e hanno ricevuto le cure mediche necessarie. Le operazioni di ricerca continuano per un membro dell’equipaggio che risulta ancora disperso”, si legge nel comunicato. Il governatorato di Musandam si trova nell’estremo nord del Sultanato e si affaccia sullo Stretto di Hormuz.

13 luglio 2026

Houthi: aeroporto Sanaa colpito da raid sauditi

I ribelli Houthi nello Yemen hanno riferito che l’aeroporto internazionale di Sanaa è stato colpito da attacchi sauditi. Il generale di brigata Yahya Saree ha dichiarato su Telegram che l’Arabia Saudita ha lanciato gli attacchi aerei in quella che ha definito “la fine della fase di allentamento delle tensioni”. “Questa aggressione non resterà senza risposta né impunita”, ha avvertito. Ordini di evacuazione sono stati emanati per l’aeroporto e le aree circostanti.

13 luglio 2026

Governo Yemen: Houthi sequestrano aereo Croce Rossa, in ostaggio i piloti

Il ministro dell’Informazione yemenita ha dichiarato che gli Houthi “stanno tenendo sotto sequestro” un aereo della Croce Rossa internazionale, tenendo in ostaggio il pilota e il copilota. Lo riferiscono Sky news Arabic e i media israeliani citando Reuters.

13 luglio 2026

L’Iran spara colpi di avvertimento contro due imbarcazioni nello Stretto di Hormuz

Secondo Teheran stamattina due navi si accingevano ad attraversare illegalmente le linee di demarcazione riconosciute dall’Iran nello Stretto di Hormuz, ma sono state fermate in seguito a colpi di avvertimento esplosi dalle Guardie Rivoluzionarie.

13 luglio 2026

Iran: Axios, «20 navi hanno attraversato Hormuz con coordinamento Usa nell’ultimo giorno»

Circa 20 navi commerciali hanno attraversato nelle ultime 24 ore lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le forze armate statunitensi. Lo riporta Axios, che cita un funzionario statunitense, aggiungendo che il passaggio è avvenuto anche per altre navi che navigavano senza il coordinamento con Stati Un

13 luglio 2026

Raid Usa a Hormuz con «nuovi droni». Centcom conferma: «usati per prima volta»

- Non si ferma l’escalation tra Stati Uniti e Iran. Lo Stretto di Hormuz resta al centro dello scontro. E il Centcom, il Comando centrale Usa responsabile per le attività militari nella regione, rende noto di aver utilizzato nei raid effettuati nelle scorse ore contro l’Iran “droni d’attacco unidirezionali (one-way attack aerial drones) e droni navali d’attacco unidirezionali (one-way attack sea drone) per la prima volta”. Nessun dettaglio su quanti e quali droni in particolare siano stati impiegati nelle operazioni a cui Teheran non ha mancato di rispondere. I droni d’attacco unidirezionali sono quelli pensati per colpire senza fare rientro in base, anche detti droni kamikaze. Il comunicato spiega che il 12 luglio sono stati colpiti obiettivi, decine di obiettivi, in varie zone della Repubblica islamica utilizzando “munizioni di precisione” per “ridurre le capacità dell’Iran di continuare ad attaccare il traffico marittimo internazionale che passa dallo Stretto di Hormuz”. Le forze del Centcom, si legge, hanno “utilizzato caccia, navi militari, droni d’attacco unidirezionali e droni navali d’attacco unidirezionali per la prima volta” per colpire gli obiettivi iraniani.

13 luglio 2026

Media iraniani, esplosioni nel sud del Paese, possibili scontri militari Usa-Iran

I media iraniani parlano di possibili scontri militari tra Stati Uniti e Iran nei pressi dello Stretto di Hormuz. Si sono verificate esplosioni nell’Iran meridionale, vicino alla città portuale di Bandar Abbas, sul Golfo Persico, e all’isola di Qeshm, secondo quanto riferito dall’agenzia Mehr.

13 luglio 2026

Iran: Pechino, passaggio libero e sicuro attraverso Hormuz è interesse di tutti

Lo Stretto di Hormuz è utilizzato per la navigazione internazionale e ripristinare al più presto un passaggio sicuro e libero è nell’interesse di tutte le parti. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Lin Jian, in una conferenza stampa riportata da media cinesi. La questione della navigazione attraverso lo Stretto, ha aggiunto Jian, deve essere gestita in modo appropriato e la Cina è disposta a mantenere il dialogo con i Paesi interessati e la comunità internazionale sulla questione.

13 luglio 2026

Iran: Bahrein, «Teheran ha preso di mira i civili»

L’esercito del Bahrein ha accusato l’Iran di aver preso di mira i civili con i suoi ultimi attacchi contro il regno, dopo che Teheran aveva affermato di aver colpito installazioni e infrastrutture militari statunitensi presenti nel Paese. “L’Iran continua il suo approccio ostile sistematico attraverso i suoi odiosi attacchi con missili e droni che prendono di mira i civili nel Regno del Bahrein”, ha dichiarato il comando generale delle forze armate del Bahrein in un comunicato, aggiungendo che stamattina la difesa aerea “ha intercettato e distrutto diversi attacchi aerei iraniani”.

13 luglio 2026

Tajani, «inaccettabile attacco a Meloni»

L’inserimento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una lista di obiettivi che dovrebbero essere colpiti per rispondere all’uccisione di Ali Khamenei, pubblicata dal quotidiano conservatore Hamshahri, vicino al regime iraniano, “è inaccettabile. È un attacco incredibile”. Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a Bruxelles a margine del Consiglio Ue. “L’Italia - aggiunge - non combatte contro l’Iran per questo. Non capiamo il perché di questo attacco contro l’Italia. Siamo a favore della democrazia, siamo a favore della pace, ma anche della libertà di navigazione. Bloccare Hormuz è un errore madornale: nessun dazio per questa parte di mare vicina al Golfo. Questa libertà di navigazione è cruciale per noi. È un punto chiave”, conclude.

13 luglio 2026

Teheran, proseguono colloqui con mediatori per prevenire escalation

L’Iran ha annunciato di proseguire i colloqui con i mediatori di Qatar, Pakistan e Oman nel tentativo di prevenire un’ulteriore escalation nella guerra con gli Stati Uniti. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. “Il ruolo dei mediatori è quello di proseguire gli sforzi per prevenire un’escalation delle tensioni”, ha dichiarato Baghaei.

13 luglio 2026

Iran, nuove esplosioni avvertite a Bandar Abbas e in isola di Qeshm

Nuove esplosioni sono state avvertite nei pressi della città meridionale iraniana di Bandar Abbas e dell’isola di Qeshm. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Mehr.

13 luglio 2026

Bbc, transiti attraverso Hormuz di fatto azzerati da ieri sera

Transiti di navi commerciali azzerati da ieri sera attraverso lo Stretto di Hormuz, sullo sfondo della nuova escalation fra Usa e Iran. Lo riporta la Bbc citando il sito di monitoraggio della navigazione MarineTraffic. L’emittente britannica segnala peraltro come alcuni singoli cargo siano passati nelle scorse ore ’al buio’, ossia con i trasponder spenti. Domenica il governo di Teheran aveva parlato di passaggio “al momento” non più possibile a causa dei “movimenti illegali delle forze armate americane nella regione”.

13 luglio 2026

Iran: riapriremo Hormuz se gli Usa cesseranno d’interferire

L’Iran riaprirà lo Stretto di Hormuz al traffico navale quando gli Stati Uniti cesseranno di interferire nelle acque della regione. Lo hanno affermato i Guardiani della rivoluzione, citati dall’agenzia iraniana Mehr. “L’unico modo per riaprire lo Stretto di Hormuz al traffico delle navi è porre fine agli interventi dell’esercito invasore americano e rispettare la sovranità dei Paesi sulle proprie acque costiere”, si legge nel comunicato dei Pasdaran. I Guardiani della rivoluzione hanno avvertito che il proseguimento degli interventi statunitensi provocherà conseguenze ancora più gravi per il commercio mondiale di petrolio e gas.

Gli Stati Uniti hanno condotto diverse ondate di attacchi contro l’Iran dall’8 luglio, sostenendo di avere risposto alle azioni iraniane contro la navigazione commerciale nello stretto. Teheran ha reagito colpendo basi statunitensi in Kuwait, Bahrain e Giordania.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 13 luglio

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13 luglio 2026

Iran, Teheran non accetta ispezioni Aiea in strutture nucleari

L’Iran non accetta le ispezioni delle proprie strutture nucleari da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. In una recente intervista il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ha affermato che l’agenzia prevede di ottenere l’accesso alle strutture nucleari iraniane nelle prossime settimane. “No”, ha risposto Baghaei durante una conferenza stampa, alla domanda se la repubblica islamica fosse d’accordo con l’accesso dell’Aiea ai propri impianti nucleari.

13 luglio 2026

Iran e Oman non hanno raggiunto una intesa su meccanismo di gestione di Hormuz

«Iran e Oman non sono riusciti a definire un piano per istituire un meccanismo di gestione dello Stretto di Hormuz e garantire la sicurezza della navigazione nell’area, a causa delle pressioni esercitate su Muscat», ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei. «L’Iran ha insistito affinché la gestione dello Stretto di Hormuz fosse affidata al Paese stesso, in consultazione con l’Oman, proprio per tutelare gli interessi iraniani e garantire la sicurezza del transito. Quanto accaduto è responsabilità degli Stati Uniti», ha aggiunto, sottolineando: «Non permetteremo agli Stati Uniti e al regime sionista di utilizzare questa via navigabile per danneggiare l’Iran». Facendo poi riferimento alla dichiarazione del gruppo E3 (Francia, Regno Unito e Germania) sullo Stretto di Hormuz, ha affermato: «Tale dichiarazione è priva di fondamento giuridico. Insistono nel voler vedere i fatti capovolti. Gli europei avrebbero potuto svolgere un ruolo migliore, ma non hanno fatto nulla a causa della loro abitudine di sottomettersi agli Stati Uniti. Queste dichiarazioni non contribuiranno a risolvere la questione né a migliorare la posizione dell’Europa».

13 luglio 2026

Teheran: non abbandoniamo via diplomatica su conflitto con Usa

L’Iran non abbandona la via diplomatica per risolvere il conflitto con gli Stati Uniti, ma utilizzerà strumenti militari se necessario. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei.

“Quando sarà necessario, utilizzeremo mezzi militari per garantire gli interessi del Paese, e ricorreremo alla diplomazia quando gli interessi del Paese lo richiederanno”, ha affermato Baghaei durante una conferenza stampa.

L’Iran, ha aggiunto il portavoce, continua a mantenere i contatti con i mediatori coinvolti nel dialogo con gli Stati Uniti, mentre aumentano le tensioni. “Negli ultimi giorni siamo rimasti in contatto con Qatar, Oman e Pakistan, e questi contatti sono tuttora in corso”, ha dichiarato Baghaei parlando con i giornalisti.

13 luglio 2026

Teheran, «un morto e sette feriti in attacco Usa su base militare di Nain»

- Almeno una persona è morta e altre sette sono rimaste ferite in un attacco statunitense contro una base militare nella città di Nain, nella provincia centrale iraniana di Isfahan. Lo ha riferito il vicegovernatore della provincia, citato dall’agenzia iraniana Mehr e rilanciato da Al Jazeera. Secondo il funzionario, i feriti sono ricoverati in ospedale dopo quello che è stato definito un attacco dell’“esercito terroristico statunitense”. Si tratta del secondo decesso segnalato oggi in Iran. In precedenza, i media iraniani avevano riferito della morte di una persona e del ferimento di altre quattro in un raid statunitense che ha colpito una stazione di pompaggio dell’acqua per uso agricolo a Mahshahr, nel sud-ovest del Paese. (

13 luglio 2026

Iran, se gli Usa non rispettano impegni abbandoneremo il memorandum d’intesa

Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che, qualora gli Stati Uniti non rispettassero gli impegni assunti nel recente memorandum d’intesa siglato tra i due Paesi, l’Iran smetterà di attenervisi, ha riferito l’agenzia Irna.

13 luglio 2026

Bloomberg, alcune navi stanno attraversando Hormuz “al buio”

Alcune navi hanno attraversato ’segretamente’ lo Stretto di Hormuz negli ultimi giorni, nonostante i passaggi visibili si siano praticamente interrotti dopo l’intensificarsi degli scontri tra Stati Uniti e Iran. Secondo i dati preliminari di Kpler analizzati da Bloomberg, tutte e sei le navi mercantili che hanno attraversato Hormuz domenica lo hanno fatto con i transponder spenti. I cosiddetti attraversamenti “al buio” hanno superato in numero i passaggi osservabili nei tre giorni precedenti. Nessuna nave è invece finora stata avvistata attraversare lo stretto nelle prime ore di oggi, secondo i dati di tracciamento navale basati sui segnali del Sistema di identificazione automatica (Ais). Tuttavia, negli ultimi giorni, alcune navi sono apparse su entrambi i lati di Hormuz, nel Golfo Persico o nel Golfo dell’Oman, dopo aver trasmesso per l’ultima volta la loro posizione dall’altro lato, indicando che hanno attraversato Hormuz senza accendere i transponder.

13 luglio 2026

Iran, Barrot: nessuna revoca sanzioni prima rinuncia a nucleare

Il ministro degli Esteri francese ha assicurato che non ci sarà “alcuna revoca delle sanzioni” europee contro l’Iran finché Teheran non avrà rinunciato al suo programma nucleare e alle sue azioni destabilizzanti nella regione del Medio Oriente. “Non ci sarà alcuna revoca delle sanzioni nei confronti del regime iraniano finché non avrà rinunciato al suo programma nucleare, al suo progetto rivoluzionario che destabilizza la regione e al suo programma di missili balistici, alcuni dei quali potrebbero un giorno essere in grado di colpire l’Europa”, ha dichiarato Jean-Noel Barrot ai microfoni di Bfm Tv/Rmc. “E finché non avrà restituito agli iraniani la libertà di costruire il proprio futuro”, ha aggiunto.

13 luglio 2026

Iran, Kallas: Ue vuole essere ai tavoli negoziali

L’Unione europea è pronta a mettere a disposizione la propria esperienza tecnica per sostenere il processo negoziale con l’Iran e chiede di essere coinvolta ai tavoli di confronto insieme ai Paesi del Golfo. Lo ha affermato l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, presentando ai giornalisti la riunione del Consiglio Affari esteri. “Stiamo discutendo anche con i Paesi del Golfo, perché vogliono contribuire affinché questo processo proceda nella giusta direzione”, ha spiegato Kallas, riferendosi al Memorandum d’intesa (MOU), che dovrebbe consentire una pausa per affrontare i temi più complessi del negoziato. Secondo l’Alta rappresentante, l’Ue può offrire un contributo concreto grazie alle proprie competenze, in particolare sul dossier nucleare. “Abbiamo offerto la nostra esperienza e i nostri esperti, che potrebbero partecipare ai negoziati e contribuire a mettere insieme le varie questioni”, ha affermato.

epa13107836 European Union's High Representative for Foreign Affairs and Security Policy Kaja Kallas speaks to the media during a European Foreign Affairs Council in Brussels, Belgium, 13 July 2026. Foreign ministers met to discuss the ongoing conflict in Ukraine, the Black Sea strategic approach, and the situation in the Middle East. EPA/OLIVIER MATTHYS

Kallas ha indicato tra i temi sui quali Bruxelles può svolgere un ruolo anche quello dei gruppi armati sostenuti da Teheran. “Abbiamo gli stessi interessi dei Paesi del Golfo”, ha osservato, sottolineando che sono in corso discussioni su come garantire una presenza europea ai tavoli negoziali “affinché la nostra voce venga ascoltata”. “I Paesi del Golfo vivono nella regione dell’Iran e tutte queste minacce hanno un impatto diretto su di loro, ma hanno effetti anche su di noi”, ha concluso Kallas, evidenziando la convergenza di interessi tra l’Unione europea e i partner del Golfo.

13 luglio 2026

Funzionario iraniano, la città di Khondab presa di mira dagli Stati Uniti

Il vicegovernatore della provincia centrale di Markazi, Hassan Ghamari, ha dichiarato che Khondab è stata presa di mira questa mattina per il secondo giorno consecutivo. Una base militare della città era già stata attaccata domenica. A Bandar Abbas, questa mattina sono state udite almeno due esplosioni. La notte scorsa una persona è morta e altre due sono rimaste ferite negli attacchi contro Bandar Abbas, Sirik, Jask e l’isola di Qeshm. L’esercito ha affermato di aver abbattuto a Bandar Abbas un drone suicida Lucas del “nemico”. Nel frattempo, il vicegovernatore della provincia sudoccidentale del Khuzestan, Valiollah Hayati, ha riferito lunedì che un attacco condotto nelle prime ore di oggi contro una stazione di pompaggio dell’acqua per uso agricolo a Mahshahr ha causato la morte della guardia dell’impianto e il ferimento di altre quattro persone. Il ministero della Salute iraniano ha dichiarato che almeno 17 persone sono state uccise e altre 115 sono rimaste ferite negli attacchi statunitensi contro sei città iraniane l’8 e il 9 luglio.

13 luglio 2026

Kallas: “Tregua Usa-Iran non regge”

Il memorandum d’intesa tra Usa e Iran per un cessate il fuoco nel Golfo Persico “non regge davvero” e l’Ue sostiene che “la libertà di navigazione deve essere mantenuta”, senza pedaggi per il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo dice l’Alta Rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, a Bruxelles a margine del Consiglio Affari Esteri, nell’ambito del quale si terrà un pranzo di lavoro con i Paesi del Golfo sulla sicurezza della regione. Ue e Paesi del Golfo “hanno idee molto simili” sulla materia, conclude

13 luglio 2026

Teheran, abbattuto un drone Usa nell’area del porto di Bandar Abbas

L’Iran sostiene di aver abbattuto un drone statunitense nell’area di Bandar Abbas, importante porto affacciato sullo Stretto di Hormuz. Lo riferisce Al Jazeera, citando l’agenzia iraniana Tasnim. Secondo Tasnim, il velivolo era un drone kamikaze di fabbricazione statunitense modello Lucas’, che sarebbe stato “colpito con precisione e abbattuto” dalle difese iraniane.

13 luglio 2026

Guardie rivoluzionarie iraniane: “Continueremo attacchi di ritorsione contro basi Usa”

Le Guardie rivoluzionarie hanno affermato in un comunicato diffuso questa mattina che continueranno gli attacchi di “ritorsione” contro le basi statunitensi nella regione. “Lo Stretto di Hormuz fa parte della nostra terra e non permetteremo a un esercito di assassini di bambini proveniente da un’altra parte del mondo di continuare le sue interferenze illegali”, si legge nella nota, citata dall’agenzia iraniana Irna.

“Abbiamo condotto un attacco con missili e droni contro un grande deposito di missili e carburante nella base aerea statunitense Prince Hassan, in Giordania. Sono state inoltre prese di mira le basi degli elicotteri, i velivoli per la guerra elettronica, gli aerei P-8, il centro di comando e il centro di controllo dei droni dell’esercito statunitense nella base di Sheikh Isa, in Bahrein”, prosegue il comunicato.

“Abbiamo inoltre colpito le autocisterne per il carburante e il sistema di difesa aerea Patriot nella base statunitense di Ali al-Salem, nonché il sistema radar Eps nella base di Ahmad al-Jaber, entrambe in Kuwait. In Kuwait abbiamo completamente distrutto la base missilistica terra-terra e due lanciatori missilistici Himars”.

13 luglio 2026

Iran: Paesi complici degli Usa sono obiettivi legittimi

Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato i nuovi attacchi statunitensi, accusando Washington di avere violato i principi della Carta delle Nazioni Unite e quasi tutti i punti del memorandum per la soluzione del conflitto, e ha definito obiettivi legittimi i Paesi terzi che collaborano le azioni di guerra americane. Lo riferisce l’agenzia iraniana Mehr. Il ministero ha definito i raid americani “brutali” e una “palese violazione dei principi fondamentali della Carta dell’Onu”. Teheran ha inoltre avvertito che qualsiasi Paese terzo “complice” dell’aggressione contro l’Iran sarà considerato un obiettivo legittimo per attacchi di rappresaglia.

Un uomo cammina accanto a un modello simbolico di un missile iraniano e a una bandiera iraniana in Piazza dell’Imam Hussein a Teheran, in Iran, il 12 luglio 2026. Majid Asgaripour/WANA (West Asia News Agency) via REUTERS

13 luglio 2026

Wp: comandi Usa ignorarono allarmi prima d’attacco mortale

I comandi militari statunitensi avrebbero ignorato informazioni d’intelligence e valutazioni interne che indicavano il porto di Shuaiba, in Kuwait, come un probabile obiettivo iraniano e una struttura non adeguatamente protetta dai droni. E’ quanto emerge da un’inchiesta del Washington Post sull’attacco del primo marzo, nel quale morirono sei militari americani e oltre 30 rimasero feriti. Il quotidiano ha raccolto le testimonianze di 17 persone, tra sopravvissuti, testimoni diretti e fonti a conoscenza dell’indagine militare. Numerosi soldati hanno accusato il generale di brigata Clint Barnes e il maggiore generale John Hinson di avere disposto il trasferimento delle truppe a Shuaiba nonostante i rischi segnalati.

Secondo i militari intervistati, le valutazioni sulla protezione della forza raccomandavano di non schierare personale nel porto, privo di coperture adeguate e di sistemi capaci di intercettare i droni d’attacco Shahed. I due generali avrebbero inoltre ricevuto briefing classificati secondo cui Shuaiba figurava tra i possibili bersagli iraniani. L’Esercito ha difeso la scelta, sostenendo che la base era stata selezionata in conformità con i piani operativi, fortificata e dotata di spazio sufficiente nei bunker. Una fonte a conoscenza dell’indagine ha affermato che nell’area era presente una difesa stratificata contro droni e missili.

13 luglio 2026

Petrolio in rialzo dopo tensioni a Hormuz, Brent +4%

Prezzo del petrolio in forte rialzo in seguito agli attacchi reciproci delle ultime ore tra Stati Uniti ed Iran per il controllo dello Stretto di Hormuz. Il Brent è salito di oltre il 4%, a 79,17 dollari al barile, cifra più alta toccata dal 22 giugno scorso.

13 luglio 2026

Giordania, abbattuti 4 missili iraniani

L’esercito della Giordania ha annunciato stamattina di aver abbattuto quattro missili iraniani sul territorio nazionale, che secondo Teheran sarebbero stati lanciati in rappresaglia per gli attacchi aerei statunitensi. “All’alba i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e abbattuto quattro missili che erano entrati nello spazio aereo giordano provenendo dal territorio iraniano”, ha dichiarato una fonte ufficiale dello Stato maggiore della Giordania aggiungendo che non si sono registrati feriti né danni materiali. Le forze armate del Kuwait hanno dichiarato di aver risposto oggi a “bersagli aerei ostili”, mentre l’Iran conduceva attacchi contro interessi statunitensi nel Golfo. (

13 luglio 2026

Nuovi raid Usa contro obiettivi militari iraniani

Gli Stati Uniti hanno condotto nelle prime ore di oggi una nuova ondata di attacchi contro obiettivi iraniani, la seconda in poche ore, mentre il fragile cessate il fuoco tra Washington e Teheran continua a sgretolarsi. Il Comando centrale americano ha affermato che i raid miravano a ridurre la capacità dell’Iran di colpire le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Secondo il portavoce del Centcom, capitano Tim Hawkins, le forze iraniane avrebbero aperto il fuoco contro il traffico mercantile proprio mentre iniziavano gli attacchi statunitensi. “Gli Stati Uniti stanno chiamando l’Iran a rispondere delle proprie azioni”, ha dichiarato Hawkins, aggiungendo che le forze americane hanno abbattuto un missile e un drone d’attacco diretti contro navi commerciali.

13 luglio 2026

Pasdaran rivendicano attacchi contro basi Usa in Kuwait-Bshrein

I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno rivendicato attacchi contro basi militari statunitensi in Kuwait e Bahrein, affermando di avere distrutto sistemi di difesa aerea, radar, infrastrutture per elicotteri, hangar e un centro di comando per droni. In Kuwait, le Forze aerospaziali dei Pasdaran hanno sostenuto di avere colpito le basi aeree di Ali al-Salem e Ahmad al-Jaber, distruggendo serbatoi di carburante e un sistema di difesa antiaerea Patriot nella prima struttura e un radar americano Fps nella seconda.

In Bahrein, durante quella che i Guardiani della rivoluzione hanno definito la seconda fase dell’operazione di “risposta proporzionata all’aggressione” degli Stati Uniti, sarebbero state colpite la base americana di Sheikh Isa, strutture per la riparazione degli elicotteri, hangar per aerei da guerra elettronica P-8 e un centro di comando dei velivoli senza pilota. Secondo il comunicato dei Pasdaran, il centro di comando dei droni dell’esercito statunitense sarebbe stato distrutto.

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