Una donna iraniana velata passa davanti a un murale raffigurante i defunti leader supremi iraniani.  EPA/ABEDIN TAHERKENAREH - EPA

26 luglio 2026

Guerra ultime notizie. Escalation in Cisgiordania, i coloni bruciano due moschee. Petroliera esplode dopo aver urtato una mina a Hormuz. L’Iran minaccia l’Ucraina

Secondo il New York Times, Trump ha accantonato i piani di escalation temendo che possano esaurirsi le scorte di intercettori Patriot e munizioni per la difesa aerea in Medio Oriente

A cura di Massimo De Laurentiis
English Version
Aggiungi Il Sole 24 Ore
ai preferiti su Google

26 luglio 2026

Axios: stop ai raid su Hormuz per raggiunti limiti di efficacia

Il massimo comandante militare Usa in Medio Oriente, l’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, ha raccomandato lo stop dei bombardamenti nell’area dello Stretto di Hormuz «per raggiunti limiti della sua efficacia». Lo riporta Axios, in base a due fonti. La sua posizione, unita a quelle di altri consiglieri, ha influito sulla decisione presa venerdì dal presidente Donald Trump di sospendere gli attacchi Usa all’Iran. Si è trattato del riconoscimento, da parte dei consiglieri militari e civili del tycoon, dei limiti dell’azione manu militari, e nello specifico della campagna di attacchi aerei.

26 luglio 2026

Cisgiordania, un gruppo di coloni israeliani incendia due moschee

26 luglio 2026

Escalation in Cisgiordania, i coloni bruciano due moschee

Dilagano gli atti di vandalismo e le aggressioni da parte di coloni estremisti in Cisgiordania, un nuovo ciclo di violenza innescato questa volta dal sanguinoso scambio a fuoco venerdì nel villaggio Tell, che aveva causato 4 morti tra i palestinesi e 2 tra gli israeliani. Tra loro, anche un membro dell’insediamento Gilad Farm, Benayahu Mellet, ucciso con il suo stesso fucile dopo che uno dei palestinesi era riuscito a sottrarglielo durante la collutazione ripresa in diretta. Dopo le spedizioni punitive dei coloni a Beit Furik, Farata, Sarra e Jit tra venerdì e sabato, nella notte di domenica a Qusra, a sud di Nablus, e a Kur, a sud di Tulkarem, due moschee sono state incendiate e muri sono stati imbrattati con scritte che promettono ’’vendetta per Benayahu’’. Il presidente palestinese Abu Mazen ha inviato una missiva urgente alla comunità internazionale chiedendo ’’un’azione urgente per fermare l’aggressione militare israeliana in corso e la violenza dei coloni’’. Appello raccolto da Papa Leone, che durante l’Angelus ha affermato di seguire ’’con apprensione il perdurare e l’inasprirsi della violenza in Terra Santa, di cui ultimamente sono state vittime anche molti civili in Cisgiordania e a Gaza’’, auspicando che ’’si ritorni a negoziare un’equa soluzione politica fondata sulla pari dignità e uguali diritti di ogni persona umana, e a rigettare nuove azioni militari e decisioni unilaterali, in particolare quelle che violano il rispetto e lo status quo dei luoghi santi di ogni fede religiosa’’. Padre Ibrahim Faltas, direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa, ha ricordato dal canto suo che ’’non si contano più gli incendi di abitazioni e di terreni’’ in Cisgiordania, sottolineando come ’’le elezioni annunciate che si svolgeranno nei prossimi mesi in Israele e Palestina devono portare equilibri nuovi e giustizia vera ai due popoli’’. L’Idf ha condannato gli incendi alle moschee e avviato indagini, ma non c’è ancora nessun fermo. Gli arresti si sono invece visti in Cisgiordania dopo l’avvio della ’’massiccia operazione antiterrorismo’’ ordinata da Benjamin Netanyahu: oltre 80 palestinesi fermati in 300 luoghi perquisiti, secondo l’Idf ’’ricercati per coinvolgimento in azioni terroristiche e molti dei quali affiliati a Hamas’’. Ancora in vigore il blocco militare dell’area di Nablus, denunciato dalle Ong in quanto, oltre alla libertà di movimento, ’’compromette i servizi medici di emergenza’’. L’Idf ha sigillato domenica l’abitazione del palestinese coinvolto nella sparatoria a Tell, in vista della demolizione. Netanyahu ha affermato di ’’essere pronto ad agire in modo ancora più vasto contro i covi del terrorismo’’. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha annunciato intanto l’approvazione di 763 nuove unità abitative nell’insediamento di Eli, che ’’sarà triplicato con la costruzione di nuovi quartieri’’, dando seguito immediato all’ordine del premier di legalizzare avamposti e costruirne di nuovi. È con questa ulteriore escalation che il premier israeliano si accinge a incontrare martedì Donald Trump a Washington, in un vertice che viene annunciato come incentrato sui dossier regionali (Iran, Siria, Libano, Turchia). E, mentre gli aerei cisterna Usa continuano ad atterrare in Israele, secondo fonti di Ynet, il premier dovrà fare i conti anche con la perdita di pazienza del tycoon per la mancanza di azioni concrete contro la violenza dei coloni in Cisgiordania.

26 luglio 2026

Araghchi: attacco ucraino non può rimanere senza risposta

L’Iran ha accusato l’Ucraina di aver attaccato una nave commerciale iraniana e ucciso un marinaio: l’attacco “non può rimanere senza risposta”, ha detto il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi che ha descritto il colpo come una “flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite compiuta su ordine di Israele per trascinare l’Europa nella sua guerra”. Lo scrive Al Arabiya.

I più letti

26 luglio 2026

Iran, al confine con l’Iraq il traffico commerciale crolla per la guerra

26 luglio 2026

Netanyahu, ascolterò cosa ha in mente Trump, è sua decisione

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato a Fox News che sostiene “pienamente” gli sforzi di Donald Trump volti a indebolire l’Iran e a spingere Teheran a porre fine al suo programma nucleare. “Se riesce a farlo senza tornare a intensi scontri militari, va bene. Perché no?”, ha detto Netanyahu, aggiungendo che non presenterà nuove informazioni “al nostro buon amico” Trump ma che ascolterà “ciò che ha in mente, perché penso che in molti modi sia una sua decisione”. Netanyahu ha in programma di recarsi negli Stati Uniti e di incontrare Trump a Washington martedì, secondo quanto comunicato dal suo ufficio.

L’ultimo incontro tra i due è avvenuto a Washington a febbraio, poche settimane prima che dessero il via alla guerra contro l’Iran che ha causato la morte di alti dirigenti, fra cui la Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Hezbollah, sostenuto dall’Iran, ha lanciato attacchi contro Israele due giorni dopo l’inizio della guerra, e Israele ha risposto con attacchi aerei e operazioni delle forze di terra nel Libano meridionale. Da allora gli Stati Uniti hanno sostenuto importanti colloqui diretti tra Libano e Israele per cercare di placare la tensione su quel fronte e trovare un modo per disarmare Hezbollah.

26 luglio 2026

Iran: media, Teheran disponibile a proseguire negoziati con Usa

L’Iran ha confermato al Pakistan la propria disponibilità a proseguire i negoziati con gli Stati Uniti a Ginevra, Doha o Islamabad. Lo riporta Al Arabiya, citando quanto le ha riferito una fonte. Secondo l’emittente, Teheran ha comunicato al Pakistan - Paese mediatore - che i negoziati devono proseguire in conformità con il memorandum d’intesa. In particolare, secondo la fonte l’Iran sta cercando di riprendere i colloqui innanzitutto sullo Stretto di Hormuz, poi sui propri beni congelati e infine sul proprio programma nucleare. L’Iran ha inoltre informato il Pakistan che respinge la creazione di un nuovo corridoio attraverso lo Stretto di Hormuz.

26 luglio 2026

Gaza, Israele approva l’ingresso nel ’Board of Peace’ di Trump

Il Consiglio di Sicurezza isrealiano, organo ristretto dell’esecutivo di Tel Aviv, ha approvato l’ingresso nel “Board of Peace”, il Consiglio per la Pace nella Striscia di Gaza voluto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per supervisionare la transizione politica e la ricostruzione postbellica nella Striscia di Gaza.

La decisione, fa notare Haaretz,è arrivata alla vigilia della partenza del premier israeliano Benjamin Netanyahu per Washington. Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir, riporta il quotidiano, ha votato contro la decisione.

Secondo il piano in 20 punti, la gestione della Striscia di Gaza - o delle aree designate come “libere dal terrorismo” - dovrebbe essere trasferita al Comitato Tecnocratico Palestinese (Ncag).

A febbraio, il comitato ha iniziato il reclutamento di nuovi agenti di polizia incaricati di mantenere l’ordine a Gaza, ma le reclute non sono ancora autorizzate a lasciare la Striscia per l’addestramento in Egitto o in Giordania. La stessa disposizione stabilisce inoltre che Israele dovrebbe ritirarsi dalle aree cedute alla forza internazionale di stabilizzazione, anche senza il disarmo di Hamas, una mossa a cui Israele si è finora fermamente opposto.

26 luglio 2026

Netanyahu, «programma nucleare iraniano deve finire con o senza un accordo»

Il programma nucleare iraniano “deve essere arrivare alla sua fine, con o senza un accordo” . E’ quanto afferma il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel corso di un’intervista a Fox News, alla vigilia della sua partenza verso gli Usa dove martedì incontrerà il presidente Donald Trump alla Casa Bianca.

26 luglio 2026

Ambasciatore Usa all’Onu, «Trump sta dando un po’ di margine ai colloqui»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta dando “un po’ di spazio” ai colloqui con l’Iran. “Gli sta dando un po’ di margine”. Lo ha detto a Fox News l’ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite Mike Waltz, senza fornire ulteriori dettagli sul contenuto dei colloqui, mentre nel fine settimana si è registrata una tregua negli scontri tra Iran e Stati Uniti. Il Pentagono ha sospeso le operazioni di bombardamento dopo 13 notti di attacchi sempre più intensi e non ci sono state segnalazioni di attacchi da parte dell’Iran contro i paesi vicini durante il fine settimana. Interpellato sulla pausa, un alto funzionario dell’amministrazione Trump ha dichiarato ieri che il presidente “ha sempre affermato chiaramente di preferire la diplomazia, ma ha mostrato all’Iran cosa succederà se non si siederanno al tavolo delle trattative in modo serio”.

26 luglio 2026

Il Papa: stop attacchi in Medio Oriente, urge riaprire spazi di dialogo

 APN

Durante l’Angelus a Castel Gandolfo Papa Leone XIV ha lanciato un appello per «tutto il Medio Oriente, dove un intensificarsi delle operazioni militari ha riportato violenza e distruzione, mettendo gravemente a rischio la vita di numerosi civili e aggravando la carenza di acqua potabile ed elettricità». «Dal profondo del cuore - è stato l’appello del Papa - esorto tutte le parti coinvolte a sospendere gli attacchi e a riaprire con urgenza spazi di dialogo e diplomazia per giungere quanto prima alla pace tanto desiderata per tutta la Regione».

26 luglio 2026

Iran, se Usa e Israele si lanceranno in avventure, saranno puniti severamente

«L’Iran è pronto a punire severamente e in modo deplorevole il nemico israelo-americano, qualora si rendesse protagonista di azioni rischiose». Lo afferma il vicepresidente del Parlamento iraniano Ali Nikzad. «Il popolo americano dovrebbe tenere a freno il suo crudele presidente, prima che i soldati americani tornino a casa nelle loro bare», ha proseguito. «L’attuale regime nello Stretto di Hormuz non tornerà mai più alle condizioni precedenti agli attacchi statunitensi, quindi consigliamo al delirante presidente americano di togliersi il cotone dalle orecchie e di lasciare la nostra regione prima di subire una sconfitta peggiore della precedente», ha affermato. Secondo l’agenzia Tasnim, Nikzad ha criticato anche i Paesi europei: «Abbiamo tollerato il sabotaggio dei governi europei negli ultimi anni. Li avvertiamo, in particolare il nuovo governo e parlamento britannico, la Bulgaria e l’Ucraina, di non fare il gioco dell’America e di astenersi dall’intraprendere azioni che non li riguardano».

26 luglio 2026

Iran, al confine con l’Iraq il traffico commerciale crolla per la guerra

Il traffico commerciale al valico di frontiera tra l’Iran e la regione curda semiautonoma dell’Iraq è diminuito in modo significativo, per la ripresa del conflitto tra gli Stati Uniti e Teheran. Sabato alcuni camion carichi di merci attendevano al valico di Haji Omeran, nella regione curda dell’Iraq, mentre le autorità effettuavano i controlli prima di autorizzarne il passaggio. «La situazione non è buona, le transazioni commerciali e la circolazione dei camion merci hanno risentito della ripresa della guerra e sono diventate più difficili», afferma Khadir Rahim, un camionista iraniano.

26 luglio 2026

Petroliera urta mina in Stretto Hormuz ed esplode

Una petroliera sarebbe esplosa oggi nello Stretto di Hormuz dopo aver urtato e fatto detonare una mina navale. Lo scrive l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. La petroliera aveva deviato dalla rotta designata dall’Iran, riporta l’agenzia di stampa Defa Press, citando una fonte informata. «Un’ora fa, una petroliera nello Stretto di Hormuz, che aveva deviato dalla rotta specificata dalla Repubblica dell’Iran, è esplosa dopo aver urtato una mina navale», ha dichiarato la fonte.

Navi da carico avvistate a un'estremità dello Stretto di Ormuz, vicino alla costa di Dibba Al Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, il 21 luglio 2026. EPA/STRINGER

26 luglio 2026

Dominguez (Onu), 6mila persone e 500 navi bloccate nel Golfo, la crisi è globale

«Ci sono ancora circa seimila persone e cinquecento navi bloccate nel Golfo Persico dall’inizio del conflitto, cinque mesi fa». Così, in un’intervista a “La Repubblica”, Arsenio Dominguez, panamense e segretario generale dell’International Maritime Organization, l’agenzia specializzata delle Nazioni unite che stabilisce le regole internazionali per la sicurezza della navigazione, la protezione degli equipaggi e la prevenzione dell’inquinamento causato dalle navi. Con gli attacchi nel Mar Rosso, ammette ancora, il trasporto marittimo è vittima di «una crisi globale». «La situazione resta critica. Negli ultimi dodici giorni non ci sono stati progressi nello Stretto di Hormuz e il transito delle navi è quasi completamente fermo, perché non è sicuro. Più a lungo gli equipaggi rimangono bloccati, più aumentano le difficoltà per il loro benessere, la salute mentale e la stanchezza. Anche le scorte stanno diminuendo e, con l’estate, nella regione fa sempre più caldo. Nulla potrà cambiare finché non ci sarà una de-escalation. Fino ad allora le navi non devono tentare il passaggio, perché rischiano di essere colpite», aggiunge Dominguez.

26 luglio 2026

Pasdaran minacciano Israele e Gb: non aiutate gli Usa

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha messo in guardia Israele e il Regno Unito dal favorire e agevolare gli Stati Uniti nella loro guerra di aggressione contro l’Iran. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa iraniana Isna, il portavoce dei Pasdaran, il generale di brigata Hossein Mohebi ha affermato che Israele cerca di mantenere gli Stati Uniti impegnati nella regione influenzando il presidente americano Donald Trump e fornendo informazioni fuorvianti, «usando il potere americano per promuovere i propri obiettivi». «Israele sa cosa gli faremmo se tornasse in guerra e concentrassimo i nostri sforzi contro di esso», ha sottolineato.

Mohebi ha anche avvertito che il continuo supporto del Regno Unito alle operazioni dei bombardieri B-1 statunitensi potrebbe rendere le basi aeree britanniche obiettivi legittimi.

26 luglio 2026

Netanyahu: pronti ad agire in modo più vasto contro covi terroristi

«Domani partirò per Washington per incontrare il Presidente Trump con cui affronterò tutte le questioni all’ordine del giorno, compresa la situazione in Iran». Lo ha affermato il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, in apertura della riunione di gabinetto odierna, che, secondo quanto riportato dai media israeliani, è stata all’ultimo spostata in un complesso sotterraneo su ordine delle forze di sicurezza, alla luce dell’escalation regionale. Netanyahu ha anche fatto riferimento all’escalation in Cisgiordania. «Le nostre direttive erano di entrare nei villaggi, perquisirli, sequestrare le armi, arrestare i ricercati. Queste cose sono state fatte e sono in corso di esecuzione e siamo anche pronti ad agire in modo più vasto contro i covi del terrorismo», ha affermato.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu interviene durante una cerimonia per commemorare il 50° anniversario dell’Operazione Entebbe presso la residenza presidenziale a Gerusalemme, il 12 luglio 2026. L’Operazione Entebbe ebbe luogo nel luglio 1976, quando Israele inviò un’unità delle forze speciali per liberare 106 passeggeri israeliani che erano stati presi in ostaggio da militanti tedeschi e palestinesi e trattenuti all’aeroporto di Entebbe, in Uganda. Gli ostaggi furono liberati durante un raid delle forze speciali israeliane. Il comandante dell’operazione, Yoni (Yonatan Netanyahu), fratello del primo ministro Benjamin Netanyahu, rimase ucciso durante la missione di salvataggio. EPA/ABIR SULTAN

26 luglio 2026

Iran, Teheran sospende i raid: “La nostra era solo un’operazione di ritorsione”

26 luglio 2026

Iran, stop agli attacchi di rappresaglia dopo che gli Usa hanno sospeso i raid

L’Iran ha dichiarato di aver interrotto gli attacchi di rappresaglia nella regione dopo che gli Stati Uniti hanno sospeso i loro raid sul Paese. «Nelle ultime due notti, gli americani hanno interrotto i loro attacchi. Poiché la nostra strategia si basa essenzialmente sulla rappresaglia, anche noi abbiamo sospeso le nostre operazioni», ha dichiarato il portavoce dell’esercito Mohammad Akraminia in un’intervista alla televisione di stato.

26 luglio 2026

Esercito Iran avverte, guerra si amplierà ulteriormente se riprenderanno i raid Usa

La guerra in Medio Oriente si allargherà se gli Stati Uniti sceglieranno di proseguire con gli attacchi contro la Repubblica islamica, in vista della missione a Washington del premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Questo l’avvertimento dell’esercito iraniano. «Credo che se gli americani cadranno ancora una volta nella trappola degli sionisti, o si allineeranno a loro, e insisteranno nel continuare la guerra, in particolare con i raid aerei, geograficamente questa si espanderà ulteriormente», ha dichiarato il portavoce dell’esercito Mohammad Akraminia alla televisione di stato. «L’Iran adotta misure per garantire i propri diritti sullo Stretto di Hormuz, poiché gli Stati Uniti hanno violato gli impegni assunti nell’ambito del memorandum d’intesa e hanno cercato di creare una rotta falsa e illegale nello Stretto», ha sottolineato, citato dalla televisione di stato. «L’esercito iraniano ha posto le basi statunitensi in Giordania, Kuwait e Bahrein, le basi americane più importanti nella regione, al centro delle sue operazioni di rappresaglia», ha aggiunto.

26 luglio 2026

Iran, l’attacco Usa su una nave mercantile che forza il blocco navale

L’esercito statunitense ha dichiarato di aver aperto il fuoco contro un’altra nave mercantile che stava tentando di violare il blocco dei porti iraniani, mentre la Repubblica Islamica ha preso di mira le roccaforti americane nel Golfo Persico. Le forze americane hanno messo fuori uso la M/T Lavine nel Golfo di Oman dopo che la nave aveva tentato di sfondare il blocco almeno quattro volte, ha riferito all’Associated Press il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti. Hawkins ha sottolineato che l’equipaggio della nave era stato avvertito ma non ha ottemperato agli ordini. L’esercito ha quindi aperto il fuoco contro la sala macchine. Si tratta della seconda nave mercantile messa fuori uso da quando l’esercito ha reintrodotto il blocco. Gli Stati Uniti e l’Iran non hanno mostrato alcun segno di volersi allontanare dal conflitto dopo la tredicesima notte consecutiva di attacchi. Con i combattimenti che si sono riaccesi e la diplomazia in una fase di incertezza, entrambe le parti hanno compiuto mosse che suggeriscono la possibilità di un’escalation. Al centro del conflitto c’è lo Stretto di Hormuz, un passaggio cruciale per le forniture energetiche mondiali che è stato di fatto bloccato dagli attacchi iraniani, facendo impennare i prezzi del carburante e causando un’ampia crisi economica.

26 luglio 2026

Centcom, blocco navale continua, dirottate 12 navi commerciali che cercavano di forzarlo

«Il blocco navale degli Stati Uniti contro l’Iran continua ad essere pienamente in vigore. A ieri il Centcom ha dirottato 12 navi commerciali che cercavano di forzarlo, fermandone due che non avevano risposto agli avvertimenti, salendo a bordo di due navi per assicurare il completo rispetto delle indicazioni». È quanto scrive in un comunicato pubblicato su X il Comando Centrale degli Stati Uniti, precisando che ieri le forze americane «hanno completato una verifica di bordo di una nave battente bandiera delle Comore, nel Mar Arabico e la petroliera ora sta proseguendo il suo viaggio». Venerdi, invece, le forze del Centcom hanno fermato una «nave battente bandiera mozambicana, nel Golfo dell’Oman, dopo che l’equipaggio aveva tentato più volte di violare il blocco e ignorato ripetuti avvertimenti. La nave non è più in transito verso l’Iran. Le forze americane - conclude il post - rimangono vigili al massimo, concentrate, letali e pronte».

26 luglio 2026

Iran accusa l’Ucraina di aver attaccato una delle sue navi

L’Iran ha accusato l’Ucraina di aver attaccato sabato una delle sue navi mercantili nel Mar Caspio, uccidendo un marinaio e ferendone un altro, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Irna. Secondo la fonte, che cita il ministero degli esteri iraniano, l’attacco di sabato mattina ha provocato un’esplosione a bordo dell’imbarcazione. «L’attacco perpetrato dal regime ucraino contro una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio, esplicitamente rivendicato dal capo di tale regime, dimostra il persistente atteggiamento irrazionale e ostile del regime ucraino» nei confronti dell’Iran, ha protestato il Ministero, come riportato dall’Irna. La Repubblica Islamica «non è mai intervenuta nel conflitto tra Russia e Ucraina», ha affermato.

26 luglio 2026

Iran: progressi nei negoziati con l’Oman sullo Stretto di Hormuz

«I viceministri degli Esteri iraniano e omanita si sono incontrati a Teheran venerdì e sabato per discutere della gestione dello Stretto di Hormuz. I colloqui sono stati utili e hanno portato a progressi», ha dichiarato domenica il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghae. «Attualmente, la situazione del traffico nello Stretto di Hormuz non è cambiata». Ma «durante i colloqui a Teheran, le due parti si sono scambiate opinioni su principi comuni e meccanismi operativi per la gestione sicura del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, nel rispetto dei diritti sovrani dei due Stati costieri. Iran e Oman continuano le consultazioni tecniche e politiche», ha aggiunto Baghaei, citato dall’agenzia iraniana Tasnim.

26 luglio 2026

Iran: se Londra o altri sostengono attacchi Usa saranno obiettivi legittimi

«Recentemente, i bombardieri B-1 statunitensi hanno utilizzato aeroporti britannici per attaccare l’Iran. Qualsiasi Paese, che si tratti del Regno Unito, dei Paesi del Golfo Persico o di altri, sarà il nostro obiettivo legittimo se sosterrà gli Stati Uniti nella guerra», ha dichiarato il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, Hossein Mohebi, citato da Tasnim, aggiungendo: «Abbiamo il nostro scenario per ogni questione». I Pasdaran lanciano anche un avvertimento a Israele: «Gli israeliani sanno cosa succederà loro se torneranno in guerra. Ci concentreremo su di loro. Provocando il presidente degli Stati Uniti e fornendo false informazioni, Israele vuole mantenere gli Stati Uniti nella regione e promuovere i propri obiettivi sfruttando il potere americano». Mohebi ha anche affermato che «oltre 200 soldati americani sono stati uccisi» nell’operazione iraniana Nasr-2 e che il numero dei feriti è molto più alto di quello annunciato dagli Stati Uniti.

26 luglio 2026

Araghchi, aprendo una rotta-bis a Hormuz gli Usa violano il memorandum

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi afferma che gli Stati Uniti hanno deliberatamente violato il memorandum d’intesa Iran-USA aprendo una rotta marittima alternativa nello Stretto di Hormuz e allontanando le navi dai corridoi designati da Teheran. Lo riportano i media iraniani.

Abbas Aeagchi, ministro degli esteri dell’Iran, durante una riunione del consiglio dei ministri degli esteri dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco)

26 luglio 2026

Trump accantona escalation contro Iran per rischio a scorte Patriot

Donald Trump ha accantonato per ora i piani di «escalation significativa» dell’offensiva militare contro l’Iran temendo che possano esaurirsi le scorte del Pentagono, già ridotte, di intercettori Patriot e munizioni per la difesa aerea in Medio Oriente. La svolta, scrive il New York Times, è arrivata nell’incontro del presidente di venerdì coi principali consiglieri e membri dell’amministrazione, secondo due persone ben informate. Il generale Dan Caine, capo di Stato maggiore congiunto, ha avvertito in privato che, pur se possibili, i combattimenti avrebbero «pericolosamente» esaurito gli intercettori disponibili per il Centcom.

Il presidente americano Donald Trump sta dando “un po’ di spazio” ai negoziati con l’Iran, ma gli Stati Uniti rimangono “pronti a tutto” (“locked and loaded”, ovvero armati e pronti all’azione) per ulteriori attacchi, avendo trasferito altre risorse nella regione. L’ambasciatore americano all’Onu Mike Waltz, durante un’intervista a Fox News, ha smentito le notizie dei media americani secondo cui gli Usa starebbero razionando le munizioni e i missili intercettori Patriot a causa di problemi di approvvigionamento. Trump sta “concedendo spazio ai colloqui: sta lasciando un po’ di margine alla diplomazia”, ha osservato Waltz che ha puntato il dito contro l’ex presidente Joe Biden, facendo notare che “molte scorte erano state esaurite” quando il tycoon si è insediato l’anno scorso. “Voglio essere estremamente chiaro. L’esercito Usa, e ho verificato la cosa sotto ogni aspetto, dispone di tutto ciò che serve per condurre questa campagna con l’efficacia necessaria”, ha rimarcato, osservando che “le persone che diffondono queste sciocchezze meritano di finire in prigione”.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti