Fast food a chi?

Hamburger day, ecco dove assaggiare le ricette più originali e sfiziose

Ormai non solo più piatto da fast food, l’hamburger è declinato anche in versione gourmet: ecco una selezione di ricette fuori dal comune in giro per l’Italia che vale la pena provare.

di Camilla Rocca

Hamburger sempre più amati: boom di consumi e delivery

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Nel giorno dedicato all’hamburger, la scena italiana racconta ormai un fenomeno chiaro: il burger non è più solo street food e fast food, ma un piatto trasversale che attraversa cucine d’autore, hotel di lusso e bistrot urbani. Negli ultimi anni l’hamburger ha smesso di essere anche in Italia un semplice simbolo della ristorazione informale per diventare tra i più dinamici del casual dining (e non si riferisce solo alla carne). Vale ormai diversi miliardi di euro all’interno del mercato della ristorazione commerciale e continua a crescere a ritmi superiori rispetto alla media del settore. Ecco una selezione di hamburger “fuori dal comune” che secondo noi vale la pena provare.

L’hamburger degli Schiavoni

Nel cuore più scenografico di Venezia, affacciato sulla Riva degli Schiavoni, l’Hotel Gabrielli Venezia (Starhotels Collezione) interpreta l’hamburger come esperienza panoramica. Sulla terrazza o nel K-Lounge Bar, lo chef Mirko Pistorello firma l’hamburger degli Schiavoni. Un assemblaggio ricco e territoriale che unisce Sorana Padovana, pancetta, uovo, cipolla rossa di Tropea, lattuga, pomodoro e una salsa ai fichi con cipolla caramellata.

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Ponte Vecchio con gusto internazionale

Al Caffè dell’Oro, all’interno del Portrait Firenze, con vista sul Ponte Vecchio, lo chef Luca Armellino firma un hamburger dal gusto deciso, preparato con carne di manzetta prussiana, provola affumicata, salsa sriracha, bacon e cipolla rossa caramellata: un insieme armonico e contemporaneo che unisce comfort food e ricerca gastronomica.

Tre versioni vista Duomo

A pochi passi dal Duomo, l’hotel Rosa Grand Milano propone una visione più urbana e modulare dell’hamburger. Tra il Roses Pizza & More e il Grand Lounge & Bar, il burger si declina in tre versioni pensate per pubblici diversi ma unite da un approccio preciso: immediatezza e riconoscibilità. La versione “La Granda” gioca su asiago, lattuga romana, pomodoro e senape (con le immancabili patatine fritte a lato). La variante “Fish” sposta il baricentro sul pesce azzurro con maionese al lime, mentre la versione “Veggie” lavora su verdure, cereali e salsa yogurt. È un’idea di burger come piattaforma, più che come singolo piatto: adattabile, urbano, trasversale.

Succulenta e il Sud contemporaneo

Nel distretto di CityLife a Milano, il ristorante Succulenta interpreta l’hamburger come estensione naturale della cucina meridionale. L’hamburger “Succulenta” è costruito con logica quasi domestica: pane artigianale, manzo, insalata, pomodoro ramato, cipolla rossa di Tropea, mozzarella di Bufala Campana Dop e patatine fritte. L’approccio dello chef Matteo Mottola, legato tra Puglia e Campania, si traduce in un piatto abbondante, diretto, centrato su materie prime riconoscibili. La bufala e la cipolla dolce costruiscono equilibrio senza mediazioni complesse.

In chiave kosher a Roma

Fonzie The Burger’s House a Roma, spazia da proposte più classiche a interpretazioni contemporanee e anche in chiave kosher. Tra i suoi burger più apprezzati si trovano combinazioni pensate per valorizzare ingredienti semplici ma ben bilanciati, con carne succosa, formaggi selezionati e salse studiate per dare carattere senza coprire il gusto principale: il più famoso è il crispy royal.

Puok burger, il cult partenopeo

A Napoli, uno degli hamburger è il “Evergreen Vol.2” di Puok Burger, diventato un vero cult della scena burger partenopea e molto seguito sui social. È un hamburger molto ricco (che straborda dal bun, per questo diventato virale) e iconico, spesso citato per il suo equilibrio tra succosità della carne, salse decise e ingredienti pensati per un gusto intenso e contemporaneo, tipico dello stile creativo del locale.

L’hamburger di wagyu anche in Sardegna

Carnissage è una realtà che nasce dall’incontro tra il mondo della carne di qualità dell’arte, con un concept che richiama il “vernissage” delle gallerie espositive. Il progetto, sostenuto da un distributore specializzato in carni selezionate, unisce estetica e gastronomia in un format contemporaneo. Dopo la prima esperienza a Milano, Carnissage approda ora anche a Portu Qualtu con il suo Mini Burger di Wagyu: un hamburger realizzato con carne di Wagyu, cheddar, salsa “segreta”, insalata e cipolla caramellata.

A Seregno il Cheeseburger della trattoria

A Seregno, in provincia di Monza e Brianza, l’Emilia Trattoria Bolognese affronta l’hamburger con la stessa filosofia della cucina emiliana: abbondanza, concretezza e gusto diretto. Il Cheeseburger della Trattoria è una sintesi classica: carne di manzo, cheddar, bacon croccante, pomodoro, lattuga e maionese in pane fresco, con patatine fritte a lato. Non ci sono sovrastrutture né riletture concettuali. È un burger che si inserisce naturalmente in un menu dove lasagne, tagliatelle al ragù e cotoletta alla bolognese restano i riferimenti principali.

A Brescia la versione giapponese

Matané, nuova apertura a Brescia che si aggiunge alle due sedi milanesi, in zona Wagner e in piazza XXV Aprile, porta per primo in Italia l’onigirazu, il tipico “hamburger” giapponese reinterpretato in chiave moderna. La versione classica è farcita con tamagoyaki (frittata giapponese), avocado, rucola, salsa Matané e zenzero marinato, un equilibrio di sapori che unisce tradizione e contemporaneità.

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