Flotilla, italiani fermati in Libia: «Trattati come clandestini»
Due italiani fermati in Libia trasferiti a Bengasi: «Trattati come clandestini». Si profila il rischio espulsione
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I due attivisti italiani della Flotilla fermati in Libia sarebbero stati trasferiti a Bengasi e trattati come possibili clandestini. Lo riferiscono fonti informate della vicenda, spiegando che potrebbero essere espulsi presto. Il convoglio umanitario diretto verso Gaza è stato fermato dalle milizie del generale Khalifa Haftar nell’area di Sirte. Il gruppo, circa dieci attivisti, avrebbe poi perso i contatti durante gli spostamenti nel Paese. Tra loro anche un attivista pugliese e uno piemontese. La Farnesina ha attivato l’unità di crisi per verificare la situazione.
Il comunicato della Flotilla
«Dieci partecipanti civili del Global Sumud Land Convoy sono stati arrestati dalle Forze Armate Arabe Libiche (LAAF) e dalle autorità della Libia orientale (Governo di Salvezza Nazionale) dopo aver attraversato in buona fede la linea 5+5 nei pressi di Sirte per condurre negoziati pacifci a nome del convoglio e facilitare la consegna di aiuti umanitari a Gaza. La Global Sumud Flotilla invita i governi di tutto il mondo a chiedere il loro immediato rilascio». È quanto comunica la delegazione italiana della Global Sumud Flotilla in una nota.
«I partecipanti arrestati, tra cui due medici, sono Alicia Armesto Nunez (Spagna), Laura Kwoczala (Polonia), Jenelle Jones (Usa), Maria Paula Giménez (Argentina), Lucas Ezequiel Aguilera (Argentina), Matias Alvarez Rodriguez (Uruguay), Ana Margarida França Santana Baptista (Portogallo), Ashraf Khoja (Tunisia), Domenico Centrone (Italia), Leonarda Alberizia (Italia)», si legge.
«I dieci delegati si sono offerti volontari per entrare nella zona di sicurezza 5+5 al fine di negoziare il passaggio per la missione umanitaria. L’ultima comunicazione da parte del gruppo», viene riferito,«è stata ricevuta alle 15:22 ora locale del 24 maggio, quando uno dei delegati ha riferito che il gruppo stava per essere trasferito su tre furgoni bianchi. Da allora non è stato stabilito alcun contatto diretto. Secondo informazioni provenienti da canali non ufficiali, le autorità della Libia orientale avrebbero affermato che i partecipanti sono entrati nella zona senza autorizzazione e che sono in corso le procedure per la loro espulsione».
Feriti nel convoglio di terra in Libia
«Nonostante le difficoltà di comunicazione abbiamo saputo che nella violenta aggressione subita dal convoglio di terra in Libia ci sono feriti. Qualcuno tra gli attivisti stranieri ha ricevuto colpi talmente forti da perdere i sensi». A dirlo la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla Maria Elena Delia. «Pare li stiano portando con i pullman verso ovest, forse a Misurata», aggiunge.








