I finalisti del Premio Campiello approdano all’Unione Industriali Torino
Il concorso nazionale di narrativa italiana contemporanea fa tappa nel capoluogo piemontese nell’ambito degli eventi per Torino Capitale della cultura d’impresa 2024
di Martina Soligo
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Cultura e narrativa arrivano a Torino grazie alla 62esima edizione del Premio Campiello, il prestigioso concorso nazionale di narrativa italiana contemporanea promosso dalla Fondazione il Campiello di Confindustria Veneto. L’evento, che si è svolto al Centro Congressi dell’Unione Industriali Torino nell’ambito di Torino Capitale della cultura d’impresa 2024 , è stato organizzato da Umana, fra le principali agenzie per il lavoro in Italia, in collaborazione con l’Unione Industriali e ha rappresentato una delle tappe del tour di presentazione della cinquina finalista che toccherà le principali città italiane fino alla proclamazione del vincitore, il 21 settembre, a Venezia. «L’abbinamento tra cultura e impresa è nel nostro Dna», ha commentato il presidente di Unione Industriali Torino Giorgio Marsiaj, che si è detto contento di «ospitare un evento che riguarda uno dei premi letterari più importanti del Paese». «Le opere a carattere narrativo – ha continuato il presidente -, di cui quelle finaliste al Campiello rappresentano l’eccellenza, consentono di guardare alla realtà da altre prospettive, offrono punti di vista originali che ci aiutano a comprendere meglio noi stessi sia come cittadini sia nel nostro ruolo di attori sociali. Un contributo prezioso, per chi vive da protagonista il mondo aziendale, per rendere più profonda e consapevole la propria visione, così come la stessa idea d’impresa», ha concluso Marsiaj.
Soddisfazione espressa anche da Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Umana, che ha sottolineato come l’agenzia abbia «voluto condividere con questa straordinaria città il percorso di Fondazione il Campiello perché crede nel potente motore della cultura, capace di costruire ponti, generare relazioni e durature amicizie, trasferire conoscenza ed eccellenza». Il Premio Campiello, secondo Enrico Carraro, presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto, «rappresenta un’iniziativa unica di sinergia tra impresa e cultura, una testimonianza viva dell’impegno degli industriali del Veneto che, dal 1962, hanno contribuito in modo determinante alla divulgazione della letteratura nel nostro Paese. Lo spirito del Campiello è sempre stato quello di portare i libri tra le persone e attraverso il tour estivo portiamo la letteratura in tutto lo stivale consapevoli che con la cultura si alimentano i territori e si contribuisce al loro sviluppo».
Le cinque opere finaliste
I cinque autori finalisti di questa 62esima edizione sono: Antonio Franchini con "Il fuoco che ti porti dentro" (Marsilio); Federica Manzon con "Alma" (Feltrinelli); Michele Mari con "Locus desperatus" (Einaudi); Vanni Santoni con "Dilaga ovunque" (Laterza); Emanuele Trevi con "La casa del mago" (Ponte alle Grazie).
Quella del romanzo di Antonio Franchini è una trama «semplicissima», secondo l’autore. Si tratta «della vita e della morte di una donna che si chiama Angela, che aveva un carattere impossibile e che per caso era mia mamma». La volontà di raccontare questa storia nasce perché «in Angela ci sono tutta una serie di caratteristiche che la rendono tipica: era tipica come napoletana, come donna del Sud e come italiana e aveva in sé tutta una serie di caratteristiche, per lo più negative ma qualcuna anche positiva, veramente tipiche della città, della Regione e in senso più esteso della Nazione», spiega l’autore.
Il romanzo di Federica Manzon, invece, «nasce da un confine, che è quello di Trieste, e da un’idea di identità» che si fonda sulla convinzione dell’autrice del fatto che tutti hanno un’identità complessa, formata da «tante parti diverse». Il romanzo, dunque, è la storia di una donna «che torna a Trieste dopo essere stata lontano per un po’ per ricevere l’eredità di suo padre, che la costringerà a fare i conti con tutte le parti di lei», che si intrecciano con tutte le anime di una città di confine.

