Osservatorio Confprofessioni

I giovani professionisti pagano il conto dello squilibrio generazionale

Redditi più bassi e sempre più concentrati nella fascia più anziana. Anche tra le donne il rapporto tra under 35 e over 55 è sceso sotto a 1

master1305 - stock.adobe.com

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

L’Italia delle professioni invecchia e i giovani pagano il conto. Il periodico rapporto dell’Osservatorio di Confprofessioni conferma una volta di più, per dirla con il suo presidente Marco Natali, che «il ricambio generazionale si è inceppato» e che è tempo, parole del ministro Marina Calderone, per «una riforma che aiuti i giovani a crescere». a uscire da «modelli “micro”con problemi “macro”».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I numeri del report

Il «Rapporto Generazioni a confronto tra demografia e redditi» è impietoso su tutta la linea, a partire dall’invecchiamento della popolazione (in 50 anni la mediana ha aggiunto il 50% di età, da 33 a 49 anni) agli under 35 con contratti di lavoro dipendente (24% del totale, ma tra i liberi professionisti è solo il 16% e tra gli altri indipendenti al 15%). L’età mediana dei professionisti raggiunge i 50 anni tra gli uomini e 46 tra le donne che, pur essendo mediamente più giovani, stanno rapidamente convergendo verso le fasce più mature.

Loading...

Il rapporto tra under 35 e over 55 evidenzia un ricambio generazionale già debole nel 2015 e ulteriormente peggiorato nel 2025. Tra gli uomini la presenza dei giovani resta strutturalmente bassa; tra le donne il vantaggio iniziale si riduce fino a scendere, a partire dal 2022, sotto la soglia della parità.

Quanto a fasce (o privilegi) generazionali, alla fine degli anni ’80 i giovani autonomi guadagnavano il 20% in più dei senior, mentre nel 2022 guadagnano il 16% in meno. L’analisi evidenzia un divario generazionale persistente: i giovani restano stabilmente sotto la fascia mid career (35–54 anni), i senior sopra, con una distanza che nel lavoro autonomo continua ad ampliarsi.

Giovani penalizzati

«Le nostre analisi mostrano una penalizzazione sistematica dei giovani», osserva Ludovica Zichichi, ricercatrice dell’Osservatorio di Confprofessioni. I redditi iniziali oggi sono più bassi e la distanza dai senior tende ad ampliarsi soprattutto dopo la crisi del 2008, che ha colpito in modo asimmetrico le generazioni più giovani senza posizioni consolidate. Le differenze di genere si intrecciano con quelle generazionali. Le giovani donne mostrano divari leggermente inferiori rispetto ai giovani uomini, ma solo perché la distribuzione dei redditi femminili è più compressa. Non è un vantaggio ma un segnale di fragilità strutturale.

Serve una riforma

«A fronte dei fondi per l’autoimpiego destinati alle professioni ordinistiche dal decreto Coesione – un miliardo – i giovani scelgono soprattutto i voucher a fondo perduto - ha detto il ministro Calderone - Lo fanno perché il loro modello resta quello dello studio monotitolare: un modello “micro” per problemi “macro”. Noi abbiamo disegnato strumenti per incentivare le società tra professionisti, favorire il travaso delle competenze e il ricambio generazionale, ma i giovani continuano a scegliere altro. E questo accade anche perché i professionisti più anziani non trasferiscono ai giovani questa nuova visione del lavoro. Il 30 luglio porterò in Aula il disegno di legge di riforma delle professioni, un passaggio decisivo».

Una sintesi dei trend

Invecchiamento: età mediana a 49 anni

L’età mediana della popolazione è passata da 33 anni nel 1976 a 49 anni nel 2026. La percentuale della popolazione in età attiva (15-64 anni) è però stabile: 63%.

Il crollo dei giovani: raddoppiano gli anziani

I giovani tra 0 e 14 anni dal 1976 ad oggi sono passati dal 24% a meno del 12%; allo stesso tempo gli anziani con 65 anni e più raddoppiano, da poco più del 12% a circa il 25% della popolazione.

Loading...

Liberi professionisti: uomini 50 anni, donne 46

Il quadro è più critico tra i liberi professionisti, dove l’età mediana è di 50 anni tra gli uomini e 46 anni tra le donne.

Donne, più over 55. E calano le under 35

Le donne professioniste risultano mediamente più giovani. Tuttavia, anche la componente femminile sta progressivamente invecchiando: dal 2022 il rapporto tra under 35 e over 55 scende sotto la soglia della parità.

Redditi, più alti i senior. Giovani penalizzati

La distribuzione dei redditi si abbassa nelle età più giovani; si sposta in avanti nelle età centrali; resta più stabile nelle fasi finali della carriera.

Il picco tra 55 e 64 anni. Meno 19% tra i trentenni

La fascia 25-34 anni passa dal 97% del reddito medio nel 1987 al 78% nel 2022. Il picco reddituale si sposta dalla classe 45-54 anni alla classe 55-64 anni

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti