I giovani professionisti pagano il conto dello squilibrio generazionale
Redditi più bassi e sempre più concentrati nella fascia più anziana. Anche tra le donne il rapporto tra under 35 e over 55 è sceso sotto a 1
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L’Italia delle professioni invecchia e i giovani pagano il conto. Il periodico rapporto dell’Osservatorio di Confprofessioni conferma una volta di più, per dirla con il suo presidente Marco Natali, che «il ricambio generazionale si è inceppato» e che è tempo, parole del ministro Marina Calderone, per «una riforma che aiuti i giovani a crescere». a uscire da «modelli “micro”con problemi “macro”».
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I numeri del report
Il «Rapporto Generazioni a confronto tra demografia e redditi» è impietoso su tutta la linea, a partire dall’invecchiamento della popolazione (in 50 anni la mediana ha aggiunto il 50% di età, da 33 a 49 anni) agli under 35 con contratti di lavoro dipendente (24% del totale, ma tra i liberi professionisti è solo il 16% e tra gli altri indipendenti al 15%). L’età mediana dei professionisti raggiunge i 50 anni tra gli uomini e 46 tra le donne che, pur essendo mediamente più giovani, stanno rapidamente convergendo verso le fasce più mature.
Il rapporto tra under 35 e over 55 evidenzia un ricambio generazionale già debole nel 2015 e ulteriormente peggiorato nel 2025. Tra gli uomini la presenza dei giovani resta strutturalmente bassa; tra le donne il vantaggio iniziale si riduce fino a scendere, a partire dal 2022, sotto la soglia della parità.
Quanto a fasce (o privilegi) generazionali, alla fine degli anni ’80 i giovani autonomi guadagnavano il 20% in più dei senior, mentre nel 2022 guadagnano il 16% in meno. L’analisi evidenzia un divario generazionale persistente: i giovani restano stabilmente sotto la fascia mid career (35–54 anni), i senior sopra, con una distanza che nel lavoro autonomo continua ad ampliarsi.
Giovani penalizzati
«Le nostre analisi mostrano una penalizzazione sistematica dei giovani», osserva Ludovica Zichichi, ricercatrice dell’Osservatorio di Confprofessioni. I redditi iniziali oggi sono più bassi e la distanza dai senior tende ad ampliarsi soprattutto dopo la crisi del 2008, che ha colpito in modo asimmetrico le generazioni più giovani senza posizioni consolidate. Le differenze di genere si intrecciano con quelle generazionali. Le giovani donne mostrano divari leggermente inferiori rispetto ai giovani uomini, ma solo perché la distribuzione dei redditi femminili è più compressa. Non è un vantaggio ma un segnale di fragilità strutturale.








