Iata, profitti dimezzati nel 2026: pesano guerra in Medio Oriente e caro carburante
Redditività in forte calo ma la domanda e il fatturato continueranno a crescere nel 2026
di Mara Monti (Rio de Janeiro)
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Il settore del trasporto aereo mondiale si prepara ad affrontare un 2026 caratterizzato da una forte contrazione della redditività, nonostante la continua crescita della domanda di viaggi e merci. Secondo le ultime previsioni dell’industria, le compagnie aeree registreranno un utile netto complessivo di 23 miliardi di dollari, circa la metà risapetto ai 45 miliardi per il 2025 e ben ben al di sotto delle precedenti previsioni che indicavano 341 miliardi di dollari. A pesare sui conti del comparto sono soprattutto le conseguenze del conflitto in Medio Oriente e il forte aumento dei prezzi del carburante per aviazione, che hanno modificato sensibilmente le prospettive economiche delle compagnie.
Margini in forte calo
Il margine sull’ utile netto dovrebbe attestarsi al 2% nel 2026, in netto calo rispetto al 4,2% previsto per il 2025 e quasi dimezzato rispetto alla precedente stima del 3,9%. Anche il profitto netto per passeggero trasportato subirà una brusca riduzione, scendendo a 4,50 dollari dai 9,10 dollari registrati l’anno precedente.
La pressione sui costi si riflette anche sull’utile operativo, che dovrebbe diminuire da 76,4 miliardi di dollari nel 2025 a 48 miliardi nel 2026. Di conseguenza, il margine operativo netto scenderà dal 7,2% al 4,1%.
Crescono ricavi e traffico passeggeri
Nonostante il deterioramento della redditività, il settore continuerà a beneficiare di una domanda sostenuta. I ricavi complessivi dell’industria dovrebbero raggiungere quota 1.165 miliardi di dollari nel 2026, con una crescita del 9,4% rispetto ai 1.065 miliardi del 2025.
Anche il traffico passeggeri continuerà a espandersi. Si prevede che il numero complessivo dei viaggiatori raggiunga 5,1 miliardi, in aumento del 2,4% rispetto all’anno precedente. Parallelamente, il rispetto factor, ossia il tasso di riempimento degli aeromobili, dovrebbe toccare un nuovo record dell’84%, superando l’83,5% del 2025.


