Trasformazioni tecnologiche

Identità digitale, l’Ue accelera sul wallet. In Italia crescono Spid e CieID

Secondo l’Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano, il 49% degli italiani vorrebbe che l’Eudi wallet fosse erogato dal Governo

di Camilla Colombo

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Se il 2025 è l’anno della messa a punto per gli Eudi Wallet in Europa, «il 2026 sarà quello in cui l’identità digitale europea passerà dalla sperimentazione alla realtà concreta, anche se la piena adozione richiederà ancora tempo». Giorgia Dragoni, direttrice dell’Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano, fotografa così l’andamento dei portafogli digitali, alla vigilia del convegno «Identity wallet: futuro prossimo o visione lontana?», che si terrà oggi, a Milano, e di cui Il Lunedì del Sole 24 Ore è in grado di anticipare i dati.

Il contesto europeo

Nell’Unione Europea sono 22 i progetti di digital identity wallet censiti, di cui 11 già operativi, ma nessuno è ancora certificato come Eudi Wallet conforme a eIDAS2, il regolamento che definisce un quadro comune per l’identità e l’autenticazione digitali. Anche Regno Unito e Svizzera hanno scelto di allinearsi agli standard Ue per garantire l’interoperabilità.

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Alcuni Stati, come il Giappone, stanno stringendo partnership con le Big Tech, mentre si affermano progetti fuori dall’ambito governativo: si contano 110 digital identity wallet sviluppati da aziende private, spesso nati per gestire biglietti o carte di pagamento e che ora permettono di memorizzare documenti di identità, seppur senza piena validità legale.

«Restano tanti cantieri di lavoro aperti – spiega Dragoni – dall’identificazione di credenziali a valore aggiunto da memorizzare nel wallet alla creazione di un ecosistema di servizi digitali e fisici dove queste possano essere effettivamente usate, coinvolgendo aziende private e utenti».

In Europa, l’Italia si distingue per l’approccio positivo all’Eudi Wallet. Secondo l’Osservatorio, il 56% degli utenti si dichiara molto interessato, il 26% neutrale e il 18% contrario. Quasi uno su due (49%) preferirebbe che il wallet, in cui inserire i documenti d’identità, fosse erogato dal Governo o da un ente pubblico.

Portafoglio digitale, cosa serve sapere dell'app IO

La situazione italiana

In questo contesto, continua lo sviluppo dell’It Wallet, che sarà integrato nell’app IO. Al momento è attiva la funzionalità «Documenti su IO», che a fine ottobre contava 6,8 milioni di utenti e 11,4 milioni di documenti memorizzati. In parallelo, prosegue la crescita dei sistemi già esistenti: a oggi 48,4 milioni di cittadini possiedono una carta d’identità elettronica (Cie) in corso di validità, di cui nove milioni hanno attivato anche le credenziali digitali tramite l’app CieID (+48% sul 2024). Gli usi digitali sono in crescita: a fine agosto si registravano 73,7 milioni di accessi, già superiori ai 71,4 milioni dell’intero 2024.

Sul fronte Spid, a fine ottobre, si contavano 41,5 milioni di identità attive per i cittadini maggiorenni, l’82% della popolazione. Continuano ad aumentare in valore assoluto (+1,7 milioni nei primi nove mesi del 2025), ma si stabilizzano gli usi medi per utente. Secondo la stima dell’Osservatorio, il sistema supererà nel complesso 1,3 miliardi di accessi nel 2025.

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