Il farmaco made in Italy vince sui dazi: Toscana, Abruzzo e Lazio tra le regine dell'export
Sfiorati 70 miliardi (+28,5%) nel 2025 e la crescita continua quest'anno: la farmaceutica è il primo settore nelle esportazioni al Centro Sud. Nei distretti pesano alcuni Big, ma c'è il nodo delle materie prime
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La farmaceutica italiana mostra i muscoli battendo - almeno per il momento - dazi e tensioni geopolitiche.
I dati definitivi sulle esportazioni nel 2025 non lasciano dubbi mostrando una crescita impetuosa del 28,5% sfiorando i 70 miliardi, quasi 15 in più dell'anno prima.
Un trend che sembra non voler rallentare anche nel 2026 visto che i primi dati confermano che l'abbrivio di questa corsa non si ferma: a gennaio l'export della pillola cresce del 5,9%, rispetto allo stesso mese del 2025.
Ma chi ha trascinato questa corsa e quali possono essere i rischi in futuro? Scorrendo i dati dell'Istat rilanciati anche dalle elaborazioni dei giorni scorsi dell'Ice emerge coma la corsa sia stata trascinata da alcune Regioni: in particolare tra le regine indiscusse di questo balzo c'è la Toscana che in un anno praticamente raddoppia le esportazioni (+93%) con oltre 22 miliardi, ma a segnare una importante crescita sono anche l'Abruzzo (+54%) e il Lazio (+17%), seguite da vicino da Emilia-Romagna, Lombardia e Campania tutte intorno a una crescita del 10 per cento.
I numeri dicono che al Centro e al Sud Italia la farmaceutica è il primo settore nell'export rispettivamente con 41,8 miliardi (un terzo del settore manifatturiero) e 11 miliardi (il 18 per cento), ma anche il Nord con i suoi centri di eccellenza tiene.








