Il piano di Gile Bae fa danzare la musica
Tre ritratti, tre voci, tre mondi è un programma di brani diversi accomunati dal senso del ritmo
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È una musica che esalta il senso della danza e del ritmo, quella che ha suonato Gile Bae alla Filarmonica di Trento.
La sequenza di brani
La pianista di fama internazionale ha proposto la Suite inglese n.4 di Johann Sebastian Bach, la Sonata n.18 di Ludwig Van Beethoven (La caccia) e la seconda Sonata per pianoforte di Sergej Prokofiev. Il linguaggio universale della musica è il filo conduttore della scaletta, che unisce brani di compositori molto diversi e vissuti a distanza anche di secoli.
Senso della danza
«Ho scelto questi brani – spiega Bae – perché, pur essendo di epoche molto lontane (da Bach a Prokofiev ci sono 300 anni di storia), hanno tutti in comune il ritmo e, soprattutto, il senso della danza. L’abbinamento, quindi, permette di sentire come in tre periodi diversi della composizione musicale si siano utilizzati gli stessi criteri, cioè la melodia e il senso fortissimo del ritmo, anche se in tre modi molto differenti. In aggiunta, ascoltare i tre brani in sequenza aiuta a comprendere lo spirito che anima ogni compositore».
La speranza per il pubblico del domani
Non è la prima volta che Bae partecipa al Festival dell’Economia, e ha pensato a un programma che potesse interessare un pubblico eterogeneo, che ha approfittato della manifestazione per ascoltarla al pianoforte. «Ogni anno – afferma Bae – spero che ci siano sempre più giovani, perché trasmettere la passione per la musica classica è un obiettivo importante noi musicisti e, in particolare, per quelli più giovani, che possono avere un’influenza sulle nuove generazioni e che possono trovare dei modi più efficaci per attirare i ragazzi, il nostro pubblico di domani, nelle sale da concerto».
I ragazzi si avvicinano poco alla musica classica perché sono poco educati al suo ascolto. Gile Bae, invece, ha iniziato a studiare il violino fin da piccolissima con la mamma musicista, per poi passare al pianoforte già a cinque anni, anche perché così poteva suonare con lei.


