Il “voto con i piedi” e la competizione istituzionale
Lo sviluppo di un paese non è solo una questione di dotazione di risorse e di progresso tecnologico, ma anche di selezione dei cittadini, di quelli che vanno, di quelli che restano e dei nuovi che arrivano
di Vittorio Pelligra
8' di lettura
I punti chiave
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Quali caratteristiche vorresti avesse la società nella quale vivi? Se ci pensiamo bene, la politica dovrebbe servire proprio a questo. Con la competizione elettorale vengono presentate proposte alternative sugli assetti istituzionali, poi si aggregano le preferenze dei cittadini. La proposta vincente viene poi implementata. In questo modo gli elettori si esprimono sulle caratteristiche che vorrebbero avesse la loro società, contribuendo a farle emergere. Almeno in teoria, visto che l'applicazione concreta del meccanismo presenta non poche criticità. Ci sono altre forme di partecipazione al processo di definizione degli assetti sociali.
Il voto con il portafoglio
Per esempio, quando decidiamo a chi destinare il nostro cinque per mille stiamo finanziando la produzione di certi beni pubblici invece di altri: la ricerca scientifica, l'assistenza ai non-autosufficienti, certe iniziative culturali, la salvaguardia dell'ambiente, e così via. Possiamo in questo modo avere voce in capitolo sugli assetti sociali che vorremmo si determinassero.
Esistono anche altre forme di “voto” meno tradizionali di quello elettorale. Un esempio è il cosiddetto “voto col portafoglio”: la scelta di premiare con le nostre scelte di acquisto certe imprese piuttosto che altre in virtù di caratteristiche che riteniamo meritorie: la sostenibilità ambientale o sociale, la democraticità della governance, il rispetto dei dipendenti e dei fornitori, il rapporto con il territorio nel quale si opera e molti altri. Il voto col portafoglio è, in questo senso, una forma avanzata e consapevole di esercizio della sovranità del consumatore. Se messa in atto in maniera coordinata e pubblica può diventare un'arma potente nelle mani dei cittadini per plasmare la società nella quale si vive anche attraverso la leva economica e non solo quella politica.
Il voto con i piedi
Un'altra tipologia di voto è il cosiddetto “voto con i piedi” (vote with one’s feet).
Si tratta di accordare una preferenza ad una comunità piuttosto che ad un'altra, ad una forma di governo o ad un modo di vita attraverso il movimento fisico, il trasferimento. Quanti tedeschi hanno lasciato la Germania Orientale tra il 1949 e il 1990? Quanti giovani oggi stanno lasciando la Russia? Quanto nostri ragazzi e ragazze scelgono di votare con i piedi trasferendosi da una regione d'Italia all'altra o scegliendo di andare a cercare lavoro e un'esistenza diversa all'estero?








