Fondazione Moressa

Immigrati, 3,82 milioni di permessi in Europa

I titoli rilasciati a cittadini extra Ue nel 2025 sono aumentati del 28% rispetto al 2019. Il 33% è per motivi di lavoro

 (Ansa)

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Sono 3,82 milioni i permessi di soggiorno rilasciati nel 2025 dai Paesi della Ue a cittadini non comunitari. Rispetto al 2019, l’aumento è di quasi il 28 per cento. Un terzo dei permessi (1,26 milioni) è legato a motivi di lavoro, con una quota variabile nei vari Paesi, anche in base alla maturità e alla intensità del fenomeno migratorio, mentre il 28,3% è rilasciato per motivi familiari (ad esempio per ricongiungimenti).

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Se si rapportano i dati alla popolazione, si scopre che l’incidenza media dei nuovi rilasci ogni mille abitanti è dell’8,5 (ampiamente superata dal Portogallo, al 28,9 ), mentre quella dei permessi per lavoro è del 2,8 (superata a Cipro, in Portogallo, e nei Paesi dell’Est Europa). Sono alcuni dei dati elaborati dalla Fondazione Leone Moressa in vista del prossimo Rapporto sull’Economia dell’immigrazione, che Il Sole 24 Ore del Lunedì può anticipare.

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LA MAPPA

I permessi di soggiorno nella Ue rilasciati a cittadini extra Ue nel 2025, la quota dei permessi per lavoro e il rapporto rispetto alla popolazione residente

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Il peso del lavoro

I nuovi permessi di soggiorno rilasciati nella Ue a cittadini extracomunitari per motivi di lavoro hanno superato stabilmente il milione negli ultimi anni, con l’eccezione del 2020, anno della pandemia di Covid-19, quando si fermarono a 930mila. Nei Paesi dell’Est prevale nettamente la quota di immigrati che arriva per trovare un’occupazione: i permessi per lavoro sono il 93% in Croazia e superano il 70% in Romania, Portogallo e Lituania. L’incidenza supera il 50% in Polonia, Ungheria, Slovacchia, Svezia, Cipro e Bulgaria.

All’estremo opposto si trovano alcuni grandi Paesi dell’Europa occidentale: in Francia i permessi per lavoro sono il 13,5%, Italia il 13,2%, in Austria 12,8% e in Belgio il 10 per cento. La distanza dalla media Ue si spiega in parte con il fatto che il percorso migratorio verso questi ultimi Paesi ha una storia più lunga, e che quindi agli stranieri arrivati in passato per trovare un impiego si ricongiungono successivamente le famiglie. Va detto poi che la quota di permessi rilasciati per lavoro non corrisponde al totale dei cittadini extracomunitari che possono effettivamente lavorare nella Ue: può avere un’occupazione anche chi è entrato in Europa con il permesso per motivi familiari o per protezione internazionale.

Italia, Germania e Spagna

I permessi di soggiorno rilasciati in Italia nel 2025 sono stati complessivamente 433mila, in crescita di oltre l’80% rispetto ai 238mila del 2019. Il principale canale di ingresso resta quello familiare (40,8% dei titoli), seguito da asilo e altri motivi (37,5%). Il lavoro rappresenta come detto il 13,2%, con 57.362 permessi. L’incremento delle quote per l’ingresso di lavoratori extraeuropei disposto con gli ultimi decreti flussi a partire dal 2023 non ha ancora dispiegato completamente i suoi effetti sull’aumento effettivo dei permessi rilasciati, data anche la lunghezza delle procedure per arrivare dai click day al rilascio del titolo di soggiorno.

Il flusso migratorio diretto in Italia proviene soprattutto da Asia, Nord Africa e Balcani: i primi Paesi d’origine degli immigrati che hanno ottenuto un permesso l’anno scorso sono il Bangladesh, il Marocco, l’Egitto, l’India e l’Albania. La Spagna, al centro delle cronache estive per il forte afflusso di migranti a Ceuta e per la procedura di regolarizzazione avviata in primavera, che ha raccolto oltre 1,1 milioni di domande, mantiene una forte connessione migratoria con l’America latina. È il primo Paese della Ue per numero di permessi di soggiorno rilasciati nel 2025: sono stati 635.438, quasi raddoppiati rispetto al 2019. Il 18% dei titoli è per lavoro, e i primi Paesi di provenienza dei beneficiari sono Colombia, Marocco, Venezuela, Perù, seguiti da altri Paesi del Centro e Sud America. Il ministero spagnolo dell’Inclusione, della previdenza sociale e delle migrazioni ha fatto sapere, dopo la chiusura delle domande di regolarizzazione, il 30 giugno scorso, che l’87% degli stranieri che hanno presentato domanda è in età lavorativa ed entrerà nel mercato del lavoro «contribuendo alla prosperità del Paese».

Per numero di permessi ai cittadini extra Ue rilasciati nel 2025, dopo la Spagna arriva la Germania, con 605.292 titoli, in aumento del 42% rispetto al 2019. «Per la Germania - spiega Enrico Di Pasquale, ricercatore della Fondazione Leone Moressa - i primi Paesi di provenienza degli immigrati si confermano Siria e Turchia, che presentano una componente molto alta di ricongiungimenti familiari. Per Siria e Afghanistan - aggiunge - è molto alta, ancora, la quota di richieste d’asilo».

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