Incidenti in contromano, le regole per il rinnovo patente degli anziani
Dopo gli 80 anni, visita medica biennale. Pochi o troppi? Dipende dai casi. E dalla scrupolosità dei medici, in un sistema di controlli carenti
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Di fronte al clamore dei media sui tragici incidenti autostradali dei giorni scorsi che hanno visto coinvolti veicoli guidati da anziani, si trova naturale chiedersi se le norme sui rinnovi di validità della patente oltre una certa età siano adeguate. In realtà, il problema è molto più complesso: sarebbero da valutare l’adeguatezza dell’intero sistema dei controlli e l’efficacia delle tecnologie di assistenza alla guida, sempre più presenti e sviluppate sui veicoli moderni (anche a causa di obblighi stabiliti da normative Ue).
Temi troppo vasti per poter essere affrontati in un articolo. Limitiamoci ai problemi connessi al rinnovo della patente.
Le visite biennali
Attualmente, i titolari di patente (di qualsiasi tipo) che abbiano superato gli 80 anni di età devono rinnovarla ogni due anni (articolo 126, comma 6 del Codice della strada). Questa cadenza fu introdotta con la miniriforma del Codice di 15 anni fa (legge 120/2010): fino ad allora, per le patenti più comuni (sostanzialmente quelle delle categorie A per le moto e le B per le auto), vigeva solo l’obbligo di rinnovo ogni tre anni per gli ultrasettantenni (ancora oggi in vigore per i titolari di patenti A e B che non hanno ancora compiuto 80 anni).
All’epoca si scatenarono polemiche per il fatto che si imponevano obblighi più ravvicinati a soggetti che non di rado erano in condizioni di salute ancora invidiabili. Ed erano obblighi anche più pesanti di quelli ordinari: non si poteva rinnovare la patente semplicemente alla Asl (o negli uffici medici delle Ferrovie o nelle agenzie e autoscuole presso cui operano i medici abilitati dall’articolo 119), ma ci si doveva rivolgere alla Commissione medica locale (Cml).
Con il tempo, furono le carenze del sistema ad “aggiustare tutto”: visti il numero sempre più ridotto di medici delle Cml e i tempi lunghi per ottenere un appuntamento, si decise (Dl 5/2012) di tornare al rinnovo con modalità ordinarie, lasciando della miniriforma solo la cadenza ridotta a due anni.







