Avvocati

Intelligenza artificiale in crescita, profili d’uso influenzati dall’età

Presentazione della survey de Il Sole 24 Ore con l’Ordine forense di Milano: i giovani usano l’Ai per sintesi, i senior per ricerche giurisprudenziali

di Alessandro Galimberti

2' di lettura

2' di lettura

L’intelligenza artificiale non è il futuro ma è già il presente della professione legale a Milano. In un anno, la percentuale di avvocati utilizzatori abituali dell’estensione cognitiva è balzato dal 32,9% al 54,5%, dato che tocca i ¾ dell’universo degli under 35 (74,4%) e il 70% degli studi con più di dieci professionisti.

La ricerca svolta in collaborazione tra l’Ordine forense locale e Il Sole 24 Ore, e che viene presentata martedì 20 maggio nell’ambito della settimana di Talk to the future dell’Ordine di Milano, fornisce moltissimi spunti di riflessione e qualche fonte di preoccupazione, tra gli stessi legali, per il governo di una tecnologia dirompente (non meno, comunque, di quella che fu la prima rivoluzione digitale di 30 anni fa: internet).

Loading...

Generazioni a confronto

In modo controintuitivo, infatti, non c’è molta differenza generazionale nell’approccio al tema Ai. Per esempio sulla questione dell’impatto economico (per l’80% è significativo) e sulla necessità di sviluppare competenze specifiche per l’utilizzo dei sistemi. Anche per l’utilizzo quotidiano di Ai le quattro fasce d’età individuate nella ricerca sono tutte sopra il 50% del campione.

Dove, invece, i trend sono più marcati in base all’età è nella declinazione dell’uso di Ai: qui le differenze sono sensibili negli under 35 - quattro su cinque la usano per fare la sintesi dei testi, percentuale che scende gradualmente fino al 42% degli over 55. Trend opposto invece per la ricerca giurisprudenziale, che sale con l’età fino al 47% (è la metà nei giovani). Basso ancora per tutti (tra il 10 e il 15% secondo l’anagrafe) il supporto della Ai per l’elaborazione di un atto giuridico.

L’intelligenza artificiale, però, influenza la ricerca legale e la preparazione dei casi per il 72,9% del target (nel 2024 era il 66,6%), con un picco di influenza pari al 79,8% per la fascia d’età con più di 55 anni.

Vantaggi, sicurezza e sistema giustizia

La contrattualistica continua a essere considerata l’area del diritto che ottiene più vantaggi: passa dal 61,4% nel 2024 al 69,2% nel 2025, mentre è l’ambito giudiziale a continuare a essere considerato minacciato, anche se registra una variazione, passando dal 37,5% nel 2024 al 30% nel 2025.

Qualche problema rimane sulla prevenzione delle misure. Il 40% degli avvocati ammette di non aver ancora adottato misure specifiche per la sicurezza dei dati e per la privacy nell’impiego di sistemi di Ai, Percentuale che risulta più alta (52%) tra chi lavora in studi individuali o piccoli (da 1 a 3 professionisti).

C’è, invece, molto scetticismo sulla capacità delle istituzioni giudiziarie (tribunali, uffici giudiziari eccetera) di adottare celermente queste tecnologie. La maggioranza degli avvocati partecipanti alla survey intravede, infatti, notevoli ostacoli all’introduzione dell’Ai nel sistema giustizia. Nel 2025, alla domanda se «ci saranno ostacoli per l’adozione dell’Ai nelle istituzioni giudiziarie italiane» il 57% degli intervistati ha attribuito punteggi alti (7 su 10) indicando che si aspetta «molti ostacoli».


Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti