Banche

Intesa Sanpaolo: analisi trimestrale, strategie di crescita e riassetto bancario

Focus sugli utili trimestrali di Intesa Sanpaolo e sulle strategie di crescita nel contesto di riassetto bancario.

di Alessandro Graziani

(Imagoeconomica)

2' di lettura

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Dopo aver chiuso i bilanci del 2024 con utili record, a partire dalla prossima settimana le banche italiane si apprestano a divulgare i risultati del primo trimestre del 2025. Il calo dei tassi di interesse avvenuto nel frattempo avrà ridotto i margini reddituali dell’attività creditizia? E il previsto incremento dei ricavi commissionali avrà davvero compensato per tutti la riduzione del margine di interesse?

Gli utili trimestrali sono particolarmente attesi dal mercato per capire se le attuali (maxi) valutazioni di Borsa sono sostenibili. E l’aspettativa è più elevata del solito perché quasi tutte le principali banche quotate sono al centro di offerte pubbliche di scambio azionario, il cui buon esito dipende anche dalle quotazioni di mercato.

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L’unica grande banca a non partecipare al risiko è la leader di mercato Intesa Sanpaolo che, a causa dei vincoli Antitrust, non ha margini di crescita esterna nel comparto bancario. Proprio Intesa Sanpaolo sarà la prima banca a rendere noti i risultati del primo trimestre.

A pochi giorni dall’assemblea che lo ha confermato per un triennio alla guida del gruppo, il ceo Carlo Messina martedì 6 maggio illustrerà i conti trimestrali agli analisti finanziari. Una conference call particolarmente attesa, data la continua evoluzione del contesto competitivo, che sta modificando gli assetti del mondo bancario ma anche di quello assicurativo (Generali) e del wealth management (Mediobanca-Banca Generali).

E proprio alla luce delle più recenti iniziative sarà interessante capire quali sono le valutazioni di Messina su un riassetto di sistema che, accanto a connotazioni industriali di settore, è con ogni evidenza anche un power game che coinvolge pure il Governo nelle vesti di arbitro e talvolta giocatore (Mps).

La partita chiave rimane l’assetto azionario delle Assicurazioni Generali, di cui UniCredit è diventato socio con una quota del 6,5%. Alla luce della possibile uscita di scena dello storico primo azionista Mediobanca (13%), Intesa è interessata a entrare in qualche modo nella partita triestina rilevando una quota? O la strategia resta quella di crescere con operazioni industriali nel settore del wealth management & protection?

Sono solo alcuni degli interrogativi che gli analisti finanziari porranno al ceo di Intesa nel corso della conference call di martedì prossimo. Nel confusionario riassetto che sta coinvolgendo il settore, le valutazioni e le eventuali mosse del leader di mercato hanno più rilievo del solito.

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