Agroindustria

Intesa Trump-Milei: Grana, Asiago e Gorgonzola made in Usa diventano protetti

La denuncia di Coldiretti: accordo in conflitto con le tutele dell’intesa Ue-Mercosur. Assolatte: accelerare sull’attuazione delle regole

di Giorgio dell'Orefice

Da sinistra a destra, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e quello dell’Argentina Javier Milei

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Sorpasso a destra del presidente Trump sul made in Italy alimentare. A pochi giorni dalla sigla dell’accordo commerciale Ue-Mercosur (che può entrare subito in vigore nelle more del giudizio della Corte di Giustizia Ue richiesto dall’Europarlamento e che prevede una tutela rafforzata per 347 Dop e Igp europee tra cui 58 italiane) il presidente Trump ha stretto un accordo commerciale con il presidente argentino Javier Milei che prevede una tutela per alcuni prodotti alimentari americani che ricalcano in tutto e per tutto i nomi di alcune denominazioni d’origine italiane ed europee.

Cosa prevede l’intesa Usa-Argentina

In base all’intesa Usa-Argentina saranno, infatti, tutelati Asiago, Fontina, Gorgonzola, Grana, Parmesan, Pecorino e Provolone made in Usa. Come saranno tutelati Camembert, Edam, Feta, Emmental e Gouda made in Usa. Ma non solo. Saranno protetti anche nomi generici di prodotti come burrata, mascarpone (in grande crescita sui mercati internazionali trainato dal successo del tiramisu) prodotti in Nord America. Il tutto in aperto contrasto con quanto previsto dall’intesa Ue-Mercosur che si propone, invece, di tutelare le stesse denominazioni protette di prodotti realizzati in Europa e in Italia.

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Nel cortocircuito anche i salumi

Un vero e proprio cortocircuito che coinvolgerà anche i salumi visto che l’intesa Trump-Milei si propone di proteggere anche i sedicenti Bologna, Capicola/Capicollo, Chorizo, Mortadella, Pancetta, Prosciutto e Salame made in Usa con buona pace di quelli prodotti in Italia.

Coldiretti: a rischio le tutele Ue-Mercosur

La denuncia è stata sollevata da Coldiretti secondo cui «l’intesa Usa-Argentina rischia di cancellare la protezione accordata dall’accordo Ue-Mercosur alle eccellenze italiane ed europee. Come si concilia – si chiedono ancora alla Coldiretti – la protezione alle denominazioni italiane se uno dei principali sottoscrittori dell’accordo (l’Argentina è uno dei quattro paesi del Mercosur insieme a Brasile, Uruguay e Paraguay) apre a una completa liberalizzazione delle loro imitazioni?».

Il tutto a favore di un paese come gli Stati Uniti «che – continuano alla Coldiretti – sono in testa alla classifica dei maggiori taroccatori, cioè dei produttori di finti prodotti italiani per un valore che ha superato i 40 miliardi».

Origin: forte preoccupazione

«Noi riteniamo strategico l’Accordo con il Mercosur – ha commentato il presidente di Origin Italia (l’associazione che riunisce i consorzi di tutela dei prodotti Dop e Igp italiani), Cesare Baldrighi - poiché amplia le prospettive per le nostre Indicazioni Geografiche in mercati di grande rilevanza, rafforzate dalla significativa presenza di comunità di origine italiana. Destano invece forte preoccupazione le recenti iniziative degli Stati Uniti, volte a liberalizzare l’uso di termini che ritengono generici ma che, in realtà, corrispondono a denominazioni Dop e Igp protette. L’approccio adottato prima con la Cambogia e ora con l’Argentina, con l’intenzione di estenderlo ad altre aree del Sud America, rappresenta un chiaro attacco al sistema delle Indicazioni Geografiche. Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni al ministro dell’Agricoltura, Lollobrigida, che ha assicurato il proprio impegno nel contrastare un’azione protezionistica che mira all’indebolimento dei principi fondanti delle Ig».

Assolatte: accelerare l’entrata in vigore del trattato coi paesi sudamericani

«Anche se è forse prematuro – hanno commentato ad Assolatte - affermare che l’intesa Usa-Argentina entri in collisione con le garanzie ottenute dall’accordo UE-Mercosur – frutto queste di un enorme e lungo lavoro di cesello – riteniamo che quanto accaduto debba essere di stimolo per una rapida entrata in vigore dell’agreement e per la sua ratifica da parte del nostro Paese. Quando accaduto è, infatti, un importante campanello di allarme per tutti: sarebbe un vero peccato se dopo tanto impegno e tanti sforzi volti ad ottenere la tutela delle nostre Dop più rappresentative, si aprissero falle in grado di rendere tale tutela solo fittizia. Necessario quindi – concludono ad Assolatte - velocizzare l’entrata in vigore dell’accordo e costruire un sistema che vigili sulla sua corretta e piena applicazione».

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