Telefisco

Iperammortamento, salta la clausola «made in Ue»

L’annuncio del viceministro dell’Economia, Maurizio Leo nel corso di Telefisco 2026

di Giuseppe Latour

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Correzioni in arrivo sull’iperammortamento. Salta la clausola “made in Ue” per gli investimenti; non ci saranno più limitazioni territoriali. Ad annunciarlo è stato il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo nel corso dell’edizione 2026 di Telefisco.

«Oggi il perimetro dell’iperammortamento - ha detto - è ben delimitato, si parla solo di interventi fatti in ambito europeo». Per correggere questo paletto, oggetto di molte polemiche, «c’erano diverse ipotesi sul tappeto. Si parlava di paesi del G7 ma c’erano controindicazioni, l’altra ipotesi era di estendere il requisito ai paesi dell’unione doganale, ma alcuni paesi potevano essere esclusi».

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A questo riguardo - ha detto ancora il viceministro - «posso dare una buona notizia, stiamo lavorando con l’obiettivo di eliminare queste limitazioni territoriali. Quindi, indipendentemente da dove viene effettuato l’investimento, quell’investimento è premiato e può fruire dell’iperammortamento». Questa novità sarà inserita «nel prossimo provvedimento legislativo».

Elbano de Nuccio (commercialisti): «Misure siano strutturali»

Il presidente del consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio accoglie con soddisfazione la notizia dell’allargamento. «Sulle immobilizzazioni immateriali, tipo software, abbiamo case produttrici che sono localizzate prevalentemente negli Usa, in Giappone. Far venire meno questa agevolazione vuol dire essere limitativi». Ma non è l’unico intervento che sarebbe utile. «Più volte abbiamo evidenziato la necessità che queste misure diventino strutturali, in modo da approdare a una pianificazione dell’investimento uniforme». Inoltre, sarebbe «utile concentrare il numero di comunicazioni».

Rosario De Luca (consulenti del lavoro): «Criteri da precisare»

Il presidente dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca ha parlato della stretta ai pagamenti della Pa ai professionisti, assestata con l’ultima legge di Bilancio. «Partire dal presupposto che chi ha debiti li debba sostenere è un principio condivisibile, ma bisogna vedere caso per caso. Anche se il principio è giusto, infatti, c’è bisogno di qualche precisazione. Ad esempio, dobbiamo capire cosa si intende per pubblica amministrazione. Probabilmente è il caso di essere più puntuali e mettere qualche paletto in più».

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