
27 luglio 2026
Ex alti funzionari Israele a Trump: «Il presidente Usa esprima preoccupazione escalation in Cisgiordania». Netanyahu in volo per Washington
Il presidente statunitense Trump, intervistato dal Wall Street Journal, assicura: «Abbiamo più armi di chiunque altro»
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Sintesi per punti
27 luglio 2026
Commissario Onu diritti umani: possibili «crimini di guerra» in Libano
L’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, Volker Turk, ha dichiarato nella conferenza stampa tenuta a Beirut al termine della sua visita in Libano che il suo ufficio ha documentato diffuse violazioni del diritto internazionale umanitario commesse nell’ultimo conflitto tra Israele ed Hezbollah, alcune delle quali potrebbero costituire “crimini di guerra”. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna.
Turk si è detto profondamente colpito dall’entità della distruzione e della sofferenza umana visti durante la sua visita, sottolineando che il suo ufficio continua a documentare il costo umano del conflitto. Quindi ha aggiunto: “I continui raid aerei israeliani, i bombardamenti e l’uso di armi esplosive in aree popolate hanno causato numerose vittime civili, distruzioni diffuse e sfollamenti di massa, mentre il lancio di razzi da parte di Hezbollah verso aree popolate in Israele ha provocato vittime civili e danni alle infrastrutture civili”.
27 luglio 2026
600 ex alti funzionari Israele scrivono a Trump: «Il presidente Usa esprima preoccupazione escalation in Cisgiordania»
Circa 600 ex alti funzionari delle forze armate, del Mossad, dello Shin Bet, della polizia e del servizio diplomatico israeliani hanno inviato una lettera al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in vista del suo previsto incontro con il primo ministro Benjamin Netanyahu, esortandolo a esprimere preoccupazione per l’escalation di violenza e il deterioramento della situazione della sicurezza in Cisgiordania. La lettera, organizzata da Commanders for Israel’s Security, un gruppo composto da centinaia di ex generali e alti funzionari della sicurezza israeliani, avverte che la crescente violenza estremista ebraica, unitamente all’indebolimento dell’Autorità Palestinese, rappresenta una seria minaccia per la sicurezza e aumenta il rischio di una più ampia escalation in Cisgiordania. I firmatari hanno affermato che un simile deterioramento potrebbe minare la sicurezza di Israele, destabilizzare la regione, danneggiare gli interessi degli Stati Uniti e ostacolare gli sforzi per ampliare gli Accordi di Abramo. Hanno esortato Trump a sollevare la questione durante il suo incontro con Netanyahu e a discutere le modalità per arginare tale deterioramento.
27 luglio 2026
Netanyahu vola da Trump per un incontro ad alto rischio
Benjamin Netanyahu è partito per Washington per l’ottavo faccia a faccia con Donald Trump in un anno e mezzo, ma è il primo da quando il rapporto tra i due sembra essersi incrinato dopo l’avvio dell’operazione congiunta contro l’Iran il 28 febbraio. Tuttavia, il tycoon sembra voler ancora preservare l’alleato di lunga data. “Abbiamo alcune differenze, ma siamo piuttosto vicini”, ha risposto Trump sull’Air Force One a un giornalista che gli chiedeva se fosse allineato con Netanyahu sull’Iran. Al momento, lamentano i giornalisti israeliani, l’incontro si dovrebbe svolgere a porte chiuse, senza la rischiosa sessione di domande nello Studio Ovale.
foto d’archivio - epa12016425 Il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump (a sinistra) saluta il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu (a destra) al suo arrivo alla Casa Bianca a Washington, DC, USA, il 7 aprile 2025. EPA/SHAWN THEW EPA
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27 luglio 2026
Trump, chance di accordo con l’Iran, ho molto tempo
“Ho molto tempo”. Così Donald Trump ha risposto a chi gli chiedeva quanto potesse durare la sua pazienza con l’Iran. “C’è la possibilità di raggiungere un accordo con l’Iran”, ha aggiunto riferendo che ci sono colloqui in corso.
I più letti
27 luglio 2026
Trump, colloqui proficui con l’Iran, vedremo cosa succede
“Stiamo avendo colloqui proficui con l’Iran; vedremo cosa succederà. Ci sono buone probabilità che ne scaturisca qualcosa di concreto”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg.
27 luglio 2026
Trump: a Bibi dirò che senza di me ora Teheran avrebbe atomica e Israele sarebbe distrutto
“A Bibi dirò che se non fossi stato il presidente, l’Iran ora avrebbe armi atomiche e Israele sarebbe stato distrutto”. È quanto ha affermato Donald Trump, parlando con Axios dell’incontro che avrà domani alla Casa Bianca con Benjamin Netanyahu. Riguardo al fatto che ha deciso di sospendere i raid contro l’Iran per dare una possibilità alla diplomazia, Trump ha fatto notare che da quando ha deciso la pausa il prezzo del petrolio è sceso e il mercato è salito. “Se non si guadagna niente, non si perde niente”, ha detto ancora spiegando il perchè ha accettato di accogliere la richiesta di chi gli chiedeva di fermare i raid per dare spazio ai negoziati.
27 luglio 2026
Trump, sospesi i raid all’Iran per dare una chance ma pronto a forte azione
Donald Trump ha deciso di sospendere gli attacchi all’Iran per dare ai negoziatori un’altra chance ma se la diplomazia fallisce è “pronto” a una “forte azione militare”. Lo ha detto il presidente in un’intervista ad Axios.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sale a bordo del Marine One, diretto a Milford, nel Michigan, presso l’Ellisse vicino alla Casa Bianca, a Washington, D.C., Stati Uniti, il 27 luglio 2026. REUTERS/Kylie Cooper
27 luglio 2026
Trump: Senza di me Israele non esisterebbe più, sarebbe stato colpito da nucleare
“Se non fossi stato eletto io, Israele secondo me oggi non esisterebbe più, sarebbe stato colpito da un’arma nucleare. E questo include, fin dall’inizio, l’accordo nucleare di Barack Hussein Obama con l’Iran, che era così pessimo: era una strada verso un’arma nucleare.” Così il Presidente degli Usa Donald Trump durante una conferenza stampa alla Casa Bianca.
27 luglio 2026
Poche navi in transito attraverso lo Stretto di Hormuz, privilegiano la rotta iraniana
Quasi tutte le navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz negli ultimi tre giorni hanno utilizzato la rotta indicata dall’Iran mentre nessuna risulta aver utilizzato la rotta più a Sud, vicino alla costa dell’Oman, promossa dagli Stati Uniti. È quanto riferisce la ’Cnn’. Secondo Marisks dal sabato sono state osservate 78 navi in transito attraverso lo Stretto di Hormuz di queste, 20 battevano bandiera iraniana. Tutte le 58 navi non iraniane in transito hanno utilizzato la rotta indicata dall’Iran. Nessuna nave ha scelto la rotta meridionale, promossa dalle forze armate statunitensi come alternativa alle altre rotte marittime. Gli ultimi dati Ais (il sistema di identificazione automatica che mostra la posizione delle navi) indicano che “tutto il traffico mercantile non iraniano rilevato ha continuato a preferire la rotta del Nord controllata dall’Iran, nonostante le implicazioni politiche e legate alle sanzioni”, ha osservato Marisks. “Gli unici movimenti rilevati nella zona meridionale riguardano imbarcazioni locali degli Emirati Arabi Uniti e navi di supporto offshore, non transiti di mercantili internazionali”. Un altro gruppo di intelligence marittima, Windward, ha dichiarato lunedì di aver registrato appena sette transiti attraverso Hormuz domenica, tutti effettuati lungo la rotta del nord. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha ribadto più volte che avrebbe preso di mira le navi che avrebbero tentato di attraversare lo stretto Hormuz senza il consenso iraniano. Nel contesto del blocco statunitense sui porti iraniani, domenica risultavano 24 petroliere in attesa presso il principale porto dell’Iran, sull’isola di Kharg, rispetto alle 21 del giorno precedente, secondo Windward.
27 luglio 2026
Iran: attacco Kiev ne Caspio pericoloso avventurismo, risponderemo
Il ministero degli Esteri iraniano minaccia conseguenze dopo l’attacco ucraino a una nave iraniana nel Mar Caspio. Secondo Teheran, l’esplosione ha ucciso un marinaio e ferito diversi altri membri dell’equipaggio. Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano: “Non potete essere certi che una mossa teatrale per attirare l’attenzione e mostrare il vostro peso, non poi così grande, negli equilibri internazionali, resti limitata a quel livello. Le conseguenze per voi saranno certamente imprevedibili”. “Questa azione dell’Ucraina - prosegue il portavoce - è stata un atto assolutamente illegale e ingiustificato, contrario alla Carta delle Nazioni Unite, oltre che un pericoloso atto di avventurismo, al quale certamente non mancheremo di rispondere”.
27 luglio 2026
Houthi, attaccati con droni impianti petroliferi sauditi
I ribelli Houthi dello Yemen rivendicano nuovi attacchi con droni contro le infrastrutture petrolifere saudite. Gli attacchi si erano fermati dopo i raid che avevano colpito sabato impianti del colosso saudita Aramco. “Diversi obiettivi sensibili e siti coinvolti nell’instradamento e nel trasporto del petrolio greggio dall’est dell’Arabia Saudita verso Yanbu”, la città portuale dove l’oleodotto East-West della monarchia del Golfo sbocca sul Mar Rosso, “sono stati colpiti con diversi droni”, ha dichiarato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree. Negli ultimi giorni Riad e gli Houthi si sono scambiati attacchi, dopo che i ribelli yemeniti avevano annunciato il 20 luglio l’intenzione di bloccare il traffico navale nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden delle navi saudite.Intanto però, il ministero della Difesa saudita sostiene che le forze armate hanno intercettato e distrutto diversi droni lanciati dall’Iraq contro infrastrutture petrolifere, accusando gruppi armati sostenuti dall’Iran di essere responsabili dell’attacco. Riad ha quindi invitato Baghdad ad “adottare tutte le misure necessarie per impedire che il proprio territorio venga utilizzato come punto di partenza per aggressioni”. I gruppi armati filo-iraniani con base in Iraq non hanno però rivendicato alcun attacco nella regione dalla ripresa delle ostilità tra Washington e Teheran all’inizio del mese.

Una persona osserva il portavoce militare degli Houthi, Yahya Sarea, mentre rilascia una dichiarazione televisiva a Sana'a, nello Yemen, il 20 luglio 2026. Gli Houthi yemeniti hanno annunciato un embargo marittimo contro l'Arabia Saudita nel contesto di crescenti tensioni a seguito del bombardamento dell'aeroporto di Sana'a avvenuto il 13 luglio, secondo quanto riportato in una dichiarazione del portavoce militare degli Houthi, Yahya Sarea. EPA/YAHYA ARHAB
27 luglio 2026
Nyt, Trump impantanato in Iran, la guerra sta consumando la presidenza
“Impantanato in Iran”, Donald Trump “sta imparando i limiti del potere” con una guerra che sta “gradualmente consumando la sua presidenza e dalla quale non riesce a trovare una via di uscita”. E’ l’analisi del New York Times, secondo il quale in cinque mesi di conflitto Trump non è riuscito a centrare gli obiettivi che aveva fissato per la guerra. Quello che doveva essere un conflitto “modello Venezuela” si sta rivelando una guerra lunga, che ha avuto effetti sulle quotazioni del petrolio.
27 luglio 2026
Cremlino, attacco ucraino a nave iraniana sviluppo estremamente pericoloso
L’attacco ucraino a una nave iraniana nel Mar Caspio che secondo Kiev stava trasportando armi dalla Russia all’Iran, rappresenta un tentativo di espansione geografico del conflitto da parte dell’Ucraina ed è uno sviluppo “estremamente pericoloso”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass.
27 luglio 2026
Teheran, Baghaei: Gb responsabile di aver favorito attacchi Usa
L’Iran è consapevole che gli Stati Uniti hanno utilizzato le basi britanniche per lanciare attacchi sul suo territorio e chiede che il Regno Unito sia ritenuto responsabile per la sua complicità nell’aggressione militare contro la Repubblica islamica, ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei. “Siamo consapevoli che durante i 40 giorni di aggressione israelo-americana contro l’Iran, gli Stati Uniti hanno utilizzato le basi militari del Regno Unito per supportare le loro operazioni militari contro l’Iran. La dichiarazione del nuovo primo ministro britannico su questo tema equivale di fatto a un’ammissione e a una conferma di complicità. Il governo britannico deve essere ritenuto responsabile di ciò”, ha dichiarato Baghaei in diretta sulla televisione di Stato iraniana.
27 luglio 2026
Ucraina-Iran, il Mar Caspio anello di congiunzione tra guerre
Il Mar Caspio, bacino marittimo che pone in contatto l’Asia minore con l’Eurasia, sta rischiando di divenire l’anello di congiunzione tra i due conflitti che stanno dominando l’agenda politica internazionale, ossia la guerra tra Stati Uniti, e Israele, contro l’Iran ed il conflitto, ormai pluriennale, tra Russia e Mosca. Un’escalation che ha visto la forte anche presa di posizione del Turkmenistan, che attraverso il proprio ministro degli Esteri Ra?it Meredow, ha definito “inaccettabile” l’attacco alla nave iraniana nel Mar Caspio.
“Il Turkmenistan, in quanto Stato rivierasco del Mar Caspio e Paese con neutralità permanente riconosciuta dalle Nazioni Unite, sottolinea che il Mar Caspio è un mare di pace, armonia e buon vicinato”, ha specificato Ashgabat.
L’iniziativa promossa da Kiev nei confronti di una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio, che ha provocato la morte di un marinaio, ha rappresentato un’escalation nelle relazioni tra Ucraina e Iran. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha giustificato l’intervento nel Mar Caspio sostenendo che gli attacchi erano rivolti contro “navi utilizzate per il trasporto di merci militari che coinvolgono l’Iran”.
Dall’inizio della guerra contro Mosca, Kiev non ha mai negato il fatto di ritenere Teheran una parte in causa nel conflitto nell’est europeo. Condannando lo stato persiano per il sostengo militare offerto al suo alleato moscovita.
Dopo il raid avvenuto nel fine settimana, le reazioni di Teheran non si sono fatte attendere, con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi che ha sostenuto che quanto effettuato dall’esercito ucraino “non può rimanere impunito”, definendo l’attacco nel Mar Caspio una violazione della Carta delle Nazioni Unite. In un quadro internazionale strettamente collegato, il diplomatico iraniano ha accusato Zelensky di agire “per conto di Israele nel tentativo di trascinare l’Europa nella sua guerra”.
A tal proposito, questa mattina, un alto funzionario del parlamento iraniano ha avvertito che l’Ucraina potrebbe subire ritorsioni per l’attacco. In un post pubblicato su X, Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del parlamento, ha dichiarato: “qualsiasi attacco all’Iran ha sempre un costo, e questo vale ancora oggi; gli Stati Uniti e Israele ne sono ben consapevoli”. “Anche l’Ucraina potrebbe presto capire che l’Iran non lascia impunite le proprie azioni”, ha aggiunto Azizi, definendo l’attacco ucraino “un errore di valutazione”.
27 luglio 2026
Petrolio: Blackstone, Kkr e Brookfield firmano per concessione da 16 miliardi in Kuwait
Le società kuwaitiane che gestiscono il settore petrolifero del Paese hanno firmato un accordo di concessione da 16 miliardi di dollari con un gruppo di investitori guidato da Blackstone, Brookfield e Kkr. L’accordo arriva dopo che il presidente Trump ha dichiarato all’inizio di luglio di aver annullato il piano di dazi per lo Stretto di Hormuz a seguito di colloqui con i Paesi mediorientali per maggiori investimenti negli Stati Uniti.
Kuwait Petroleum, società statale che sovrintende al settore, e la sua controllata Kuwait Oil, che esplora e produce petrolio per conto dello Stato, hanno entrambe firmato l’accordo che coinvolge tutti gli oleodotti nazionali e di esportazione del Paese. Si tratta del più grande investimento estero diretto nella storia del Kuwait.
La Kuwait Oil Co. e il consorzio di investitori costituiranno la nuova joint venture, con Koc che deterrà una quota di maggioranza del 51% e il consorzio che deterrà collettivamente il restante 49%, con quote uguali e a condizioni paritarie. La joint venture prenderà in affitto da Koc i diritti di utilizzo di tutti i suoi 13 oleodotti, che si estendono per circa 320 chilometri. L’accordo garantirà a Koc i diritti esclusivi di utilizzo e gestione per un periodo di 20,5 anni, in cambio di una tariffa basata sul volume. Si prevede che l’operazione genererà per Koc proventi per 7,85 miliardi di dollari alla chiusura.
27 luglio 2026
La guerra in Iran e Medio Oriente, 27 luglio
Guerra in Iran e Medio Oriente, 27 luglio
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27 luglio 2026
Smotrich, Israele: «Fiero di togliere da agenda la consegna di territori, Anp da smantellare»
“Sono fiero di far decadere dell’agenda politica, grazie all’azione pubblica, concreta e istituzionale che ho portato avanti in questo governo, la divisione della terra, la consegna di territori, l’istituzione di uno stato terrorista che metterà a rischio lo Stato d’Israele’’. Lo ha affermato il ministro delle Finanze Betzalel Smotrich durante il convegno del centro studi di sicurezza Inss. ’’Se non ci fossero gli insediamenti e le fattorie, i van del 7 ottobre arriverebbero a Kfar Saba, Raanana, Afula, gli autobus scoppierebbero davanti alla sede dei ’Democratici’ a Tel Aviv’’, ha aggiunto. ’”L’Autorità nazionale palestinese incoraggia, finanzia ed educa al terrorismo e andrebbe smatellata’’, ha affermato Smotrich, che ha definito una ’’campagna organizzata e menzognera’’ la violenza dei coloni estremisti in Cisgiordania. ’’La criminalità esiste ovunque, anche a Tel Aviv. Si tratta di un fenomeno marginale che viene descritto in maniera sproporzionata. Mi aspetto dalla polizia di occuparsene come fa di fronte a ogni contesto di criminalità’’, ha aggiunto.
27 luglio 2026
Teheran: «Negoziati con Usa non fanno parte del nostro Dna»
Teheran non ha chiesto di riprendere i colloqui con Washington. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, aggiungendo che i negoziati con gli Stati Uniti “non fanno parte del nostro Dna”. Baghaei ha detto ancora che i mediatori continuano a fare da tramite tra le due parti e ha affermato che lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, aggiungendo che i colloqui con l’Oman sulla gestione della via navigabile sono stati positivi.
27 luglio 2026
Teheran, non abbiamo chiesto a Usa ripresa negoziati
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che Teheran non ha richiesto la ripresa dei negoziati con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra. “Questa non è gestione della guerra. I ripetuti crimini di guerra e le relative vanterie sono solo tentativi di sfuggire a un disastro che hanno creato sotto l’influenza del regime sionista, e ne pagheranno inevitabilmente il prezzo”, ha detto Baghaei ai giornalisti a Teheran. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran si sono intensificate nelle ultime settimane, con Washington che ha condotto attacchi e Teheran che ha risposto colpendo siti e attrezzature militari statunitensi in diversi paesi del Medio Oriente.
27 luglio 2026
Amnesty denuncia aumento repressione in Iran: «Arresti ed esecuzioni»
27 luglio 2026
Energia, lo spread invisibile che affonda l’Europa

Tutto il necessario: era domani, il 26 luglio, di quattordici anni fa, quando la frase di Mario Draghi chiarì che la Bce avrebbe usato qualsiasi strumento per evitare il collasso dell’euro. Lo spread energetico non è meno grave di quello finanziario, ma non suscita la stessa reazione. L’impennata dei tassi d’interesse del 2011 metteva a rischio la sostenibilità della moneta unica e la ricchezza degli europei.
I differenziali globali dei costi energetici, e quelli tra le industrie della Ue, pregiudicano la sostenibilità della manifattura, e di nuovo la ricchezza degli europei. Nel 2025 i prezzi medi dell’elettricità per i settori ad alta intensità di energia erano doppi rispetto a quelli americani e del 50 per cento superiori a quelli cinesi (fonte IEA). Già prima della crisi di Hormuz, il costo dell’energia per le imprese italiane era di circa il 30 per cento superiore alla media Ue.
27 luglio 2026
Israele intercetta due droni al confine con Giordania
Due droni sospetti sono stati intercettati dalle Forze di sicurezza israeliane (Idf) al confine con la Giordania, vicino al Mar Morto. Lo riporta il Times of Israel citando una fonte militare. Ulteriori dettagli sono al vaglio dell’Idf.
27 luglio 2026
Siria, nuove incursioni esercito Israele a Daraa e Quneitra
L’esercito israeliano ha effettuato nuove incursioni nelle campagne intorno a Daraa e a Quneitra, nella parte meridionale della Siria, perquisendo abitazioni civili e arrestando un residente. Lo riporta un corrispondente dell’agenzia di stampa siriana Sana.
Nel dettaglio, riporta l’agenzia di stampa, un contingente di truppe israeliane, supportato da diversi veicoli militari, è avanzato oggi dalla caserma di Al-Jazeera verso il villaggio di Ma’ariya, nel bacino di Yarmouk, nella parte occidentale di Daraa. Il corrispondente della Sana ha riferito che le forze si sono posizionate sulla strada che collega il villaggio alla caserma, prima di aprire la strada verso il vicino villaggio di Al-Arida, dove hanno perquisito diverse abitazioni civili.
Nella campagna settentrionale di Quneitra, le forze di occupazione israeliane sono entrate nel villaggio di Taranjah prima dell’alba di oggi con diversi veicoli militari. Le truppe hanno fatto irruzione e perquisito diverse abitazioni civili prima di arrestare un residente locale e di portarlo nei territori occupati. Le forze si sono poi ritirate dal villaggio.
27 luglio 2026
Emirati accusano Israele per aggressioni Cisgiordania
Le autorità degli Emirati Arabi Uniti (Eau) hanno condannato oggi l’“aggressione” dei coloni israeliani in Cisgiordania contro i palestinesi e hanno accusato il governo isrealiano di essere “responsabile” di quelli che hanno definito atti di “provocazione” e di “incitamento” ad agire contro la popolazione musulmana.
Il Ministero degli Esteri emiratino ha dichiarato in un comunicato che si tratta di casi di “estremismo” e ha esortato le autorità israeliane a “consegnare i responsabili alla giustizia. Qualsiasi errore che preveda l’impunità per i responsabili sarà interpretato come acquiescenza e non farà altro che alimentare il ciclo di odio, razzismo e instabilità”, si legge nel comunicato.
“Chiediamo al governo israeliano di assumersi la piena responsabilità, condannare queste pratiche e punire i responsabili”, ha affermato il governo degli Emirati, rivolgendo al contempo un appello alla comunità internazionale affinché adempia al proprio dovere di fermare queste violazioni israeliane e prevenire un’ulteriore escalation della situazione nei Territori palestinesi occupati e nella regione.
27 luglio 2026
Netanyahu si opporrà a ritiro Idf da “zone di sicurezza” di Gaza, Libano, Siria
Durante la riunione di gabinetto ieri, in vista dell’incontro con Donald Trump domani alla Casa Bianca, il premier Benjamin Netanyahu avrebbe informato i suoi ministri che gli Usa premono perché Israele ritiri le sue truppe dalle “zone di sicurezza” in Siria, Libano e nella Striscia di Gaza. Lo riporta Channel 13 citando fonti di sicurezza israeliane, e sottolineando che Netanyahu ha affermato che «si opporrà con tutte le sue forze» alla richiesta. L’incontro tra Trump e Netanyahu è il primo dopo l’inizio dell’attacco congiunto all’Iran il 28 febbraio, quando il vertice precedente alla Casa Bianca si era svolto l’11 febbraio.
27 luglio 2026
Pentagono “taglia” 4 militari caduti dalla guerra all’Iran e crea nuova categoria
Il Pentagono aggiorna il database delle vittime di guerra: i quattro militari Usa caduti nei giorni scorsi alla ripresa del conflitto con l’Iran sono in via ufficiale nella nuova categoria denominata “Operazioni all’estero” (Overseas Operations) usata per conteggiare il personale ucciso o ferito (ben 207) «a partire dal 7 luglio». Secondo il Defense Casualty Analysis System (Dcas), il bilancio ufficiale della fase iniziale della guerra, nota come operazione “Epic Fury”, cambia in 14 morti e 417 feriti. Sommando i numeri, quindi, dal 28 febbraio risultano esserci 18 morti e 624 feriti, di cui 140 in più rispetto a pochi giorni fa.
27 luglio 2026
Teheran: «Fermate 6 navi che transitavano illegalmente nello Stretto di Hormuz»
Sei navi che hanno tentato di attraversare “illegalmente” lo Stretto di Hormuz sono state fermate dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Lo ha scritto su X la televisione di stato iraniana Press TV.
27 luglio 2026
Netanyahu in viaggio per Washington, domani incontro con Trump
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu partirà per Washington, DC, alle 11 (le 10 italiane), secondo quanto comunicato dal suo ufficio al Times of Israel.
Domani è previsto l’incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca. Inoltre, il premier prenderà parte ai funerali del senatore Lindsey Graham. Il rientro di Netanyahu è previsto per giovedì.
27 luglio 2026
Guerra a colpi di Ia, Teheran risponde a Trump coi personaggi Lego
La pausa dei bombardamenti non ha escluso del tutto la continuazione della guerra fra Stati Uniti e Iran. Lasciato il campo di battaglia, Teheran ha infatti risposto ai post di ieri del presidente statunitense Donald Trump con l’intelligenza artificiale, nei quali si vedono navi dei Pasdaran distrutte dagli americani e un massiccio attacco di aerei a stelle e strisce sull’isola di Kharg. L’agenzia di stampa Mahar ha pubblicato un video creato dall’Ia con protagonisti dei personaggi Lego. Il video mostra un soldato Lego americano che striscia fuori da un elicottero precipitato, soffrendo per il caldo torrido. Appare poi un soldato iraniano che beve del tè, con la didascalia: “Troppo caldo per te, debole. Torna al tuo condizionatore”. Mahar ha scritto che “L’isola di Kharg è troppo calda per chi non è dell’isola, tornate alla vostra isola”.
27 luglio 2026
Trump, abbiamo più munizioni di chiunque altro al mondo
“Abbiamo molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e molte più di quelle di cui abbiamo bisogno”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump nel corso di una intervista al Wall Street Journal, smentendo quindi le notizie secondo cui gli Stati Uniti starebbero esaurendo le munizioni nella lotta contro l’Iran.
Il presidente statunitense condivide inoltre diverse immagini create con l’intelligenza artificiale che minacciano le infrastrutture energetiche iraniane sulla sua piattaforma Truth Social. Una delle immagini condivise da Trump è una foto di aerei da guerra che bombardano un impianto petrolifero con la didascalia ’ATTACCO SU KHARG’, riferendosi all’isola di Kharg, il principale centro di esportazione petrolifera della Repubblica Islamica dell’Iran.
27 luglio 2026
Wsj: Graham voleva che Trump bombardasse Hezbollah, fu scoraggiato da Netanyahu
Il senatore Lindsey Graham, influente alleato di Donald Trump morto l’11 luglio poco dopo dopo il suo rientro da Kiev, aveva programmato di recarsi in Florida all’inizio di marzo per convincere il tycoon a unirsi a Israele nel bombardamento di Hezbollah in Libano, finché un amico non lo ha dissuaso dal farlo. Quell’amico, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, gli disse in una telefonata precedente al viaggio che coinvolgere gli Usa, nel bel mezzo della guerra con l’Iran, avrebbe significato spingersi troppo oltre e troppo in fretta.
Lo rivelano i filmati inediti tratti da un documentario sul senatore della Carolina del Sud. “Al momento ci stiamo concentrando sull’Iran”, disse Netanyahu nella telefonata del 4 marzo, ha riferito il Wall Street Journal. “Se diciamo a Hezbollah che siamo pronti ad andare fino in fondo, li minacciamo; ma se poi lo facciamo davvero, allora loro non avrebbero motivo di non andare fino in fondo contro di noi. E al momento questo non è nel nostro interesse”, disse parlando in vivavoce.
“È davvero un buon consiglio”, rispose Graham dal suo ufficio al Senato, pieno di cappellini di Trump, carte sparse e confezioni di arachidi Planters, con una bottiglia di bourbon su uno scaffale. Questo scambio di battute è stato ripreso dal documentarista Alex Holder, a cui era stato concesso ampio accesso a Graham a partire dal 2023. Il materiale offre uno sguardo senza filtri sulla battaglia pluriennale di Graham per rovesciare il regime iraniano e sulle modalità con cui convinse Trump ad attaccare, spingendo talvolta per azioni ancora più aggressive di quelle che Netanyahu era disposto a intraprendere.
27 luglio 2026
Khamenei: «Non resta altra via se non la jihad e la resistenza»
La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha dichiarato che la Repubblica Islamica continuerà a sostenere Hezbollah come politica strategica e che “non resta altra via se non la jihad e la resistenza”, in una lettera al segretario generale del gruppo pubblicata su Telegram. Ha affermato inoltre che la perseveranza sulla via della resistenza porterà alla “vittoria divina” e ha descritto la posizione di Hezbollah come “un messaggio di ispirazione”. La preservazione dell’integrità territoriale del Libano e la garanzia di una fine “completa e incondizionata” degli attacchi israeliani, ha detto, sono le prime condizioni per un’intesa.







