via REUTERS

19 maggio 2026

Guerra, ultime notizie. Iran, Trump: «Sospeso attacco programmato. In corso negoziati seri»

Tornano a soffiare impetuosi i venti di guerra sull’Iran. La Casa Bianca avrebbe bocciato la nuova proposta di Teheran in 14 punti che prevede una tregua duratura in cambio della riapertura di Hormuz e un congelamento del suo programma nucleare anziché uno smantellamento completo, a condizione che l’uranio altamente arricchito, stimato in 400 kg, venga trasferito in Russia anziché negli Stati Uniti. Proposta ritenuta «insufficiente» da Washington, segnala il sito Axios, che paventa un rischio reale di ripresa del conflitto. Trump riunisce la situation room per discutere le opzioni militari

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18 maggio 2026

Trump: «In corso negoziati seri con l’Iran»

La sospensione dell’attacco contro l’Iran, ha spiegato Donald Trump su Truth, è stata decisa perché «sono ora in corso seri negoziati» che - ad avviso dell’Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, dal Principe Ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman Al Saud, e dal Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan - porteranno a un «accordo che risulterà pienamente accettabile per gli Stati Uniti d’America, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente e oltre».

18 maggio 2026

Trump: «Ho sospeso l’attacco pianificato per domani»

Donald Trump annuncia di aver sospeso il «pianificato attacco all’Iran» in programma domani su richiesta dell’Emiro del Qatar, del principe ereditario dell’Arabia Saudita e del presidente degli Emirati Arabi Uniti. «Ho impartito istruzioni al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al Capo dello Stato Maggiore Congiunto, Generale Daniel Caine, e alle Forze Armate degli Stati Uniti, affinché non venga eseguito l’attacco contro l’Iran programmato per domani», ha scritto sul suo social Truth.

18 maggio 2026

Trump: «Non sono aperto a concessioni. Trump sa cosa accadrà a breve»

Donald Trump non è «aperto» a nessuna concessione nei confronti di Teheran. Lo ha detto lo stesso presidente in un’intervista al New York Post, aggiungendo che l’Iran sa «cosa accadrà a breve».

18 maggio 2026

Usa valutano nuova deroga al petrolio russo

Gli Stati Uniti stanno valutando una nuova deroga sul petrolio russo a causa della guerra in Iran e del suo effetto sulle forniture. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali la nuova deroga potrebbe essere di 30 giorni o più.

18 maggio 2026

Iran: «Faremo pagare per l’utilizzo di cavi sottomarini che attraversano Hormuz»

I Guardiani della Rivoluzione iraniani minacciano di far pagare per l’utilizzo dei cavi sottomarini che attraversano lo Stretto di Hormuz, sottolineando che qualsiasi interruzione causerebbe perdite fino a «centinaia di milioni di dollari al giorno» all’economia mondiale. In un messaggio su Telegram, i Pasdaran hanno affermato che, in nome della «sovranità assoluta» dell’Iran sulle sue acque territoriali, il paese «potrebbe dichiarare che tutti i cavi in fibra ottica che attraversano la via marittima siano soggetti a permessi, sorveglianza e pedaggi».

18 maggio 2026

Il gruppo indiano Adani pagherà 275 mln $ per chiudere l’indagine Usa sugli acquisti di gas iraniano

Il conglomerato indiano Adani ha accettato di versare 275 milioni di dollari per chiudere un’indagine statunitense riguardante i suoi acquisti di gas di petrolio liquefatto di origine iraniana. L’azienda era sospettata di aver violato le sanzioni statunitensi acquistando Gpl dall’Iran in 32 diverse occasioni tra il novembre 2023 e il giugno 2025.

18 maggio 2026

Axios: «Per Usa proposta Iran insufficiente, rischio ripresa guerra»

La Casa Bianca ritiene la nuova proposta dell’Iran «insufficiente»: non rappresenta un miglioramento significativo per arrivare a un accordo. Lo riporta Axios citando un funzionario americano, secondo il quale il rischio è quello di una ripresa della guerra,

18 maggio 2026

Sono 9 gli italiani coinvolti in operazione Idf contro la Flotilla

A quanto si apprende, sono 9 gli italiani intercettati nell’operazione Idf contro la Flotilla, sui 35 connazionali presenti su 21 imbarcazioni dell’iniziativa umanitaria per Gaza.

18 maggio 2026

Iran, al Arabiya: da Teheran sì a lungo congelamento attività nucleari

L’Iran ha accettato un congelamento a lungo termine delle sue attività nucleari, invece di uno smantellamento completo. È quanto emerge da dettagli trapelati sulla modifica della proposta della repubblica islamica, che la tv satellitare araba al Arabiya ha annunciato di aver visionato.

La proposta, sempre secondo al Arabiya, comprenderebbe il trasferimento condizionato dell’uranio arricchito alla Russia anzichè agli Stati Uniti.

18 maggio 2026

Iran: Usa aperti ad attività nucleari pacifiche sotto Aiea

Gli Stati Uniti sarebbero disposti a permettere all’Iran di mantenere delle limitate attività nucleari pacifiche sotto la supervisione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea): è quanto riporta la Reuters, citando fonti governative di Teheran.

Le fonti hanno confermato che la nuova proposta riguarda la fine della guerra, la riapertura dello Stretto di Hormuz e la revoca delle sanzioni marittime. Le questioni più controverse, relative al programma nucleare iraniano e all’arricchimento dell’uranio, che rimangono i punti più difficili dei negoziati, sono state rinviate ai successivi cicli di colloqui.

18 maggio 2026

Knesset accelera su legge per annessione de facto Cisgiordania

La Commissione Istruzione, Cultura e Sport della Knesset si riunisce oggi per preparare un controverso disegno di legge che mira ad estendere il controllo civile israeliano sui siti archeologici in Cisgiordania, in vista della seconda e terza lettura, che lo sancirebbe come legge. Secondo molti, la proposta porterebbe a un cambiamento senza precedenti nello status della Cisgiordania ed equivarrebbe a un’annessione di fatto.

Sono previste due ulteriori sedute della commissione martedì e mercoledì per consentire l’approvazione del disegno di legge prima dell’inizio della prevista procedura di scioglimento della Knesset. Il disegno di legge ha superato la prima lettura la scorsa settimana.

Se approvata nella sua forma attuale, la proposta cambierà lo status quo in vigore da decenni in Cisgiordania, istituendo un’“Autorità per il patrimonio di Giudea e Samaria” di carattere civile, che assumerebbe le responsabilità attualmente detenute dal ministero della Difesa.

Ciò includerebbe disposizioni, anche in materia di gestione e espropriazione dei terreni, che avrebbero un impatto diretto sui palestinesi residenti in Cisgiordania.

18 maggio 2026

Flotilla: Idf diffondono “Oops!... I Did It Again” durante intercettazione

Le autorità israeliane avrebbero diffuso ad alto volume la canzone “Oops!... I Did It Again” di Britney Spears dagli altoparlanti di almeno una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla intercettate oggi mentre erano dirette verso Gaza. Lo riferisce il Times of Israel, allegando un video diffuso su X e verificato da un funzionario israeliano. Nel filmato, un attivista a bordo accusa le Forze di difesa israeliane (Idf) di «interferire con il nostro canale di comunicazione con la musica» e di «cercare di impedirci di lanciare chiamate di soccorso».

«Stanno attaccando una flottiglia umanitaria, questa è una vera violazione del diritto internazionale e anche un crimine di guerra. Siamo civili e stanno bloccando i nostri canali di emergenza. Palestina libera!», aggiunge l’attivista nel video.

18 maggio 2026

Iran, nonostante la nuova proposta con gli Usa restano notevoli divergenze

Nonostante le modifiche apportate nell’ultima bozza di Washington, permangono notevoli divergenze tra i testi negoziali iraniani e statunitensi: lo riferisce l’agenzia di stampa Tasnim, legata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, citando una fonte informata vicina al team negoziale di Teheran, la quale ha accusato gli Stati Uniti di «richieste eccessive» e «mancanza di realismo».

18 maggio 2026

Teheran apre a stop lungo del programma nucleare, uranio in Russia

Alcune indiscrezioni, riportate da Al Arabiya, sostengono che Teheran, nella sua risposta agli Usa in 14 punti, ha chiesto una tregua lunga e a più fasi, un’apertura graduale e sicura di Hormuz con un ruolo garantito per il Pakistan e l’Oman in caso di attriti. Sarebbe poi pronta ad accettare un lungo periodo di congelamento del suo programma nucleare anziché uno smantellamento completo, a condizione che l’uranio altamente arricchito, stimato in 400 kg, venga trasferito in Russia anziché negli Stati Uniti. Per quanto riguarda i risarcimenti, stando alle indiscrezioni, l’Iran ha fatto marcia indietro, chiedendo invece concessioni economiche, scrive il media arabo. (ANSA).

18 maggio 2026

Venice4Palestine: boicottiamo Festival del Cinema italiano in Israele

Il collettivo Venice4Palestine lancia un appello a boicottare il XIII Festival del Cinema italiano in Israele (in programma dal 20 maggio all’8 giugno) e ribadisce ancora una volta la posizione del cinema italiano contro la «normalizzazione del Genocidio».

«Gli Istituti Culturali Italiani di Tel Aviv e di Haifa, in collaborazione con le cineteche israeliane e l’associazione Adama, si apprestano a mostrare al pubblico israeliano il meglio del cinema italiano della passata stagione. Un programma articolato che troverà spazio, come detto, in quattro cineteche del paese. Come se nulla fosse», scrive il collettivo V4P in un comunicato.

«Come se a Gaza il genocidio, i bombardamenti, la chiusura dei confini e la degradazione delle condizioni di vita dei gazauiti, tra fame, topi e blocco di medicinali e degli aiuti, non continuassero a essere perpetrati con totale impunità. E indifferenza», sottolineano.

«Come se le violenze (spesso omicide) da parte dei coloni, la complicità dell’IDF, le espulsioni dalle case e dalle terre palestinesi, gli arresti indiscriminati, le violenze sessuali e le torture nelle carceri, gli attacchi illegali di Stati Uniti e Israele in Iran e Libano, non fossero sufficienti a dire ”basta”! The show must go on. Come se nulla fosse», si legge nel testo.

«Alla decisione di utilizzare il cinema come strumento di diplomazia per silenziare crimini di guerra e contro l’umanità, Venice4Palestine non ci sta - scrivono i rappresentanti di V4P - Le opere e le immagini di filmmaker, attrici e attori sono usate, spesso a insaputa di autrici e autori, come strumenti di propaganda, per avvalorare la complicità dell’Italia nella normalizzazione dei rapporti con un governo il cui primo ministro è accusato di crimini di guerra e contro l’umanità. Venice4Palestine sarà cassa di risonanza per ripetere che non deve esserci complicità con uno Stato genocida».

Ricordando che «l’apartheid è caduto dopo anni di campagna di boicottaggio cominciati con una lavoratrice di un supermercato che ha rifiutato di registrare due pompelmi provenienti dal Sud Africa segregazionista», nel caso in cui il governo italiano continui a rendersi complice, V4P invita «il mondo del cinema, la società civile tutta devono opporsi e dire No».

«Vale per le armi, vale per i prodotti dalle colonie illegali, vale per Eurovision e per gli accordi tra università. Vale per il cinema e per la cultura», aggiungono.

Conclusa l’esperienza della scorsa Mostra del Cinema di Venezia, Venice4Palestine annuncia di aver «deciso di concentrarsi sul progetto Zero complicity. In questi mesi abbiamo organizzato alcune tavole rotonde con i lavoratori del mondo del cinema, in modo particolare coi differenti collettivi europei di questo settore che si sono schierati a fianco della Palestina e i membri del pacbi/bds».

«Abbiamo studiato, riflettuto e maturato una piccola ma fondamentale esperienza tale da farci comprendere ancora più fortemente questa necessità di interrompere ogni forma di complicità con il governo di Israele come priorità affinché il nostro attivismo possa portare a dei minimi risultati concreti. Oltre alla violenza spudorata delle forze armate Idf e dei coloni in Cisgiordania, infatti, lo Stato di Israele si determina anche attraverso questa violenza più invisibile e subdola ma altrettanto devastante, che agisce nella normalizzazione».

«Non smetteremo di sottolineare che il cinema e tutta la cultura per lo Stato di Israele sono strumenti importantissimi di ìhasbaraì (strategia di diplomazia pubblica e comunicazione ufficiale dello Stato di Israele, ndr) attraverso cui il medesimo governo sdogana la propria politica coloniale criminale e costruisce la propria reputazione, la propria facciata democratica e liberale fasulla», denunciano.

«Questo governo non usa i film, i libri, l’arte per il dialogo, bensì, in modo vampiresco, per propagandarsi come Stato democratico. E, d’altro canto, Israele non desidera alcun confronto, vuole solo un grande stato che elimini ogni traccia dei palestinesi, della Palestina e della sua cultura. A partire dal caso di questa manifestazione, Venice4Palestine vuole indagare con l’aiuto dii esperti, dentro le pieghe di certi oneri. Lo scopo è capire come sostenere in modo più incisivo tutti i lavoratori del cinema che ne avessero bisogno, non solo per consentire una libera dissociazione e una presa di posizione netta, ma per offrire a noi tutti la possibilità di destreggiarci con maggiore agilità tra i vincoli a cui spesso nolenti siamo sottoposti in qualità di autori, registi, attori, produttori, distributori e operatori culturali», concludono.

18 maggio 2026

Mondiali calcio: la nazionale dell’Iran é in Turchia, inizia avvicinamento agli Usa

La nazionale di calcio iraniana è arrivata in Turchia, dove proseguirà la preparazione al Mondiale che dovrebbe portarla negli Stati Uniti, nonostante il clima di crescenti tensioni tra Teheran e Washington. La squadra, composta da 22 giocatori e dallo staff tecnico, secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, era partita da Teheran questa mattina.

L’Iran stabilirà il suo campo base a Tucson, in Arizona, dove la squadra dovrebbe arrivare il 5 giugno. Ovvero 10 giorni prima della partita d’esordio, il 15 a Los Angeles contro la Nuova Zelanda. La squadra affronterà poi il Belgio il 21 giugno, prima di concludere la fase a gironi contro l’Egitto il 26 a Seattle.

Teheran e Washington non intrattengono relazioni diplomatiche dal 1980, in seguito alla crisi degli ostaggi all’ambasciata americana. La partecipazione al torneo è avvolta nell’incertezza sin dall’offensiva israelo-americana lanciata a fine febbraio contro la Repubblica Islamica.

Sebbene il cessate il fuoco dell’8 aprile abbia posto fine ai combattimenti, i negoziati volti a raggiungere un accordo duraturo rimangono in una fase di stallo. Sabato il Segretario Generale della Fifa, Mattias Grafström, ha definito «molto costruttivo» l’incontrato svoltosi a Istanbul con una delegazione della Federcalcio iraniana.

Tra i 22 non c’é la stella iraniana Sardar Azmoun, autore di 57 gol con la nazionale. L’ex giocatore del Bayer Leverkusen e della Roma, che in passato ha sostenuto i manifestanti antigovernativi, è stato recentemente accusato di «tradimento» dai media statali iraniani dopo la pubblicazione, a marzo, di una sua foto insieme all’emiro di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti dove gioca e risiede.

18 maggio 2026

Iran: «Abbiamo risposto alla proposta di pace Usa, negoziato va avanti»

L’Iran afferma di aver risposto all’ultima proposta di accordo degli Stati Uniti, volta a porre fine alla guerra, aggiungendo che gli scambi continuano nonostante i resoconti dei media iraniani descrivano le richieste di Washington come «eccessive».

18 maggio 2026

Libano: raffica di razzi Hezbollah contro l’Idf nel sud del Paese

Hezbollah ha lanciato a inizio pomeriggio una raffica di razzi contro le truppe israeliane nel Libano meridionale, facendo scattare le sirene nella città settentrionale di Kiryat Shmona e nelle vicine località di confine.

Secondo l’Idf, alcuni razzi hanno oltrepassato il confine entrando in territorio israeliano e sono stati intercettati o hanno colpito aree aperte, e non hanno causato feriti.

Inoltre, anche un drone lanciato da Hezbollah ha colpito il territorio israeliano, vicino al confine con il Libano, sempre secondo l’esercito. A seguito dell’impatto «sono stati rinvenuti frammenti nella località di Shomera», ha precisato l’Idf.

18 maggio 2026

Iran, premio Nobel Narges Mohammadi dimessa dall’ospedale

La premio Nobel per la Pace iraniana, Narges Mohammadi, è stata dimessa dall’ospedale di Teheran dove era ricoverata ed è rientrata nel suo domicilio: lo ha annuciato la sua fondazione.

I medici hanno confermato che le sue condizioni sono «direttamente collegate a una grave e prolungata pressione psicologica, ansia cronica e stress intenso», si legge nel comunicato diffuso dalla fondazione Narges.

«Dopo oltre dieci anni di prigionia, il suo corpo non ha più la capacità fisica di sopportare ulteriori sforzi o di affrontare nuove condizioni stressanti», conclude la nota. Mohammadi, fermata l’utlima volta nel dicembre socrso, era stata rilasciata su cauzione e ricoverata su cauzione in seguito all’aggravamento delle sue condizioni di salute.

FOTO D'ARCHIVIO: Ali e Kiana Rahmani, figli di Narges Mohammadi, attivista iraniana per i diritti umani attualmente in carcere, tengono in mano il Premio Nobel per la Pace 2023, ritirandolo a nome della madre presso il Municipio di Oslo, in Norvegia, il 10 dicembre 2023. NTB/Fredrik Varfjell via REUTERS ATTENZIONE REDATTORI - QUESTA IMMAGINE È STATA FORNITA DA UNA TERZA PARTE. NORVEGIA ESCLUSA. DIVIETO DI VENDITA COMMERCIALE O EDITORIALE IN NORVEGIA/Foto d'archivio

18 maggio 2026

Idf: ucciso un comandante Jihad islamico legato a Hezbollah

Le forze armate israeliane (Idf) hanno affermato di aver ucciso «Wael Mahmoud Abd al-Halim, comandante della regione della Beqaa del Jihad islamico in Libano, in un attacco nell’area di Baalbek».

«Al-Halim guidava l’integrazione dei terroristi del Jihad islamico nelle operazioni di combattimento insieme ai militanti di Hezbollah in Libano e nelle ultime settimane aveva operato per promuovere attacchi terroristici contro i soldati dell’Idf», riferisce l’esercito israeliano su X.

18 maggio 2026

Libano, presidente Aoun: «Proseguire negoziati con Israele è mio dovere»

Proseguire i negoziati diretti con Israele rientra tra i doveri di Joseph Aoun per trovare un modo per porre fine alle operazioni delle Idf (Forze di Difesa israeliane) in Libano. Lo ha dichiarato lo stesso presidente del Paese, parlando ai leader locali dei sindacati agricoli.

«Il quadro che il Libano ha stabilito per i negoziati consiste nel ritiro israeliano, nel cessate-il-fuoco, nello schieramento dell’esercito lungo i confini, nel ritorno degli sfollati e in un’assistenza economica o finanziaria al Libano», ha detto alla delegazione, secondo il suo ufficio. «Qualsiasi altra cosa sia discussa è errata».

«È mio dovere, derivante dalla mia posizione e responsabilità, fare l’impossibile e tutto ciò che costa meno per fermare la guerra contro il Libano e il suo popolo», ha aggiunto.

18 maggio 2026

Onu, Israele adotti misure per prevenire atti di genocidio a Gaza

Le Nazioni Unite hanno chiesto a Israele di adottare misure per prevenire atti di «genocidio» a Gaza e hanno denunciato le segnalazioni di «pulizia etnica» nei territori palestinesi e nella Cisgiordania occupata. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha chiesto in un nuovo rapporto su Israele di garantire «con effetto immediato che le sue forze armate non si impegnino in atti di genocidio (e adottino) tutte le misure per prevenire e punire l’incitamento a commettere genocidio».

Sciopero generale per la Palestina e i salari

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18 maggio 2026

Iran, Usa accettano stop a sanzioni durante negoziati con Teheran

Gli Stati Uniti hanno accettato di sospendere le sanzioni sul petrolio iraniano durante i negoziati con l’Iran. Lo ha riportato l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte del team negoziale.

Gli Stati Uniti hanno accettato la disposizione del nuovo testo, secondo cui sarà concessa un’esenzione temporanea dalle sanzioni per il greggio iraniano nel corso dei colloqui, ha riferito l’agenzia.

18 maggio 2026

Il Papa, «molto preoccupato per il Libano e Medio Oriente»

Il Papa ha incontrato Aram I, patriarca della Chiesa armena proveniente dal Libano. “Mi riporta alla mente l’amata patria da cui proviene e che ho avuto la gioia di visitare lo scorso dicembre. Questa terra del Libano, così cara al mio cuore, che per tanto tempo ha dimostrato al mondo intero che è possibile per persone di culture e religioni diverse vivere insieme come un’unica nazione, continua ad affrontare prove difficili”, ha detto Leone XIV sottolineando la sua “profonda preoccupazione” per il popolo libanese, “in un momento in cui l’unità e l’integrità del paese sono nuovamente minacciate” e per le Chiese del Medio Oriente.

18 maggio 2026

Iran, Lavrov: situazione è «profondamente allarmante»

La situazione nella regione del Golfo Persico, e in particolare intorno all’Iran, è profondamente allarmante, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in una conferenza stampa a seguito dei colloqui con il ministro degli Esteri della Guinea Equatoriale Simeon Oyono Esono Angue. “La situazione nella regione del Golfo Persico, intorno all’Iran, è ovviamente profondamente allarmante. E in questo contesto, la questione che un tempo era centrale nell’agenda internazionale - la questione palestinese - è completamente passata in secondo piano”, ha osservato Lavrov.

18 maggio 2026

Pasdaran, «abbiamo attaccato terroristi legati agli Usa e a Israele»

Le forze terrestri delle Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato in un comunicato di aver attaccato “gruppi anti-rivoluzionari e terroristici” stanziati nel nord dell’Iraq. “I gruppi affiliati agli Stati Uniti e al regime sionista - si legge nel documento ripreso da Tasnim- miravano a trasferire in Iran un grande carico di nuove armi americane, ma sono stati fermati a Baneh, nella provincia iraniana del Kurdistan”. “Un gran numero di armi è stato confiscato ai terroristi”, prosegue la dichiarazione, che avverte: “Tutti i mercenari e i loro sostenitori saranno affrontati con decisione e riceveranno una risposta di cui si pentiranno”.

18 maggio 2026

Sondaggio Nyt, Trump crolla su guerra in Iran e economia

Un nuovo sondaggio New York Times/Siena conferma l’avversione della maggior parte degli elettori americani per la decisione del presidente Trump di entrare in guerra con l’Iran. Per la maggior parte degli intervistati, la guerra non valeva i costi, né le ricadute negative sull’economia. Appena il 31% degli intervistati approva la gestione del conflitto da parte di Trump, con un 65% che la disapprova. L’indice di gradimento del presidente, a pochi mesi dalle elezioni di midterm di novembre, è analogamente sceso al minimo storico del secondo mandato, attestandosi al 37%. I Repubblicani, in generale, approvano l’operato di Trump e la guerra. Ma la maggior parte degli altri elettori mostra un serio scetticismo nei confronti della sua leadership su altre questioni cruciali, tra cui l’economia e il costo della vita. Il 64% di tutti gli elettori disapprova la gestione dell’economia, da sempre un punto di forza di Trump, e la maggioranza esprime opinioni negative su come sta gestendo il costo della vita, l’immigrazione e il conflitto israelo-palestinese. Il sondaggio è stato condotto tra l’11 e il 15 maggio su un campione di 1.507 elettori registrati a livello nazionale.

18 maggio 2026

Media Iran, la nuova proposta in 14 punti si concentra sulla fine della guerra

La nuova proposta consegnata dall’Iran agli Usa attraverso il Pakistan è in 14 punti e si concentra sulla fine della guerra: lo scrive l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim citando una fonte vicina ai negoziati.

18 maggio 2026

Iran: creato organismo per la gestione dello stretto di Hormuz

L’Iran ha creato un nuovo organismo incaricato di gestire lo stretto di Hormuz. E’ quanto annunciato dal Consiglio supremo di sicurezza nazionale e dalla Marina dei Guardiani della rivoluzione. L’Autorità dello Stretto del Golfo Persico, questo il nome dell’organismo, ha attivato anche un account ufficiale sui canali social (Pgsa) - secondo quanto riportano le agenzie internazionali - attraverso cui verranno forniti aggiornamenti in tempo reale sulle operazioni nello Stretto di Hormuz.

Nel corso di una conferenza stampa Esmaeil Baqaei, portavoce del ministro degli Esteri iraniano, ha sottolineato questa mattina che l’Iran e l’Oman sono in contatto costante per arrivare a definire un meccanismo attraverso cui garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz.

18 maggio 2026

Iran, Pezeshkian: dobbiamo negoziare, entrambe parti in difficoltà

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato oggi che Teheran dovrebbe perseguire il dialogo “con dignità”, respingendo gli slogan contro i negoziati con gli Stati Uniti. “Se non si parla, si vuole forse combattere per sempre?”, ha detto Pezeshkian durante un incontro con funzionari delle relazioni pubbliche del governo. Pezeshkian ha inoltre chiesto una comunicazione onesta con l’opinione pubblica, affermando che è sbagliato sostenere che i nemici stiano crollando mentre l’Iran prospera.

“Hanno problemi, e anche noi abbiamo problemi”, ha spiegato il presidente iraniano, precisando che “stiamo combattendo e dobbiamo accettarne le difficoltà”.

18 maggio 2026

Flotilla: «Fermate tutte le barche, 29 italiani trattenuti da Israele»

Blitz delle forze armate di Israele contro una imbarcazione della Flotilla ANSA

Tutte le barche della Flotilla per Gaza sono state intercettate dalle forze armate israeliane. L’ha confermato Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, aggiungendo che sono 29 gli attivisti italiani trattenuti. Con loro anche tre persone non italiane ma residenti in Italia. «L’ultima barca ad essere intercettata è stata la Karsi-i Sabadab, sui cui viaggiavano il deputato M5s Dario Carotenuto, il giornalista Alessandro Mantovani e l’attivista, Ruggero Zeni». La corvetta su cui sono state fatte salire le persone trattenute arriverà nel porto di Ashdod in serata. Ad attenderli il team legale di Adalah.

«La navi della marina militare israeliana stanno sparando proiettili, di cui non conosciamo la tipologia, non sappiamo se veri o di gomma». Aveva detto in precedenza la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla. «Sei delle barche sono state colpite. Una di queste, la Girolama batte bandiera italiana».

18 maggio 2026

Teheran, abbiamo risposto all’ultima proposta Usa

L’Iran ha risposto all’ultima proposta negoziale americana. Ad annunciarlo è stato il ministero degli Esteri di Teheran. «Le nostre preoccupazioni sono state trasmesse alla parte americana», ha dichiarato il portavoce del ministero, Ismail Baqaei durante un punto stampa, precisando che le comunicazioni con gli Stati Uniti proseguono “attraverso il mediatore pachistano”. Baqaei ha difeso le richieste dell’Iran, tra queste lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero e la revoca delle sanzioni di lunga data. “I punti sollevati sono richieste iraniane fermamente difese dal nostro team negoziale in ogni round di trattative”, ha aggiunto. Il portavoce ha quindi ribadito la legittimità della condizione posta da parte iraniana sul pagamento delle riparazioni di guerra da parte degli Stati Uniti, definendo il conflitto “illegale e infondato”. Riguardo alla possibilità di un nuovo scontro militare, Baqaei ha assicurato che l’Iran è “pienamente preparato a qualsiasi eventualità”.

18 maggio 2026

Iran: Kallas, Usa e Teheran non accettano aiuto, dovranno trovare accordo

“Il problema è che la questione riguarda Stati Uniti e Iran, e loro non accettano alcun tipo di mediazione o aiuto in questo senso. Quindi non abbiamo molta influenza su nessuno dei due. Siamo in costante contatto e diciamo che dovremmo almeno concordare sulla prima fase, ovvero fermare gli attacchi e riaprire lo Stretto di Hormuz, e poi passare da lì a negoziare le questioni più spinose. Ma è molto difficile, e alla fine gli Stati Uniti dovranno trovare un accordo con l’Iran”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al Consiglio sviluppo Ue.

18 maggio 2026

L’Idf sequestra al largo di Cipro le barche della Flotilla dirette verso Gaza

Soldati dell’Idf hanno preso il controllo delle imbarcazioni della Sumud Flotilla al largo delle acque di Cipro. Lo scrivono i media israeliani. Una diretta streaming, mostrata dal Times of Israel, mostra dei commando della marina militare israeliana che abbordano una delle navi della Global Sumud Flotilla al largo delle coste di Cipro.

18 maggio 2026

Iran: Trump ad Axios, «il tempo stringe per Teheran»

“Il tempo stringe” per l’Iran. A ribadirlo, parlando con Axios, è stato il presidente americano Donald Trump. Se il regime iraniano non presenterà un’offerta migliore per arrivare ad un accordo, ha aggiunto nel corso di un colloquio telefonico, “subirà un colpo molto più duro”. Trump ha poi detto di credere ancora che l’Iran voglia un accordo e ha detto di essere in attesa di una nuova proposta iraniana, che, ha aggiunto, auspica sia migliore dell’ultima presentata alcuni giorni fa. “Vogliamo raggiungere un accordo. Non sono ancora dove vorremmo che fossero. Dovranno arrivarci, altrimenti subiranno un duro colpo, e loro non lo vogliono”, ha affermato, sottolineando che gli Stati Uniti colpiranno l’Iran “molto più duramente di prima” se Teheran non presenterà una proposta migliore. “Il tempo stringe. Faranno meglio a darsi una mossa, altrimenti non resterà loro più nulla”, ha sottolineato Trump.

18 maggio 2026

Iran: Dombrovskis, porre fine al conflitto e aprire Hormuz senza pedaggi

“Per quanto riguarda il conflitto in Medio Oriente e l’Iran, la chiave è porre rapidamente fine al conflitto e aprire lo Stretto di Hormuz per un passaggio sicuro delle navi senza pedaggi”. Lo ha detto il Commissario europeo per l’Economia Valdis Dombrovskis a margine dei lavori del G7 delle Finanze.

18 maggio 2026

Petrolio in netto rialzo su timori ripresa attacchi in Iran

Petrolio in netto rialzo questa mattina negli scambi sui mercati, sulla scia dei timori per una ripresa degli attacchi degli Usa e di Israele in Iran e il prolungamento del blocco di Hormuz. Il Brent viene scambiato a quota 111,16 dollari, +1,74%, mentre il Wti viaggia a quota 103,06 dollari al barile, +2%.

18 maggio 2026

Iran: Trump pubblica mappa Medioriente con frecce verso Repubblica Islamica

In una serie di post pubblicati sul suo profilo Truth nelle ultime ore, il presidente americano, Donald Trump, ha anche condiviso una mappa del Medioriente, cui è sovrapposta una bandiera americana, con una serie di frecce che indicano l’Iran. In un’altra immagine, intitolata ’Forza spaziale’, si vede Trump spingere un pulsante rosso per dare il via a una serie di attacchi da parte della forza spaziale degli Stati Uniti.

18 maggio 2026

Iran, esercito Israele pronto a possibile ripresa ostilità

L’esercito israeliano si sta preparando a una possibile ripresa delle ostilità con l’Iran, mentre Israele sarebbe pronto a unirsi a eventuali nuovi attacchi statunitensi e a colpire infrastrutture energetiche iraniane. Lo riferiscono media israeliani. L’emittente pubblica Kan ha citato un funzionario della sicurezza non identificato, secondo cui Israele parteciperebbe a nuovi raid Usa contro l’Iran.

Il resoconto arriva dopo una telefonata di oltre mezz’ora ieri tra il presidente Usa Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo Kan, i due leader hanno discusso della prospettiva di una ripresa dei combattimenti.

Anche l’emittente Channel 12 ha riferito che il colloquio si è svolto “sullo sfondo dei preparativi per una ripresa dei combattimenti in Iran” e ha indicato che le forze armate israeliane sono state poste in stato di massima allerta. Secondo Channel 12, Israele si aspetta di essere informato dagli Stati uniti prima di qualsiasi attacco, pur non conoscendo i tempi esatti di una possibile decisione.

L’emittente ha inoltre osservato che Trump è sottoposto a pressioni significative, anche da parte della Cina, perché eviti un nuovo confronto con l’Iran e punti invece a una soluzione negoziata.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 18 maggio

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18 maggio 2026

Iran, Pentagono ha preparato lista obiettivi da colpire

Il Pentagono ha preparato una lista di obiettivi in Iran nel caso in cui il presidente Usa Donald Trump ordini la ripresa degli attacchi contro il paese. Lo ha riferito la Cnn, citando fonti a conoscenza del dossier. “Il Pentagono ha preparato una serie di piani d’attacco contro obiettivi militari nel caso in cui Trump decida infine di procedere con altri attacchi”, ha riferito l’emittente. Secondo la Cnn, tra i possibili obiettivi presi in considerazione dal Pentagono figurano installazioni energetiche iraniane ed elementi delle infrastrutture. Ieri Trump ha esortato l’Iran ad affrettarsi per raggiungere un accordo con gli Stati uniti, affermando che il tempo è un fattore cruciale.

18 maggio 2026

«Trump ha convocato consiglieri di sicurezza al golf club per parlare di Iran»

Donald Trump ha convocato al suo golf club in Virginia i suoi massimi consiglieri per la sicurezza per discutere della guerra in Iran. Lo riporta la Cnn precisando che l’incontro è avvenuto sabato. Al meeting erano presenti il vice presidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il direttore della CiaJohn Ratcliffe e l’inviato speciale Steve Witkoff. Altri media hanno scritto ieri che l’incontro si sarebbe svolto martedì.

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