
15 luglio 2026
Guerra ultime notizie. Stati Uniti avviano nuova ondata di raid in Iran. Pasdaran: Hormuz chiuso fino alla fine degli attacchi
Il presidente Usa non esclude operazione di terra dopo aver fatto marcia indietro sui pedaggi nello Stretto
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Sintesi per punti
15 luglio 2026
Trump: Iran mi ha chiamato per un incontro
L’Iran ha espresso interesse a tenere un incontro con gli Stati Uniti: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervistato da Fox N+ews. Abbiamo ricevuto una chiamata proprio mentre stavo arrivando qui, e vogliono incontrarci”, ha proseguto Trump.
Alla domanda se avesse deciso di eliminare la leadership dei Guardiani della Rivoluzione iraniana (pasdaran) Trump ha risposto affermativamente, salvo poi apparentemente ritrattare: “Sono persone spregevoli, ma vogliono raggiungere un accordo”, ha concluso.
15 luglio 2026
Iran convoca l’ambasciatore Gb per protestare contro messa al bando pasdaran
Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore britannico a Teheran per protestare contro la messa al bando del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche decisa questa settimana nel Regno, promettendo che la mossa “non resterà senza risposta”.
“A seguito dell’azione ingiustificata del governo britannico di inserire il nome del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nella ’Legge sulla prevenzione delle minacce statali’, Hugo Shorter, l’ambasciatore britannico a Teheran, è stato convocato oggi, mercoledì presso il ministero degli Affari Esteri”, ha riferito l’agenzia di stampa statale Irna, aggiungendo che la mossa “incontrerà una risposta reciproca e decisa da parte dell’Iran”.
15 luglio 2026
Trump valuta offensiva su larga scala, senza accordo colpiremo centrali e ponti
Donald Trump minaccia un’ulteriore escalation in Iran. Nonostante la nuova ondata di raid statunitensi e il ripristino del blocco navale contro i porti di Teheran, il presidente Usa lascia aperta la possibilità di una nuova stretta militare per sbloccare la paralisi nello Stretto di Hormuz. Gli attacchi “continueranno finché io non dirò basta”, ha spiegato il tycoon, aggiungendo che Teheran “non ha altra scelta” se non quella di raggiungere un accordo. “Vogliono raggiungerlo, ma ogni volta che lo fanno lo violano”, ha detto Trump, che secondo Axios martedì ha tenuto una riunione nella Situation Room per discutere un’offensiva di portata ben maggiore rispetto agli attuali raid nell’area di Hormuz. Secondo alcune fonti, Trump punta a infliggere danni sufficienti a indurre Teheran ad aprire lo stretto e ad accettare le richieste americane sul dossier nucleare. Il tycoon, in un’intervista a Fox, ha spiegato che il nuovo step potrebbe mettere nel mirino le infrastrutture della Repubblica islamica: “La prossima settimana la situazione diventerà davvero grave per loro, perché toccherà alle centrali elettriche. Metteremo fuori uso tutti i loro ponti, a meno che non si siedano al tavolo delle trattative”.
L’inquilino della Casa Bianca è tornato anche a ventilare l’ipotesi di un’operazione di terra. A un blitz per l’isola di Kharg “non direi di no se lo ritenessi appropriato”, ha detto. “A volte è necessaria una campagna di terra, ma abbiamo altre persone che la farebbero per noi. Ma abbiamo già colpito l’isola di Kharg due volte, anzi tre. Ho detto: colpite tutto ma non il petrolio”. Teheran, che ha denunciato la morte di oltre 35 persone e il ferimento di più di 300 negli ultimi raid americani, ha risposto con attacchi contro Bahrain, Kuwait e Giordania. I Pasdaran hanno avvertito che lo Stretto di Hormuz “resterà chiuso fino alla fine degli atti di aggressione da parte degli Stati Uniti” e hanno minacciato di bloccare tutte le esportazioni energetiche dal Medioriente in risposta alla reintroduzione del blocco navale da parte degli Usa. “L’esportazione di petrolio e gas dalla regione sarà per tutti o per nessuno”, è il messaggio dei Guardiani della Rivoluzione, che hanno anche chiesto al Kuwait di espellere dal Paese le forze statunitensi.
Una donna iraniana cammina accanto a un enorme cartellone pubblicitario anti-statunitense che raffigura il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una bara, accompagnato da una frase in persiano che recita: «Uccidiamo Trump», esposto in piazza Enghelab a Teheran, in Iran, il 15 luglio 2026.. EPA/ABEDIN TAHERKENAREH EPA
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15 luglio 2026
Teheran, non sono previsti colloqui con Usa, concentrati su difesa
Teheran non ha intenzione di avviare colloqui con gli Stati Uniti ed è concentrata esclusivamente sulla difesa del Paese. Lo ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, spiegando che Teheran rispetterà i suoi impegni internazionali solo se gli americani faranno lo stesso. Lo riporta Al Jazeera. “I nostri impegni restano validi solo finché l’altra parte rispetta i propri impegni”, ha affermato Baghaei, aggiungendo che l’Iran ha abbandonato i suoi impegni previsti dal Memorandum d’intesa dopo che gli Usa non hanno rispettato la propria parte dell’accordo. “Dopo che l’altra parte ha violato i propri obblighi, anche noi ci siamo astenuti dall’attuare i nostri in qualsiasi ambito in cui ciò fosse richiesto”, ha aggiunto.
I più letti
15 luglio 2026
Iran, nuovi attacchi sull’isola di Hengam nello stretto di Hormuz
Nuovi proiettili hanno colpito l’isola di Hengam nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia iraniana Mehr, aggiungendo che l’ufficio del governatore della provincia di Hormuzgan, dove si trova l’isola, ha dichiarato che fornirà maggiori dettagli sugli attacchi missilistici statunitensi. Secondo le informazioni riportate da Mehr, a Hengam sono state udite due esplosioni. Hengam si trova a due km a sud dell’isola di Qeshm: anche su quest’isola sono stati segnalati boati di esplosioni, ma secondo Mehr non sarebbero dovuti all’impatto di raid aerei.
15 luglio 2026
Dopo attacchi Usa l’Iran rinvia l’esame di maturità in sei province
Il ministero dell’Istruzione iraniano ha rinviato gli esami per gli studenti di sei province a seguito dei rinnovati attacchi statunitensi. Il ministero ha dichiarato che gli esami finali per tutti gli indirizzi di studio dell’ultimo anno dell’istruzione superiore sono stati posticipati. Gli esami erano previsti per domani e sabato. Lo scrive Al Jazeera. In precedenza, il ministero aveva annunciato di aver trasferito i centri d’esame situati vicino a siti sensibili o militari in luoghi più sicuri.
15 luglio 2026
Teheran, 35 morti in raid Usa negli ultimi giorni
Negli ultimi giorni, i raid aerei statunitensi hanno ucciso più di 35 persone e ne hanno ferite oltre 300. Lo ha dichiarato Hossein Kermanpour, portavoce del ministero della Salute iraniano. Almeno 72 persone, ha aggiunto, sono attualmente ricoverate in ospedale. Kermanpour non ha fornito una distinzione numerica tra civili e combattenti. L’annuncio rappresenta il primo bilancio complessivo fornito dalle autorità iraniane per questa fase di scontri. Il numero di feriti è di gran lunga superiore rispetto a qualsiasi altro recente scontro tra Iran e Stati Uniti.
15 luglio 2026
Iran, raid Usa sull’isola Grande Tunb: colpiti siti missilistici e difensivi
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver condotto mercoledì un’ondata di attacchi sull’isola Grande Tunb, nel territorio iraniano, contro siti di difesa e missilistici. L’operazione, iniziata alle 7:30 ora della costa orientale americana, ha utilizzato munizioni di precisione contro sistemi di difesa costiera e depositi di missili da crociera. Secondo Centcom, i raid avrebbero ridotto la capacità dell’Iran di colpire il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz.
15 luglio 2026
Venerdì incontro delegazioni militari Usa-Israele-Libano
Venerdì si terrà un incontro di delegazioni militari tra libanesi, israeliani e americani. La sede non è ancora stata annunciata. Lo riferisce Sky News Arabia.
15 luglio 2026
Usa deviano due navi mercantili che tentavano di forzare blocco contro l’Iran
Le forze armate statunitensi hanno dichiarato di aver deviato due navi mercantili che tentavano di entrare nei porti iraniani dopo aver ripristinato il blocco navale 17 ore prima. Lo riporta Iran international. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha affermato che le navi avevano tentato di “eludere il blocco” e che le forze statunitensi restano “vigili e pronte a garantire il pieno rispetto del blocco”.
15 luglio 2026
Araghchi è arrivato a Doha
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato a Doha nel mezzo della nuova escalation militare tra Teheran e Washingon. Lo riferiscono i media della Repubblica islamica, precisando che l’obiettivo della visita di Araghchi è esprimere alle autorità qatariote le condoglianze per la morte dell’ex emiro Hamad bin Khalifa, la cui morte è stata annunciata domenica. Lo stesso giorno l’Iran ha rivendicato attacchi contro obiettivi militari statunitensi in Qatar. Nello specifico, i Guardiani della Rivoluzione hanno reso noto di aver attaccato con missili balistici la base statunitense di Al-Ubeid. Il Qatar è tra i Paesi mediatori che, insieme al Pakistan e all’Oman, stanno tentando di risolvere con la diplomazia lo scontro in atto tra Iran e Stati Uniti.
15 luglio 2026
Iran: Oltre 260 feriti nell’ultima ondata di attacchi Usa
Il capo del Centro per le pubbliche relazioni e l’informazione del Ministero della Salute iraniano, Hossein Kermanpour, ha dichiarato su X che oltre 260 persone sono rimaste ferite nell’ultima ondata di attacchi americani contro il Paese. “Nella nuova ondata di incitamento alla guerra contro il nostro Paese, l’Iran, finora sono rimaste ferite più di 260 persone, tra cui 3 donne e 6 minori di 18 anni. Purtroppo, 2 delle vittime sono donne, 222 dei feriti sono stati curati e dimessi”, ha affermato Kermanpour in un post su X.
15 luglio 2026
Iran: Usa, completato nuovo round di attacchi, condotti 90 minuti di raid
Il Centcom, il Comando Centrale degli Stati Uniti, ha annunciato di aver completato l’ultima ondata di attacchi contro obiettivi iraniani, che ha “ulteriormente indebolito la capacità dell’Iran di attaccare il traffico marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz”. Su ’X’, il Centcom ha detto di aver ’’lanciato munizioni di precisione contro sistemi di difesa costiera e siti di stoccaggio e lancio di missili da crociera sull’isola di Greater Tunb per 90 minuti”.
15 luglio 2026
Teheran minaccia di bloccare ulteriori rotte commericali
L’Iran ha minacciato di bloccare ulteriori rotte commerciali nella regione, mentre gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi militari. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso finché gli Stati Uniti non porranno fine ai loro “atti di aggressione” e hanno aggiunto che anche altri canali regionali per l’esportazione di petrolio e gas potrebbero essere chiusi.
L’avvertimento è giunto mentre il Comando Centrale delle forze armate statunitensi (Centcom) affermava di aver condotto attacchi con droni, aerei e navali contro l’Iran questa mattina, oltre a un’operazione durata sette ore durante la notte.
15 luglio 2026
Israele, media: lunedì incontro alla Casa Bianca tra Trump e Netanyahu
L’incontro tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump si terrà probabilmente lunedì alla Casa Bianca, riferisce il giornale Ynet, dopo aver consultato fonti israeliane.
15 luglio 2026
Usa, “completato l’ultimo round di attacchi, nel mirino l’isola di Greater Tunb”
Gli Stati Uniti hanno completato alle 13.30 ora italiana l’ultimo round di attacchi all’Iran. Lo annuncia il Us Central Command, sottolineando che i raid hanno intertessato l’isola di Greater Tunb.
FOTO D'ARCHIVIO: Navi nello Stretto di Hormuz, viste da Musandam, Oman, 18 giugno 2026. REUTERS/Stringer/Foto d'archivio
15 luglio 2026
Axios, Trump ha tenuto riunione per discutere espansione attacchi
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto martedì una riunione nella Situation Room per discutere di un’offensiva in Iran di portata ben maggiore rispetto agli attuali attacchi intorno allo Stretto di Hormuz. Lo riferisce Axios, citando tre fonti a conoscenza dei fatti, secondo cui il tycoon sembra disposto ad intensificare la guerra per causare danni sufficienti a indurre il regime di Teheran ad aprire lo stretto e ad accettare le sue richieste sulla questione del nucleare. Trump ha convocato la riunione mentre l’esercito statunitense conduceva attacchi nello Stretto di Hormuz e lungo la costa meridionale dell’Iran per il quarto giorno consecutivo. Secondo le fonti, l’incontro si è concentrato su nuovi piani per condurre attacchi devastanti contro obiettivi strategici in Iran, oltre agli attacchi contro obiettivi iraniani nello Stretto di Hormuz.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parla con il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi (non presente nella foto) durante il loro incontro nello Studio Ovale della Casa Bianca a Washington, DC, USA, il 14 luglio 2026. Si tratta del primo viaggio all’estero di Ali al-Zaidi da quando è entrato in carica nel maggio 2026. EPA/GRAEME SLOAN / POOL
15 luglio 2026
Media Iran, “Hormuz ancora chiuso, due navi fermate da colpi di avvertimento”
Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso e, nelle ultime 24 ore, almeno due navi sono state fermate in seguito a colpi di avvertimento sparati dalla Marina delle Guardie Rivoluzionarie. Lo scrive Tasnim, l’agenzia di stampa che ai pasdaran è collegata.
15 luglio 2026
Nuova ondata di raid Usa in Iran
«Alle 6 del mattino (mezzogiorno in Italia, ndr) di oggi, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno iniziato a lanciare un’ondata di attacchi contro l’Iran. Gli attacchi sono progettati per degradare ulteriormente le capacità militari che le forze iraniane hanno utilizzato per attaccare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz»: lo annuncia lo stesso comando centrale su X.
15 luglio 2026
Guerra in Iran e Medio Oriente, 15 luglio
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15 luglio 2026
Iran: Bahrain, intercettati missili e droni lanciati da Teheran
Le difese aeree del Bahrain hanno intercettato e distrutto diversi missili e droni lanciati dall’Iran contro il Paese nelle prime ore di oggi. Lo ha reso noto la Forza di Difesa del Bahrein, precisando che i sistemi di difesa aerea hanno neutralizzato con successo tutte le minacce in arrivo. Le autorità militari hanno condannato in una nota gli attacchi iraniani contro i civili, assicurando che le forze armate restano al massimo livello di allerta. La popolazione è stata invitata a non avvicinarsi a eventuali oggetti o detriti sospetti riconducibili agli attacchi e a segnalarli immediatamente alle autorità. Le squadre del genio militare, ha aggiunto il comunicato, sono pronte a intervenire per mettere in sicurezza e rimuovere i resti degli ordigni.
15 luglio 2026
Media Iran, sette militari uccisi in raid Usa su Bampur
Sette militari sono stati uccisi nell’Iran sud-orientale in seguito agli attacchi statunitensi su Bampur. Lo riportano i media iraniani. Secondo quanto riferito dalla tv di Stato iraniana, si tratta di soldati assegnati alla 388esima Brigata di fanteria meccanizzata, che si trovavano in una caserma a Bampur, nella provincia di Sistan e Baluchistan, nel sud-est dell’Iran. Sempre secondo l’emittente, gli Usa hanno lanciato almeno 13 missili durante l’attacco e fra i morti figurano sia coscritti che soldati di carriera, mentre numerosi altri soldati sono rimasti feriti. L’esercito ha dichiarato che darà «una risposta decisiva a questa azione aggressiva da parte del nemico americano», ha aggiunto la tv di Stato.
15 luglio 2026
Iran, Teheran: «Usa cercano di impedire nostra sovranità su Hormuz»
Il vice ministro degli Esteri iraniano per gli Affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi, ha dichiarato in un’intervista trasmessa martedì dall’IRIB – l’emittente di Stato iraniana – che gli Stati Uniti stanno cercando di impedire a Teheran di esercitare quella che egli ha definito «sovranità effettiva» sullo Stretto di Hormuz. Poi sui negoziati: «Il fatto che vogliano che l’Iran torni (ai negoziati) è una richiesta che non verrà soddisfatta. Date le attività criminali degli Stati Uniti, la Repubblica Islamica dell’Iran (IRI) non sarà il primo Paese a richiedere negoziati con gli Stati Uniti. Non chiederemo negoziati con gli Stati Uniti», ha concluso Gharibabadi.
15 luglio 2026
L’Iran giustizia un uomo con l’accusa di aver partecipato alle proteste di gennaio
Un uomo è stato giustiziato nella città di Isfahan con l’accusa di aver «appiccato fuoco alla sede del governatorato e a una stazione di polizia e danneggiato beni pubblici» a Dahaghan, nella provincia di Isfahan, durante le proteste di gennaio in Iran. Lo riporta l’agenzia Fars, citando una dichiarazione della magistratura. «La sentenza per Mohammad Amini Dahaghani è stata emessa sulla base dei video delle telecamere di sorveglianza e delle sue confessioni», si legge nella dichiarazione, che aggiunge che l’uomo aveva incitato altri ad attaccare la stazione di polizia durante le proteste del 9 gennaio.
15 luglio 2026
Media Iran, oltre 30 civili uccisi nei recenti raid Usa nel sud del Paese
Un portavoce del governo iraniano ha dichiarato oggi, in un post su X, che oltre 30 civili sono morti nei recenti attacchi Usa nel sud dell’Iran. «Più di 30 cittadini civili hanno perso la vita negli attacchi che hanno colpito le regioni meridionali del Paese negli ultimi giorni», ha affermato Fatemeh Mohajerani. Lo riporta Iran International.
15 luglio 2026
A Roma secondo giorno di negoziati tra Israele e Libano. Ambasciatori cercano accordo sul ritiro dell’esercito israeliano

Una due giorni per mettere Israele e Libano nelle condizioni di raggiungere un’intesa. Martedì 14 e mercoledì 15 luglio Roma fa da cornice al sesto ciclo di negoziati diretti tra Libano e Israele. I cinque round precedenti sono stati ospitati a Washington. Questa volta gli incontri tra le delegazioni avvengono presso l’ambasciata americana. Il nuovo round di colloqui nella capitale è stato annunciato nei giorno scorsi dall’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, durante un incontro al Council on Foreign Relations di Washington.
15 luglio 2026
Iran, Usa: riunione Trump in Situation Room su attacchi a Teheran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto martedì una riunione nella Situation Room della Casa Bianca per discutere di attacchi su larga scala contro l’Iran, più ampi rispetto alle attuali operazioni nell’area dello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito Axios, citando fonti a conoscenza della questione.
Tra gli alti funzionari presenti alla riunione figuravano il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth, secondo quanto riportato.
L’incontro si è concentrato su nuovi piani per attacchi contro obiettivi strategici in Iran, al di là delle attuali operazioni nello Stretto di Hormuz, hanno riferito le fonti ad Axios. Dall’8 luglio, l’esercito statunitense ha condotto diverse ondate di attacchi contro l’Iran. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dichiarato che gli attacchi erano una risposta alle ingerenze iraniane con il traffico marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz. La repubblica islamica ha risposto con attacchi contro basi statunitensi in Kuwait, Bahrein e Giordania.
15 luglio 2026
Nuove sanzioni Usa contro settori petrolifero e criptovalute iraniani
Gli Usa hanno ampliato le sanzioni contro il settore petrolifero iraniano, prendendo di mira in particolare la rete del magnate del trasporto petrolifero Mohammad Hossein Shamkhani, secondo quanto riportato dal Dipartimento del Tesoro. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che il dipartimento ha anche congelato 130 milioni di dollari detenuti in portafogli digitali collegati alla banca centrale iraniana, colpendo un settore che ha visto un’intensificazione dell’attività dall’inizio della guerra. La decisione è arrivata dopo che le forze americane hanno condotto per il quarto giorno consecutivo attacchi contro l’Iran e reintrodotto il blocco navale, con l’Iran che a sua volta ha colpito navi nello Stretto di Hormuz, secondo l’Organizzazione Marittima Internazionale.
15 luglio 2026
Gb accusa pasdaran di coinvolgimento in attacchi in Europa
Il Regno Unito ha accusato la Forza Quds del corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica di essere coinvolta in una serie di attacchi in Europa e ha convocato l’incaricato d’affari iraniano a Londra, Ali Nasimfar. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri di Londra.
“Il Foreign, Commonwealth and Development Office ha convocato oggi l’incaricato d’affari iraniano a Londra in risposta al ruolo della Forza Quds del corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica nel dirigere gruppi affiliati (proxy) responsabili di una serie di attacchi in Europa”, si legge in un comunicato del ministero diffuso ieri.
Secondo la nota, Nasimfar è stato convocato al ministero degli Esteri in relazione ad attacchi avvenuti in Europa tra marzo e maggio, che sarebbero stati coordinati dalla Forza Quds.
15 luglio 2026
Trump, «se Teheran non accetta accordo su Hormuz, attaccheremo ponti e centrali elettriche»
Donald Trump ha minacciato di estendere gli attacchi statunitensi contro l’Iran la prossima settimana, prendendo di mira centrali elettriche e ponti, se Teheran non accetterà un accordo sullo stretto di Hormuz. “La prossima settimana la situazione si farà davvero difficile per loro, perché toccherà alle centrali elettriche. Toccherà ai ponti”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti in un’intervista a Fox News. “Distruggeremo tutte le loro centrali elettriche. Distruggeremo tutti i loro ponti, a meno che non si siedano al tavolo delle trattative”.
15 luglio 2026
Trump non esclude operazione di terra
Il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista a Fox News non ha escluso una campagna di terra in Iran. Alla domanda dell’intervistatore che gli ha chiesto se escludesse una campagna di terra per l’isola di Kharg, Trump ha risposto: “No, non direi di no se lo ritenessi appropriato. A volte è necessaria una campagna di terra, ma abbiamo altre persone che la farebbero per noi, ma abbiamo già colpito l’isola di Kharg due volte, anzi tre. Ho detto, colpite tutto ma non il petrolio”.
Per Approfondire
15 luglio 2026
Usa: colpiti decine obiettivi in ultima ondata di attacchi
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver colpito decine di obiettivi iraniani nel corso dell’ultima ondata di attacchi aerei notturni contro la repubblica islamica, mentre reintroduce un blocco navale nei confronti dell’Iran.
Secondo il Centcom, le forze armate statunitensi hanno colpito “siti di lancio di missili e droni, capacità navali e sistemi di difesa costiera durante l’ondata di attacchi durata sette ore, al fine di ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare il traffico marittimo commerciale e gli equipaggi civili”.
15 luglio 2026
Pasdaran, distrutte strutture Quinta flotta Usa in Bahrain
I Guardiani della rivoluzione, forza paramilitare iraniana, in una dichiarazione riportata dalla tv di Stato hanno riferito che negli attacchi delle scorse ore l’Iran ha colpito strutture della Quinta flotta Usa in Bahrein. “Sono stati colpiti e distrutti il centro di gestione NSI della Quinta Flotta statunitense, il centro di comando e controllo, grandi depositi contenenti parti e attrezzature militari e depositi di carburante della flotta situati in Bahrain”, hanno riferito i Pasdaran.
15 luglio 2026
Iran, Giordania intercetta tre missili balistici lanciati da Teheran
I sistemi di difesa aerea della Giordania hanno intercettato tre missili balistici lanciati dall’Iran nella mattinata di oggi. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Reuters, citando le forze armate di Amman.
In precedenza, sempre oggi, l’esercito iraniano aveva dichiarato di aver attaccato con droni la base aerea statunitense di al Azraq, in Giordania. Successivamente, il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica ha affermato che, a seguito dell’attacco alla base, sono stati distrutti gli hangar che ospitavano caccia F-15, F-16 e F-35, oltre a diversi droni MQ-9.
15 luglio 2026
Usa, è scattato il blocco delle navi e di porti iraniani
Il blocco americano delle navi e dei porti iraniani è scattato. Lo annuncia il Us Central Command, sottolineando che ci sono 20 navi da guerra e centinaia di aerei militari americani che operano in Medio Oriente. “Le forze americane restano vigili, letali e pronte”, mette in evidenza il Us Central Command.
15 luglio 2026
Trump, attacchi all’Iran continueranno finchè non dirò basta
Gli attacchi contro l’Iran “continueranno finché non dirò basta”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando che “prima o poi” gli Stati Uniti colpiranno gli obiettivi del settore energetico. “L’energia la lascerò per ultima. La prossima settimana colpiremo le centrali elettriche e i ponti”, ha messo in evidenza Trump.
15 luglio 2026
Iran, Hormuz resterà chiuso fino a che non cesseranno le aggressioni Usa
Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Irgc) iraniano ha annunciato oggi che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino alla fine degli “atti di aggressione” statunitensi, secondo una dichiarazione trasmessa dalla televisione di Stato iraniana Irib. Washington ieri ha lanciato una nuova serie di attacchi contro l’Iran e ha ripreso il blocco dei suoi porti. “Le operazioni di rappresaglia dei combattenti continueranno e lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando gli Stati Uniti non cesseranno i loro atti di aggressione”, ha affermato l’Irgc.






