Un drone Anduril Ghost-X, un sistema aereo a pilotaggio remoto (UAS), sorvola la zona di addestramento di Pabrade, in Lituania, durante i test NATO delle nuove tecnologie anti-drone. REUTERS/Ints Kalnins REUTERS

20 maggio 2026

Usa verso riduzione delle forze a disposizione della Nato

Riaprire Hormuz e porre fine alla guerra in Iran. I timori del G7 a Parigi riguardano l’impatto del conflitto su un’economia globale già fiaccata considerate le ricadute «sulle catene di approvvigionamento di energia, alimenti e fertilizzanti»

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20 maggio 2026

Iran, gli Stati Uniti volevano installare l’ex presidente Ahmadinejad

Secondo il New York Times, Stati Uniti e Israele attaccarono l’Iran con l’intenzione di eliminare la leadership di Teheran e avere come interlocutore nientemeno che Mahmoud Ahmadinejad, l’ex presidente iraniano caduto in disgrazia, ma noto per le sue posizioni intransigenti, anti-israeliane e anti-americane. Ahmadinejad, che sarebbe stato a conoscenza del piano, rimase ferito il primo giorno di guerra in un attacco israeliano contro la sua abitazione di Teheran che non avrebbe avuto lo scopo di eliminarlo, ma di liberarlo dagli arresti domiciliari. Secondo le fonti citate dal quotidiano americano, dopo lo scampato pericolo Ahmadinejad si disilluse sulla possibilità di un cambio di regime.

19 maggio 2026

Usa verso riduzione delle forze a disposizione della Nato durante crisi

L’amministrazione Trump comunicherà agli alleati della Nato che ridurrà le forze americane disponibili per l’Alleanza durante le crisi. Lo riporta Reuters sul suo sito citando alcune fonti, secondo le quali il Pentagono vuole ridimensionare significativamente il suo impegno. Nell’ambito del ’Nato Force Model’, i paesi dell’Alelanza individuano insieme le forze disponibili che potrebbero essere usate durante un conflitto o una grave crisi, come un attacco a membro Nato. L’annuncio è atteso venerdì.

19 maggio 2026

Usa sequestrano petroliera legata all’Iran nell’Oceano indiano

Gli Stati Uniti hanno sequestrato nella notte una petroliera legata all’Iran nell’Oceano Indiano. Lo ha riferito il Wall Street Journal, citando tre funzionari di Washington. La petroliera, chiamata Skywave, era stata sanzionata dagli Stati Uniti a marzo per il suo ruolo nel trasporto di petrolio iraniano e avrebbe caricato più di un milione di barili di greggio sull’isola iraniana di Isola di Kharg a febbraio.

19 maggio 2026

Trump lunedì ha incontrato i consiglieri per la sicurezza sull’Iran

Donald Trump ha convocato lunedì sera i suoi consiglieri alla sicurezza nazionale sull’Iran. Lo riporta Axios, sottolineando che la riunione si è tenuta poche ore dopo che il presidente aveva annunciato di aver sospeso l’attacco pianificato per martedì. La riunione ha incluso anche un briefing sulle opzioni militari. Secondo quanto riferito da alcuni funzionari, Trump non aveva deciso di attaccare prima di annunciare la sospensione del raid.

19 maggio 2026

Vance: «Non è chiaro cosa l’Iran voglia ottenere con i negoziati»

«Non è chiaro cosa» l’Iran voglia «ottenere con i negoziati», la sua posizione negoziale non è ancora chiara. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance.

19 maggio 2026

Israele pronto a unirsi a potenziale attacco Usa all’Iran

La leadership politica israeliana si aspetta e si dichiara pronta a partecipare a un attacco statunitense contro l’Iran, anche dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di aver annullato un attacco previsto per oggi perché alcuni Paesi del Golfo lo avrebbero convinto che fosse possibile raggiungere un accordo con Teheran. Lo ha riferito l’emittente israeliana Channel 12. Secondo quanto riportato, i funzionari dello stato ebraico sono convinti che l’annuncio di Trump abbia solo ulteriormente ristretto le sue opzioni, valutando che, a meno che Teheran non presenti una proposta significativamente migliorata - cosa che le autorità israeliane reputano improbabile - il presidente sarà alla fine costretto a rispondere militarmente.

19 maggio 2026

Vance: «Con l’Iran l’opzione B è quella militare. Trump non la vorrebbe»

«Abbiamo due strade che possiamo intraprendere con l’Iran»: una opzione è negoziare, «l’opzione B è riavviare la campagna militare. Trump non vorrebbe l’opzione B». Lo ha detto il vicepresidente JD Vance, definendo l’Iran un paese «complicato».

19 maggio 2026

Emirati Arabi: intercettati sei droni nelle ultime 48 ore

Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che la loro difesa aerea ha intercettato e neutralizzato sei droni nelle ultime 48 ore, accusandoli di aver tentato di colpire aree civili e strategiche in tutto il Paese. Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha precisato che le intercettazioni non hanno causato vittime e non hanno avuto alcun impatto sulla sicurezza delle infrastrutture vitali. Lo riporta Iran International.

19 maggio 2026

Idf invita gli abitandi di 12 città del Sud del Libano a evacuare

L’esercito israeliano ha nuovamente invitato gli abitanti di dodici città del Libano meridionale e della valle della Bekaa (nella parte orientale del Paese) a evacuare, poche ore dopo aver emesso il primo avviso. Le città in questione sono «Toura, Nabatieh, Habbouche, Bazouria, Tayr Debba, Kfar Hounah, Ain Qana, Labaiah, Jebchit, Chehabiye (Tayr Zibna), Bourj Al Shamali (Tiro) e Houmine El Faouqa», secondo un post su X del portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano, Avichay Adraee.

19 maggio 2026

Teheran: «L’opportunità della pace per gli Usa è in realtà una minaccia»

Gli Stati Uniti utilizzano le proprie dichiarazioni sulla pace con l’Iran come uno strumento di minaccia contro Teheran, dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump riguardo a una possibile offensiva militare. Lo ha sottolineato il vice ministro degli Esteri della repubblica islamica, Kazem Gharib Abadi. Secondo Trump, gli Stati Uniti avevano pianificato di lanciare un attacco militare contro l’Iran questo martedì, ma hanno deciso di rinviarlo su richiesta di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti per dare una possibilità a un possibile accordo di pace. «Gli Stati Uniti parlano di aver rinviato temporaneamente l’attacco contro l’Iran per dare una possibilità ai negoziati, mentre allo stesso tempo avvertono di essere pronti a un attacco su larga scala in qualsiasi momento. In altre parole, l’opportunità per la pace è in realtà una minaccia», ha scritto il funzionario sul social network.

19 maggio 2026

Russia condanna gli attacchi alle centrali nucleari di Iran ed Emirati Arabi

I bombardamenti statunitensi e israeliani contro gli impianti nucleari in Iran «hanno quasi provocato una tragedia irreparabile ed è sconcertante che nessuno sia stato ritenuto responsabile». Lo ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. «È sconcertante che coloro che hanno commesso questa atrocità non solo non si sentano responsabili, ma continuino anche a intimidire Teheran con nuovi bombardamenti per portare a termine ciò che hanno iniziato», ha affermato Zakharova in un commento pubblicato sul sito web del ministero e ripreso dalle agenzie russe. Allo stesso tempo, ha osservato Zakharva, la Russia condanna le azioni di coloro che hanno preso di mira la centrale nucleare degli Emirati Arabi Uniti. «Condanniamo fermamente le azioni sconsiderate e illegali di coloro che, come nel caso delle infrastrutture nucleari russe e iraniane, hanno preso di mira la centrale nucleare degli Emirati Arabi Uniti», ha affermato la portavoce.

19 maggio 2026

Trump: «La guerra in Iran è molto popolare»

Nonostante i sondaggi che citano la guerra contro l’Iran come uno dei motivi del gradimento in netto calo del presidente americano, lo stesso Donald Trump sostiene che il conflitto lanciato dagli Usa insieme a Israele il 28 febbraio scorso è «molto popolare. Tutti mi dicono che è impopolare, ma io penso che sia molto popolare», ha spiegato facendo riferimento al rischio che Teheran ottenga un’arma nucleare. «Non ho abbastanza tempo per spiegare» la guerra «alla gente. Sono troppo occupato a portarla a termine. A prescindere che sia popolare o impopolare, la devo fare», ha detto alla stampa dal cantiere della sala da ballo della Casa Bianca. Trump pensa anche «che sia importante ottenere la polvere nucleare, forse psicologicamente più di ogni altra cosa». Il riferimento è ai 440 chilogrammi di uranio arricchito di cui si stima l’Iran sia dotato e che il presidente americano vorrebbe fossero consegnati agli Usa come parte di un accordo con Teheran. Convinto che l’Iran «abbia poca capacità di reagire» per via degli attacchi che secondo lui hanno eliminato «l’82% dei loro missili», Trump ha aggiunto che se abbandonasse ora la questione iraniana, il Paese «impiegherebbe 25 anni per la ricostruzione. Ma noi non ce ne andiamo».

19 maggio 2026

Nato: dispiegamento a Hormuz una possibilità se lo Stretto non riaprirà entro luglio

La Nato sta valutando la possibilità di una missione per agevolare il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, se non sarà riaperto entro i primi di luglio. Lo ha detto un comandante dell’alleanza militare, secondo quanto riportato da Bloomberg. Il comandante Alexus Grynkewich ha dichiarato che una potenziale missione dell’alleanza militare nello Stretto di Hormuz sarebbe una decisione politica. «Le condizioni alle quali la Nato prenderebbe in considerazione un intervento nello Stretto di Hormuz sono in definitiva una decisione politica», ha affermato Grynkewich a Bruxelles, dove ha incontrato i capi militari dei Paesi Nato. L’idea gode del sostegno di diversi membri della Nato, ma non ha ancora ottenuto l’unanimità necessaria, ha dichiarato un diplomatico di un Paese Nato. I leader dei Paesi Nato si riuniranno ad Ankara il 7 e l’8 luglio.

19 maggio 2026

Trump: «All’Iran un tempo limitato, 2-3 giorni, forse inizio prossima settimana»

All’Iran Donald Trump concede «un periodo limitato»: «2-3 giorni, forse fino all’inizio della settimana». Lo ha detto il presidente americano ribadendo che l’Iran non può avere l’arma nucleare. «Non ho dubbi che la userebbe. Sarebbe un olocausto nucleare. Non consentirò che questo accada sotto i miei occhi», ha aggiunto Trump. «Sono stato chiamato ieri e mi è stato chiesto di cancellare l’attacco perché si è vicini a un accordo. Ho sentito questo anche in passato e poi hanno cambiato idea», ha spiegato il presidente facendo riferimento alla chiamata di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

19 maggio 2026

Bessent: partner G7 si schierino con noi contro reti finanziarie Teheran

Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha chiesto agli alleati degli Stati Uniti di intensificare le azioni contro le reti finanziarie dell’Iran, esortandoli a un maggiore coordinamento internazionale. «Chiediamo ai nostri partner di schierarsi con noi in modo pieno - ha detto in un discorso preparato per una conferenza sul contrasto al finanziamento del terrorismo a margine dei lavori del G7 a Parigi - Questo richiederà, ad esempio, che i nostri partner europei si uniscano agli Stati Uniti nell’agire contro l’Iran, designando i suoi finanziatori, smascherando le società di comodo e di facciata, chiudendo le sue filiali bancarie e smantellando le sue reti di proxy». Bessent ha inoltre esortato anche i Paesi del Medio Oriente e dell’Asia a intervenire contro i cosiddetti «network bancari ombra» iraniani. «Richiederà che coloro che si trovano in Medio Oriente e in Asia smantellino le reti bancarie ombra dell’Iran», ha dichiarato. Il segretario al Tesoro ha infine sottolineato la necessità di aggiornare l’architettura delle sanzioni statunitensi, affermando: «Per rafforzare i risultati in termini di sicurezza nazionale, il Tesoro sta adattando il proprio programma di sanzioni al XXI secolo». Bessent ha concluso aggiungendo che le misure devono essere «aggressive e mirate» e che «le sanzioni sono concepite per cambiare i comportamenti, non per punire le popolazioni».

19 maggio 2026

G7: «Imperativo riaprire Hormuz e risolvere la guerra in Iran»

“L’incertezza economica globale ha accentuato i rischi per la crescita e per l’inflazione, in un contesto di conflitto in corso in Medio Oriente, in particolare attraverso le pressioni sulle catene di approvvigionamento di energia, alimenti e fertilizzanti, che colpiscono in modo particolare i paesi più vulnerabili. Per mitigare questi impatti negativi, riconosciamo che un rapido ritorno alla libera e sicura circolazione attraverso lo Stretto di Hormuz e una soluzione duratura del conflitto sono imperativi”. Lo si legge nel comunicato finale del G7 Finanze appena concluso a Parigi.

19 maggio 2026

Almeno un morto nell’esplosione di un’autobomba a Damasco

E’ di almeno un morto il bilancio provvisorio dell’esplosione di un’autobomba nel centro di Damasco nei pressi del quartiere a maggioranza cristiano di Bab Sharqi. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria e media locali secondo cui l’esplosione è avvenuta di fronte a un edificio appartenente al ministero della Difesa siriano e di fronte alle antiche mura della città.

19 maggio 2026

Giorgetti, per Italia doppio shock da Ucraina e Medio Oriente, siamo un unicum

“Il doppio shock a cui siamo stati sottoposti come economia italiana, prima alla crisi energetica ucraina e ora alla crisi energetica del Medio Oriente è un unicum in tutta Europa insieme a quello subito dalla Germania”: lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, al termine dei lavori del G7 Finanza a Parigi. Rispondendo a una domanda dei giornalisti sui contenuti della discussione con i partner in merito alla guerra e su eventuali pressioni esercitate sul rappresentante americano, il segretario americano al Tesoro, Scott Bessent, Giorgetti ha detto: “Pressioni? Mi sembra un termine esagerato, sicuramente tutti abbiamo espresso il desiderio di una pace stabile quanto prima, non solo in Medio Oriente ma anche in Ucraina”.

19 maggio 2026

Media Siria, esplosione udita a Damasco

Un’esplosione è stata udita nella capitale siriana Damasco. Lo riferiscono i media statali.

19 maggio 2026

Qatar, sforzi diplomatici tra Iran e Usa richiedono più tempo

Il Qatar ha dichiarato che i negoziati tra Stati Uniti e Iran, mediati dal Pakistan, necessitano di più tempo per raggiungere un accordo, il giorno dopo che il presidente Donald Trump aveva affermato di aver rinviato gli attacchi per dare una possibilità al processo. “Sosteniamo lo sforzo diplomatico del Pakistan, che ha dimostrato serietà nel riunire le parti e trovare una soluzione, e crediamo che serva più tempo”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, in una conferenza stampa.

19 maggio 2026

S&P, con chiusura prolungata Hormuz recessione Ue più vicina

“Prevediamo un rallentamento dell’economia europea e un aumento dell’inflazione, con impatti negativi sulla domanda dei consumatori. Una recessione diventa più probabile quanto più a lungo lo stretto (di Hormuz, ndr) rimane di fatto chiuso”. Lo si legge in un report di S&P sull’impatto della guerra all’Iran. “Ci aspettiamo che i flussi energetici interrotti, le prospettive economiche più deboli e il peggioramento del sentiment di mercato” spingano “il tasso di default europeo sul debito speculative-grade al 3,75% entro marzo 2027, rispetto al 3,3% di marzo 2026”. Nello scenario pessimistico “il tasso di default potrebbe salire al 5%”.

19 maggio 2026

Nyt, Iran ha sfruttato mese di tregua per prepararsi e riposizionare lanciamissili

L’Iran avrebbe sfruttato il mese di cessate il fuoco nella guerra contro Stati Uniti e Israele per prepararsi alla ripresa dei combattimenti, riposizionando i lanciatori di missili balistici. Lo scrive il New York Times che cita un funzionario militare statunitense. Secondo quanto riferito, dall’entrata in vigore del cessate il fuoco l’8 aprile, l’Iran si è adoperato per «dissotterrare decine di siti di lancio di missili balistici bombardati, spostare i lanciatori mobili e, nonostante le perdite significative, adattare le proprie tattiche a un’eventuale ripresa degli attacchi». Secondo il funzionario, gli attacchi statunitensi contro le infrastrutture missilistiche iraniane hanno colpito gli ingressi dei siti, ma non i lanciatori stessi, poiché questi erano interrati in profonde grotte sotterranee per proteggerli dagli attacchi.

19 maggio 2026

Fondo di Emirati e Israele per acquisti congiunti difesa

Gli Emirati Arabi Uniti e Israele hanno creato un fondo per l’acquisto e lo sviluppo congiunto di nuovi sistemi di difesa. Lo riporta il Middle East Eye citando un funzionario americano in servizio e un ex funzionario americano.

Il funzionario in servizio ha dichiarato che i due Paesi procederanno ad «acquisti congiunti» di armi nell’ambito della nuova partnership in materia di difesa e gli Emirati Arabi Uniti potrebbero anche finanziare lo sviluppo tecnologico dei sistemi di difesa aerea israeliani. Questa intesa sarebbe stata raggiunta durante la visita del premier israeliano Benjamin Netanyahu negli Emirati Arabi Uniti, avvenuta nel pieno della guerra israelo-americana contro l’Iran. Visita di cui ha dato conto l’ufficio del premier, poi smentita dagli Emirati.

L’ex funzionario americano ha detto a Mee che sono stati stanziati «tanti soldi» per il fondo e che gli acquisti probabilmente andranno oltre la difesa aerea.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 19 maggio

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19 maggio 2026

Libano, 116 operatori sanitari uccisi negli attacchi israeliani

Sono 116 gli operatori sanitari uccisi da Israele in Libano dallo scorso 2 marzo. Lo ha detto il il ministro della Sanità libanese, Rakan Nasreddine, al direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, incontrato a Ginevra a margine dell’Assemblea mondiale della Sanità.

Stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa libanese Nna, il ministro ha riferito quindi di 263 operatori rimasti feriti negli attacchi israeliani, che hanno distrutto o danneggiato numerose ambulanze, centri sanitari e ospedali. Nasreddine ha quindi invitato Tedros a visitare il Libano e ha ringraziato l’Oms per il continuo supporto fornito al ministero della Sanità e al sistema sanitario libanese a partire dal 2019.

19 maggio 2026

Iran: Nyt, «Teheran ha riallestito siti lancio missili balistici durante tregua»

L’Iran avrebbe sfruttato il mese e più di cessate il fuoco nella guerra contro Stati Uniti e Israele per prepararsi alla ripresa dei combattimenti, riposizionando i lanciatori di missili balistici. Secondo un articolo del New York Times, che cita un funzionario militare statunitense, da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco l’8 aprile, l’Iran si è adoperato per “riallestire decine di siti di lancio di missili balistici colpiti dai bombardamenti, spostare i lanciatori mobili di missili e, nonostante le perdite significative, adattare le proprie tattiche a un’eventuale ripresa degli attacchi”. Il funzionario ha spiegato che gli attacchi statunitensi contro le capacità missilistiche iraniane hanno colpito le porte d’accesso ai siti, ma non i lanciatori, poiché questi erano sepolti in profonde grotte sotterranee per proteggerli dai raid.

19 maggio 2026

Casa Bianca ribadisce: Iran deve rinunciare alle ambizioni nucleari

L’Iran deve rinunciare alle sue ambizioni nucleari. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly dopo la decisione di Donald Trump di sospendere l’attacco contro Teheran. L’Iran - ha spiegato - non può avere uranio arricchito, e questa rappresenta una linea rossa nelle trattative insieme al completo stop del programma nucleare iraniano.

19 maggio 2026

Iran, forze armate: Usa e alleati non ripetano «errore strategico»

Il comandante del Comando Centrale delle forze armate iraniane, il generale Ali Abdollahi, ha ammonito “gli Stati Uniti e i loro alleati a non ripetere i loro errori strategici e di valutazione”, sottolineando che le forze iraniane “sono più preparate e potenti di prima e sono pronte a rispondere con decisione a qualsiasi nuovo atto di aggressione”.

“Devono sapere che qualsiasi nuova aggressione o invasione da parte dei nemici della nostra terra e della nostra fiera nazione incontrerà una risposta rapida, decisa, potente e capillare”, ha aggiunto nel comunicato riportato dai media locali.

19 maggio 2026

Iran: Teheran, «pronti a tagliare la mano a Usa e Israele in caso di attacco»

“Se i nostri nemici commetteranno un altro errore, risponderemo con una forza e una capacità di gran lunga maggiori rispetto al passato. Gli Stati Uniti e i loro alleati non devono commettere un altro errore strategico o fare un altro calcolo errato”. Lo ha affermato Ali Abdollahi, capo dello stato maggiore dell’esercito, mettendo in guardia gli Usa contro un attacco a Teheran. “I nemici devono sapere che l’Iran e le sue forze sono più preparati e più forti che mai - ha aggiunto - Le nostre forze sono pronte e risponderanno rapidamente, con decisione, con forza e su vasta scala a qualsiasi aggressione da parte dei nemici. Ci difenderemo con tutte le nostre forze e taglieremo la mano a qualsiasi aggressore”.

19 maggio 2026

Iran: gruppo indiano Adani pagherà 275 mln dlr per aver comprato petrolio iraniano sotto sanzione

Il gruppo indiano Adani ha accettato di pagare 275 milioni di dollari per chiudere un’indagine negli Stati Uniti sulle sue presunte importazioni di idrocarburi iraniani. E’ quanto riferisce il governo americano. L’azienda era sospettata di aver violato le sanzioni statunitensi acquistando per 32 volte idrocarburi di origine iraniana tra novembre 2023 e giugno 2025, secondo quanto riportato dall’Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Dipartimento del Tesoro. Il Gpl sarebbe stato acquistato “da un intermediario con sede a Dubai che sosteneva di fornire gas omanita e iracheno. C’erano segnali importanti che avrebbero dovuto allertare la società sul fatto che il Gpl proveniva in realtà dall’Iran”, afferma l’Ofac. Adani avrebbe utilizzato istituzioni finanziarie statunitensi per pagare una fattura complessiva superiore a 192 milioni di dollari. Il gruppo ha confermato l’accordo con le autorità statunitensi in un comunicato. Nell’accordo si sottolinea che “almeno in quattro occasioni tra marzo 2023 e febbraio 2024”, il gruppo “è stata informato da terzi che le spedizioni fornite dal venditore di Dubai potevano provenire dall’Iran”. Viene inoltre evidenziato che il prezzo di vendita, “inferiore a quello di mercato”, avrebbe dovuto destare sospetti, poiché l’Iran è “quasi l’unico” Paese in Medio Oriente a vendere Gpl “con uno sconto significativo”. Il gruppo indiano aveva dichiarato a febbraio di collaborare con le autorità statunitensi nell’ambito dell’indagine e aveva contattato l’Ofac dopo che il quotidiano americano Wall Street Journal aveva rivelato, nel giugno 2025, che i suoi acquisti di Gpl erano sotto esame da parte della giustizia statunitense. Il gruppo è guidato dal miliardario Gautam Adani, considerato vicino al primo ministro nazionalista indù Narendra Modi.

19 maggio 2026

Iran: Teheran, asse della resistenza più unito e forte che mai

Il portavoce del Ministero della Difesa iraniano ha respinto le recenti affermazioni di Donald Trump sulla distruzione delle capacità di difesa dell’Iran, sottolineando che una parte significativa della potenza militare del Paese non è ancora stata impiegata e che “l’asse della resistenza è ora più unito e forte che mai”. Intervenendo all’emittente yemenita Al Masirah, il generale di brigata Reza Talaei-Nik ha liquidato le dichiarazioni di Trump come “falsità” e “assurdità”, affermando: “Trump continua a diffondere affermazioni infondate e menzogne sulla distruzione delle nostre capacità di difesa”.

“L’aura di potere dell’America è crollata per mano delle nostre forze”, sottolineando che “una parte considerevole delle capacità difensive dell’Iran non è ancora stata messa in atto”, ha sottolineato.

19 maggio 2026

Nyt, «attacchi a petrolio e blocco Bab el-Mandeb possibili strategie Iran»

Gli iraniani si stanno preparando a una possibile ripresa degli attacchi e hanno fatto intendere che non esiteranno a infliggere un duro colpo ai paesi vicini e all’economia mondiale in caso di attacco. Ecco come potrebbe reagire l’Iran, scrive in una analisi il New York Times. Nel primo conflitto di quest’anno, gli iraniani si stavano preparando a una guerra prolungata di circa tre mesi. Di conseguenza, l’Iran ha limitato l’uso dei missili per sostenere settimane di attacchi contro Israele e obiettivi regionali, ha aggiunto. Al contrario, se dovesse scoppiare di nuovo una guerra, i leader iraniani prevedono combattimenti “brevi ma ad alta intensità”, inclusi pesanti attacchi coordinati contro le loro infrastrutture energetiche. Come potrebbe reagire l’Iran questa volta? In un nuovo ciclo di combattimenti, l’Iran potrebbe lanciare decine o centinaia di missili al giorno per “affrontare efficacemente il nemico e anche cambiare le carte in tavola”. Questo costringerebbe le nazioni arabe del Golfo a prepararsi a un’intensificazione degli attacchi contro le loro infrastrutture energetiche. Se i danni dovessero essere sufficientemente ingenti, potrebbero trascinare paesi come gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e l’Arabia Saudita ancora più a fondo in una guerra che molti leader del Golfo hanno cercato di evitare. L’Iran potrebbe anche tentare di esercitare il controllo sullo Stretto di Bab el-Mandeb, uno stretto braccio di mare che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden, attraverso il quale transita un decimo del commercio mondiale. Lo stretto si trova a ridosso del territorio controllato dagli Houthi, una milizia yemenita sostenuta dall’Iran. Nell’ultima fase dei combattimenti, gli iraniani hanno sfruttato la loro vicinanza allo Stretto di Hormuz per esercitare un’enorme influenza sull’economia mondiale. Se il governo iraniano ritiene che il suo controllo su quello stretto sia in pericolo, potrebbe voler “costringere gli Stati Uniti a concentrarsi su due fronti marittimi anziché su uno”. La milizia Houthi ha promesso di difendere l’Iran in caso di guerra regionale, ma ha reagito con cautela nell’ultima fase dei combattimenti.

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