15 maggio 2026
Iran, Trump minaccia nuovi bombardamenti. Libano, prorogata tregua di 45 giorni
In un’intervista al programma «Hannity» di Fox News, Trump ha affermato che la sua pazienza nei confronti dell’Iran si sta esaurendo, dopo aver discusso ieri con il presidente cinese Xi Jinping proprio sulla guerra tra Stati Uniti e Teheran. «Dovrebbero trovare un accordo», ha detto il tycoon riferendosi a dissidi nel regime iraniano. Sulla questione cruciale delle scorte nascoste di uranio arricchito dell’Iran, Trump ha minimizzato: «In realtà mi sentirei meglio se le ottenessi. Ma penso che sia più una questione di pubbliche relazioni che di altro»
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Sintesi per punti
15 maggio 2026
Libano: ministero Sanità, tre paramedici uccisi in raid Idf nel sud
Tre paramedici sono stati uccisi in un raid aereo israeliano nella città di Haruf, nel sud del Libano. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Beirut, spiegando che un quarto paramedico è rimasto gravemente ferito.
In una nota si legge che l’Islamic Health Authority–Civil Defense in cui i paramedici operavano è stato completamente distrutto nel raid dell’Idf.
15 maggio 2026
Uccise due membri ambasciata Israele, procura Usa chiederà pena di morte
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti intende chiedere la pena di morte per Elias Rodriguez, il 31enne di Chicago accusato di aver ucciso due membri dello staff dell’ambasciata israeliana lo scorso maggio. Lo hanno scritto i procuratori federali in un documento depositato oggi in tribunale.
Rodriguez è accusato di aver sparato e ucciso i due dipendenti dell’ambasciata davanti al Capitol Jewish Museum.
L’uomo è stato incriminato per crimini d’odio federali e a febbraio è stato accusato anche di reati legati al terrorismo . Si è dichiarato non colpevole.
Se Rodriguez verrà condannato, hanno scritto i procuratori federali, “gli Stati Uniti ritengono che le circostanze dei reati” siano tali da “giustificare una condanna a morte”. Secondo quanto si legge nel documento, Rodriguez “ha ucciso intenzionalmente le vittime Yaron Lischinsky e Sarah Milgrim” e “ha commesso il reato dopo un’attenta pianificazione e premeditazione, con l’obiettivo di causare la morte di una persona e commettere un atto di terrorismo”.
15 maggio 2026
Partiti i due cacciamine italiani, diretti a Gibuti
Sono partiti da Augusta - a quanto si apprende - i due cacciamine italiani che potrebbero intervenire nello Stretto di Hormuz a tregua consolidata.
Le due unità, il ’Crotone’ e il Rimini’, sono inizialmente diretti a Gibuti, che raggiungeranno attraverso lo Stretto di Suez. Servirà quasi un mese di navigazione ai due cacciamine per raggingere il Golfo.
via REUTERS
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15 maggio 2026
Francia, portaerei schierata per eventuale missione Hormuz
La portaerei francese Charles de Gaulle e le navi di scorta sono arrivate al largo della penisola arabica. Lo ha annunciato Alice Roupaud, portavoce del ministero della Difesa francese, spiegando che la portaerei è stata dispiegata in quella zona con l’obiettivo di “prepararsi in anticipo nel caso in cui venga lanciata una missione neutrale per ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz”.
15 maggio 2026
Libano: prorogata tregua di 45 giorni, nuovi negoziati il 2-3 giugno
E’ stato prorogato di 45 giorni, per consentire ulteriori progressi, il cessate il fuoco che era stato concordato il 16 aprile scorso per il Libano.
Lo ha annunciato il portavoce del Dipartimento di Stato americano Tommy Pigott su ’X’, al termine di due giorni di ’’colloqui molto proficui’’ tra Libano e Israele, ieri e oggi, ospitati dagli Stati Uniti.
Un nuovo round di negoziati politici è stato fissato per il 2 e 3 giugno, ha aggiunto il Dipartimento di Stato. Inoltre il 29 maggio verrà avviato al Pentagono un dialogo sulla sicurezza con delegazioni militari di entrambi i Paesi.
’’Ci auguriamo che questi colloqui promuovano una pace duratura tra i due Paesi, il pieno riconoscimento reciproco della sovranità e dell’integrità territoriale e la creazione di una reale sicurezza lungo il confine condiviso’’, ha scritto Pigott.
15 maggio 2026
Funzionario Israele, pronti a ripresa della guerra
Un alto funzionario israeliano ha dichiarato a Channel 12 che Tel Aviv si sta preparando all’imminente ripresa della guerra contro l’Iran. “Gli americani capiscono che i negoziati con l’Iran non porteranno da nessuna parte”, ha affermato il funzionario che ha parlato in forma anonima. “Ci stiamo preparando a giorni o settimane di scontri e attendiamo la decisione finale di Trump. Ne sapremo di più tra 24 ore”, ha aggiunto.
15 maggio 2026
Iran, per Usa lo Stretto di Hormuz diventerà meno importante
Il segretario all’Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, ha dichiarato di aspettarsi una crescita della capacità degli oleodotti che passano attraverso l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e altri paesi del Medio Oriente, prevedendo che l’importanza dello Stretto di Hormuz per le spedizioni globali di petrolio e gas diminuisca.
“Ci saranno altre rotte per far uscire l’energia” dalla regione del Golfo, ha detto Wright a Cnbc.
“Penso che vedremo una diminuzione dell’importanza dello Stretto di Hormuz, ma non una diminuzione dell’importanza della produzione e dell’approvvigionamento energetico di quei paesi - ha aggiunto - sono grandi alleati degli Stati Uniti, sono fornitori chiave di energia per il mondo e dobbiamo vedere il ritorno della prosperità, della pace e della crescita economica in quella regione”.
15 maggio 2026
Trump: «Potremmo intervenire di nuovo in Iran per fare pulizia»
Gli Stati Uniti potrebbero intervenire di nuovo in Iran per fare “un po’ di pulizie”. Il presidente americano Donald Trump, parlando sull’Air Force One di rientro dalla visita di Stato in Cina, ha affermato che gli Usa hanno “spazzato via le loro forze armate di fatto. Ora, ha aggiunto il tycoon, ”potremmo dover fare un pò di pulizie perchè abbiamo avuto un piccolo cessate il fuoco di un mese”. Il presidente americano ha quindi affermato di aver accettato una tregua “per fare un favore al Pakistan” anche se lui personalmente non era favorevole all’idea.
15 maggio 2026
Emirati smentiscono un ruolo attivo nella guerra dopo accuse Iran
Gli Emirati Arabi Uniti hanno respinto i “tentativi di giustificare gli attacchi terroristici iraniani” dopo che Teheran ha accusato il ricco stato del Golfo di svolgere un ruolo attivo nella guerra in Medio Oriente. Il ministro di Stato Khalifa bin Shaheen Al Marar ha “ribadito il categorico rifiuto degli Emirati Arabi Uniti delle affermazioni iraniane e dei tentativi di giustificare gli attacchi terroristici iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti” e altre nazioni, secondo quanto riportato in una dichiarazione.
15 maggio 2026
Araghchi: «Emirati hanno bloccato dichiarazione finale riunione Brics»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che gli Emirati Arabi Uniti avrebbero “bloccato” una dichiarazione congiunta dei Brics. Secondo quanto riferito, Araghchi non ha fornito dettagli specifici sulle parti contestate dagli Emirati, limitandosi a dichiarare che “la dichiarazione finale della riunione ministeriale dei Brics è stata bloccata, o almeno in parte, da uno Stato membro che intrattiene relazioni speciali con Israele”. I Brics comprendono Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Etiopia, Egitto, Iran, Emirati Arabi Uniti e Indonesia. Il ministro iraniano ha aggiunto: “Non abbiamo problemi con quel determinato Paese. Non sono stati il nostro obiettivo nella guerra in corso. Abbiamo colpito solo basi e installazioni militari americane, che purtroppo si trovano sul loro territorio”. Ha inoltre sostenuto che “l’unico motivo per cui hanno interrotto la dichiarazione finale è stato il loro sostegno a Israele e agli Stati Uniti nella loro aggressione contro l’Iran”. Araghchi ha infine espresso l’auspicio che nei prossimi vertici si arrivi a una maggiore convergenza. “L’Iran è un Paese vicino. Dobbiamo convivere. Abbiamo convissuto per secoli e dovremo continuare a farlo per i secoli a venire”, ha concluso.
15 maggio 2026
Iran, Wang Yi: «Dialogo è l’unica via giusta»
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha informato che durante il viaggio in Cina del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il leader americano ha discusso con l’omologo cinese Xi Jinping delle tensioni geopolitiche in atto, sostenendo che, per quanto concerne il Medio Oriente, la Cina ha ribadito che “la forza non può risolvere i problemi e che il dialogo è l’unica via giusta”.
“I negoziati non si concluderanno dall’oggi al domani, ma una volta aperta la porta del dialogo, non dovrebbe essere richiusa”, ha affermato Wang in merito ai negoziati con Teheran di Washington. “La Cina incoraggia gli Stati Uniti e l’Iran a continuare a risolvere le loro divergenze e controversie, compresa la questione nucleare, attraverso i negoziati, e si batte per la rapida riapertura dello Stretto di Hormuz sulla base del mantenimento del cessate il fuoco”, ha aggiunto il diplomatico cinese.
15 maggio 2026
Araghchi: «Garantiremo sicurezza commercio nello Stretto di Hormuz»
L’Iran continuerà a svolgere il suo “dovere storico” di garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, una delle principali rotte marittime globali. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un post su X. “In un proficuo incontro con il mio ospite, il dottor Jaishankar, abbiamo discusso degli sviluppi regionali e abbiamo chiarito che l’Iran adempirà sempre al suo storico dovere di garante della sicurezza nell’Hormuz”, ha scritto Araghchi riferendosi al colloquio con il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar. Araghchi ha aggiunto che “l’Iran è un partner affidabile di tutte le nazioni amiche, che possono contare sulla sicurezza degli scambi commerciali”.
15 maggio 2026
Iran, Trump: «Potremmo dover andare a prenderci la “polvere nucleare”»
Gli Stati Uniti potrebbero a un certo punto entrare in Iran per rimuovere la “polvere nucleare”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, dopo la sua visita in Cina. “Penso che probabilmente la otterremo - ha aggiunto - ma se così non fosse, entreremo. L’Iran è completamente sconfitto. Non corriamo alcun rischio. Abbiamo tutte le attrezzature per tirarla fuori, nessun altro le ha. Forse la Cina le possiede”.
15 maggio 2026
Iran: «Abu Dhabi cercò di convincere Riad e Doha a unirsi ad attacchi contro Teheran»
Gli Emirati Arabi Uniti cercarono di persuadere i paesi vicini, tra cui Arabia Saudita e Qatar, a unirsi agli attacchi di rappresaglia contro l’Iran, ma questi si rifiutarono. Lo scrive Haaretz, riportando una notizia diffusa da Bloomberg, secondo cui il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed Al Nahyan tenne una serie di colloqui telefonici con i leader regionali, tra cui il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, poco dopo che gli Stati Uniti e Israele avevano lanciato attacchi contro l’Iran il 28 febbraio. All’inizio di questa settimana, il Wall Street Journal ha riportato che gli Emirati Arabi Uniti hanno condotto segretamente attacchi in Iran durante la guerra, mentre Reuters - scrive ancora Haaretz - ha riferito, citando fonti, che anche l’Arabia Saudita ha effettuato diversi attacchi simili. Gli attacchi dell’aviazione saudita si sarebbero probabilmente svolti alla fine di marzo. Una fonte che ha parlato con Reuters li ha descritti come attacchi di rappresaglia in risposta agli attacchi contro l’Arabia Saudita. Secondo quanto riportato, l’attacco aereo degli Emirati Arabi Uniti è avvenuto ad aprile, all’incirca nello stesso periodo in cui il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato il cessate il fuoco.
15 maggio 2026
Emirati Arabi: «Pil al ribasso per la guerra, ma continuiamo a crescere»
«All’inizio dell’anno la crescita del Pil per gli Emirati era di circa il 5,6%. Stavamo andando benissimo con una crescita del 5-6% negli ultimi quattro anni. La riconsiderazione della crescita per gli Emirati ora è del 3,1%, che è comunque forte e dimostra che gli Emirati sono costruiti per l’agilità e per continuare a progredire. Rispetto ad altri, mostriamo una delle crescite più forti». Lo ha sottolineato Abdulla bin Touq al Marri, ministro dell’Economia e del Turismo degli Emirati Arabi Uniti, dal palco di Investopia 2026 a Milano, parlando delle ricadute della crisi nel Golfo per la guerra in Iran.
15 maggio 2026
Araghchi: «Aperti a possibile aiuto della Cina per la fine della guerra»
L’Iran «apprezza qualsiasi Paese abbia la capacità di aiutare, in particolare la Cina», per porre fine al conflitto in Medio Oriente. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, a Nuova Delhi per la riunione dei Brics. «Abbiamo rapporti ottimi con la Cina», ha detto Araghchi ai giornalisti nel giorno in cui si è conclusa la visita di Donald Trump nel gigante asiatico. «Siamo partner strategici. E», ha aggiunto, «sappiamo che i cinesi hanno buone intenzioni, quindi sarebbe la benvenuta qualsiasi cosa possano fare per aiutare la diplomazia».
15 maggio 2026
Tungsteno record: il metallo dei missili decuplica di prezzo con le guerre

Il protrarsi della guerra nel Golfo Persico sta aggravando la carenza di alcuni minerali strategici impiegati nell’industria della difesa. Ed è sul tungsteno che si è accesa una spia rossa, almeno a giudicare dai prezzi, che dopo l’attacco all’Iran hanno accelerato la salita portandosi ai massimi storici, su valori ormai quasi decuplicati rispetto a poco più di un anno fa. Nessun’altra materia prima è rincarata così tanto nello stesso periodo.
Il tungsteno ha caratteristiche molto particolari, che lo rendono prezioso nel settore bellico: è durissimo (soprattutto in lega con il carbonio), denso e resistente, ma soprattutto è il metallo con il più alto punto di fusione in assoluto, ben 3.422 gradi centigradi. Viene quindi usato nella produzione di missili e munizioni, in particolare proiettili perforanti a energia cinetica, che riescono a “bucare” superfici corazzate come quelle dei carri armati senza bisogno di esplosivi e senza deformarsi nell’impatto.
15 maggio 2026
Xi e Trump, due squali nella stessa vasca
L’incontro a Pechino tra il Presidente cinese Xi Jinping e quello statunitense Donald Trump fotografa l’obbligata convivenza tra due potenze economiche e nucleari. Due potenze che cercano di strappare spazio l’uno all’altro, a danno delle altre economie. Con un focus delicatissimo: Taiwan. Ecco di cosa hanno bisogno Cina e Usa.
15 maggio 2026
Libano, Idf: «Attacchi in corso a Tiro contro Hezbollah»
L’esercito israeliano ha annunciato che sta conducendo attacchi contro Hezbollah nella regione di Tiro, nel sud del Libano, nonostante il cessate il fuoco che sarebbe in vigore da quasi un mese. In precedenza, l’Idf aveva dichiarato in un altro comunicato che «droni esplosivi» lanciati da Hezbollah erano caduti nel nord di Israele senza causare vittime e aveva denunciato una “nuova violazione” dei termini del cessate il fuoco. Questi ulteriori attacchi durante la tregua avvengono all’indomani di una nuova sessione di colloqui tra Israele e il Libano a Washington, definiti come «positivi» dal Dipartimento di Stato americano.
15 maggio 2026
L’errore fatale sull’Iran ha reso Trump una tigre di carta
di Gregory Alegi*

La guerra all’Iran sta a Trump come l’attacco alla Jugoslavia sta a Hitler? Il paragone è forse azzardato, ma l’oggettivo indebolimento con il quale il presidente Usa si presenta a Pechino è l’ennesimo esempio dell’errore strategico di disperdere l’energia in sforzi secondari. Nel caso tedesco, salvare l’alleato italiano, in grave difficoltà in Grecia, fece slittare di un mese l’invasione dell’Urss, compromettendo la possibilità che la Wehrmacht arrivasse a Mosca prima di essere fermata da fango e neve. In quello statunitense, l’imbarazzo degli alleati per la chiusura di Hormuz dimostra come gli Usa non possano combattere da soli su troppi fronti.
15 maggio 2026
Inflazione: Codacons, da guerra Iran maxi-stangata su famiglie da 23 mld
Con i dati definitivi sull’inflazione di aprile l’Istat conferma l’allarme lanciato dal Codacons: la guerra in Medio Oriente, in termini di aumento di prezzi e tariffe, sta generando una maxi-stangata da complessivi 23 miliardi di euro sulle tasche delle famiglie italiane.
Secondo i calcoli del Codacons, infatti, una inflazione al +2,7% si traduce, a parità di consumi e considerata la spesa totale delle famiglie, in una stangata media da +893 euro annui per la famiglia “tipo” che sale a +1.233 euro annui per un nucleo con due figli: se si considera la totalità delle famiglie italiane, il conto totale della stangata raggiunge i 23 miliardi di euro su base annua. Solo per la spesa alimentare, con i prezzi del comparto che salgono del +2,9% su anno con punte del +5,9% per i non lavorati, l’aggravio di spesa è pari a +185 euro per la famiglia tipo, +269 euro per quella con due figli.
Tra le voci che stanno risentendo maggiormente della guerra in Iran troviamo gli alimentari freschi, con gli ortaggi che aumentano in media del 21,5% su anno, i traghetti che segnano un +14,8%, il gas che sale del +11,8%, mentre l’elettricità sul mercato libero sale del +8,2%; i combustibili liquidi rincarano addirittura del +38,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 - evidenzia il Codacons.
Alcune voci registrano invece un sensibile calo: è il caso del trasporto aereo, col crollo della domanda di viaggi che sta portando ad una sensibile riduzione delle tariffe. I prezzi dei voli intercontinentali scendono del -22,5% su anno, quelli europei del -11,5%, i voli nazionali -4,2%.
Le misure messe in campo dal governo non hanno evitato l’impatto devastante della crisi in Medio Oriente sulle tasche degli italiani - afferma il Codacons - Un quadro purtroppo destinato a peggiorare se la chiusura dello stretto di Hormuz proseguirà e se i prezzi del comparto dell’energia, dei carburanti, dei trasporti e degli alimentari continueranno la corsa al rialzo.
15 maggio 2026
Perché Taiwan è la linea del fronte tra Trump e Xi

Taiwan, vista su una mappa, sembra quasi un dettaglio. Un’isola lunga poco più di 390 chilometri, stretta fra il Mar Cinese Meridionale e il Pacifico occidentale. È poco più grande del Maryland, a volerla vedere con occhi americani. In alcuni punti bastano poche ore di auto per attraversarla da costa a costa. Eppure è lì, compressa fra montagne, foreste subtropicali e città ipertecnologiche, che passa una parte enorme dell’economia mondiale.
Lo sa bene Donald Trump, ma lo sa bene anche Xi Jinping, che durante l’incontro con l’omologo statunitense ha chiarito con una certa urgenza che Taiwan è il punto più fragile (e pericoloso) delle relazioni fra i due Paesi. Perché mentre gli Stati Uniti continuano a riarmare Taipei, sul fronte cinese queste mosse vengono viste come ingerenze.
15 maggio 2026
Atteso annuncio Usa sulla proroga della tregua in Libano
Il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, riporta che gli Stati Uniti dovrebbero rilasciare oggi una dichiarazione che riassuma i due cicli di negoziati finora tenuti tra Israele e Libano e che annunci una proroga del cessate il fuoco, insieme a una «dichiarazione d’intenti» sulla prosecuzione dei colloqui. Lo scrive Times of Israel. Secondo il quotidiano, la dichiarazione si concentrerà su una graduale fine della presenza israeliana in Libano, unitamente a un impegno totale del Libano per il disarmo di Hezbollah. Il quotidiano afferma inoltre che gli Stati Uniti hanno discusso con Israele di quelli che definiscono «linee guida generali di un piano concreto» da attuare con il Libano, nel contesto degli sforzi per separare la questione libanese da un possibile accordo con l’Iran.
15 maggio 2026
Israele, il capo dell’Idf Zamir ha visitato gli Emirati durante la guerra in Iran
Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, avrebbe visitato gli Emirati Arabi Uniti durante la guerra con l’Iran. Secondo l’emittente pubblica Kan, Zamir era accompagnato da altri ufficiali militari. Durante la visita, Zamir ha incontrato funzionari emiratini, tra cui il presidente Sheikh Mohammed bin Zayed, riferisce Kan. La notizia arriva dopo che il premier israeliano Netanyahu ha dichiarato mercoledì di aver visitato gli Emirati Arabi Uniti anche durante la guerra con l’Iran, affermazione smentita dagli Emirati Arabi Uniti. È stato inoltre riferito che i capi dello Shin Bet e del Mossad hanno visitato la nazione del Golfo durante la guerra.
15 maggio 2026
La promessa di Xi Jinping: «La Cina si aprirà alle aziende americane»

«Le porte della Cina verso il mondo si apriranno sempre di più». La promessa di Xi Jinping ha attraversato con solennità la Grande Sala del Popolo, arrivando dritte ai dirigenti della Corporate America che Donald Trump ha portato con sé nella missione a Pechino.
«Le imprese americane sono profondamente coinvolte nelle riforme e nell’apertura della Cina, un processo da cui entrambe le parti hanno tratto beneficio», ha dichiarato Xi, secondo quanto riportato dai media statali cinesi. «La Cina accoglie con favore una cooperazione più stretta e reciprocamente vantaggiosa con gli Stati Uniti e ritiene che le aziende statunitensi avranno prospettive ancora più ampie in Cina», ha ribadito Xi, per essere ancora più chiaro, e per rassicurare tutti sullo stato dell’economia cinese.
15 maggio 2026
Russia, Lavrov: India può diventare mediatore tra Iran e Paesi arabi
L’India potrebbe diventare un mediatore nel processo di normalizzazione delle relazioni tra l’Iran e i Paesi arabi. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov.
«L’India presiede i Brics. Dipende direttamente dalle forniture di petrolio, anche da questa regione. Perché non offrire i suoi buoni uffici come Paese presidente dei Brics, invitare anzitutto l’Iran e gli Emirati Arabi Uniti a dialogare e prevenire le ostilità?», ha dichiarato Lavrov ai giornalisti, dopo la sua visita in India e la partecipazione al Consiglio dei ministri degli Esteri dei Brics.
Uno degli obiettivi dell’aggressione statunitense e israeliana contro l’Iran è impedire a Teheran di normalizzare le relazioni con altre nazioni arabe, ha affermato il capo della diplomazia russa.
«Il conflitto è stato avviato con un pretesto molto specifico, cioè mettere fine ai 47 anni durante i quali l’Iran avrebbe “terrorizzato” tutti i suoi vicini e il mondo intero, proprio come fu creato il pretesto del coinvolgimento nel traffico di droga per rapire il presidente del Venezuela», ha aggiunto Lavrov.
15 maggio 2026
Araghchi incontra il ministro degli Esteri indiano
Il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar ha discusso della situazione in Medio Oriente con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, a margine della riunione dei ministri degli Esteri dei Brics a New Delhi.
«Ho avuto questa mattina a Delhi una conversazione dettagliata con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi», ha scritto Jaishankar su X. «Abbiamo discusso della situazione in Asia occidentale e delle sue implicazioni».
Had a detailed conversation with FM Abbas Araghchi of Iran this morning in Delhi. @araghchi
— Dr. S. Jaishankar (@DrSJaishankar) May 15, 2026
Discussed the situation in West Asia and its implications. Also exchanged views on bilateral issues of mutual interest.
Appreciate his participation in #BRICSIndia2026 pic.twitter.com/cLaM0l15hI
15 maggio 2026
Trump: «Con l’Iran non avrò molta più pazienza»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un’intervista nottura al programma “Hannity” di Fox News, ha affermato che la sua pazienza nei confronti dell’Iran si sta esaurendo, dopo aver discusso ieri con il presidente cinese Xi Jinping proprio sulla guerra tra Usa e Teheran. «Dovrebbero trovare un accordo», ha aggiunto il tycoon riferendosi ai dissidi dentro i vari poteri iraniani. Sulla questione cruciale delle scorte nascoste di uranio arricchito dell’Iran, Trump ha minimizzato. «In realtà mi sentirei meglio se le ottenessi. Ma penso che sia più una questione di pubbliche relazioni che altro, però», ha affermato.
15 maggio 2026
Vertice Trump-Xi, le 3 T cinesi contro le 5 B americane

L’ultima visita di Donald Trump in Cina, ospite di Xi Jinping, risale al 2017, durante il suo primo mandato. L’ultimo incontro tra i due leader è stato invece in Corea del Sud il 30 ottobre 2025: in quel caso l’obiettivo era cercare di ridurre la tensione innescata dalla guerra commerciale con i dazi Usa sui prodotti cinesi, ed evitare la contromossa di Pechino che minacciava di strangolare l’offerta globale di terre rare. Molto è cambiato rispetto a nove anni fa ma molto è cambiato anche rispetto all’autunno scorso. Trump è indebolito dalla guerra contro l’Iran finita in un limbo, dai sondaggi che lo vedono sempre meno popolare in casa, e anche dai giudici americani che hanno bloccato la sua strategia globale basata sulle tariffe. Il presidente americano arriva a Pechino in una posizione di svantaggio e non stupisce che in queste condizioni miri prima di tutto a riaffermare sé stesso e il suo credo.
In questi ultimi giorni è infatti circolato il pacchetto di richieste che la spedizione americana porta alla controparte cinese, quelle che gli analisti hanno chiamato le «Cinque B»: Boeing, Beans, Beef, Board of Investment e Board of Trade. Le «5 B» riassumono quindi gli acquisti cinesi di aerei Boeing, carne bovina e semi di soia statunitensi, nonché la creazione di un Board per gli investimenti e di un Board per il commercio, questi due organismi definirebbero aree di scambio economico tra Stati Uniti e Cina che non solleverebbero preoccupazioni di sicurezza nazionale. In particolare il Board of Trade diventerebbe un luogo di discussione che mira ad andare oltre le tariffe generalizzate e a usare un approccio diverso per i beni non strategici, con riduzioni tariffarie su scambi commerciali per decine di miliardi di dollari. Più in generale le «5 B» rappresentano una strategia negoziale degli Stati Uniti che mira a riequilibrare gli scambi commerciali con la Cina al di fuori del sistema di risoluzione delle controversie del WTO: consentirebbe a Washington e a Pechino di aggirare le lentezze del WTO per negoziare direttamente importazioni ed esportazioni e condizioni settore per settore.
15 maggio 2026
Prezzi petrolio Brent in rialzo +1,86% a 107,58 dollari
Mattinata di rialzi per i prezzi del petrolio. Il Brent, benchmark europeo, è salito del 1,86% % a 107,58 dollari al barile. Il Wti, il petrolio americano, è salito del 2,27% a 103,44 dollari.
15 maggio 2026
Trump in Cina: «Con Xi visione simile su come vogliamo che finisca guerra in Iran»
Il presidente Usa, Donald Trump, ha riferito che lui e il presidente cinese Xi Jinping hanno parlato dell’Iran.
15 maggio 2026
Iran, Cina: negoziato strada giusta, guerra non porta da nessuna parte
La Cina ha ribadito che sulla crisi iraniana il dialogo e il negoziato sono “la strada giusta”, mentre le soluzioni militari “non portano da nessuna parte”. Lo ha affermato il ministero degli Esteri di Pechino in una nota nel secondo giorno di colloqui a Pechino tra il presidente Xi Jinping e il presidente Usa Donald Trump. “Ora che la porta del dialogo si è aperta, non dovrebbe essere chiusa di nuovo”, si legge nella dichiarazione.
15 maggio 2026
Iran, Trump minaccia di bombardare di nuovo installazioni nucleari
Il presidente Usa Donald Trump ha minacciato di bombardare nuovamente le installazioni nucleari civili dell’Iran se Teheran tenterà di recuperare l’uranio.“Gli ho detto che se mandano i loro militari a cercare di fare qualcosa, recuperare l’uranio, o se vediamo che qualcuno cerca di farlo, lanceremo semplicemente un paio di bombe e tutto finirà lì”, ha detto Trump a Fox News.
Nel giugno 2025, gli Stati uniti hanno bombardato installazioni nucleari civili iraniane poste sotto la protezione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Aiea.
15 maggio 2026
Trump: Cina potrebbe influenzare Iran per favorire accordo
La Cina non vuole che l’Iran ottenga armi nucleari e potrebbe esercitare influenza su Teheran per favorire un accordo con gli Stati uniti. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in un’intervista a Fox News durante la sua visita di stato in Cina.
“Non penso che la Cina voglia che l’Iran abbia un’arma nucleare”, ha dichiarato Trump.
Il presidente americano ha aggiunto che Pechino potrebbe influenzare l’Iran affinché accetti un’intesa con Washington.
15 maggio 2026
Iran, Trump: otterremo l’uranio arricchito di Teheran
Il presidente Usa Donald Trump ha espresso fiducia nel fatto che gli Stati uniti riusciranno a ottenere l’uranio arricchito iraniano, dopo i bombardamenti americani contro le installazioni nucleari dell’Iran.
“Abbiamo sganciato bombe, ognuna di quelle bombe è scesa giù, l’intera montagna è crollata sopra quel sito”, ha detto Trump a Fox News. “All’inizio l’hanno guardato e hanno detto che non c’è modo che qualcuno possa mai arrivare alla polvere nucleare, ma io preferirei comunque averla. Preferirei ottenerla. Mi sentirei meglio a ottenerla, e la otterremo”. Trump ha aggiunto che gli Stati uniti potrebbero ripetere i bombardamenti contro le strutture nucleari iraniane per rendere impossibile l’accesso all’uranio.
“Gli ho detto che se mandano una forza lì per cercare di rimuovere l’uranio, tutto quello che faremo sarà colpirlo con un paio di bombe, e sarà la fine della questione”, ha affermato.
Il presidente americano ha detto inoltre che gli Stati uniti monitorano 24 ore su 24 le installazioni nucleari iraniane colpite dai bombardamenti americani.
Per Approfondire
15 maggio 2026
Iran: Trump, campagna militare Usa continuerà
Il presidente Usa Donald Trump, nel corso del suo incontro con Xi Jinping a Zhongnanhai ha affermato che la sua campagna militare contro l’Iran “continuerà”, lasciando intendere che sta seriamente valutando la ripresa degli attacchi. Lo riporta la Cnn. Trump ha anche aggiunto che Xi si è impegnato a non fornire equipaggiamento militare a Teheran.
15 maggio 2026
Iran, Araghchi incontra il ministro russo Lavrov
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha discusso del dossier nucleare iraniano con il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. L’incontro si è svolto a margine della riunione dei ministri degli Esteri dei Brics a New Delhi.
“Le parti hanno scambiato opinioni sui recenti sviluppi in Asia occidentale e sui negoziati relativi alla questione nucleare iraniana”, ha indicato il ministero in una nota.
15 maggio 2026
Trump a Xi: vogliamo Hormuz aperta e Iran senza armi nucleari
Cina e Stati uniti vogliono la fine della guerra in Iran, lo Stretto di Hormuz aperto e un’Iran senza armi nucleari. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump rivolgendosi al presidente cinese Xi Jinping durante l’incontro a Zhongnanhai, a Pechino.
“Credo che abbiamo discusso dell’Iran. La pensiamo in modo molto simile, giusto? Vogliamo che finisca. Non vogliamo che abbiano un’arma nucleare. Vogliamo lo stretto aperto”, ha detto Trump.










