
18 settembre 2026
Guerra ultime notizie. Crosetto: garantiremo sicurezza delle navi italiane nello stretto di Bab el-Mandeb
Veto di Russia e Cina all’Onu a risoluzione Usa per monitoraggio del nucleare iraniano
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Sintesi per punti
18 settembre 2026
Iran, Macron: Parigi sta facendo il possibile per riaprire Hormuz
La Francia sta facendo tutto il possibile per agevolare la riapertura pacifica dello Stretto di Hormuz, ha dichiarato oggi in conferenza stampa il presidente francese Emmanuel Macron. “Oggi la Francia sta facendo tutto il possibile per agevolare la riapertura pacifica dello Stretto di Hormuz”, ha affermato Macron, sottolineando l’esistenza di canali di comunicazione tra Iran e Stati Uniti, ma anche la difficoltà delle discussioni. Il leader francese ha inoltre dichiarato che la Francia è pronta “a consentire, non appena si raggiungerà un accordo, la scorta di petroliere e navi portacontainer che permettano la riapertura pacifica” dello stretto. Macron ha altresì affermato che convocherà un G7 “per progredire verso un migliore coordinamento dei livelli delle scorte, con una maggiore cooperazione anche sulle esportazioni e sulle capacità produttive”.
18 settembre 2026
Ue, iniziativa italiana? “Aspides fondamentale per la sicurezza nel Mar Rosso”
“La presenza attiva di Aspides nella regione ha garantito la sicurezza dei marittimi e sta contribuendo a rendere sicura una rotta marittima di importanza cruciale, soprattutto nell’attuale contesto geopolitico che, come possiamo constatare, è estremamente instabile”. Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea a proposito della possibilità che l’Italia decida di scortare le navi nel Mar Rosso al di fuori della cornice della missione Ue. “Con le operazioni Aspides e Atalanta, l’Ue sta fornendo un contributo fondamentale alla protezione del traffico marittimo nella regione”.
Il portavoce ha ricordato “l’importante contributo dell’Italia alla fase iniziale dell’operazione Aspides” e ha poi evocato le osservazioni formulate dall’Alto Rappresentante al Parlamento europeo, Kaja Kallas, dove lei stessa ha ricordato che “la nostra operazione navale dell’Ue Aspides continua a scortare le navi nel Mar Rosso” e che sarà rafforzato “il nostro coordinamento con la coalizione marittima multinazionale che l’Arabia Saudita ha lanciato di recente”. Kallas, prosegue il portavoce, “ha visitato personalmente l’operazione e ha potuto constatare di persona come l’operazione stia effettivamente scortando le navi nelle vicinanze dell’area di cui stiamo parlando”. Kallas inoltre ha rivolto “un appello agli Stati membri affinché mettano effettivamente a disposizione un maggior numero di navi” alla missione.
Per Approfondire
18 settembre 2026
Media Gaza, “crolla edificio danneggiato, soccorritori salvano persone coinvolte”
I media di Gaza riferiscono su X che le squadre di soccorso hanno salvato alcune persone rimaste coinvolte nel crollo di un edificio danneggiato durante la guerra nel quartiere al-Sabra, a nord di Gaza city. Finora i media di Gaza non hanno pubblicato video dell’accaduto. Nei giorni scorsi un edificio crollato nella città ha provocato la morte di 21 persone, molti bambini.
Stretto di Bab al-Mandeb. WorldWind software ANSA
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18 settembre 2026
Pizzaballa, “a Gaza c’è una paralisi totale dal punto di vista politico”
“Non si muove nulla, a dire il vero non è che ci siano molti segnali. La situazione è sempre la stessa, a Gaza c’è una paralisi totale, non si muove nulla dal punto di vista politico e la ricostruzione di fatto non è ancora cominciata”. E l’unica “risposta”, viene da “dentro la società, sia israeliana che palestinese sempre più determinata”. Lo ha detto Pierbattista Pizzaballa, cardinale e patriarca di Gerusalemme dei Latini, a margine della consegna della cittadinanza onoraria dal Comune di Bologna, rispondendo ai cronisti che chiedevano un punto della situazione a Gaza e in Cisgiordania a poche settimane dalle elezioni in Israele. “La situazione umanitaria - ha aggiunto Pizzaballa - resta grave come sempre”. Anche in Cisgiordania, “il deterioramento è continuo, con le aggressioni da parte dei coloni: sono tutte cose che continuano e non vediamo grandi cambiamenti, purtroppo”.
I più letti
18 settembre 2026
“Ex ministro Anp ammette, ho trasmesso a Israele avviso Sinwar prima del 7 ottobre”
Un alto esponente di Fatah ed ex ministro dell’Autorità palestinese Sufian Abu Zayda sostiene in un video pubblicato su Facebook di essere stato la fonte che ha trasmesso ai servizi di intelligence israeliani un avvertimento di Yahya Sinwar prima dell’attacco del 7 ottobre 2023, affermando che l’allora leader di Hamas intendeva provocare un ’terremoto’ se i negoziati allora in corso con Gerusalemme su un accordo a lungo termine fossero falliti. Lo riferiscono i media israeliani. Nei giorni scorsi un’inchiesta del quotidiano israeliano Haaretz ha riferito che Abu Zayda, come fonte anonima, aveva svolto il ruolo di intermediario tra Sinwar e Israele. Nello stesso report è stato riportato che un altro avvertimento era stato trasmesso al primo ministro Benjamin Netanyahu dal presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed, il cui consigliere comunicava con lo stesso intermediario.
Il premier israeliano ha categoricamente negato il contenuto dell’inchiesta di Haaretz. Nel video pubblicato sul suo account Fb, Abu Zayda si identifica come la fonte in questione e afferma di essere stato l’intermediario all’epoca e di aver anche trasmesso un messaggio che Sinwar gli aveva chiesto di comunicare a Israele. Abu Zayda è membro di una fazione di Fatah che sostiene Mohammed Dahlan, un ex alto funzionario palestinese che ha lasciato i Territori nel 2011 in contrasto con Abu Mazen. Abu Zaida ha lasciato Gaza all’inizio della guerra e da allora vive al Cairo.
17 settembre 2026
Veto di Russia e Cina all’Onu a risoluzione Usa per monitoraggio del nucleare iraniano
La Russia e la Cina hanno posto, durante il consiglio di sicurezza dell’Onu, il veto alla proposta americana di rinnovare il mandato degli esperti delle Nazioni Unite incaricati di monitorare le sanzioni nucleari all’Iran. L’ambasciatore cinese all’Onu Fu Cong ha esortato il consiglio di sicurezza a evitare “doppi standard e strumentalizzazioni politiche”, mentre l’ambasciatore russo Vasily Nebenzya ha condannato quella che ha definito la “strada distruttiva intrapresa dai colleghi occidentali, dettata solo dagli interessi economici nel fare pressione sull’Iran”. Lo scontro si è consumato sulla risoluzione americana per estendere i lavori di un gruppo di esperti creato per monitorare il programma nucleare iraniano e i suoi sforzi di evadere le sanzioni. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica, organismo preposto alla vigilanza in ambito nucleare, ha riferito nei giorni scorsi che all’agenzia è stato negato l’accesso agli impianti nucleari iraniani.
17 settembre 2026
Netanyahu: «Dobbiamo completare la missione e abbattere l’Iran, Hezbollah e Hamas»
Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha inaugurato la campagna elettorale del suo partito, il Likud, con un discorso incentrato sulla sicurezza. Rivolgendosi ai suoi sostenitori a Tel Aviv, il premier ha ribadito che lui e il suo partito «sono gli unici in grado di garantire la sicurezza di Israele». Lo riporta il Times of Israel. «La missione deve essere portata a termine; dobbiamo abbattere il regime iraniano e distruggere completamente Hezbollah e Hamas» ha aggiunto. Netanyahu ha accusato i suoi rivali di voler fare «concessioni territoriali» per garantire la sicurezza e ha indicato la presenza di truppe israeliane in Libano, Siria e Gaza come prova del fatto che «noi acquisiamo territori invece di cederli».
17 settembre 2026
Da Crosetto verifiche sulla necessità di un passaggio in Parlamento su Bab el-Mandeb
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dato indicazioni ai vertici della Difesa affinché in pieno coordinamento, effettuino un’attenta valutazione della situazione operativa e di sicurezza nel Mar Rosso e predispongano un piano volto a garantire il libero transito attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb delle navi di interesse nazionale che intendano attraversarlo. Il ministro ha inoltre chiesto di verificare se l’attuale quadro giuridico consenta, qualora necessario, di richiamare sotto comando nazionale capacità delle Forze armate italiane già presenti nell’area e attualmente impiegate in altre operazioni, oppure se si renda necessaria una nuova e specifica autorizzazione del Parlamento, anche in virtù delle decisioni già adottate da alcuni Paesi alleati e partner’. Così la Marina militare in una nota.
17 settembre 2026
Gli Usa rilasciano i visti all’Iran per partecipare all’Assemblea dell’Onu
Gli Usa hanno rilasciato i visti all’Iran per la partecipazioni all’Assemblea generale dell’Onu della prossima settimana. Lo riferisce un funzionario del Dipartimento di Stato
17 settembre 2026
Usa approvano la vendita di F-35 all’Arabia Saudita per 24,3 miliardi
Il Dipartimento di Stato ha notificato al Congresso il suo piano per vendere fino a 48 F-35 all’Arabia Saudita per un valore di 24,3 miliardi di dollari. “La proposta vendita sosterrà gli obiettivi di politica estera e sicurezza naizonale degli Stati Uniti migliorando la sicurezza di un alleato non Nato che è una forza per la stabilità politica e il progresso economco nella regione del Golfo”, afferma il Dipartimento di Stato.
17 settembre 2026
Trump: «Verso un momento cruciale in Iran, devo prendere un’importante decisione»
Donald Trump ha detto ad Axios che si sta avvicinando a un momento cruciale nella guerra in Iran. «Mi aspetta una decisione importante. Voglio intervenire e annientarli, oppure no? E’ una decisione importante. Con me, tutto è possibile» ha spiegato il presidente.
17 settembre 2026
Crosetto: decideremo con governo e Parlamento su invio navi a Bab el-Mandeb
«Non decido adesso» quante navi militari italiane saranno inviate per garantire la navigazione nello stretto di Bab el-Mandeb. «È una situazione di questi giorni, valuteremo con il governo e con il Parlamento cosa sarà necessario fare, l’importante è ripristinare i traffici, quindi si tratta di navi che, se mandiamo, mandiamo a protezione delle navi mercantili». Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a margine dei lavori della quarta edizione del forum “Risorsa Mare”. «Il Gibuti adesso non viene toccato da quello che stanno facendo gli Houthi, mi interessa ripristinare il traffico delle navi italiane attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb», ha ribadito Crosetto.

Il Presidente Sergio Mattarella accompagnato da Guido Crosetto, Ministro della difesa presso il Poligono di Monte Romano, oggi 17 settembre 2026, ANSA/ US QUIRINALE
17 settembre 2026
Macron: «Un Libano in pace è una speranza che rinasce per tutto il Medio Oriente»
«Un Libano in pace è una speranza che rinasce per tutto il Medio Oriente. Un Libano sovrano e stabile, è un passo decisivo verso la pace e la stabilità di tutta la regione»: lo scrive in un post su X il presidente francese, Emmanuel Macron, a conclusione della giornata di incontri e colloqui con il presidente libanese, Joseph Aoun, e con il re di Giordania, Abdallah II, miranti a sostenere le forze armate libanesi nel loro sforzo per affermare l’autorità dello stato su tutto il territorio libanese.
«Di fronte alle persistenti tensioni in Medio Oriente, soltanto la diplomazia e il dialogo possono porre fine a un’escalation senza via d’uscita» continua il messaggio di Macron. Il presidente riferisce di aver «ribadito, in particolare, la nostra solidarietà alla Giordania e condannato gli attacchi iraniani. Abbiamo sottolineato - continua - l’importanza di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab-el-Mandeb. I blocchi hanno conseguenze dirette sulla nostra vita quotidiana. I cittadini francesi ne subiscono l’impatto ai distributori di benzina, con prezzi ormai insostenibili». Macron sottolinea quella che resta la sua priorità: «Lavoriamo senza sosta per ridurre le tensioni, mettere in sicurezza i nostri approvvigionamenti di petrolio e allentare la pressione sui prezzi».
«Un altro grande tema che non deve essere dimenticato - aggiunge poi il presidente francese al termine della giornata di colloqui - è la necessità di continuare ad agire per la soluzione a due Stati. Israele e Palestina, in pace e in sicurezza. A un anno dalla dichiarazione di New York, non dobbiamo allentare nessuno dei nostri sforzi, poiché da questo dipende la stabilità dell’intera regione».
17 settembre 2026
Crosetto: garantiremo la sicurezza delle navi italiane nello stretto di Bab el-Mandeb
Di fronte alla difficile situazione che si sta ripresentando nello stretto di Bab el-Mandeb, che si aggiunge alla crisi di Hormuz e alle conseguenze economiche delle numerose tensioni internazionali, ho deciso, insieme al Capo di Stato Maggiore della Difesa, di attivare la Marina Militare per predisporre quanto necessario per garantire il transito in sicurezza delle navi italiane». Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto su X. «Abbiamo le capacità per proteggerne il passaggio e per acquisire le informazioni utili e necessarie attraverso l’opera del comparto e la cooperazione con noi», ha aggiunto Crosetto. Evocando il rischio di aumento dei prezzi delle merci di fronte a situazioni di blocco di vie di trasporto, il ministro ha sottolineato che «difendere la libertà di navigazione significa quindi proteggere i nostri approvvigionamenti, il lavoro delle aziende, il potere d’acquisto delle famiglie e la capacità dell’Italia di produrre ricchezza. Significa anche difendere ciò che si trova sotto la superficie del mare: i cavi attraverso cui transitano i dati, i collegamenti energetici e tutte quelle infrastrutture essenziali di cui spesso comprendiamo il valore soltanto quando vengono danneggiate». In questo quadro, ha continuato Crosetto, «oggi il compito della Difesa va ben oltre il suo perimetro tradizionale. Non riguarda soltanto la protezione fisica del territorio da possibili minacce, ma anche la sicurezza economica, energetica, digitale e delle comunicazioni. Perché si può colpire una Nazione non soltanto con le bombe, ma anche compromettendone l’economia, la coesione sociale e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».
17 settembre 2026
Riad: «Intercettato un drone, un morto e due feriti»
Una persona è morta e altre due sono rimaste ferite nell’intercettazione di un drone nella provincia di Taif, nella regione della Mecca, in Arabia Saudita. Lo riferisce la Protezione civile saudita, citata da al Arabiya.
Il Regno saudita ha incassato la solidarietà europea, con Bruxelles che ha condannato gli attacchi degli Houti, in particolare proprio quelli diretti alla Mecca, la città più santa per l’Islam. «Gli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili sono inaccettabili. Gli attacchi degli Houthi compromettono le prospettive di una soluzione non militare del conflitto nello Yemen e minano ulteriormente la sicurezza regionale. Esortiamo gli Houthi a cessare ogni azione militare. L’Ue rimane fermamente impegnata a sostenere il popolo e il governo dello Yemen e a collaborare con le Nazioni Unite, i partner regionali e la comunità internazionale per allentare le tensioni e raggiungere una pace globale, inclusiva e sostenibile».
17 settembre 2026
Gaza, Idf: uccisi in raid due comandanti unità Nukhba di Hamas
L’esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso in due raid nella Striscia di Gaza due comandanti delle unità Nukhba di Hamas, uno dei quali avrebbe partecipato all’attacco al valico di Erez il 7 ottobre 2023. Secondo l’esercito, Sharif Shadi Ibrahim Ladin, comandante Nukhba che avrebbe preso parte all’assalto al valico di Erez, è stato ucciso martedì in un attacco israeliano.
In un altro raid condotto ieri nel nord della Striscia è stato ucciso Yousef Saad al-Din Rashid Zaeem, anch’egli indicato dalle forze israeliane come comandante Nukhba di Hamas. Secondo l’esercito israeliano, i due stavano recentemente operando per “ricostruire le capacità di Hamas, in sistematica violazione del cessate il fuoco”.
17 settembre 2026
L’Iran ordina espulsione diplomatico svedese in risposta a Stoccolma
L’Iran ha concesso 48 ore di tempo a un diplomatico svedese in servizio a Teheran per lasciare il Paese, in seguito alla decisione presa il giorno precedente dalla Svezia di espellere un membro dell’ambasciata iraniana a Stoccolma. “L’ambasciatore svedese è stato convocato presso il Ministero degli Affari Esteri” a Teheran per contestare tale decisione, definita “ingiustificata e contraria al diritto internazionale”, ha dichiarato la diplomazia iraniana in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato. Mercoledì le autorità svedesi avevano accusato l’Iran di condurre “da tempo attività in Svezia e contro la Svezia, prendendo di mira sia le persone che si oppongono al regime iraniano sia vari interessi ebraici e israeliani nel nostro Paese”.
17 settembre 2026
Cisgiordania, l’irruzione dell’esercito israeliano in un campo profughi
Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campo profughi palestinese di Al-Ain, vicino a Nablus, nella Cisgiordania occupata. L’esercito ha dichiarato di aver condotto l’operazione “per contrastare il terrorismo nella zona”. Durante il raid, la Mezzaluna Rossa palestinese ha evacuato una persona malata dal campo. L’operazione si inserisce nel quadro della campagna militare avviata dal governo di Benjamin Netanyahu nel gennaio 2025 contro i militanti nei campi profughi palestinesi. Secondo il Ministero della Salute dell’Autorità Palestinese, dall’inizio dell’anno oltre 85 palestinesi sono stati uccisi da coloni e soldati israeliani. Israele sostiene che alcuni fossero coinvolti in attività terroristiche. Intanto, negli ultimi mesi è aumentata la violenza tra coloni e palestinesi, con incursioni, scontri e incendi di abitazioni, moschee e automobili.
17 settembre 2026
Guterres, il piano di pace per Gaza deve essere pienamente attuato
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, torna ad invocare un reale cessate il fuoco a Gaza. “Il piano di pace per Gaza deve essere pienamente attuato, garantendo aiuti umanitari senza restrizioni” ha detto Guterres insistendo perché cessi “l’annessione strisciante della Cisgiordania” . “Non ci sarà pace in Medio Oriente senza la soluzione a due Stati - aggiunge- È tempo di un cessate il fuoco immediato, come primo passo verso una pace giusta, duratura e globale”. “Non dobbiamo dimenticare - conclude - le drammatiche sofferenze del popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania”.
Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres si rivolge ai delegati durante una riunione sul Trattato di non proliferazione nucleare presso la sede delle Nazioni Unite a New York, Stati Uniti, il 27 aprile 2026. REUTERS/Eduardo Munoz/Foto d'archivio
17 settembre 2026
Missione d’inchiesta Onu, crimini di guerra Usa in due raid in Iran
Una missione d’inchiesta delle Nazioni Unite sull’Iran afferma di avere fondati motivi per ritenere che gli Stati Uniti siano stati responsabili di due attacchi militari contro una scuola e un impianto sportivo in Iran avvenuti a febbraio, e che questi abbiano costituito crimini di guerra. Lo scrive Reuters sul sito. Il rapporto conclude inoltre che le autorità iraniane hanno commesso crimini contro l’umanità durante la sanguinosa repressione delle proteste antigovernative. Gli esperti delle Nazioni Unite affermano di aver trovato motivi fondati per ritenere che le forze statunitensi siano responsabili dell’attacco alla scuola elementare Shajareh Tayyebeh nella città di Minab, dove, secondo funzionari iraniani, sono state uccise più di 150 persone, tra cui circa 120 studenti, per lo più bambini.
Secondo il rapporto, gli Stati Uniti si sono basati su informazioni di intelligence che suggerivano la presenza sul posto di un alto comandante militare iraniano, ma non hanno verificato adeguatamente tali informazioni prima di lanciare l’attacco. Gli esperti delle Nazioni Unite affermano che la scuola era un edificio civile chiaramente identificabile e non hanno trovato prove che fosse utilizzata per scopi militari. Gli esperti sono giunti a una conclusione simile in merito all’attacco a un centro sportivo di Lamerd. L’indagine della missione Onu ha inoltre rilevato che le autorità iraniane hanno perpetrato un attacco diffuso e sistematico contro i civili durante le proteste scoppiate alla fine di dicembre dello scorso anno, con uccisioni illegali, torture, detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate e gravi restrizioni alla libertà di espressione.
17 settembre 2026
Iran, “uccisi 3 terroristi affiliati agli Usa e ai sionisti, 9 arrestati nel sud est”
Il ministero dell’Intelligence dell’Iran ha annunciato che tre “terroristi” affiliati agli Stati Uniti e Israele sono stati uccisi durante un’operazione nel sud est del Paese, durante la quale altri nove sospetti sono stati arrestati e sono state sequestrate ingenti quantità di armi. I sospetti, ritenuti parte di “gruppi terroristici takfiri (infedeli) affiliati al nemico americano-sionista” sono stati uccisi durante degli scontri con le forze di sicurezza nella provincia del Sistan-Baluchistan, che si trova al confine con il Pakistan e l’Afghanistan, “prima che potessero compiere atti di sabotaggio o terrorismo”, afferma un comunicato del ministero, riportato dall’agenzia Isna. “I mercenari arrestati — entrati nel Paese clandestinamente dopo aver ricevuto addestramento militare, nonché formazione su esplosivi e tecniche di assassinio all’estero — intendevano minare la pace e la sicurezza pubblica nelle contee meridionali della provincia, fomentando l’instabilità”, aggiunge il comunicato mentre anche il 7 settembre Teheran aveva annunciato di avere smantellato cellule di “terroristi” mentre stavano entrando nel Paese, sempre nella stessa regione.
17 settembre 2026
Esplosione nello Stretto di Hormuz
Un’esplosione si sarebbe verificata nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia di stampa Saberin, legata alle milizie filo-iraniane in Iraq. Intanto si apprende che il numero di navi mercantili che hanno attraversato lo stretto ieri si è ridotto a sole tre unità, rispetto alle 12 del giorno precedente e ben al di sotto della media decennale di circa 17, secondo i dati preliminari di tracciamento navale pubblicati oggi. Il traffico navale è ulteriormente diminuito questa settimana a causa dell’intensificarsi della guerra nel Golfo. Aerei da guerra sauditi hanno bombardato lo Yemen e i combattenti Houthi hanno lanciato droni e missili contro città saudite.
17 settembre 2026
Incursioni dell’Idf in Cisgiordania
Le forze israeliane hanno condotto diverse incursioni stamattina in Cisgiordania, mentre i coloni israeliani hanno fatto irruzione in un villaggio a sud di Nablus per compiere rituali talmudici, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa palestinese Wafa. Le truppe hanno fatto irruzione nel campo di al-Ein, nella parte occidentale di Nablus, costringendo gli abitanti all’evacuazione e trasformando un’abitazione in un avamposto militare. Hanno fatto lo stesso nelle città a nord di Tulkarem, convertendo in avamposto anche la casa di un prigioniero rilasciato. Nella zona ovest di Nablus, scuole e asili nido hanno sospeso le lezioni per l’intera giornata, per garantire la sicurezza degli alunni. Secondo Wafa, all’alba, decine di coloni hanno fatto irruzione nel villaggio di Awarta, a sud di Nablus, per compiere riti religiosi sotto la protezione delle forze dell’esercito israeliano.

Soldati israeliani durante un’incursione dell’esercito nel campo profughi di Al-Ain, in Cisgiordania, nei pressi di Nablus, giovedì 17 settembre 2026. (Foto AP/Majdi Mohammed)
17 settembre 2026
Ex diplomatico Teheran smentisce Trump, nessun ulteriore tentativo negoziati
L’ex diplomatico iraniano Abbas Khameyar ha respinto le recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui l’Iran starebbe spingendo per colloqui diretti. “Non credo che siano stati compiuti ulteriori sforzi rispetto a quelli già in corso nelle scorse settimane”, ha dichiarato ad al Jazeera. Esiste una narrazione statunitense, ha affermato, “con tweet e dichiarazioni del presidente Trump che sostengono che gli iraniani stiano telefonando, implorando e chiedendo un incontro. Ma nessuno ci crede, e le cose non si sono svolte in questo modo”. Khameyar ha aggiunto che nelle ultime settimane l’attività diplomatica dell’Iran non si è spinta oltre il quadro già in vigore, incentrato sulla garanzia dell’applicazione del Memorandum d’intesa esistente piuttosto che sull’avvio di nuovi negoziati. Khameyar ha affermato che Teheran continua a insistere su garanzie internazionali prima che qualsiasi accordo possa essere considerato affidabile, ma ha espresso dubbi sui mediatori attualmente disponibili. “Nessuno di questi mediatori può fornire una simile garanzia: né i pakistani, né i qatarioti, né gli omaniti”, ha dichiarato. Il diplomatico ha aggiunto che la comunicazione pubblica di Trump è rivolta principalmente a un pubblico interno, affermando che molte delle dichiarazioni e dei tweet del presidente “hanno lo scopo di gestire il mercato energetico e di attrarre l’elettorato americano, che il presidente Trump in definitiva vuole conquistare”.
17 settembre 2026
La guerra in Medio Oriente per immagini
Guerra in Medio Oriente - 17 settembre
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17 settembre 2026
Gaza, 21 morti e 45 feriti in crollo edificio al-Saada
La protezione civile di Gaza ha diffuso un rapporto aggiornato in cui si afferma che 21 persone sono morte e altre 45 sono rimaste ferite in seguito al crollo dell’edificio al-Saada, avvenuto nelle prime ore di ieri nella zona occidentale di Gaza City. Secondo i dati, altre 30 persone sono riuscite a evacuare l’edificio in sicurezza durante la prima ora successiva al crollo. L’agenzia ha inoltre precisato che queste cifre rappresentano il numero totale degli occupanti dopo la revisione del bilancio dei feriti.
17 settembre 2026
Iran-Pakistan, Araghchi e Munir discutono della crisi regionale
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il capo dell’esercito pachistano Asim Munir hanno discusso degli ultimi sviluppi regionali in una conversazione telefonica avvenuta durante la visita di Araghchi a Pechino. Lo hanno riferito media iraniani. Il colloquio arriva mentre i negoziati tra Stati uniti e Iran restano in una fase di stallo, senza che al momento si profili un accordo.
Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e Capo delle Forze Armate del Pakistan, il feldmaresciallo Syed Asim Munir, incontra Andrew Fox, fondatore e amministratore delegato di Powerus, una società con sede negli Stati Uniti specializzata in soluzioni per la difesa e le infrastrutture critiche, presso il Quartier Generale (GHQ) a Rawalpindi, in Pakistan, 16 settembre 2026. Inter-Services Public Relations (ISPR)/Foto fornita tramite REUTERS
17 settembre 2026
Trump terrà martedì colloqui sull’Iran con i leader del Golfo
Donald Trump dovrebbe incontrare i leader del Golfo a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York, martedì prossimo, per discutere i passi successivi sul conflitto con l’Iran. Lo riporta Axios che, secondo quanto riferito da tre fonti a diretta conoscenza dei fatti, aggiunge poi che la riunione dovrebbe concentrarsi sulle idee americane per una strategia post-bellica, mentre il presidente Usa e il suo team di alto livello stanno lavorando a un piano per il “giorno dopo”, la cui definizione è prevista dopo le elezioni di metà mandato. All’incontro potrebbe partecipare una platea più ampia di leader di paesi arabi e islamici.
17 settembre 2026
Trump: speriamo di essere vicini alla fine della guerra, l’Iran vuole un accordo
“Beh, speriamo di essere vicini alla fine della guerra”. Lo ha detto il presidente Donald Trump, affermando che Teheran “vuole raggiungere un accordo”, mentre discute degli sforzi per porre fine al conflitto. “Vogliono un accordo. Vedremo come andrà a finire”, ha aggiunto appena sceso dall’Air Force One in North Carolina. È diretto a un evento a Gastonia, a sostegno di Michael Watley - il candidato repubblicano al Senato nello Stato - dove la competizione elettorale è molto serrata in vista delle midterm, con il democratico Roy Cooper che appare in vantaggio nei sondaggi più recenti.
17 settembre 2026
Cuba: pronti degli esperti per aiutare l’Iran a riparare i danni di guerra
Cuba ha offerto all’Iran l’invio di esperti per contribuire alla riparazione delle strutture sanitarie danneggiate durante la guerra. Lo ha annunciato l’ambasciatore cubano a Teheran, Nicolás Lefebvre, durante un incontro con il responsabile della cooperazione internazionale del ministero iraniano della Salute, Mohammad Hossein Ayati. L’offerta, riferisce Diario de Cuba, riguarda anche il ripristino delle strutture dell’Istituto Pasteur iraniano danneggiate dai bombardamenti. I colloqui hanno inoltre riguardato il rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi nei settori sanitario e farmaceutico, compresa la produzione e l’acquisto di medicinali e apparecchiature mediche iraniane, oltre allo sviluppo di nuovi progetti congiunti. Cuba e Iran collaborano da oltre 30 anni nei settori dei vaccini e delle biotecnologie, con accordi e iniziative che hanno consolidato i rapporti scientifici e sanitari bilaterali.







