La minaccia al commercio

Mar Rosso, ok Ue alla missione «Aspides»: navi, comandante e obiettivi, tutte le novità

Il Consiglio Affari Esteri Ue ha approvato il lancio dell’operazione militare navale Aspides, di cui l’Italia avrà comando delle forze. Ecco quello che sappiamo allo stato attuale sulla nuova operazione europea

Crosetto: almeno una nave italiana nel Mar Rosso per 12 mesi

4' di lettura

4' di lettura

L’Unione europea ha dato il via libera ufficiale ad “Aspides” (”scudo” in greco) da parte dei Paesi dell’Unione europea. Si tratta dell’operazione navale per tutelare la libertà di navigazione e commercio nel Mar Rosso contro gli attacchi dei ribelli Huti , che hanno messo nel mirino le navi mercantili che transitano nella zona meridionale del Mar Rosso.

L’area di operazione istituita dal mandato dell’Ue racchiude lo spazio di mare tra Bab el-Mandeb e Hormuz, inclusi Mar Rosso, Golfo di Aden, Mar Arabico, Golfo di Oman e Golfo Persico. Il gruppo yemenita ha fatto sapere che interromperà gli attacchi solo se Israele metterà fine all’operazione su Gaza.

Loading...

A dare il via libera all’operazione è stato il Consiglio Affari esteri, al quale hanno partecipato i ministri degli esteri di tutti gli Stati membri dell’Ue.

Aspides si affianca a un altra operazione europea, “Atalanta”, avviata nel 2008 per combattere la pirateria nell’area del Corno d’Africa (Golfo di Aden e bacino Somalo). Aspides ingloberà invece un’altra operazione europea, “Emasoh”, anche in ragione della possibilità di avvalersi di strutture, capacità e competenze già esistenti e, quindi, con maggiore velocità.

La missione durerà almeno un anno, con possibile rinnovo previa decisione del Consiglio Ue.

Riconoscendo la necessità di intraprendere misure urgenti, l’Italia ha disposto, quale prima e immediata misura, l’invio della fregata “Virginio Fasan”, poi sostituita dalla pari classe “ Federico Martinengo ”.

Come spiegato dal ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, l’Italia perteciperà ad Aspides con il cacciatorpediniere Caio Duilio che si aggiunge alle altre fregate già impegnate nelle missione anti pirateria Atalanta, e che allo stato attuale è già nel Mar Rosso.

Il coinvolgimento del parlamento

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha spiegato che la nuova operazione potrà essere portata in Parlamento solo dopo la sua approvazione da parte del Consiglio dell’Ue. Il parlamento, ha chiarito il minstro, potrà approvarla o meno, come è sua prerogativa. Roma auspica che ad Aspides partecipino anche Paesi arabi moderati.

All’Italia il comando operativo della nuova operazione

L’Italia, che con Francia e Germania è stata tra i principali sostenitori di Aspides, avrà il comando operativo dell’operazione. Un’operazione che per alcuni costituisce un nuovo passo verso una difesa che sia veramente europea. La Difesa sta valutando anche la possibilità di fornire assetti aerei con capacità di sorveglianza e raccolta dati. Tra le ipotesi sul tavolo c’è l’invio di velivoli G550 Caew del 14° Stormo dell’Aeronautica Militare, già impiegati nell’ambito di missioni nel fianco Est della Nato. Si tratta di veri e propri radar volanti, dotati di un sistema multi-sensore con funzioni di sorveglianza aerea, comando, controllo e comunicazioni. Possibile anche il dispiegamento di droni, tipo Predator, con compiti di ricognizione e controllo del territorio. Il Mediterraneo allargato è centrale nella strategia di sicurezza nazionale italiana.

Contrammiraglio Costantino al comando forze Aspides

Una volta ottenuto il via libera del parlamento italiano alla nuova missione europea, la Difesa assumerà il Comando imbarcato dell’operazione. A guidare le forze sarà il contrammiraglio Stefano Costantino e a ospitarle il cacciatorpediniere Caio Duilio. Aspides ha il suo quartier generale nella città greca di Larissa. A guidarla a livello tattico sarà però il cacciatorpediniere della Marina Militare italiana, sotto il comando esperto di Costantino - alla guida di operazioni nazionali e internazionali da ormai vent’anni -, già in zona da inizio febbraio ed equipaggiato con tre cannoni, due mitragliere, un sistema missilistico antiaereo capace di coprire distanze fino a 120 chilometri, due lanciarazzi, due lanciasiluri antisommergibile e un elicottero. La sua squadra, corposa e armata, può già contare sulla fregata tedesca Hessen, salpata l’8 febbraio per il Mar Rosso con un equipaggio di circa 240 uomini, sulla belga Marie-Louise, e su una nave francese che Parigi è pronta a mettere a disposizione tra quelle già presenti nelle acque strette fra Asia e Africa, dove transita quasi il 15% del commercio marittimo globale. Il Comando Strategico resterà - come per tutte le Missioni e Operazioni militari Ue - a Bruxelles.

Loading...

Le forze italiane restano poi in attesa di rinforzi anche dagli altri Paesi che partecipano all’operazione gemella Agenor nelle acque del Golfo Arabico: Grecia, Portogallo, Danimarca e Paesi Bassi. Mentre Irlanda e Spagna hanno già fatto sapere che non invieranno né navi né uomini.

Mar Rosso, Tajani: "Nostro interesse proteggere navigazione marittima"

La missione

Le navi militari europee svolgeranno compiti di protezione e scorta del naviglio e supporto alla Maritime Situational Awareness, mantenendo uno stretto coordinamento con Atalanta, con cui Aspides condividerà parte dell’area d’operazioni, pur con distinzione di compiti, e con Prosperity Guardian. Aspides, come ha chiarito Tajani, è difensiva. Prevede l’abbattimento di droni, missili e qualsiasi altra arma diretta contro le navi mercantili. Non prevede, invece, attacchi in territorio yemenita, come accade invece per l’operazione anglo-americana Prosperity Guardian guidata dagli Usa. Saranno oggetto di discussione eventuali reazioni ad attacchi di navi militari nemiche.

Le norme di riferimento

Sul piano normativo, Aspides fa perno su un recente mandato delle Nazioni Unite e sugli articoli 42, 43 e 44 del Trattato dell’Unione europea (Tue). L’articolo 42 prevede l’uso di mezzi «civili e militari in missioni all’esterno dell’Ue per garantire il mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della sicurezza internazionale, conformemente ai principi della Carta Onu». L’articolo 44 dà la possibilità di affidare a un gruppo di Paesi membri, volontari e con capacità adeguate, tali interventi.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti