Italgas: l’Antitrust apre istruttoria sull’acquisizione di 2i Rete Gas
L’Autorità guidata da Roberto Rustichelli ha acceso un faro su alcune concessioni in cui ci sarebbe una eccessiva sovrapposizione tra i due operatori con effetti potenzialmente distorsivi per la concorrenza
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
L’Antitrust ha deliberato di avviare l’istruttoria sull’operazione di acquisto di 2i Rete Gas da parte di Italgas. È quanto si legge nel bollettino settimanale dell’Autorità che riferisce anche delle osservazioni pervenute sulle sull’operazione e sui suoi potenziali effetti da Assogas, Acea, Ascopiave, Hera e Anima. Nel dispositivo pubblicato dall’Autorità guidata da Roberto Rustichelli, si chiarisce che l’0perazione, finalizzata al controllo esclusivo di 2i Rete Gas, costituisce una concentrazione e riguarda principalmente il settore della distribuzione gas dove l’unica forma di concorrenza possibile, si legge nel documento pubblicato sul sito dell’Agcm, «è quella relativa alla partecipazione alle gare d’ambito per l’affidamento delle concessioni venute a scadenza».
Il primo blocco di concessioni sotto la lente dell’Agcm
Non a caso, è su questo fronte che si concentra l’attenzione dell’Antitrust che ha acceso un faro soprattutto su 32 Atem (gli ambiti territoriali in cui è divisa l’attività di distribuzione gas e sulla base dei quali vengono assegnate le concessioni agli operatori) in cui ciascuno dei due operatori controlla una quota pari ad almeno il 20%. Le concessioni che rientrano in questa condizione sono le seguenti: Agrigento, Bari 2, Benevento, Brescia 5, Caltanissetta, Campobasso, Caserta 2, Catania 1, Frosinone 2, L’Aquila 2, Mantova 2, Massa Carrara, Matera, Messina 2, Milano 2, Napoli 2, Novara 2, Padova 2, Padova 3, Potenza 1, Potenza 2, Ragusa, Reggio di Calabria-Vibo Valentia, Roma 4, Roma 5, Salerno 1, Salerno 3, Teramo, Torino 6, Trapani, Varese 1, Viterbo.
I possibili effetti del deal
In questi ambiti, spiega l’Antitrust, l’operazione potrebbe comportare l’eliminazione di uno dei pochi plausibili concorrenti in sede di gara e causare, quindi, «una restrizione concorrenziale diretta» con il risultato di «detenere una posizione di vantaggio in sede di gara talmente pronunciata» che potrebbe scoraggiare anche potenziali concorrenti terzi dalla partecipazione alla procedura. Ergo: in questo caso l’operazione potrebbe avere effetti rilevanti sul profilo concorrenziale del mercato.
Il secondo gruppo
In un altro gruppo di concessioni (Barletta-Andria-Trani, Caserta 1, Cosenza 2, e Pisa), invece, 2i Rete Gas gestisce una quota di Pdr (contatori) dell’Atem inclusa tra il 15 e il 20% e detiene quindi «una posizione di incumbency minore rispetto al precedente gruppo ma comunque non del tutto trascurabile». In questi Atem, chiarisce ancora l’Antitrust, c’è una totale assenza di terzi operatori o una presenza del tutto trascurabile. Ergo, anche in queste concessioni, come per l’altro gruppo, si potrebbe arrivare a «una restrizione concorrenziale comparabile a quella diretta». Con l’operazione che potrebbe comportare «un rafforzamento del prevalente gestore uscente al punto di scoraggiare ipotetiche partecipazioni di terzi alla gara».
Il terzo pacchetto di concessioni al vaglio dell’Antitrust
Vi è, infine, un ultimo pacchetto di concessioni (sono 29) e riguardano gli Atem di Alessandria 4, Ascoli Piceno, Asti, Cosenza 1, Cuneo 1, Foggia 2, Genova 2, Imperia, Isernia, Latina, Lecce 2, Lecco 2, Lodi 2, Lucca, Messina 1, Milano 3, Milano 4, Monza Brianza 1, Napoli 4, Palermo 2, Perugia 1, Pescara, Rieti, Rovigo, Savona 1, Savona 2, Siracusa, Terni, Verbano-Cusio-Ossola, i possibili effetti anticoncorrenziali dell’operazione «appaiono principalmente associati al fatto che essa comporterebbe una crescita apprezzabile della quota complessiva dell’incumbent dominante, al punto che questo potrebbe scoraggiare la partecipazione di terzi partecipanti, rendendo l’Atem apparentemente poco contendibile in sede di gara». Nei restanti 36 Atem, in cui le parti hanno sovrapposizioni, non ci sono, infine, effetti particolarmente significativi per la concorrenza essendo la presenza di uno dei due operatori limitata.


