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James Murray è il nuovo ministro della Salute del Regno Unito

Nuova nomina a guida dell’ Nhs dopo le dimissioni di Wes Streeting

La ministra britannica della Cultura, dei Media e dello Sport Lisa Nandy (a sinistra) e il sottosegretario al Tesoro James Murray (a destra) lasciano il numero 10 di Downing Street dopo una riunione del Consiglio dei ministri britannico a Londra, il 12 maggio 2026. Cresce la pressione sul primo ministro britannico affinché fissi un calendario per le dimissioni, con oltre 70 deputati laburisti che ne chiedono le dimissioni a seguito delle sconfitte del partito alle elezioni locali.  EPA/TOLGA AKMEN EPA

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James Murray è il nuovo ministro della Salute del Regno Unito. Deputato di Ealing North, prima delle dimissioni di Wes Streeting - che ora punta alla leadership labourista - è stato sottosegretario al Tesoro, la carica più importante in Inghilterra dopo il ministro dell’Economia.

«Il deputato James Murray è stato nominato segretario di Stato per la Salute e l’assistenza sociale», ha reso noto l’ufficio del premier britannico Keir Starmer su X.

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Streeting aveva annunciato le proprie dimissioni giovedì. Secondo il Times, l’ex ministro intende candidarsi alla guida del governo, in un contesto segnato dalle pressioni su Starmer perché lasci l’incarico.

Oltre a Wes Streeting, tra i candidati a sostituire Starmer come leader di partito e di governo, è emerso il nome di Andy Burnham. Il sindaco di Manchester, che i sostenitori chiamano «Re del Nord», deve prima però farsi eleggere in parlamento. Una circostanza che ora sembra tutt’altro che remota: l’intenzione c’è, e l’ex ministro Josh Simons ha comunicato che lascerà il proprio seggio parlamentare di Makerfield proprio per consentire a Burnham di candidarsi alle elezioni suppletive. 

Starmer, secondo quanto riferisce Sky News, non userà la propria influenza all’interno degli organi direttivi del Partito laburista per impedirgli la candidatura a un seggio alla Camera dei Comuni. Una decisione che segna un cambio di linea rispetto a quanto avvenuto all’inizio dell’anno, quando il primo ministro aveva invitato il National Executive Committee (Nec), l’organo esecutivo del Labour, a bloccare la candidatura di Burnham alle elezioni suppletive di Gorton and Denton.

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